giovedì, 25 maggio 2006

Il colpo della strega

Visto che noi siam filologi dentro non potevamo sottrarci dal segnalare l'origine di una espressione d'uso comune come "ho il colpo della strega". Espressione medica che ha una storia, naturalmente. Piuttosto tragica, tipicamente e buiamente euro-cattolica.

Una vecchia un po' pettegola e strana, di nome Katharine, che viveva a Leonberg [in Svevia, ndr], venne accusata dalla moglie di un vetraio di aver fatto ammalare una vicina con una pozione magica, di aver gettato il malocchio sui figli di un sarto e di averli fatti morire, di aver trafficato con un becchino per procurarsi il cranio di suo padre che voleva regalare come calice a uno dei suoi figli, astrologo e dedito alla magia nera. Una bambina di dodici anni che portava dei mattoni a cuocere al forno, incontrò per la strada quella vecchia e provò al braccio un terribile dolore che le tenne il braccio e le dita come paralizzati per alcuni giorni. Non per caso lombaggine e torcicollo vengono ancora oggi chiamati in Germania Hexenschuss, in Danimarca Hekseskud e, in Italia, colpo della strega. Quella vecchia, che aveva allora settantatré anni, venne accusata di stregoneria, fu tenuta per mesi in catene, fu chiamata a discolparsi da 49 capi d'accusa, fu sottoposta alla territio, ovvero all'interrogatorio con minaccia di tortura di fronte al boia e al seguito di una accurata descrizione dei molti strumenti a disposizione del medesimo. Dopo più di un anno di prigione, venne finalmente assolta il 4 ottobre del 1621, a sei anni di distanza dalle prime accuse. Non le fu possibile tornare a vivere a Leonberg perché sarebbe stata linciata dalla popolazione.
Quella vecchia aveva un figlio famoso, che sia chiamava Johannes Kepler, il quale si era impegnato spasmodicamente nella sua difesa e che, negli anni del processo, oltre a un centinaio di pagine scritte per difendere sua madre dalla tortura e dal rogo, scriveva anche le pagine dell'Harmonices mundi nelle quali è contenuta quella che viene chiamata, nei manuali, la terza legge di Keplero.
Paolo Rossi, La nascita della scienza moderna in Europa (Laterza 1997 e 2000, 11 euro)

Noi tutti veniamo da qui. Da un passato di superstizioni, ignoranza, dolore e morte sfruttati da Chiesa e prìncipi come strumenti di controllo e potere, e da alcuni individui, liberi pensatori, che sono andati con forza contro il senso comune, dandoci tutto ciò che di buono abbiamo oggi. Per altri versi però, oggi, alcune cose non sono ancora cambiate... e si continua a non capire che è il Sapere che salva la vita.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 17:31 | Permalink | commenti (16)
Commenti
#1    26 Maggio 2006 - 00:26
 
...bello qui!e dire che ci sono capitata per caso..Frà
utente anonimo

#2    26 Maggio 2006 - 07:22
 
a volte penso che è meglio non sapere e non capire, se non altro si vive meglio!
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#3    26 Maggio 2006 - 08:20
 
Hai ragione da vendere , Pit !

Il Sapere salva la vita e rende liberi. Non per nulla in Italia , ahime' patria del capo dei gabanoni ( il papa , ndr ) l'ignoranza galoppa a livelli eccelsi. Non si spiegherebbe altrimenti come la meta' degli italiani possa aver votato per il Cavalier Banana.

Ave!

PS : ma non poteva restarsene ad Avignone , il mentecatto ?
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#4    26 Maggio 2006 - 11:05
 
Ma che cazzo è la Svevia??? Si dice Svezia, 'gnurant!!! Prima di fare tanto il saputello con Cheplero impara la geografia!!! eh eh
Flavia Vento
utente anonimo

#5    26 Maggio 2006 - 11:22
 
ANONIMO/Flavia Vento
che tu non sia flavia vento è dimostrato dal fatto che la tua punteggiatura e spaziatura è perfetta. hai toppato... e so chi sei... W la Svevia (e anche un po' Giza).

PC
"sante" parole pavel! :-)
ma chissà che un giorno i gabanoni non si trasferiscano in africa, o in america latina... speriamo.

ISOLAMENTI
mai! a volte lo dice anche un mio amico, ma senza esserne convinto. cmq penso che sia tipicamente occidentale il fatto di "capire" e soffrire. in realtà non dovrebbe essere così... in altre culture NON è così! capire salva. e forse si può anche capire che si può star bene coscienti.

FRA'
grazie, benvenuta! quando vuoi siamo qui.

Peter
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#6    26 Maggio 2006 - 15:50
 
"e quando gli dei torneranno,noi perderemo questa unicità dell'anima,e la nostra anima potrà di nuovo essere plurale,come vuole la Natura."
da "Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa"di A.T.
Frà
utente anonimo

#7    26 Maggio 2006 - 17:31
 
Il sapere salva la vita? Ma no, era una telefonata :P
Bella ricostruzione, quella della madre di Keplero, ma oscurantista come poche (anche se ci si sta tornando un po', a quei tempi -___-')
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#8    27 Maggio 2006 - 01:30
 
Ma guarsa, il Sapere ti salva la vita a meno che non sei uno tipo Pecorelli. Ecco in quel caso il sapere è propria la cosa che ti incula.
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#9    27 Maggio 2006 - 12:58
 
la discoteca
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#10    28 Maggio 2006 - 12:47
 
IL GINOCCHIO DELLA LAVANDAIA
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#11    28 Maggio 2006 - 12:50
 
Miramonti caparbio

Pollyanna
utente anonimo

#12    28 Maggio 2006 - 15:29
 
... satius est supervacua scire quam nihil.
;-)

valeas
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#13    28 Maggio 2006 - 17:04
 
giuseppe schettino numero 3283217283
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#14    28 Maggio 2006 - 22:24
 
Allora credo che qualcuno dovrebbe darmi delle lezioni per imparare come si fa ad accettare le cose quando le capisci e ti rendi conto che ti stanno fregando, provi a dirlo ma intorno hai tutta gente deficiente e anzichè aprire gli occhi dicono a te di chiuderli...Io continuo a tenerli ben aperti e vado avanti con superalcolici solo nelle ore di lavoro e medicine contro la colite nel tempo libero:-)
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#15    30 Maggio 2006 - 01:26
 
UN PESSIMO ANDAMENTO DELLE COSE !
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#16    04 Giugno 2006 - 17:28
 
sei spartito come va?
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Commenti

categoria:religione, scienza, historia



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