Quale ricerca?
Ieri sera ho guardato in tv, sull'unica rete televisiva italiana, il reportage W la ricerca, di Riccardo Iacona. Un'ora e mezza di parole ed immagini che dovrebbero zittire per sempre tutti i politici protagonisti di questa campagna elettorale, della prossima, e della prossima ancora. Non siamo messi male. Siamo in coma irreversibile in attesa che qualche buon'anima stacchi la spina.
Giovani genietti italiani si laureano nelle nostre università, si formano in Italia e poi se ne vanno all'estero per poter vivere decentemente e avere libertà professionale. Costo che la pubblica istruzione sostiene per formare ogni singolo ricercatore: circa 250.000 euro. Benefici che ne trae: nessuno, sono soldi completamenti buttati, perché il ricercatore è costretto dal nostro cieco sistema ad espatriare. I 250.000 euro vanno poi moltiplicati per 12.000 giovani fenomeni in fuga ogni anno. Totale: tre miliardi di euro buttati nel cesso annualmente, quasi un quarto di finanziaria. Perché? Da noi non ci sono fondi. Detta così non vuol dire niente. Da noi, in realtà, il sistema è strutturato in modo borbonico, clientelare, in un vortice di raccomandazioni e burocratizzazione.
I laboratori, grazie alle capacità di pochi, producono enormi risultati, brevetti meravigliosi che consentono di usare pochissima energia, come un piccolo sistema che capta la naturale vibrazione elettromagnetica e consente di alimentare i cellulari (per esempio) senza bisogno batteria. Vivrebbero grazie all'aria! Ma come farebbe l'Enel (etc...) a perpetuare se stessa se consumassimo meno?!
Una ragazza italiana è espatriata in Usa. Qui da noi, dopo il dottorato, poteva essere al massimo una Co.co.co. senza prospettive (come tutti gli altri validi ricercatori non raccomandati). In America è PROFESSORE ASSOCIATO a tempo indeterminato. Rendo l'idea? L'hanno assunta in base alle pubblicazioni, lei ha spiegato cosa voleva fare. Risultato? Assegno da 4 milioni di dollari, per studiare i superconduttori, materiali che consentirebbero di non sprecare energia. E così in Danimarca. L'importanza di tutto ciò? Il 30% dell'energia MONDIALE viene persa nel nulla per colpa dei materiale conduttori. E cosa succede? Lo Stato italiano (cioè noi, che siamo in mano a "esperti" di nomina governativa, cioè Niente) rimane completamente estraneo ai benefici di queste scoperte. Saremo finiti in pochi anni, questo è il punto. Chi deve sapere sa, in genere ha i capelli grigi, si veste in completo e cravatta e si sta affannando alla faccia nostra e del nostro voto per accaparrarsi le ultime briciole.
Non sono De Amicis ma... verso la fine del programma ho sentito un brivido, poi la pelle d'oca ad annunciarmi una lacrima. Spero solo che la catastrofe arrivi il prima possibile.
Peter

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