Habeas corpus ad subiciendum
Ancor più importante la legge approvata nel 1679: l'Habeas corpus ad subiciendum, in pratica l'abolizione del carcere preventivo, l'arresto solo sulla base di motivi penalmente perseguibili, il divieto di qualsiasi restrizione arbitraria e illegale della libertà. Si trattava di un principio che sarebbe entrato a far parte di tutte le leggi fondamentali degli Stati moderni dopo il crollo dell'assolutismo: un'ulteriore prova del lascito della prima grande rivoluzione. [rivoluzione inglese, 1642-60. Ndr]
Aurelio Musi, Le vie della modernità (Sansoni, 2000)
Questo a dimostrazione del fatto che l'involuzione dei nostri tempi è totale e totalizzante (totalitaria?). I numerosi Guantanamo sparsi per il mondo sono lì a dimostrarlo. E insieme a loro infiniti esempi di libertà violata in nome di Dio, dei giusti, dell'Occidente, dell'Oriente, della lotta al terrorismo, dell'ordine...
Domanda: cosa ci insegna il passato? Conoscerlo, intanto, sarebbe già una gran cosa.
Dal generale al particolare: mi appuntai questo brano tempo fa. E' di un famoso avvocato americano, di cui consiglio Rights From Wrongs - Una teoria laica dell'origine dei diritti (Codice edizioni, 2005).
<<Ogni democrazia moderna in tempo di crisi ha fatto ricorso alla tortura. E' successo negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Francia, Israele. L'unico paese che a mia conoscenza l'abbia respinta è L'Italia, ai tempi del rapimento Moro. Ma allora, se la tortura esiste, tanto vale che ci sia un tribunale che conceda l'autorizzazione e vigili sulle modalità. Una provocazione, appunto, per portare all'attenzione dell'opinione pubblica un fenomeno su cui regna il silenzio. Quanto successo ad Abu Ghraib mi ha dato ragione.>>
Alan Dershowitz (la Repubblica, 6 agosto 2005)
Scrive lo storico Aurelio Musi su sua grandiosità Montesquieu: <<La sua elaborazione intellettuale torna d'attualità d'oggi, nel tempo storico delle degenarazioni dei moderni regimi di massa, della crisi delle forme della democrazia.>> Vogliamo capirlo o no?
Peter






