La miracolosa Segale cornuta
Fonte tossica di tanta cristianità

Il Claviceps purpurea, più noto come Ergot o Segale cornuta, è un ascomiceta (fungo) parassita delle graminacee. Contiene le ergotine, alcaloidi velenosi fra cui l'acido lisergico, che agiscono sulla circolazione e, nel caso che qui ci interessa, sul Sistema Nervoso Centrale.
Non è un caso che le epidemie di ergotismo fossero localizzate, coinvolgendo interi villaggi. Non è casuale il carattere «popolare» delle epidemie; esse colpivano infatti le popolazioni povere, afflitte da denutrizione e ipovitaminosi, così come non è casuale che a essere colpito fu in particolare l'Occidente cristiano, caratterizzato da assolutismo economico e religioso, dove manca quindi il senso della libertà nomade del mondo Orientale, più vario e ricco di prodotti alimentari.
Dalle spighe/pannocchie infestate dal parassita di Claviceps purpurea si faceva la farina con cui si faceva il pane. Pagnotte-più che sarebbero molto piaciute a sua eminenza Albert Hofmann, che nel 1938 sintetizzerà l'LSD-25, scoprendone con gioia gli effetti psicotropi nel 1943. Questo era possibile perché gli alcaloidi di Ergot resistono alle alte temperature dei forni.
Gli effetti devastanti dell'ergotismo trovarono terreno fertile nell'humus del Cristianesimo. I suoi sintomi venivano attribuiti a punizioni divine, vita dissoluta e peccaminosa oppure a possessioni demoniache (per le forme convulsive). In quest'ultimo caso si pensa che ebbe un ruolo importante nelle vicende di stregoneria di Salem, per esempio, a cui Stephen King si è ispirato per il suo modesto romanzo Le notti di Salem.
"La malattia si manifestò per la prima volta in Francia (nazione preferita dalla malattia) intorno al 590 dell’era cristiana. Per due secoli non si fa menzione, finché riappare nell’anno 857, e da allora le intossicazioni a carattere epidemico si susseguirono numerosissime in Francia, in Germania, in Russia, in Inghilterra, ed in altri paesi del Nord Europa fino a tutto l’800: le ultime due gravi epidemie si ebbero in Russia nel 1926 e in Irlanda nel 1929." Non si hanno notizie di epidemie (percepite quindi come tali) nell'antichità, ma qui vorremo solo far presente che il pane di segale è presente in Europa fin dall'età del rame, e che Plinio il Vecchio ne testimonia la panificazione sulle Alpi, giudicandolo però un tantinello pesante... Da questo punto di vista l'XI secolo fu particolarmente intenso. Le persone andavano in pellegrinaggio da Sant'Antonio Abate (che guariva dal cosiddetto Fuoco di Sant'Antonio) e dopo poco miglioravano, allontanandosi dai cibi alcaloidizzati, al contrario di chi invocava il santo restandosene a casa.
Tralasciando gli effetti gangrenosi, gli effetti psichici "possono manifestarsi anche tardivamente, sono rappresentati o da una sintomatologia pseudoneurastenica, con difficoltà nell’elaborazione del pensiero e deficienza di iniziativa, o, nei casi gravi e avanzati, da una certa confusione, da uno stato di stupore interrotto spesso da improvvise crisi di agitazione motoria. Possono essere rappresentati anche da allucinazioni visive e idee deliranti accompagnate da angoscia; in alcuni casi si ha l’esito letale, in altri possono residuare stato ansioso, irritabilità, modificazioni profonde del comportamento, disposizione ad accessi convulsivi [...]. Se pensiamo che in quel tempo vi erano molte altre epidemie, ci renderemo conto quanto aleatoria e inesatta possa essere la determinazione delle morbilità per singole malattie epidemiche; anzi, sotto la denominazione comune di lebbra o di peste, potevano comprendersi svariate affezioni dermatologiche, come potevano essere considerati invasati dalle divinità malefiche coloro che erano affetti da particolari forme nervose o neuropsichiche."
A me, questi effetti, ricordano parecchie storie. Pani, pesci, acqua in vino, gente che cammina sull'acqua, spiriti santi, mari che si aprono, madonne che appaiono, vocine... potrei andare avanti per ore. Ma non lo faccio. Che non è educato.
Citazioni da: Dante Coltella, Le epidemie di ergotismo nell'XI secolo, in Storia della medicina, 1969
Peter

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