Banca Vaticana
Non fiori, ma OPERE DI BENE!
Benritrovati, bella gente. Come potete vedere dal titolo del post - che in un mondo giusto dovrebbe essere un ossimoro - si riparte bene. Tradotto dal francese da The Father (mio padre), questo testo va letto. Poi magari è totalmente falso... ma ho qualche dubbio. Se qualcuno ha dati o notizie diverse da ciò che qui è scritto lo dica. Male che vada verrà tacciato di essere un ciellino e verrà messo al rogo (occhio per occhio... ma anche: peace and love, fratelli).
Vostro Peter, oggi - solo oggi - giustiziere figlio dei fiori (tanto... ossimoro più, ossimoro meno).
Secondo una fonte internazionale, il Vaticano è il principale destinatario di oltre 55 miliardi di dollari USA in soldi italiani “sporchi” e si trova all’ottavo posto come luogo di “lavaggio” del denaro, davanti a paradisi fiscali come le Bahamas, la Svizzera o il Liechtenstein.
Una recente inchiesta del London Telegraph e del Inside Fraud Bulletin, cita la Città del Vaticano [1] come uno dei principali stati “cut out” (tagliati fuori) allo stesso modo di altri paradisi fiscali come Nauru, Macao e Mauritius. In uno Stato definito “cut out” le regole sul segreto bancario rendono impossibile la tracciabilità dell’origine dei fondi depositati.
La Banca Vaticana tenta disperatamente di opporsi a una denuncia depositata da sopravvissuti serbi ed ebrei della Shoah alla corte federale di San Francisco (il caso “Alperin contro la Banca Vaticana”) che ha l’obiettivo di obbligarla a render conto di fondi a loro sottratti nella seconda guerra mondiale [2].
Opponendosi a queste accuse l’avvocato della Banca Vaticana, Franzo Grande Stevens, ha dichiarato, sotto giuramento, che “… la fondamentale ragion d’essere [della Banca V. ] è promuovere atti di pietà” e che i suoi clienti depositanti sono “… essenzialmente dipendenti dello Stato della Città del Vaticano, membri della Santa Sede, congregazioni religiose come pure privati cittadini che depositano somme destinate per almeno una parte a opere di bene”.
Stevens ha inoltre dichiarato alla corte che la Banca Vaticana è sotto il controllo del papa e che i registri della banca non vengono conservati oltre un periodo di dieci anni.
Pare che la Banca Vaticana utilizzi l’immagine positiva di papa Giovanni Paolo II per camuffare un’operazione di riciclaggio di grandi proporzioni. La Banca Vaticana è già stata accusata in passato di ospitare fondi sottratti ai nazisti ed è attualmente sospettata di intrattenere legami con circa la metà del crimine organizzato, di conseguenza il momento in cui dovrà renderne conto non sembra essere così lontano. Le prove si stanno accumulando e tendono a dimostrare tutte che le attività della banca sono più vicine ad atti di pirateria che a opere di bene [3].
Jonathan Levy e Thomas Dewey Easton,
avvocati alla corte federale di San Francisco.
[1] A differenza di altri paradisi fiscali, il lavaggio del denaro sporco non viene effettuato dentro lo Stato della Città del Vaticano da banche private, ma dalla Banca Centrale (Istituto per le opere di religione). Tutto questo è riconosciuto dalla Banca dei regolamenti internazionali (Bank for International Settlements). A partire dal 1 gennaio 2002 sarà autorizzata a emettere euro vaticani, nonostante che lo Stato Vaticano non sia membro dell’Unione Europea (ndr).
[2] vedi la fonte-bomba …! http://www.vaticanbankclaims.com
[3] negli anni ottanta la Santa Sede, che era stata gravemente messa in causa nello scandalo del Banco Ambrosiano, pretendeva di essere stata vittima del finanziere Michele Sindona, che il papa Paolo VI aveva imprudentemente nominato consigliere finanziario del Vaticano. L’inchiesta del giudice Ferdinando Imposimato ha dimostrato in seguito che Michele Sindona era stato scelto dalla Santa Sede con cognizione di causa perché era, fin dal 1957, il banchiere di Cosa Nostra. Per finanziare la lotta contro la teologia della liberazione in America latina, Paolo VI aveva accettato di allearsi con la mafia. Dopo aver regolato il debito dell’Ambrosiano, la Santa Sede si è sforzata di far credere che aveva definitivamente sanato la sua posizione. Lo studio pubblicato dall´Inside Fraud Bulletin dimostra il contrario (ndr).

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