Crocifissione, stigmate e Padre Pio
Per un poco di igiene mentale
Divertiti, lettore, e pensa all'imbecillità dei poveri di spirito,
che si guadagnano il regno dei cieli, e lasciano tutti i regni
della terra in mano ai potenti.
Ridi, lettore, ma pensa quanto l'ignoranza di molti
giovi a preti, re, senatori e cavalieri.
Pardo Fornaciari da Livorno
Studiando storia dell'arte, immerso in centinaia di immagini di quadri religiosi, mi è venuto in mente ciò che ci disse molti anni fa una professoressa di religione. E cioè che se avessero davvero crocifisso Gesù Cristo con i chiodi nel palmo della mano questi sarebbe caduto giù, perché il peso del corpo avrebbe rotto i tessuti della mano inchiodata. Per reggere il peso del corpo i chiodi venivano in realtà piantati nelle ossa carpiche, cioè nel polso. Almeno su questo non ci piove. E, tecnicamente, l'iconografia della crocifissione è tutta sbagliata. Tranne in due casi. Ho scoperto che gli unici due pittori ad avere dipinto Cristo crocifisso come dio comanda sono Pieter Paul Rubens e il suo allievo Antonie Van Dyck.
Il pensiero corre rapace alle stigmate, che proprio divine non devono essere, visto che di stigmate ai polsi non se ne sono mai viste. Nel migliore dei casi parlerei più di ideoplasia, cioè del potere (ancora tutto da studiare) che ha la mente umana di agire sul corpo. In altri casi invece parlerei di truffa, malafede e isteria di massa, ma visto che qui siamo tutti entusiasticamente in buonafede evito. Però, sia detto di sfuggita, già ai tempi della riforma protestante di Martin Lutero circolava una battuta alla Sorbona: "appena il soldo in cassa rimbalza, l'anima via dal Purgatorio balza".

Gli eletti, da San Francesco in poi, hanno le stigmate nel palmo delle mani. E il re degli eletti, lo sanno tutti, il santo di tendenza che non manca in nessuna casa di devoti, la grande star, che Bono gli fa una pippa, è lui: Padre Pio, vero nome Francesco Forgione (1887-1968), che com'è noto fa rimbalzare cascate di monetine nelle casse piene di aureo misticismo dei Vicari di Nostro Signore.

Se penso a Padre Pio penso a uno straordinario saggio breve del geniale Federico Sardelli, della scuderia del Vernacoliere, che si trova in appendice al suo libretto umoristico I miracoli di Padre Pio. Qui il grande proeta ci da alcune informazione utili, documenti ufficiali alla mano, sulla figura del neo-santo-subito fin troppo umano, a cui attingerò a piene mani.
- Il prof. Amico Bignami, ordinario di patologia medica, fu incaricato dal Santo Uffizio di ispezionare Padre Pio. Il 26 luglio del 1919 emise il referto, in cui parlava di "lesioni cominciate come prodotti patologici (neurosi, necrosi multipla della cute) che sono state incoscientemente o per un fenomeno di suggestione completate nella loro simmetria e mantenute artificialmente con un mezzo chimico."
Sarà un caso che nella cella del frate cappuccino c'era sempre una bottiglietta di acido fenico nero e di tintura di iodio...
- Padre Agostino Gemelli, medico, psicologo e fondatore dell'università cattolica di Milano, nel 1920 viene inviato sempre dal Santo Uffizio a San Giovanni Rotondo. Nel suo referto dice che Padre Pio è un "superbo, psicopatico ed autolesionista", e che le sue stigmate sono "un prodotto di origine isterica".
- Il prof. Enrico Morrica, su Il Giornale d'Italia del 21 giugno 1919, conclude, dopo accurata analisi, che "questi prodigi si riducono a rapporti fisico-fisiologici-patologici".
- 21 luglio 1922: il cardinale Merry Del Val del Sant'Uffizio manda al Generale dei Cappuccini la seguente lettera: "i frati cappuccini del Convento di S. Giovanni Rotondo liticarono e si percossero a sangue con armi bianche e da fuoco [...]. Causa dei litigi e delle percosse tra quei religiosi è stata la ripartizione delle ingenti somme (dicesi 3 o 400 mila franchi) accumulate dal Padre Pio ed altre, con oggetti preziosi, presso le pie donne frequentanti il convento, come i frati frequentano anche le loro, anche di notte, pernottando talvolta in paese". (Eeeh la gnocca...)
- Solenne Declaratio che il Sant'Uffizio promulgò nel maggio del 1923: "le stigmate e gli altri fenomeni attribuiti a Padre Pio non hanno niente a che fare con il soprannaturale".
- Per finire, ciliegina: 6 ottobre 1920, elezioni amministrative a San Giovanni Rotondo. Socialisti contro "Arditi di Cristo", formazione clerico-fascista appoggiata dai latifondisti, che non volevano diritti per i contadini, naturalmente, in un sistema di fatto feudale. Padre Pio, durante una cerimonia pubblica, benedice la bandiera degli Arditi, nera con le insegne pontificie. I socialisti, nonostante questa benedizione, vincono. I cattofascisti incominciano a sparare e a lanciare bombe a mano: 14 morti e un centinaio di feriti. Padre Pio non dirà mai nulla di questo eccidio (vedi "Relazione d'inchiesta sull'eccidio di San Giovanni Rotondo", Ministero degli Interni, Ispettore Generale di Pubblica Sicurezza Commissario Trani, prot. n° 27601, 15 dicembre 1920).
Poi i tempi cambiano. Le chiese si svuotano. L'otto per mille non basta più. Ne vogliono ancora... E Padre Pio può diventare un santo.
Mistero della Fede.
Peter

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