Il dizionario del diavolo
di Ambrose Bierce
Quello del ribaltamento tramite il saggio e mai sufficiente uso dell'ironia è sempre stato un ottimo modo per leggere, capire e interpretare il mondo e la società in cui si vive.
Uno dei contributi più interessanti viene da Ambrose Bierce, nato nel 1842 in Ohio e morto misteriosamente in Messico nel 1914, durante la guerra civile di Emiliano Zapata e Pancho Villa. Giornalista e scrittore, Bierce scrisse Il dizionario del diavolo a puntate nei primi anni del '900 in alcune testate giornalistiche americane, indirizzando l'opera <<agli illuminati, che preferiscono il vino secco al dolce, il senso al sentimento, lo spirito allo humour>>, perché, al contrario del semplice humour (oggi simile agli innocui sfottò di Striscia e simili) <<lo spirito trafigge, chiede scusa e rigira il pugnale nella ferita>>. Questa opera, insieme soprattutto a Nietzsche, motiva il nome di questo blog e del nostro sito.
Proposta per tutti: è un gioco sempre aperto, quindi se vi vengono in mente nuove e provocatorie definizioni per termini abusati e svuotati (sapete da chi e come) sbizzarritevi nei commenti, che poi li raccogliamo a imperitura memoria.
Intanto un breve estratto delle voci più brevi e interessanti presenti nel dizionario (Baldini Castoldi Dalai 2005, 8 euro), che prendono di mira politica, religione e termini d'uso comune. Notare la freschezza e l'attualità di cose scritte un secolo fa. [Peter]
applauso (s. m.). Eco di una banalità.
belladonna (s. f.). Bella signora, in italiano; in inglese, veleno mortale. Esempio lampante della sostanziale identità di queste due lingue.
coercizione (s. f.). L'eloquenza del potere.
destino (s. m.). Per i tiranni autorizzazzione a commettere i loro crimini e per gli stupidi giustificazione dei loro insuccessi.
disobbedienza (s. f.). Argenteo rivestimento della nube del servaggio.
domani (s. m.). Inizio della felicità.
elettore (s. m.). Uno che gode del sacro privilegio di votare per un uomo che un altro uomo ha scelto.
eloquenza (s. f.). Arte di convincere i fessi. Di solito la si rappresenta come un ometto calvo che gesticola con un bicchiere d'acqua davanti. [SIC! NdR]
entusiasmo (s. m.). Disordine giovanile curabile con piccole dosi di pentimento unite ad applicazioni esterne di esperienza.
epitaffio (s. m.). Iscrizione tombale dimostrante che le virtù acquisite con la morte hanno valore retroattivo.
fede (s. f.). Credenza non suffragata da prove in ciò che sostiene qualcuno, che parla senza saperne nulla di cose che non hanno termini di confronto.
gatto (s. m.). Morbido indistruttibile automa fornito dalla natura per essere preso a calci quando qualcosa va storto nell'ambiente domestico.
governo (s. m.). Moderno Crono, che divora i suoi figli. I sacerdoti hanno il compito di prepararli per i suoi denti.
guerra (s. f.). Sottoprodotto delle arti di pace.
impunità (s. f.). Ricchezza.
incenso (s. m.). In materia religiosa, un argomento rivolto al naso.
infedele (s. m.). A New York chi non crede nella religione cristiana, a Costantinopoli chi ci crede.
libertà (s. f.). [1] L'essere sottratti allo stress dell'autorità per una striminzita mezza dozzina dei numerosissimi vincoli imposti. [2] Condizione politica che ogni nazione si illude di possedere in esclusiva. [3] Una delle più preziose proprietà dell'immaginazione.
libero pensatore. Miscredente che colpevolmente insiste a non voler guardare con gli occhi di un prete. Nei tempi passati i liberi pensatori sono stati: sparati, bruciati, bolliti, arrotati, frustati, decapitati, affogati, impiccati, sbudellati, impalati, scorticati. Con l'andare del tempo la nostra religione è finita tra le mani e nei cuori di interpreti dotati di compassione e umanità, e ora lo sconsigliato colpevole è solo: minacciato, oltraggiato, evitato, zittito, maledetto, insultato, derubato, defraudato, perseguitato, deriso, calunniato.
linguaggio (s. m.). Musica con cui affasciniamo i serpenti a guardia dei tesori altrui.
mortalità (s. f.). La parte dell'immortalità che conosciamo.
non americano. Cattivo, insopportabile, barbaro.
opporsi (v. intr). Dare aiuto con il mettere i bastoni nelle ruote e il fare obiezioni.
pace (s. f.). Negli affari internazionali, parentesi di reciproci inganni delle nazioni, fra due periodi di guerra.
piombo (s. m.). (...) Particolare interessante, nella chimica delle controversie internazionali, facendo reagire due patriottismi si produce in grande quantità precipitato di piombo.
politica (s. f.). Conflitto di interessi mascherato da lotta di princìpi. Gestione degli affari pubblici per interessi privati. [SIC! NdR]
religione (s. f.). Figlia della speranza e del timore, che spiega all'ignoranza la natura dell'inconoscibile.
riverenza (s. f.). Atteggiamento spirituale dell'uomo verso Dio e del cane verso l'uomo.
saccheggiare (v. tr.). Fare affari senza formalismi.
santo (s. m.). Edizione riveduta di un peccatore defunto.
sbaglio (s. m.). Mia colpa, diversa dalle vostre, che sono crimini.
solo (agg.). In cattiva compagnia.
storia (s. f.). Resoconto per lo più falso di eventi per lo più irrilevanti provocati da governanti per lo più canaglie e da soldati per lo più imbecilli.
zanzara (s. f.). Germe dell'insonnia, altra cosa dalla coscienza che ne è il bacillo.

categoria:politica, letteratura, religione, societÃ





