lunedì, 10 novembre 2008

À propos de Facebook

Facebook è un gioco di prestigio, un geniale e perfetto paradosso. E' una piattaforma sociale che per sua natura è anticomunicativa. Magia. E' la comunicazione nella logica dei cibi pronti nel reparto surgelati al supermercato. Non ha l'ampio respiro del blog (usato bene) e ancor meno, figuriamoci, di una cena fra amici, preferibilmente ubriachi. Non consente né di sviluppare né di articolare un pensiero, un discorso, qualsiasi cosa che abbia senso. E' tutto pronto, senza sapore, odore, suono, tatto. Basta un click per diventare amici (con persone che se non vedi o senti da anni ci sarà un motivo no?), per spedire un regalo, par fare tanti bei giochini, per invitare in un "gruppo" (che bello, far parte di un gruppo!) e, cosa malata in modo sommo, per appoggiare una causa. Vuoi salvare Saviano dalla camorra? Appoggia la causa di Saviano... E' una meraviglia. Il cuore è sgravato dall'angoscia di non essere abbastanza impegnati. Il cuore è cullato nell'illusione che il nulla sia in realtà qualcosa.

Sul Domenicale de Il Sole 24 Ore di domenica 9 novembre c'è un articolo di Andrea Bajani a proposito di Facebook. Dopo averne scritto con un intelligente sguardo da antropologo della rete, cita in maniera perfettamente opportuna Michel Foucault quando in Sorvegliare e punire parla del Panopticon di Jeremy Bentham (1748-1842):

<<Ogni giorno, anche il sindaco passa per la strada di cui è responsabile; si ferma davanti a ogni casa; fa mettere tutti gli abitanti davanti alle finestre. Ciascuno chiuso nella sua gabbia, ciascuno alla sua finestra, rispondendo al proprio nome, mostrandosi quando glielo si chiede. Questa sorveglianza si basa su un sistema di registrazione permanente>>. All'inizio della "serrata" viene stabilito il ruolo di tutti gi abitanti presenti nella città, uno per uno; vi si riporta <<il nome, l'età, il sesso, senza eccezione di condizione>>. E' un sistema, dice Foucault, che ha un effetto sicuro: <<indurre nel detenuto uno stato cosciente di visibilità che assicura il funzionamento automatico del potere perché l'essenziale è che egli sappia di essere osservato>>.

La metafora del casinò è calzante, secondo me: il banco vince sempre. Perché è di questo che parliamo. E allora per non perdere, forse, bisogna aver la forza, la volontà, di sottrarsi al gioco, di non entrare nel casinò. Decidere che ok, grazie mille, davvero, ma preferirei di no. Devo leggere Seneca. Devo andare a fare una passeggiata. Devo parlare. Devo vivere con... senso.
Un gioco che il "potere" ha approntato per tutti noi, funzionalmente alla sua natura di controllore, di untore, di allevatore di consumatori: abbassare il livello culturale, cognitivo, di pensiero, di concentrazione, di coscienza delle cose (complicate) che ci stanno intorno. Forse allora è meglio comprarsi un coltello Opinel e intagliarselo nel legno, da soli, il proprio gioco. E poi impegnarsi per condividerlo alzandosi dalla propria scrivania.

Sì, Facebook è un gioco di prestigio, come la ghigliottina del mago. Solo che la testa te la taglia veramente, e senza che tu te ne accorga. Sembra uno scherzo, tipo la fiala che quando la rompi puzza di uovo marcio, ma è uno scherzo fallato. Nella fiala c'è un virus. E la platea, quando la tua testa cade nel cesto, non può sentire l'odore del sangue, non può esserne macchiata, non può fare "ooooooh!". Perché sei solo, non c'è nessuno lì con te. Gli altri sono tutti a giocare, a collezionare amici e a combattere la fame nel mondo. Con un click. Felicemente autoschedati.

Peter

PS: se si decide di affrontare la Questione Facebook in maniera seria e completa è necessario confrontarsi anche con questo post del collega Archicatto.

postato da: DevilsTrainers alle ore 13:25 | Permalink | commenti (69)
Commenti
#1    10 Novembre 2008 - 21:52
 
Volevo aggiungere un parere all'intervento riguardante Facebook...
A mio parere credo che non solo Facebook sia una piattaforma sociale di natura anticomunicativa...
Tutti gli strumenti che trovi sulla rete sotto forma di falsi mezzi di comunicazione sono anticomunicativi...
Windows live messenger è uno di quelli, blog e siti simil-facebook sono l'espressione di una società che non è in grado di comunicare...
Per il semplice motivo che oggi gli unici mezzi comunicativi "validi" si nascondono dietro la faccia di internet, e di altri mezzi che la tecnologia ci ha messo a disposizione...
Il mio stesso pensiero vale anche per gli sms mandati a valanghe dal telefonino...
In ogni caso non sto qui a giudicare perchè in questo momento anche io sono molto "non - comunicativa" (anche se credo che in questo blog ci siano argomenti di discussione interessanti)...
una domanda...ma tu ce l' hai Facebook???
http://www.blogitalia.it/leggi_blog.asp?id=30264 utente anonimo

#2    11 Novembre 2008 - 08:32
 
Con oggi mi levo da feisbuk e fanculo gli amiqui che non riescono a beccarmi.
se vogliono hanno il mio n.di telefono, si fa presto...

Ave !
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#3    11 Novembre 2008 - 08:51
 
ehi, l'ho scritto pure io un post su facebook! non solo quella sòla del catto!
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#4    11 Novembre 2008 - 11:17
 
ovviamente d'accordo su tutto tranne che sull'ubriachezza. (tra amici che han qualcosa da dirsi non mi pare ci sia bisogno di bere, che dici?)

ghiaccioblu
utente anonimo

#5    11 Novembre 2008 - 12:21
 
commento serio:

feisbuk serve per puro cazzeggio. sei lì al computer, lavori, e ogni tanto scrivi una cretinata sulla tua bacheca o su quella di un altro. la sua utilità è nulla ma di cose inutili ne facciamo tante. su questo non trovo ci sia nulla di male.
sui gruppi, ho fondato un gruppo anche io, provocatorio, e proprio su saviano, dicendo le stesse identiche cose che dici tu, e apriti cielo.
la cosa più aberrante sul fattore 'amici' è rappresentata da coloro che diventano amici di persone con e quali mai ci hanno parlato nemmeno una volta,che non hanno mai visto, ma poichè sono 'famosi' fa figo averli fra gli amici. questa la trovo la cosa più insopportabile.
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#6    11 Novembre 2008 - 12:54
 
Credo che abbiano più o meno ragione tutti e nessuno. Il problema vero è che con questi strumenti cerchiamo di avere contatti senza "metterci la faccia". Quante volte abbiamo dato dello stronzo a qualcuno che ci stava antipatico semplicemente scrivendolo su una tastiera ? O abbiamo detto "che bella topa che sei" , sempre protetti dall'assenza di contatto fisico ?
Siamo ancora capaci di reggere lo sguardo dei nostri interlocutori ?
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#7    11 Novembre 2008 - 13:23
 
è proprio questo il problema...la mancanza di comunicazione "vera" tra le persone non esiste più...
e la tecnologia ci ha portato a questo...cosa insegneremo ai nostri figli?
Che devono intessere rapporti davanti ad uno schermo del computer? Il problema vero sarà il loro secondo me...
Poi è inutile stare qui a fare del finto moralismo quando credo che ognuno di noi ha facebook, è amico di qualcuno che non sa nemmeno chi sia, e crea eventi e gruppi fisicamente inesistenti.
Il vero problema è questo...perchè invece di parlare non si trova una soluzione alternativa al problema??
Tutto ciò è impossibile perchè la società ci pone davanti questo scenario e poi..."facebook è la moda" direi...o no??
Elisa
http://www.blogitalia.it/leggi_blog.asp?id=30264 utente anonimo

#8    11 Novembre 2008 - 14:00
 
trovo banale la questione della comunicazione 'vera'. realisticamente non si può avere 'vera' comunicazione con chiunque. la vera comunicazione ce l'hai con quelle pochissime persone veramente amiche e non è certo feisbuk o similia che la inficia.
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#9    11 Novembre 2008 - 14:08
 
Sapete quando mi è scattata la molla per togliermi da feisbuk ?
Quando ho chattato per 30 minuti con il mio collega , stesso ufficio, distanza circa 2 metri. Ah , dimenticavo : ufficio occupato solo da noi due , senza capi o altro.
Ebbe' , insomma...
E poi siamo anche amici...
Non è un gioco stupido , è una cosa geniale sto feisbuk , annienta la socialità. Tanti neuroni autonomi , non collegati. O collegati in maniera virtuale. E ci si riscopre incapaci di gestire un rapporto sociale.
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#10    11 Novembre 2008 - 14:14
 
sono d'accordissimo con l'ultimo commento...
molto meno invece con l'altro commento...Realisticamente infatti non esiste che tu abbia comunicazioni vere con tutte le persone, quindi direi che ti sei già risposta da sola.
e se rileggi il mio commento dico proprio che facebook non aiuta la comunicazione, ma trovo anche abbastaza stupido crocefiggere un "mezzo" come questo, dal momento che ne esistono mille altri con la stessa funzione antisociale e anticomunicativa.
Elisa
utente anonimo

#11    11 Novembre 2008 - 14:49
 
se sta' a parla' de tutto e de niente (cit.)

elisa, anche tu dovresti leggere meglio i commenti.

la comunicazione si annienta solo se 'tu' (generico) hai dei problemi. e tutto 'sto sparare a zero in difesa della 'vera' comunicazione alla lunga è stucchevole. una volta c'erano le chat su cui infierire, oggi feisbuk o il blog.
cosa insegneremo ai nostri figli? insegnagli a giocare a pallone per strada come facevamo noi da piccoli. i socialnetwork, come i blog, sono delle trappole per chi i problemi di interazione ce li ha a prescindere. tutto il resto sono chiacchiere moralistiche.
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#12    11 Novembre 2008 - 15:07
 
Lilith , sono d'accordo con te tranne su un punto. Questi strumenti non sono trappole per chi li sa gestire e per chi è abbastanza maturo per farlo. Mi fa un po' paura pensare che mia figlia ( che ora a 10 anni e che ancora per un po' riuscirò a governare... ) abbia la possibilità di scegliere se andare fuori a giocare e relazionare "dal vivo" oppure rimanere in casa per ore a chattare ( e non è una visione apocalittica , succede già a molti adolescenti di oggi ).
Questo è il mio timore più grande , che questo relazionare tramite tastiera venga vissuto come normalità.
Poi io e te , che siamo adulti e vaccinati , abbiamo i mezzi per capire la differenza , no c'e' dubbio.
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#13    11 Novembre 2008 - 15:08
 
appunto...tutti i mezzi comunicativi che trovi in rete sono come il famigerato facebook..la mia critica principale va a chi è solo capace di sparare stupidaggini inutili...nel senso lo sappiamo tutti che facebook è un mezzo anticomunicativo, no???
secondo me non è stucchevole cercare di comprendere il PERCHè oggi la gente non è più in grado di parlare (in generale), non solo di comunicare!!!
Ai miei figli è ovvio che insegnerò a giocare a pallone, ma chiediti perchè oggi la maggior parte dei giovani sono sempre attaccati al computer...e non mi sembra un ragionamento assurdo!!!
comunque hai ragione tu, stiamo parlando di tutto e di niente!!!!
Saluti Elisa
utente anonimo

#14    11 Novembre 2008 - 15:22
 
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QuickPost Quickpost this image to Myspace, Digg, Facebook, and others!

ma quest'è lavooro!
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#15    11 Novembre 2008 - 15:37
 
questo post non vuole essere un'analisi della rete, ma un'opinione su facebook. perché? l'ho scritto: perché in fb vedo una logica che ostacola la comunicazione.
mi dispiace elisa che scrivi che scrivo "stupidaggini inutili" solo perché sei entusiasta del mezzo. però a me pare un mezzo NON INNOCUO come sembra (lilith). perché al contrario di un blog, per esempio, o di una chat, in cui si ha spazio per articolare un discorso, in fb questa libertà non c'è perché, appunto, è la sua logica (ed è una logica di potere, non di democratizzazione come invece la rete in generale può offrire se usata bene).
poi: perché non si comunica più? non lo so, io comunico. anche le persone che conosco comunicano. chi non comunica è perché accetta (anche inconsapevolmente, tipo: è moda così) supinamente le logiche di cui sopra. inoltre, se vogliamo fare un discorso ancor più generale (e forse ancor più inutile) a me pare che gran parte di certi comportamenti derivino da quel grande ambito (politico!) che rientra nella parola PAURA.

GHIACCIO BLU
che dico? dico che "preferibilmente ubriachi" in quel contesto sta a significare qualcosa divitale e autentico, non un inno all'oblio perché non si ha nulla da dire...

ANONIMA N°1
certo che ce l'ho, altrimenti come avrei potute scriverne? ce l'avrò ancora per poco, però.

PAVEL
bella la scenetta in chat col tuo collega nello stesso ufficio... !!!

cordialm,
peter
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#16    11 Novembre 2008 - 15:48
 
secondo me invece è banale scrivere queste cose su un mezzo come facebook, in quanto penso che sia ovvio e scontato che sia come tu, peter, l'hai descritto...e io non sono entusiasta del mezzo, lo prendo come tutti gli altri mezzi di comunicazione esistenti in rete...per questo motivo non vedo distinzioni tra fb, blog, chat...
se tutti questi mezzi sono usati con criterio e con la giusta intelligenza, non creano problemi alla comuniacazione..
il mio riferimento alla mancanza di comunicazione tra le persone è generico, nemmeno io so il perchè sta accadendo e me lo chiedo...
comunque anche io riesco a comunicare e ad avere rapporti sociali!!!
Saluti a tutti voi, Elisa
utente anonimo

#17    11 Novembre 2008 - 15:50
 
nonostante facebook!!!
utente anonimo

#18    11 Novembre 2008 - 15:51
 
aggiungo l'ultima cosa. prendiamo anobii. anche anobii può dare dipendenza come facebook. anche anobii può essere un modo per cazzeggiare. sistemi la tua libreria, guardi quella degli altri, ti leggi i commenti al tal libro... ma è di libri che parliamo. e di un sito di libri. in cui puoi scoprire delle cose che non sapevi, in cui ricevi input su letture che ancora non sapevi di voler fare o su letture che hai fatto in passato e magari avevi dimenticato! stimola a leggere, e leggere, secondo me, salva la vita. inoltre è un sito (una piattaforma) che per forza di cosa, per la sua LOGICA (ancora) prevede lunghi periodi di lontananza, perché non puoi stare su anobii e leggere. o una cosa o l'altra... facebook cosa offre? reperibilità e visibilità. per farci cosa?
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#19    11 Novembre 2008 - 15:56
 
Peter, credo comunque che tu avresti potuto scrivere di facebook anche senza "testarlo"...ci sono un sacco di articoli e notizie su fb,quindi potevi benissimo scoprire il programma senza per forza crearti uno spazio al suo interno!!!

Mi sembra che questo sia un nascondersi dietro un dito...nel senso che si voglia fare i moralisti a tutti i costi...volendo criticare a per forza una cosa che in realtà è come tutte le altre (e non mi ripeto)...
quindi per questo prima ho scritto che queste secondo me sono "stupidaggini", perchè tutti siamo al corrente di queste cose e della pericolosità del mezzo usato in maniera non consona.
Di nuovo, ELisa
utente anonimo

#20    11 Novembre 2008 - 16:05
 
ah elì, così è come dire che si può scrivere un reportage sull'australia senza esserci mai stati. tanto esistono molte pubblicazioni a riguardo...
io mi sono iscritto, l'ho provato, l'ho "conosciuto", e mi sono fatto la mia idea. che è anche l'unica via ontologicamente possibile...
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#21    11 Novembre 2008 - 16:08
 
non lo so..in questo caso forse l'esempio non mi sembra la stessa cosa...
ma rispetto tutte le opinioni quindi va bene così!!!
utente anonimo

#22    11 Novembre 2008 - 16:59
 
feisbuch è il futuro. Che si voglia oppure no.
Feisbuch è quello che gli adolescenti, che saranno gli uomini di domani, utilizzano tutti i giorni per incrementare (almeno sembra) i loro rapporti sociali.
200.000.000 di persone fanno di feisbuch un fenomeno da non sottovalutare. I social network (di cui feisbuch è l'esponebte di punta, ma non il solo...anzi) sono ormai sostituitivi di tante altre cose: gli utenti affidano ad essi sensazioni, ripongono in questi strumenti (e negli amici virtuali) fiducia e si sentono accompagnati in rete da persone vicine che infondono sicurezza.
Non si può banalizzare un fenomeno di queste dimensioni in: è bello/è brutto.
Il discorso è: esiste!
E la cosa che va analizzata, a mio parere, sono le cause che permettono a tale fenomeno di ingigantirsi di giorno in giorno.
Mancanza di stimoli, noia, mancanza di interessi veri (lettura, disegno, arte, cinema, ecc), possibilità di semplificare tutto, possibilità di navigare in rete rimanendo in compagnia delle persone care, necessità di consigli, di un ruolo sociale, di un inserimento in un gruppo, ecc.

Io con queste cose (feisbuch) più o meno ci lavoro, e sono arrivato a una conclusione: la rete rispecchia i bisogni reali della gente.
Feisbuch risponde a dei bisogni. Se non ci fosse feisbuch ci sarebbe qualcosa di altro perchè la prima necessità dell'uomo è rispondere ai propri bisogni. Bisognerebbe lavoare su altro: lavorare nelle scuole, nelle famiglie, nei psoti pubblici, per dare ai giovani (soprattutto) altri strumenti di comunicazione, di interazione e di inserimento.
Saluti a tutti... vi saluto e scappo su feisbuch.

Acselx
utente anonimo

#23    11 Novembre 2008 - 17:36
 

Facebook è un sistema di controllo come mille altri, ma peggio di altri pernicioso. Oltretutto, qualsiasi cosa (dati, immagini ecc) tu ci infili non puoi più levarlo. Se decidi di cancellare l'account, non puoi. Puoi solo congelarlo. Ma tutto quel che gli hai buttato in bocca, nell'avida pancia rimane. Che sia pericolosissimo è evidente: zero contenuti, ma sensazione frizzante di grande vitalità. Tutti che urlano: guardami! Guardami! Ci sono anch'io! Insomma, è ributtante. Addirittura peggio di MySpace che è tutto dire.. E per quanto mi riguarda personalmente, Facebook è la versine virtuale di quel che mi irrita in sommo grado nella vita reale: che tutti mi rompano i coglioni di continuo, che mi telefonino e mi scrivano, e mi domandino cosa faccio e mi dicano (ma chi se ne fregaaaa!) cosa stan facendo loro. Un brusio di fondo da uscire pazzi. Come Bartleby mi vien da dire: preferirei di no.
E poi sinceramente io ho da fare e 'ste cazzate fan perdere un sacco ma veramente un sacco di tempo.

ps. per l'appunto: soccia 'sta Elisa quanto tempo che ha da perdere al pc, meno male che non le piace...

ps2 che sotto lo pseudonimo Acselx si celi il famoso sociologo del nulla Francesco Alberoni? :-D
utente anonimo

#24    11 Novembre 2008 - 17:39
 
l'anonimo 23 qua sopra sono io. E non provate a contraddirmi, non sopporto d'esser contraddetta, e tanto ho da fare e qui non ci torno più per un pezzo quindi parlereste col muro... :-DDDD
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#25    11 Novembre 2008 - 17:52
 
ghiaccio: ma se c'avevi dumila amici e ci hai infilato dentro millemila foto!
comunque hai ragione. ;)
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#26    11 Novembre 2008 - 19:26
 
infatti non ho mai detto che non mi piace e infatti non sto qui a fare del falso moralismo!!!!!!
stavo solo commentando, per motivi che so io, visto che sono cose che studio, quello che ha scritto Peter nell' "articolo" principale!!!
pensate a quel che fate voi, che alla mia vita ci penso io!!!!!!!!
Un saluto a tutti
la solita anonima ELISA
utente anonimo

#27    11 Novembre 2008 - 19:50
 
Come tutte le cose che girano su internet, blog compreso, l'importante è che non ci ruoti attorno la tua vita. Ultimamente sto scoprendo come sia talmente facile con dei semplici click levarsi dal cazzo facebook, telefonino ecc. Non dobbiamo farci "terrorizzare" oggi così come non dovevamo entusiasmarci ieri.
Poi va da sé che il miglior metodo per comunicare sarebbe parlare con l gente, ma siamo nell'era del "se non fai 234 cose al giorno non sei nessuno", ci siamo arrivati per gradi attraverso un percorso che - volenti o nolenti - abbiamo imboccato tutti.
E ogni volta che finisco un libro mi ritrovo lì a fare mente locale: ma quando cazzo l'ho trovato il tempo di leggerlo?
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#28    11 Novembre 2008 - 21:04
 
la gente parla perché ha la bocca. (epoca di mia nonna)

la gente scrive perché ha la tastiera. (versione contemporanea)

ho detto tutto. addio.

gb
utente anonimo

#29    11 Novembre 2008 - 21:15
 
tu invece, cara GB, non sai accettare le opinioni degli altri, e mi pare che se si legge nel tuo libro, tutto ok, se invece una persona non la pensa come te è un idiota?? perchè mi sembra che dal tuo ultimo commento "non hai tempo da perdere per leggere stronzate"...
mah...
utente anonimo

#30    11 Novembre 2008 - 23:01
 
Che gorgo metamultimediale!

Baci,
Dan

utente anonimo

#31    11 Novembre 2008 - 23:46
 
Il problema è che tutti ne parlano ed allora ti viene la curiosità, ma bastano un paio d'ore per capire l'assoluta inutilità se non addirittura la perniciosità di simili social network.
Grande Peter.
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#32    12 Novembre 2008 - 00:05
 
ho cominciato nel 1999 con le chat irc, diecendo: smetto quando voglio.
sono passato nel 2000 a icq, e ho avuto le mie prime esperienze sessuali con uno schermo.
nel 2002 msn messenger e una webcam mi hanno mostrato cose (e case) che voi umani virtuali ancora adesso vi sognate.
nel 2003 ho cominciato a frequentare i forum. tre ne frequentavo, tre mi hanno bannato a vita. ancora oggi, c'è un banner con il mio ip scritto sopra "tu non puoi entrare".
nel 2005 ho scoperto i blog, dove ho scoperto che molte volte la gente nemmanco legge quello che scrivi "basta che mi linchi".
nel 2006 mi sono iscritto a scacchisti online, e anche da lì, periodicamente, vengo bannato.
nel 2007 ho scoperto hattrick, dalla cui conference vengo bannato ogni volta che scrivo "sborra".

feibuk sarà anche il futuro, ma mi son rotto un po' i coglioni.
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#33    12 Novembre 2008 - 11:44
 
hub, se è una tua pulsione profonda potresti scrivere "sborra" sui muri. al massimo t'arrestano. ma vuoi mettere la soddisfazione di non essere più bannato?

(non capisco perché si deve litigare. le guerre fra poveri, sono queste. mai nessuno che dia un rozzo di botte a Geronzi...)
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#34    12 Novembre 2008 - 11:48
 
Oppure un sacco di botte a Licio Gelli...Rumors dicono che farà una trasmissione in TV...In RAI!!!!!!
Marco V.
utente anonimo

#35    12 Novembre 2008 - 11:58
 
marco, il programma tv ce l'ha già. su odeon.
l'eventualità che vada in rai è pura fantascienza... non scherziamo. cmq sì, facebook e gelli per me sono espressione della stessa cosa. fascismo, controllo, limare il livello verso il basso.

http://www.youtube.com/watch?v=u6Y7eyecqPg
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#36    12 Novembre 2008 - 12:12
 
litigare sul nulla è bellissimo. tu come al solito non cogli il valore terapeutico

(hub è solo un frustrato rosicone, che si sappia)
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#37    12 Novembre 2008 - 13:04
 
Grazie Peter...come sai sono reduce da una settimana in US e non sono molto informato...magari è in onda pure da mesi, ma ne ho sentito parlare solo in questi giorni...comunque, odeon o rai che sia, solo il fatto che uno come lui abbia la possibilità di parlare mi far bollire il sangue...Su questo sono un po' fascista...
Marco V.
utente anonimo

#38    12 Novembre 2008 - 13:11
 
accipicchia, non ho fatto in tempo a finire di dire feisbuc che tu hai tirato fuori tutte 'ste riflessioni. nonché la citazione colta :-P
a parte gli scherzi, io mi sono feisbuccata da più o meno una settimana, e sinceramente sono abbastanza d'accordo con quello che hai scritto nel post. penso però che se non fosse facebook, sarebbe qualcos'altro, ossia il vero problema è che la gente non ha più strumenti critici, testa, mente e cervello per cui basta meno di una spintarella per mettersi in mostra e mandare all'ortica la propria privacy e quella degli altri.
faccio un esempio: con facebook (con il quale non ritrovato nessun amico d'infanzia) sono di nuovo in contatto con la mia amica che per lavoro e per amore si è trasferita a ferrara e che per forza di cose non sento e non vedo più ogni giorno come prima: e dare un'occhiata alla sua bacheca (dove intelligentemente non scrive molto di più che "c'ho fame, sono stanca e c'ho sonno") me la fa sentire un po' più vicina e magari una telefonata serale in più ci scappa.
poi dall'altra parte c'è il mio amico, nonché collega di lavoro, che se sulla sua bacheca non scrive tutto ma proprio tutto quello che fa, non è contento. fino all'altra sera che tutto felice ha scritto che aveva finito un articolo su un prodotto che abbiamo in prova. peccato che sia "amicato" con uno che non doveva saperlo e subito gli ha scritto: marca? modello? prestazioni? conclusioni?
ti lascio solo immaginare il casino successo in redazione.
quindi secondo me feisbuc è un mezzo pericoloso in mano a degli scriteriati, perché la gente con un minimo di sale in zucca è ben consapevole di essere in vetrina e ti fa vedere solo quello che vuole mostrare, usando un minimo di filtro.
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#39    12 Novembre 2008 - 13:16
 
p.s. i termini "accipicchia", "mandare alle ortiche" and so on, fanno parte del mio programma di educazione della gnoma al fine di evitare che la prima parola che dirà non sia un "e che ca§§o").
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#40    12 Novembre 2008 - 14:26
 
anche "vai a scoreggiare nella farina" è un ottimo eufemismo che puoi usare in alternativa a "mandare alle ortiche" te lo suggerisco... :-)
Marco V.
utente anonimo

#41    12 Novembre 2008 - 15:12
 
-.-
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#42    14 Novembre 2008 - 16:12
 
confermo, pulc3tta. da noi è un'espressione che gode di gran diffusione. come anche "c'è da cagar le lamette" per dire: la vita è dura e malvagia.
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#43    14 Novembre 2008 - 19:54
 
Che ti devo dire Pit. Che non so se facebook possa o meno essere pericoloso. Di certo è una palla mortale e uno sputtanamento della privacy.
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#44    14 Novembre 2008 - 23:58
 
si. però. la gnoma compirà due anni il prossimo 24 dicembre. devo aggiungere altro? ecco.
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#45    21 Novembre 2008 - 10:26
 
Guardate questo video, se vi va.
Io condivido, ma il paradosso è che me l'ha girato un mio amico che odia facebook tramite facebook.

Non se ne esce vivi, secondo me.

Dan

http://it.youtube.com/watch?v=GWoVzNPggVs
utente anonimo

#46    21 Novembre 2008 - 11:04
 
l'ho trovato anch'io un video, ed è assolutamente geniale :-D
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#47    01 Dicembre 2008 - 12:04
 
va detto che oggi woody allen compie 73 anni.
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#48    08 Dicembre 2008 - 22:32
 
Facebook è una possibilità. In che senso?Sicuramente non ti consente di articolare pensieri come un blog, ma non è che mettere a disposizione del mondo il proprio diario (anche se per me un vero diario è ben altra cosa!) significhi necessariamente comunicare col genere umano. Si può scegliere, come per tutti i mezzi di comunicazione, l'utilizzo che se ne desidera fare. Facebook ti consente 'morsi di realtà', poi se vuoi addentarla davvero per bene trovi il modo per farlo. Mi spiego meglio: aderire ad una causa non vuol dire liberarsi la coscienza da un peso, questo è un atteggiamento semplicistico. Diciamo che attraverso questo mezzo puoi sensibilizzare ad un problema un vasto numero di persone, dopo di che, ciascuno deciderà se essere o meno anche concreto e fattivo. Ripeto: facebook è una possibilità. Io ho rincontrato persone che avevo perso di vista a sei anni a causa di un trasferimento della mia famiglia, e vi assicuro che rivedersi dopo 26 anni è molto meglio che 'Carramba che sorpresa' visto in tv!. Le richieste di amicizia su facebook si possono anche rifiutare (come faccio io) e chi ha qualcosa da chiedermi sui motivi può farlo in separata sede (cellulare se ce l'ha, se non ce l'ha il rifiuto si spiega da sè;) ). Insomma, come per tutti gli strumenti di comunicazione facebook può essere un'occasione: di conoscenza, di approfondimento, di scambio reciproco di umanità e amicizia oppure un cazzeggio sterile ed inutile. La vita è nostra, in definitiva.
Giusi
utente anonimo

#49    18 Dicembre 2008 - 02:19
 
oltre ad essere anticomuncativo e freddo, la cosa che mi colpisce di più è come la gente lo affronta con leggerezza, quando il nome stesso ne suggerisce lo scopo...faccialibro... chiunque sarà in grado di sapere tutto su di te, di leggerti come un libro: i gruppi a cui aderisci, cosa ti piace, chi sono i tuoi amici, cosa vi dite, che scuola hai fatto e con chi, in che foto sei presente, inche luogo sei stato per la serata e chi più ne ha più ne metta, oltre al fatto che chi cerca informazioni sul tuo conto le possa avere tramite un semplice click, n realtà, non si scopriranno più le persone per quel che sono in realtà o perlomeno dal vivo ma tramite una rete di informazioni virtuali alle quali chi vuole accede.
utente anonimo

#50    18 Dicembre 2008 - 16:10
 
#49
sì, certo. è questo che mi spaventa. quel che può esserci dietro la leggerezza, l'apparente innocuità.

GIUSI
ci mancherebbe. sono d'accordo anche con te. come ogni cosa, anzi strumento, anche FB può essere utilizzato con un qualche senso. ma la sua natura, e questa era parte della riflessione che ho fatto, è che "tira al basso"... non tutti hanno gli strumenti per utilizzare gli strumenti. anzi... questo discorso potrebbe essere applicato anche alla TV. abbassare il livello innalza la soglia di legittimità delle proprie miserie.

peter
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#51    19 Dicembre 2008 - 09:41
 
la mia opinione su facebook si riassume perfettamente in questo video di guzzanti:
http://it.youtube.com/watch?v=I-vFa1oLiLk

devil, grazie per avermi fatto conoscere archicatto, dopo la lettura del suo post credo di esseremene follemente innamorata:-)
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#52    19 Dicembre 2008 - 11:20
 
cara isolamenti, non ti conviene innamorarti del catto, ha una fidanzata bellissima, gelosissima e soprattutto feroce. vedi tu.
utente anonimo

#53    19 Dicembre 2008 - 13:58
 
ecco,isolamenti,vedi di dare mooolta retta al consiglio dell'anonimo qui sopra.
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#54    23 Dicembre 2008 - 00:00
 
Ciao :)
volevo segnalarti il mio nuovo libro. E' una raccolta di poesie dal titolo "Il giorno che vidi il tuo volto", con un'introduzione di Roberto Carifi. Se ne vorrai parlare sul blog mi farà piacere.
Trovi tutte le info sul libro su
www.simonepiazzesi.it

Grazie!
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#55    27 Dicembre 2008 - 18:39
 
archicatto è un genio
lo voglio conoscere
avete tutti ragione FB FA CACARE
ma dipende anche dall'uso che ne fai
utente anonimo

#56    08 Gennaio 2009 - 14:57
 
Feisbuc è una delle mille buggerate che hanno un nome e che fanno il contrario di quello che affermano (Non solo problema USA, siamo in una regione in cui Il Partito (diossino) predica cose, alcune patetiche, come la sciocchezza per grulli dell'ecologia del fare, una contraddizione in termini, e fa esattamente il contrario.
Feisbuc è una piattaforma virtuale antisociale. Uno dei mille modi di isolare le persone, disgregare le relazioni sociali. I polli in batteria vengono allevati in scatolegabbie uno ben isolato dall'altro.
Noi diamo loro il cellulare, l'aifon, feisbuc e tante, tante carte di credito.
Comunicare, interfacciarsi ovunque! E' più bello, è più socialnetuorc, siamo tutti più felici.
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#57    25 Gennaio 2009 - 20:55
 
Sono d'accordo con te su quello che scrivi a proposito di Fb. Uno strumento inutile e sterile. Una schedatura più che annunciata. Vedi l'ultimo articolo di pressante: http://www.pressante.com/politica-e-ordine-mondiale/big-brother/1284-schedatura-di-massa-operazione-facebook.html

La schedatura informatica e volontaria di milioni di persone nel mondo può servire agli scopi dell’intelligence statunitense, per una maggiore sicurezza nazionale?
utente anonimo

#58    26 Gennaio 2009 - 15:47
 
grazie a tutt per gli interventi. non credo ci sia alcunché da aggiungere, da parte mia.

(a parte il fatto che rosico per il successo che ARCHICATTO ha con le donne)

vs,
peter
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#59    27 Gennaio 2009 - 11:50
 

Rosichi?

Te ringrazia e baciati i gomiti.
utente anonimo

#60    27 Gennaio 2009 - 12:27
 
peter: occhio a dire sciocchezze.
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#61    27 Gennaio 2009 - 13:31
 
:-D

ecco, alsaveva me...
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#62    11 Febbraio 2009 - 18:20
 
mi dicono che in italia ci sono 8 milioni di esseri "pensanti" che guardano il grande fratello. facebooke è la stessa cosa. ti fai spiare, e spii. o ti metti in mostra.
ma come sempre dipende da come sei tu. puoi nan avere amici, o quelli giusti. puoi provocare.
sterci o non starci. usarlo ed essere usato.
responsabilità e consapevolezza come sempre per ogni scelta.
sociale e asociale? sono stanca anche di queste definizioni.
scusa, mi sono lasciata andare la blabeggio ma sono incazzata oggi
peace and love
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Batsceba

#63    12 Settembre 2009 - 19:01
 
Secondo me l'articolo è interessante e sostiene senz'altro molto bene l'opinione di quello schieramento che è fiero di non essere iscritto a facebook, mostrando le sue buoni ragioni. E' innegabile che in facebook ci siano grosse contraddizioni, ed è ancora peggio che queste contraddizioni rappresentino le sue parti strutturali. Però, c'è sempre da tener presente che quando si parla di amicizia su Facebook si parla di un collegamento virtuale tra oggetti virtuali, è un link diretto a una pagina. Il difetto peggiore di questo sito (ma probabilmente anche la sua grande forza) è proprio quello di sfruttare uno dei punti deboli degli uomini, ovvero il loro bisogno di essere accettati. E così delle parole illudono. Ma prima però accontentano. Sostanzialmente, siamo di fronte a un fraintendimento di concetti molto complessi come quello di amicizia.
Il fatto è che facebook è ibrido. Non è semplicemente realtà virtuale. E' realtà virtualizzata. Oppure virtualità realizzata. E questo rende ancora più difficile trovare la differenza tra il mondo finto e il mondo vero. E' un assaggio di quello che sarà il futuro.
Ma è anche troppo facile giudicarlo. Proprio in quanto esso non rappresenta solo un mero programma rinchiuso in una scatola, si deve tener conto del suo potenziale.
Per scrivere pensieri, pubblicare articoli, discutere di temi importanti ci sono già i blog, è vero, strumento accattivante e utile, ma non è detto che facebook non possa essere utilizzato anche per quello, forse garantendo anche una visiblità maggiore. Se lo scopo, ovviamente, è far conoscere alle persone un pensiero e non solo quello di abbellire la pagina con decine di link e graziosi neologismi.
La cosa più difficile però da vedere in facebook è stata, ed è ancora, la sua radicale trasformazione da "libro delle facce", ovvero l'annuario degli studenti americani, a una specie di "memorandum" parallelo per tutti gli altri utenti del mondo (che lo usano alla stessa maniera, come un'agenda animata, aggiungendo solo le persone che conoscono), a, infine, social network. Ebbene sì. Mi sento di dire che un social network non è un'agenda di facce conosciute nella vita reale e con cui ogni tanto ci si scambia qualche cazzata elettronica, ma uno strumento digitale globale e globalizzante con cui si possono fare conoscenze NUOVE. Il tipo di conoscenze che poi vengono fatte è una scelta che appartiente all'utente in quanto persona, e pertanto dovrebbe essere esente da giudizi moralistici.
La citazione di Bajani di Foucault, francamente, mi sembra un po' forzata. E anche la metafora del casinò. Nessuno ha costretto le persone a mostrarsi. Ognuno ha solo seguito l'esempio di chi prima di lui si è iscritto. Ognuno ha avuto e ha ancora la piena facoltà di nascondere i propri dati personali. Un iscritto di facebook non perde nulla della sua vita. Non è mai il gioco d'azzardo che fa i giocatori, ma il contrario.
Per essere d'aiuto a chi, secondo voi, dovrebbe astenersi o cancellarsi da facebook, potreste, anziché denigrare il mezzo sprecando energie, cercare invece di analizzare più in profondità il fenomeno, per cercare di prevederne uno sviluppo futuro. E se pensate che sia una cosa troppo difficile, allora non scrivete nulla.
Io non sono certo qualcuno che possa farvi la predica, ma credo in facebook come strumento non abietto, come possibilità per la conoscenza e una qualche forma di democrazia. Guardate l'esempio dei giovani iraniani: un'azione di protesta che ha temuto persino Ahmadinejad è partita da qualcuno che ha risvegliato lo spirito politico tra i giovani (quasi inesistente in Italia) proprio su facebook. Con un gruppo di persone che ha smesso di essere un collegamento virtuale ed è divenuto reale. Non è quindi che facebook sia un pericolo, è che manca qualcosa, o qualcuno, che riesca a fornire valide linee guida per il suo utilizzo. I veri esempi sono ancora troppo pochi.
C'è poco da fare: Facebook offre grandi possibilità, ma come sempre succede con le cose troppo grandi per gli uomini, essi finiscono per sfruttarne solo una parte. Un esempio su tutti: il cervello.

Altre considerazione di natura puramente polemica:

- non è facebook a dare dipendenza, sono i suoi contenuti. Una persona usa MySpace, usa Msn, usa un blog o un qualsiasi altro dispositivo interattivo virtuale perché ha la possibilità di trasmettere e ricevere stimoli. E' a seconda del tipo di stimoli che si preferisce una cosa ad un altra. Altrimenti non si spigherebbe "l'altra parte di internet" che non usa facebook ma scrive sui blog, usa MySpace o altri social network o si fa le pippe sui siti porno.

- è sbagliato, in questo caso, dire che se si vuole affrontare la questione di facebook in maniera seria e completa sia necessario confrontarsi anche con il post del collega Architatto. Perché il livello del contenuto parodistico che egli tratta è più basso di quello dell'articolo proposto qui su Devil'sTrainer, e rende le ultime tre righe del suddetto articolo, trascritte anche da me, sarcastiche. Ovviamente, se lo scopo era quello, non ho nulla da fare a parte le mie scuse per il fraintendimento.

- "non esiste più la comunicazione vera": ma qual è la comunicazione vera? Io so solo che i tempi cambiano, e cambia anche la comunicazione. Ciò che non cambia è la possibilità di scegliere come essa debba essere affrontata.

- infine, e non leggo altri commenti, a un'ostinata ed entusiastica difesa di facebook è contrapposta un'ostinata offesa condotta dagli utori dell'articolo, schierati non nel mezzo, dove sta la virtù, ma dalla parte opposta.

Conclusione: proprio riguardo alle "cose malate in modo sommo", come dite voi, e comunque definizione che condivido in pieno, riporto uno degli ultimi esempi, ancora una volta di smentita, che ho trovato su facebook, e che possono far sperare in un uso del mezzo migliore ma soprattutto consapevole:

http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=154852107672
utente anonimo

#64    12 Settembre 2009 - 19:02
 
Ho scritto l'articolo numero 63 e ho dimenticato di firmarlo in qualche modo. Questa è la mia mail: maxbolton@hotmail.com
utente anonimo

#65    10 Ottobre 2009 - 13:12
 
caro Max, sono onorato - DAVVERO - del tuo lungo e profondo commento che dimostra reale intenzione di comprendere certi meccanismi. ma quello che avevo da dire su facebook l'ho scritto in questo post e, in tutta sincerità, non ho altro da dire. facebook è lontano dalla mia vita, e ho intenzione di occuparmi d'altro.
posso solo aggiungere una cosa, molto più seria di quanto non possa sembrarti subito. tu scrivi "Un iscritto di facebook non perde nulla della sua vita". io ti rispondo: evidentemente non hai letto "La brevità della vita" di Seneca. leggilo, te lo consiglio. non è né una battuta né una provocazione. Ciao.
Peter

(sì, con archicatto hai frainteso)
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#66    16 Ottobre 2009 - 14:24
 
Ti ringrazio per la risposta, e leggerò il libro di Seneca.
Ciao!
utente anonimo

#68    23 Dicembre 2009 - 09:05
 
Sì insomma, numero 67, concordo pienamente. Non ho mai detto il contrario.

http://www.cpsico.com/dipendenza_da_caffeina_dipendenza_da_caff%C3%A8.htm
utente anonimo

#69    23 Dicembre 2009 - 09:06
 
Era mio il commento 68,

Max Bolton
utente anonimo

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categoria:pensiero, società



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