Il nulla e qualcosa
Bilderberg & Alliance Base: fantasmi di carne
Il frizzante scambio epistolare fra Silvio Bananas e Veronica Lario in Bananas rende manifeste alcune questioni tutte italiane. Per esempio che a La Repubblica l'oppio ha preso il sopravvento e domina la redazione intieramente. O anche che la P2 (e ciò che c'è al suo posto adesso) ha vinto. E che noi abbiamo perso. O che non ci sono problemi di alcun genere, in Italia, e i giornalisti fanno bene a dar voce a queste cose. Vendere tutte le copie alle 11 di mattina val bene la propria dignità. E fanculo la deontologia professionale.

Ci si occupa della faccenda come se fosse una love story, una fiction di rete 4. La cosa più dolorosa è che il giornlismo si presta con gioia. Non solo. Si inchina. Non solo. Si piega a novanta e offre al berlusconismo preservativo e tubetto di vasellina, guardandolo negli occhi 'con fare predatorio e vorace'. Che sarebbe anche una cosa lieta, se si occupassero anche di cose serie. Prima il dovere e poi il piacere, sentenziavano gli adulti quando eravamo piccoli e implumi. Ma gli adulti ci mentivano.
Per par condicio, di fronte al nulla bisognerebbe proporre qualcosa. Allora accenniamo a Bilderberg e, per esempio, a Alliance Base (grazie Samuele). Senza tanti sensazionalismi. E col sospetto sempre vivo. Perché se di qualcosa di segreto si sa poco, vuol dire che si doveva sapere quel poco per fomentare gli animi e distoglierli da altro. Che segreto rimane e rimarrà.
Bilderberg. Convention annuale o semestrale a inviti. Leggete le liste di nomi. C'è tutta la crème di finanzieri, manager, politici, multimilionari dell'Occidente (Occidente, cioè: sole che tramonta. Cioè: sole che non sorgerà mai altrove, perché è tutto nostro; l'abbiamo comprato, poveri stronzi!). Lì si decide cosa una Stato deve e non deve fare. Ci si mette d'accordo. Si fa il punto. I programmi elettorali? Fuffa. Il voto? Inutile. La democrazia?

Ciò che viene detto fra i bildenbergers non deve trapelare. Mai. Ecco allora che la mia mente capziosa corre alla lignea icona di San Walter, detto Veltroni da Roma. Io che sarei di sinistra penso al Walter che, allora direttore de L'Unità, viene invitato a un convegno Bilderberg. E penso che non ha mai detto nulla a riguardo. Lui, giornalista, quel giorno non era più giornalista. Si era preso le ferie. E su quell'argomento continua a prendersele, perché è troppo impegnato a scrivere cagate e a commuoverci sull'Africa, mentre i nostri governi appoggiano e armano i dittatori fantoccio africani. Un giornalista smette di essere giornalista in certe situazioni e torna a esserlo in altre? A me non risulta, ma sarò io stronzo. Questa è la realtà di questa sinistra. Essere come la destra, solo più ipocriti. Per dissimulare il fatto che destra e sinistra non esistono, in parlamento. Ma solo per la strada, nella guerra fra poveri. Cioè noi tutti, con L'Hammer o con la Punto. Cambia niente.
Poi c'è Alliance Base, parto di Cia (USA), DGSE (Francia), Inghilterra, Germania, Canada, Australia. E c'è anche il correlato, fantomatico, CTIC (Counterterrorist Intelligence Service). Di queste cose nessuno si occupa, naturalmente. Solo un timido articolo del Washington Post. Perché certe cose a noi cittadini non devono riguardare. Pensano loro a tutto. Con sempre nuovi OGM contro il terrorismo, mentre a Hollywood danno le ultime pennellate di phard sulla fronte di Osama bin Laden. Il terrorismo... che in vent'anni ha fatto la metà dei morti che ogni anno muoiono solo in Italia per smog (secondo l'OMS: 39.000 all'anno). Forse c'è qualcosa che non va.
Non fosse che questa si chiama sovranità limitata. In Italia vige dal 1944. Da quando la Cia assoldò mafia e destra estrema per preparare la guerra fredda. Da quando finanziò Gladio. Da quando, servendosi della P2, diede via (o almeno non contrastò) alla strategia della tensione. Da piazza Fontana alla Strage di Bologna. Dal Cermis. Dal rapimento di Abu Mazen. Da adesso. Qui.
Altro link su Bilderberg: Disinformazione.
Inoltre: Servizio di Rai News 24 su Alliance Base.
Peter

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