lunedì, 01 settembre 2008

L'intrepido Re e la fiera feroce
Favola per stronzi

C'era una volta un Re talmente virile da liquidare il fascismo con un distratto gesto della mano. "Roba da gay!", amava ripetere nel suo grande castello dorato. Un giorno se ne andava bel bello in giro per i suoi boschi senza nulla di preciso da fare. Fischiettava recando seco, com'è di costumanza per ogni passeggiata imperiale, una schiera di vassalli dotati di telecamera, casomai fosse stato costretto dal destino esigente a un gesto eroico, a salvar una vita, che ne so, a salvarne due, magari tre, o a fare una giravolta. E volevi non essere lì a filmarlo? Volevi privare i semplici del suo regno di quel moto d'orgoglio commosso che tutti coglie nel vedere la propria Guida far cose oltrumane? Anche noi, d'altra parte, ne sappiamo qualcosa.
Quand'ecco d'improvviso che dietro a un grande rovo siberiano una delle quindici tigri siberiane rimaste nel globo è schiava d'una vecchia trappola siberiana lì dimenticata dall'antica, distratta e rozza gente dei novgorodiani. Bestia rara, ma famelica! Infatti d'improvviso la fiera si libera dalla trappola e invece di scappare si avventa accecata da odio e ingordigia sul gruppo di patrioti ecologisti. Ma è solo una bestia, e non può sapere che più di lei può Lui, il Re, coi suoi sensi sviluppati fino al 6° dan, oltre il quale c'è il Cielo di Saturno degli Spiriti contemplativi.

Vladimir Putin
Re Vlad mentre dice: "Al mio tre!"

Estrae da una piccola tasca segreta delle sue mutande un lungo fucile carico di gocce di buone intenzioni e le spara. Un eterno secondo di silenzio e poi il sospiro di tutti, com'unico panteistico polmone. Colpo perfetto, l'ha neutralizzata un battito d'ala di colibrì prima ch'ella s'avventasse alla giugulare del suo migliore amico e sodale da una vita. Ma non porta rancore, Vlad il grande. E' superiore alle grette leggi di natura e tra lo stupore degli astanti, che poco dopo si trasformerà in sentita commozione e smisurata stima, Egli s'affretta alla valigia del pronto soccorso e con navigata abilità subitaneo disinfetta la ferita che la rossastra trappola gravida di tetano aveva provocato nella rara zampa del raro e malvagio animale. Il regno fu salvo, e i georgiani l'ebbero nel culo anche in quel glorioso giorno.
Fine.
Buonanotte.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 21:34 | Permalink | commenti (18)
categoria:personaggi, geopolitica, delirium tremens, informazione
giovedì, 12 giugno 2008

Disavventure aeroportuali di un mio amico viaggiatore di poca 'sperienza

Un mio amico mi ha raccontato un sacco di cose davvero tragicomiche che gli sono capitate occorse durante un viaggio che ha fatto in Islanda. Ed è curioso, perché anch'io sono tornato da circa un mesetto dopo una settimana trascorsa colà. Del viaggio in sé non m'ha detto nulla, a quello provvederò io più avanti, perché il suo racconto si è concentrato solamente su alcune disavventure aeroportuali che vi riporto di seguito con le sue parole, tali e quali.

Merda vecchio (leggi Peter, NdR) mi son perso all'aeroporto Marconi. Come in che senso? Nel senso che mi son perso. Sono arrivato con la macchina davanti all'entratona e ho scaricato l'Ubalda coi pacchi, le valige, quelle storie lì, no? Poi sono andato a parcheggiare e quando sono tornato dopo tot minuti all'entrata lei non c'era più. Allora ho pensato: merda no scaricatore s'è infrattata con un capoverdano! E sono solo le cinque e trenta antimeridian! Poi mi chiama al cell e il clima è di gelo, altro che scaricatore, perché lei è lì che m'aspetta e io sono lì che l'aspetto, però non ci vediamo. E mi dico: l'ho lasciata proprio qui cazzo. Allora mi autopresso a dei livelli che tu non puoi sapere e penso: E' un incubo? E' una gag spazio-temporale? E' una candid camera del mago Silvan? E' Dio che giuoca a rimpiattino? Macché, lei era al piano di sopra dove l'avevo scaricata con la macchina, gran ferro, l'hai già vista no? Solo che quando sono tornato dal parcheggione non mi sono mica accorto della rampa che avevo fatto prima col ferro, e così io andando a piedi mi sono ritrovato al piano di sotto che ha la facciata uguale a quello di sopra. E così tra una pugnetta e l'altra abbiamo perso l'aereo. Sì, perso. Però solo per un minuto... Quegli spezzabolge della KLM non transigono. Sì, ho proprio detto "transigono", perché il check-in era chiuso da un minuto, e allora noi niente. Sì, lo so, è da geppi. Infatti poi lei m'ha lasciato, adducendo motivazioni di idiosincrasia nei confronto del volo e di geppaggine esperienziale. Poi ci siamo rimessi insieme e abbiamo trovato un biglietto per il giorno dopo, e con un pacco di soldi a testa in più per una nuova andata siamo andati, porco il clero.
Solo che non è mica finita qui. No. Come com'è possibile? E' possibile! Al ritorno son tornato da solo perché lei doveva andare a vedere delle storie pese nei ghiacci del polo nord per le sue storie pese di biologia marina, no? Allora lei dall'Islanda va a sinistra-in su, io in giù verso la Patria. Mi faccio la mia coda check-innica con un'ora e mezza di anticipo. Un polleggio che non ti dico, quasi me la brandavo, tanto era il polleggio. Sono le sette di mattina. Arriva il mio turno, la tipa islandese carica nel compiuter il codice del mio volo che ricopia dal mio brogliaccio. In anglo-islandese mi dice: merda vecchio devi andare in biglietteria. Allora sorrido e dico: polleg, non pressarmi, ci vado. Ma in un angolo della mente bestemmiavo senza sapere il perché, solo al mondo e inadatto alla sopravvivenza come un merlo con un'ala rotta in un gattile. Che infatti arrivo in biglietteria e la tizia armeggia cinque minuti buoni in silenzio per risolvere il mio caso. Ma io penso: quale cazzo di caso? Allora dico: so? Che per lei è "allora", ma per noi anche la contrazione, sì, ho detto contrazione, di Sochmel. Acciocché me la butta lì così, in anglo-islandese: merda vecchio i tuoi biglietti di ritorno Keflavik-Amsterdam-Bulagna non son mica validi. Cazzo dici? Dico che non son validi, fa, te hai perso l'andata e poi non l'hai detto, dovevi dirlo, geppo! Perché? chiedo. Perché così ti è stato annullato il ritorno... E' un'altra gag? No. Sei solo geppo. E caddi a terra come corpo morto cade. Dopo ricordo pochi momenti convulsi: telefonate, lo stesso biglietto ricomprato con un altro pacco di altri soldi, corsa, fiatone, sete, cecchini che sparano dai tetti, e l'intima sensazione che per saperne a pacchi delle cose del mondo bisogna soffrire. E pagare.

postato da: DevilsTrainers alle ore 18:03 | Permalink | commenti (18)
categoria:viaggi, personal, delirium tremens
mercoledì, 07 novembre 2007

Padre Pio ci visita porta a porta
Grazie al dono dell'ubiquità

Appadre Pio

Ministero e Ministro della Propaganda

E così una notte, autopressatomi col libro di Sergio Luzzatto che nemmen ho letto, mi sono domandato: chissà cosa ne pensa quella gran càrtola del Ministro della Propaganda approposito delle stimmate di Appadre Pio e della di Lui agiografia!
Afferro speranzoso il telecomando, la mano trema, premo il tasto 1 e in men che non si dica, grazie allo Stato italiano ch'è padre amorevole e padrone indulgente, Egli m'appare avvolto da una densa nuvola di profumo (all'inizio mi pare profumo di rose e mughetto, poi m'accorgo che è la salama da sugo e il cotechino di Carlo, che sto nel mentre digerendo ininterrottamente da giorni).
Comunque le vie del gentile sig. sono infinite. E' proprio incredibile che il Vespa Bruno discorra proprio di questa storia pesa, per giunta con dei regaz niente male, per non parlare poi di Piergiorgio Odifreddi, indiscutibilmente r
e della balotta sul suo trono. A buttarlo giù dal trono ci prova inutilmente un borioso frate che sotto al saio sicuramente non porta le mutande (tutti sappiamo perché). E se anche le porta sono sicuramente sporche.
Così la mamma del bambino che stava per morire racconta la storia del bambino che invece per fortuna, ci mancherebbe, non è morto perché gl'apparve Appadre Pio in una gragnuola di profumi di fiori. Aprendo e chiudendo la "manina destra" in quella della madre fresca di parrucchiera egli bimbo chiedeva cogli ultimi fiati di Appadre Pio. E così gl'apparve proprio (pesissimo!), e il fatto che il bimbo vivesse a San Giovanni Rotondo non deve portare a pensare niente. Anche se Piergiorgio, che è un gran spezzabolge, dice una storia tipo: strano che non gli sia apparso la dea Kalì. Non sarà mica che è tutta la vita che lo pressano col Forgione e alla fine si è autopressato?

La bomboniera che regalerò se mai mi sposerò (dai S., sposiamoci...)

Tutti urlano scaricatore! Ma si va a fondo questa sera sul fenomeno Appadre Pio. E anch'io posso annusare odore di limone, di violetta o di fragola, e non perché sia un collezionista di Arbre Magique, ma perché sono pazzo. Sì. Muahahah! 
Tutti possiamo sentire il Messori dire che Ciester Ton diceva che "il vero libero pensatore è il credente", a causa del limitante dogmatismo del non credente ("dogmatismo brevio", dice. Cagati addosso!). Per fortuna Piergiorgio gli risponde per le rime, dicendogli: merda vecchio ma che sbocciate tiri? Senex, sei veramente a pezzi, devi ripigliarti. E messori dice: serenase, gerontissimo. Te diffondi del gran scaricatore, il Sig. invece è per il... caricatore!
La tenzone è peserrima, perché va detto che Piergiorgio è solo e Messori e il Vespa hanno dalla loro Rispoli, che è stato sposato proprio d'Appadre Pio alle 5 d'un lieto mattino (sic); Ron, che perora la causa del benessere divino con la voce spezzata dagli psicofarmaci e senz'altro la uoma Pivetti, che ha pochi dubbi sulla limitatezza del metodo scientifico e su questo non manca di pressarci, anche se potrebbe brandarsela per un po'. Poiché è noto che il polleggio limita i problemi gastrointestinali e rassoda la pelle.
Dopo una lettera ricevuta da Messori dalla sua corrispondente "spastica" grazie a un miracoloso teletrasporto, evidente miracolo di Appadre Pio, s'arriva al punto. Storia malata, dice Piergiorgio, che tempo fa qui a Porta a Porta faceste una puntata sulla Marchi Wanna e dopo due giorni su Appadre Pio. La Wanna usa il sale e per questo è geppissima, e tutti le dicono: shame on you, uoma rubona! Appadre Pio invece fa i giochetti, si scortica con l'acido fenico, profuma, predice, cura come un re taumaturgo ma è un santo. Sì, storia pesa. Qualcosa non torna. E forse l'unica conclusione possibile è che c'è da cagare le lamette. Ame.

PS: ai blogger non bolognesi alcuni termini del sociolemma qui utilizzato (utilizzato per fini di studi linguistici finanzati dal M.I.T di Bastan) potrebbero risultare oscuri. L'autore se ne scusa, ma quando l'arte pesa spinge sulla pancia bisogna anche sapere lasciarsi andare e farla uscire così com'è.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 12:16 | Permalink | commenti (27)
categoria:religione, delirium tremens, televisivo
domenica, 27 maggio 2007

Blogstars de noantri
A imperitura memoria d'una romanissima cena

Breve parentesi 'gnorante, che regolarmente in questo blog compare a cadenze più o meno regolari ad allietare i cuoricini stracchi di voi blog-dipendenti. Già ebbi modo di gloriarmi d'aver avuto incontri estremi. Ora è giunto il momento di incidere in questi pixell altre immagini di gloriosi busti che per sempre rimarranno a memento. Che le nuove generazioni prendano pure spunto.

Hubrys e Tor3
Da sinistra: Hubrys, mentre ride di sguaiatamente a una irresistibile battuta del fotografo Peter (e come potrebbe essere altrimenti?) e Tor3, mentre tenta di sedurre la sua compagna (sua di Tor3, fuori inquadratura) fumando distrattamente ma avidamente, e concionando sul tema: "Metafisica dei Tool, Andrea Pazienza e cucina calabrese: una parte per il tutto e viceversa".

Tor3, Peter e Hubrys
Da sinistra: Tor3, travestito (o sfigurato) in modo convincente in Igor/Marty Feldman, poi Peter, nel disperato e vano tentativo d'essere bello in modo assurdo e infine Hubrys, travestito in modo ancor più convincente in se stesso, colto nell'istante preciso in cui ha una premonizione sul colpo di stato sventato a Kiev, incredibilmente, alcuni giorni dopo.

Seguono nei commenti altre imperdibili fotografie parte del pesissimo reportage della serata.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 18:05 | Permalink | commenti (82)
categoria:personal, fotografie, delirium tremens
mercoledì, 11 aprile 2007

La Pasqua 
Temperante festeggiamento di una strage

Ancor ebbri, ricolmi, gremiti, intasati, accalcati dalla letizia, delizia, festevolezza, radiosità, mansuetudine pasquale, che tutti conforta, consola, allevia, mitiga, sgrava, seda e financo affranca dal dolore, dalla pena, dall'ambascia, dalle tribolazioni e dalle punture di spillo del nostro noi, ricordiamo qui riuniti che la Pasqua cristiana deriva da quella ebraica, e la Pasqua ebraica ha un'origine non troppo edificante, almeno dal punto di vista di un ateo (quindi senza una morale). Certo, quella cristiana è Pasqua di Resurrezione di Cristo, l'individuo peraltro che forse ha il record di rivoltamenti nella tomba. Ma l'episodio in questione è tratto dall'Esodo che, fino a prova contraria, fa parte della Sacra Bibbia, testo sacro su cui si fonda il cattolicesimo (che tutti permea et illumina) e grazie (?) al quale esso esiste. Bibbia dettata direttamente e puntualmente, com'è noto, da d'Io, protettore, a quanto pare, anche m'Io. Ma bando alle ciance, ai sinonimi e alle virgole, e rendiamo grazie a, due virgole, Piergiorgio Odifreddi (di professione terzo in classifica con questo libro che, depurato da una sana e sempre opportuna ironia, rimane studio utilissimo della Bibbia).

Piergiorgio Odifreddi
Piergiorgio Odifreddi

Ma torniamo a Mosé, che a sua volta torna in Egitto e cerca di convincere il faraone a lasciar partire gli Ebrei. In una sequenza di effetti speciali hollywoodiani, non a caso ripresi in innumerevoli produzioni cinematografiche e televisive, Jahvé scatena le prime nove piaghe d'Egitto, tramutando le acque del Nilo in sangue, infestando il paese di rane, zanzare e mosconi, provocando un'epidemia, un contagio e una grandinata, e oscurando il cielo con cavallette e tenebre.
L'ultima piaga invece è una tragica pulizia etnica, in cui Jahvé stermina tutti i primogeniti degli Egizi e, chissà perché, anche dei loro animali. Un'impresa che l'Esodo si limita a descrivere in maniera sobriamente soddisfatta: « un grande grido scoppiò in Egitto, perché non c'era casa dove non ci fosse un morto! » [12, 30]
E' questa bella impresa che gli Ebrei festeggeranno nei secoli come la Pesach, "Passaggio" o "Pasqua", perché un segno di sangue d'agnello sulla porta aveva indicato le case da non colpire:
Il sangue sulle vostre case sarà il segno che voi siete dentro: io vedrò il sangue e passerò oltre, non vi sarà per voi il flagello di sterminio, quando io colpirò il paese d'Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale, lo celebrerete come festa di Jahvé [nota di Peter: la mia edizione Cei riporta "Signore", non "Jahvé"]: di generazione in generazione, lo celebrerete come un rito perenne. [12, 13-14]
In tutta la piagosa vicenda Jahvé si assicura personalmente che il cuore del faraone rimanga "indurito", così che questi si ostini a non voler lasciare partire gli Ebrei e lui possa continuare a dispiegare i suoi fuochi d'artificio. Puntualmente, e nonostante l'eccidio, il faraone insegue gli Ebrei in fuga e Jahvé può compiere il suo più spettacolare prodigio: l'apertura delle acque del Mar Rosso per lasciar passare il Popolo Eletto, e la loro chiusura sull'esercito egiziano per annegarlo. In particolare, « le acque sommersero i carri e i cavalieri » [14, 28], nonostante la quinta piaga avesse « fatto morire tutto il bestiame degli Egiziani » [9, 6].

Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo essere cristiani - e meno che mai cattolici (Longanesi 2007 - 14,60 euro)

Un caloroso ringraziamento va, oltre a Dio, al dizionario Sinonimi e contrari Zanichelli, per aver reso possibile questo discutibile post.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 00:32 | Permalink | commenti (24)
categoria:religione, delirium tremens
venerdì, 30 marzo 2007

L'albero della vita
Dedicato

Primo appuntamento.
Lui (entusiasta): Ti va di andare a fare un bel giro all'Ikea? Eh?! C'è anche il ristorante, dentro! E mobili con nomi ve-ra-men-te spassosi! Io e i miei amici passiamo intieri sabati là dentro a ridere come matti!
Lei (cercando di controllarsi): Ma, non so. Non mi piacciono molto quei posti. Troppa confusione. E un certo grado di squallore...
Lui (non domo): Ah. Mh. Allora che ne dici di andare a vedere Bologna-Rimini? Sarà una grande partita!
Lei (attonita): Veramente... il calcio non mi interessa.
Lui (sperduto): Un gelato alla baracchina della zia Tonina?
Lei (afflitta e definitivamente pentita): Ma è marzo, ci sono 4 gradi...
Lui (posseduto improvvisamente dagli spiriti di Georg Trakl e Gottfried Benn): Allora andiamo a fotografare cimiteri.
Lei (incredula e quasi commossa): Ecco. Già va meglio. Andiamo.

Così (mi hanno detto) andarono a fotografare cimiteri. Si ritrovarono fra sperdute montagne, in un piccolissimo cimitero quasi sempre in ombra, nel mezzo di un grande bosco, vicino a un torrente. Con macchie bianche di neve vecchia e l'aria profumata della neve che sarebbe caduta abbondantemente di lì a poco. E vagando con grazia fra antiche storie sepolte di persone sconosciute scattarono una foto simile a questa:

Tomba fiorita

Una foto semplice, che però trovo splendida. Però? Perché ho scritto però? La più grande bellezza possibile forse sta proprio nella semplicità.
Una tomba di uno sconosciuto. Si chiamava Sante. Non so nient'altro. So però che la sua morte (di vecchiaia?) ha consentito a una pianta di vivere e fiorire.
Questo mi fa venire in mente un bellissimo film, uscito da poco. Si intitola L'albero della vita (The Fountain), ed è diretto da Darren Aronofsky, regista che adoro. Un film che è limpida espressione dell'Occidente, lo stesso Occidente che causa morte e dolore senza troppi problemi, ma che rimuove la morte dei propri abitanti come fosse una maledizione eterna. Si accettano cure che spesso peggiorano la qualità della poca vita che rimane. Ci si accanisce. E poi si muore in ospedale, soli. E si piange per la morte del nonno novantenne. Si fanno, insomma, un sacco di cose stupide. Totalmente contronatura. E io penso che la Natura dovrebbe tornare a essere il metro di giudizio di ogni cosa. E in Natura, se ci sono troppi animali in un determinato habitat, un po' di quegli animali muoiono di fame (ugualmente a ciò che accade fra gli umani, ma altrove, sempre altrove, lontano da noi) e torna l'equilibrio (tranne che fra gli umani), e le specie possono vivere e prosperare. La morte insomma, in Natura, è vita, semplicemente (Tiziano Terzani, uno a caso, ha cercato di raccontarcelo nei suoi ultimi due libri). Come una pianta di fiori di San Giuseppe che cresce e fiorisce rigogliosa su una tomba. Che è una cosa splendida, a ben guardare. Ed è sicuramente splendida la persona che ha pensato di piantarla nella terra in cui, poco sotto, è sepolto Sante. Fonte di nuove forme di vita. Parte del tutto.
Questo fotogramma, tratto dal film, è una delle immagini più rappresentative che ho mai visto in vita mia riguardo all'abbandono - alla vita? all'amore? alla terra/cosmo? al tutto? non importa. Ma ogni tanto ognuno di noi dovrebbe avere la fortuna di potersi inarcare così:

Un fotogramma del film "L'albero della vita", di Darren Aronofsky

Cosa che forse non fece mai Carlo Michelstaedter, un altro "rimosso".

Carlo Michelstaedter

Carlo scrisse una poesia che a leggerla adesso sembra quasi una cantilena ipnotica di un film horror. Mette i brividi. Perché è semplice. Disperata. Ossessiva.

Vita, morte,
la vita nella morte;
morte, vita,
la morte nella vita.

Noi col filo
col filo della vita
nostra sorte
filammo a questa morte.

E più forte
è il sogno della vita -
se la morte
a vivere ci aita

ma la vita
la vita non è vita
se la morte
la morte è nella vita

e la morte
morte non è finita
se più forte
per lei vive la vita.

Ma se vita
sarà la nostra morte
nella vita
viviam solo la morte

morte, vita,
la morte nella vita;
vita, morte,
la vita nella morte.

Carlo Michelstaedter, Il canto delle crisalidi
Poesie, ed. Adelphi 1987

La scrisse nel novembre del 1909. Dopo poco meno di un anno si sarebbe sparato in testa, a soli 23 anni, non prima di aver finito di compilare le note critiche della propria tesi di laurea, uno dei libri più importanti del Novecento italiano, che si intitola La persuasione e la rettorica.
Col gioco dei "se": se avesse visto quella tomba fiorita... avrebbe mai scritto questa poesia? Il film di Aronofsky in fondo cerca di fare la pace con questi versi. Di conciliarci con l'ineluttabile, che in quanto tale non può essere sbagliato. Di lenire il michelstaedter che è in ognuno di noi, che non si persuade. Trasmettendocene un po', di quella strana pace che dovrebbe essere norma. Come in un silenzioso cimitero di montagna. Con vecchi, grandi e scuri alberi, e uccelli che cantano forte sui rami, invisibili, nell'ora che precede il buio. E due nuovi sorrisi, nel mondo.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 21:53 | Permalink | commenti (45)
categoria:cinema, letteratura, personal, fotografie, delirium tremens
venerdì, 23 marzo 2007

Omaggio a Paolo Fox
Perché siamo figli delle stelle

Paolo Fox (in una riuscitissima posa sessualmente ambigua)
Paolo Fox

E' giunto il momento di approfondire la persona e il personaggio di Paolo Fox (o viceversa). Non lo facessi avrei dei problemi a guardarmi ancora allo specchio, come ben sa qualcuno, arrivando forse financo a pormi domande del tipo: ma chi sono io veramente? Sono forse Paolo Fox?
Paolo Fox: questo pervasivo e mellifluo aruspice delle stelle. Questo uomo che vive solo, in campagna, con le sue amate bestiole; che ritrova se stesso guardando le stelle di notte col telescopio (qui m'è scesa una lacrima, e un'altra anche adesso che sto rileggendo per correggere, e un'altra sicuramente fra poco, nel fresco ricordo del languore appena trascorso).
Nato nel 1961, egli è astrologo e giornalista, e chi pensa che le due professioni si mandino vicendevolmente a fare in culo è in errore, come ci insegna Antonio Socci (giornalista e chierichetto fondamentalista).
Paolo Fox, persona educata e ammodo, sorriso da seminarista e copiosa letizia che gli esce da ogni poro, sempre con un maglioncino pulito dai colori che trasmettono incredibile allegrezza, sempre pettinato e sbarbato, che vive assemblando oroscopi per la Tim e rubando spazio, suo malgrado, ad argomenti seri nella televisione pubblica... ecco, a costui io vorrei bene. Non fosse che una mia parente stretta (mia madre) lo segue ogni mattina sulla scatoletta magica. Gli vuole bene davvero, lei. Come a un fratello. E a me capita di sentire la sua voce (aizzato da Magalli) più spesso delle vocine interiori che coltivo con tanta cura e che vorrei ascoltare più attentamente (salutate tutti il mio nuovo amichetto Geppo; è un coniglietto giallo e ridanciano che mi sta sempre vicino parlandomi fisso nell'orecchio di strane storie sulla cosmogonia Dogon). Tutto questo, capite, metterebbe a dura prova l'equilibrio di Ignazio di Loyola, figuriamoci il mio.
Ma per dare una parvenza di senso a questo post di approfondimento culturale e per riappacificarci ricordiamo ai gentili utenti che Paolo Fox usa il computer con entusiasmo perché "gli ha semplificato i calcoli sulle effemeridi permettendogli di disegnare temi natali sempre più esatti". Dice di sé: "Non amo girare per negozi, così sono diventato un consumatore virtuale. Amo visitare i siti delle aziende, soprattutto quelli di motociclette, molti sono aggiornatissimi". E tutto questo, amici e amiche, ce lo rende umano e vicino. Perché altrove, là fuori nel durissimo mondo, uno così sarebbe stato apostrofato da calciatori arroganti e vestiti alla moda come un... nerd. Noi però siamo con te, Paolo. Davvero. Te lo dice un Toro.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 18:53 | Permalink | commenti (47)
categoria:delirium tremens, televisivo
mercoledì, 14 marzo 2007

Libri pessimi

Grazie a Deborah posso dare il mio contributo in questa che non è una catena, ma un servizio pubblico per evitare la diffusa sofferenza del lettore sprovveduto. Impariamo dagli errori degli altri, in questo caso dai miei.
I tre peggiori libri che ho letto:
- Medaglia di bronzo: Vinicio Capossela, Non si muore tutte le mattine (Feltrinelli 2004). Incredibile come in questo libro ci siano alcuni passaggi molto belli ("si allargano vuoti nel cuore, si fa più spazio, ci può entrare di tutto"), completamente neutralizzati da una marea di lunghissime pisciate controvento. Se invece di 333 pagine fosse stato di 90 pagine sarebbe stato un buon libro. Peccato per quei 16 euro che avrei potuto investire in alcol, traendone sicuramente più benefizi.
- Medaglia d'argento: Andrea Battistini e Ezio Raimondi, Le figure della retorica - Una storia letteraria italiana (Einaudi 1984). E' un libro perfetto se volete allontanare qualcuno dalla letteratura e dagli splendidi misteri del linguaggio. Uno di quei saggi che mettono alla prova la passione di chiunque. 513 pagine di seghini a due dita su alcune pericolosissime malattie virali come l'ornatus difficilis e il sermo humilis. Il tutto affrontato come se si parlasse di cablaggi, circuiti e led (poveri Dante, Boccaccio, Petrarca etc...). Un manuale di ingegneria elettronica è più appassionante. (Ricordo che per riprendermi e ritrovare me stesso lessi Fabrizio Frasnedi, La lingua le pratiche la teoria - Clueb - libro appassionato e puro che, steineriano com'è, mi salvò.)
- Medaglia d'oro: Paulo Coelho, Il Diavolo e la Signorina Prym (Bompiani 2000). Qui sapevo a cosa andavo incontro, ma dovevo assolutamente conoscere il nemico. Purtroppo ho trovato conferma a tutti i miei pregiudizi. Anzi: non pensavo potesse essere anche peggio. Una accozzaglia di luoghi comuni e situazioni prevedibili. Un'orgia di banalità e di concetti presi un po' da qui un po' da lì, con invidiabile furbizia. Una spiritualità da postalmarket, acquistabile via televendita. Il Bene, il Male, il Bianco, il Nero, e tutto va che è una meraviglia, finché si fa finta che la vita e tutto il resto sia proprio così. Incredibilmente squallido (e pericoloso, visto che viene preso sul serio). Pippe davanti allo specchio, per capirci.

- Medaglie di consolazione:
David Forster Wallace, La ragazza dai capelli strani;
Jean Genet, Querelle di Brest;
David Means, Episodi incendiari assortiti;
Tiziano Sclavi, Le etichette delle camicie;
Philip Roth, L'animale morente.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 16:27 | Permalink | commenti (59)
categoria:letteratura, delirium tremens
martedì, 23 gennaio 2007

Commozione

Ritratto di Peter
Peter visto dai due artisti concettuali DjAndrea e T0r3

Due grandi professionisti della risata grassa, qui e qui, hanno pensato bene di omaggiare la mia persona a imperitura gloria con un monumento equestre da porre in piazza San Pietro a Roma. Fedele il ritratto a tempera, pastello e bronzo. Mentre sono solo vilissime illazioni quelle che si riferiscono alle mie (indubbie e indiscutibili) capacità culinarie. Alla fin fine comunque trovo che sia un invidiabile coccodrillo. Autorizzo il Tg4 e Verissimo a utilizzarlo, il giorno lontanissimo in cui volerò sulle nuvolette al fianco di Padre Pio e di Pinochet.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 11:50 | Permalink | commenti (26)
categoria:personal, delirium tremens
venerdì, 12 gennaio 2007

Catene
Sant'Onan, protettore dei bloggers, prega per noi

1. Grazie a mastro Hubrys potrò dare finalmente sfogo al mio ego, contribuendo alla causa della catena delle Cinque Cose che non sapete di Me.

1) Di quella volta che il Nostro a 8 anni si stiacciò l'indice destro chiudendo la portiera del paterno veicolo, comprendendo senza indugio alcuno che stiacciarsi i diti è male, e che la via da perseguire è quella dell'estremo edonismo (che però, al contrario di una ferita aperta fino all'osso e di copioso sangue munita, nol consente l'evitare un dì di squola).
2) Di quell'entusiasmante tratto di vita in cui, implume e minorenne, per tre lunghi anni rubò le chiavi della materna auto per scorrazzare tutta notte con gli amici per buie, misteriose et insidiosissime rotabili di montagna immerse nel bosco. E di come ridusse li pneumatici a molli carcasse di tela, e di come rischiò la vita più volte, comprendendo alfine che - vedi fine punto 3. [Gommista: "Ah però signora, ci va pesante eh?!" Rivolgendo poi il suo sguardo maligno verso il Nostro, quindicenne, che nulla disse tranne: "Eh beh le curve... la montagna... mamma mi dai due sacchi che vado a comprarmi un gelato?".]
3) Di quegli anni in cui il Nostro spalancava il gas delle proprie motorette sempre e comunque, convinto, ai 160 sui viali e ai 180 nelle strade di campagna, che sarebbe un giorno diventato un professionista del motomondiale. E di come dovette qualmente abbandonare l'adolescenziale disio quando gli chiesero 30 milioni di vecchie lire per partecipare al merdosissimo campionato italiano di Sport Production 125, facendogli fortunamente comprendere che i libri fanno polvere e tengono molto posto, ma che, fuor di metafora, non son pericolosi, costano poco e forse dan qualcosa in più che girare in tondo in pista come una cavia isterica.
4) Di quella volta in cui fu fedelissimo fidanzato per sei lunghi anni, e di come poi si pentì, affogandosi di notte in Ceres, danze, etcetera e sublimando di giorno in compulsivi scatti di fedelissima reflex. E di come si empì del fraterno amore di amici ai quali sarà sempre debitore. 
 

Alba - Foto di Peter  Alba - Foto di Peter

5) Di come qualmente, infine, Egli rifiuti di inventarsi cose solo per riempire il quinto punto, e di come ne faccia un valore esistenziale imprescindibile, a costo di morire solo e in povertà.

Il virulento testimone vien passato subitaneo dal Nostro untore agli esimi: Taoquack, Ulivegreche, Dj Andrea, Patrick e Mami Pulc3tta.

2. E ora la seconda catena (liberamente adattata), che grazie a Raqqash mi consentirà di bluffare come piace tanto a noi pokeristi della domenica.

Giuoco del libro più vicino

  • Prendi il libro più vicino.
  • Sfoglia sino a pagina 123.
  • Conta le prime 5 frasi della pagina (circa).
  • Riporta nel blog le 3 frasi seguenti (circa).
  • Suggerisci il gioco ad altri 3.

Il libro a me più vicino, dopo attento esame dei molti libri vicini che sono sulla mia scrivania, è L'Adalgisa, di Carlo Emilio Gadda. Il brano:

Il bibliotecario capo dell'associazione fra i coltivatori di pere (con sede a Pastrufazio) che, manco a dirlo, avea villa e peri in quel di Lukones, nel numero di novembre 1930 del periodico dell'associazione, intiolato "La pera", sviluppò anzi una sua curiosa tesi filologica, in onore non si sa bene se dei Pirobutirro o delle pere butirro, e cioè che "hacer una pera", nell'idioma di Castilla la Vieja, significasse compiere una grande azione.

Il fetido testimone vien passato, per far loro un grande favore, a Amelia, Ucalcabari e Sahishin.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 23:00 | Permalink | commenti (62)
categoria:personal, fotografie, delirium tremens
mercoledì, 10 gennaio 2007

Stormi di mostri smorti
Anagrammi e logogrifi

Gli scroti pieni e storci i peni nel nome di Cristo. Ho l'emicrania, americani. America: squallida maceria dell'aldiquà. E di là? Miro dittatori morti dirottati dall'inferno, diaspora in paradiso di mentecatti cementati da sempre lassù, ove non ci si lussa dalla miseria, benché reiterino quella interiore. Prima scuoiano poi guaiscono, in una parodia di rapsodia insieme a tutti i vicari esperti in ricavi, che guadano il Rio Ior e saltano la dogana alando. Ignoro il giorno che sparirete, intanto respirate aria per colpa vostra pastosa, e io mi placo col passato: periste con pretesi onori sui quali orino, e vi chiamaste, asmatici, signori. Signori? Insorgi e siringali di merda nel derma! Vafareinculo, ulceravano i poveri alle piovre, ma soli come somali. Intanto in vaticano citavano, conativi e tonanti, la minaccia dell'italica laicità, nella loro camicina. Loro, nell'oro, meriterebbero laicismo islamico!
E i giornalisti? Ozianti nella perduta signorilità della notizia che deturpa. Grandi e degni. Certo non migliorano il giornalismo nelle ingloriose selezioni silenziose. A scapito di chi patisco questi copisti del potere? Potenti pentiti? Aiuto utopia! Gelo. Nessun tepore. Gioco coi lego. E accendo il televisore, che mai voi violereste. E' una scatola magica, una magia amica, ascolta la scatola solcata di veline, ma le veline son veleni. Striscia, sacristia di Silvio B., che tanto sibilò ai comunisti scimuniti e consumati la sua musicona da pianobar bonaria e cogliona. E loro cigolano! Ma anche la logica cigola. Minorazione dell'informazione. Colpirò il pericolo. Che un giorno ognun dica: amerò l'amore.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 12:25 | Permalink | commenti (37)
categoria:religione, delirium tremens, linguaggio, società, mediaset
domenica, 17 dicembre 2006

Letizia natalizia
Il bue, il bambino Iesus e l'asinello

Una umile candelina rossa adornata d'un festoso alborello in pregevole bassorilievo, su consona purpurea base. Una fiammella eternamente guizzante che scaldi i vostri cuoricini stracchi e malvisti, acciocché vi ritempriate dalle gelide fatiche invernali del vivere e dal quotidiano stress del consumo. Perché la letizia del Natale vi colga - preparati e in buona salute. Accettate questo picciol dono. Così sia, ame.

Sacra conversazione

Da sinistra: il bue Nobless Marcossi (Comandante in Capo della Letizia Natalizia e delle Borse Regalo); il bambino Acsel (Premier indiscusso della Letizia Natalizia, democraticamente eletto per Partito Preso); l'asinello Peter (Ministro degli Interni Natalizi e della Giocondità Perplessa).

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 19:49 | Permalink | commenti (75)
categoria:personaggi, personal, fotografie, delirium tremens
mercoledì, 13 dicembre 2006

I resti de ll Resto del Carlino
Gag inedite nella nostra dottissima Bologna

I bolognesi lo sanno: il Carlino si compra unicamente per sapere se il vicino è inciampato nei gradini della chiesa di paese, o per sapere chi si è ferito, e come, stappando la bottiglia di spumante a cui ogni uomo medio di questo mondo ha dignitosamente diritto a Capodanno (spesso si feriscono gli occhi, da queste parti, puntandosi in faccia il tappo che sta per partire - giuro...).
Il suo direttore, Giancarlo "Chi Striscia Non Inciampa" Mazzuca, quando compare nel controverso talk-show Porta a Porta o in altri sovversivi programmi, dà ottime prove di nulla. Se ci fosse bisogno di conferme, basta leggersi il giornale che dirige (Massimo Fini, che cazzo ci fai lì?).
Un esempio a caso di questa libera interpretazione del concetto di informazione che i lacché del potere hanno ce l'ha fornita il 12 dicembre 2006 nell'imperdibile pagina dei necrologi, che sia o meno sua responsabilità. Entusiasmo...

Il Resto del Carlino - 12 dicembre 2006 - Necrologio Pinochet

(Grazie allo Spettro della bolognesità e all'indubbio Maso)

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 18:53 | Permalink | commenti (53)
categoria:segnalazioni, delirium tremens, informazione
mercoledì, 01 novembre 2006

Le vie dello squallore sono infinite

Andate a far le pugnette

Ho una segnalazione importante da fare. I giornalisti morti nella storia del giornalismo ne sarebbero fieri: Starcontrol di Repubblica.
"Fai la tua classifica - Chi sono i tuoi personaggi preferiti? Registrati e controlla la loro posizione in classifica"

Forza amico! Dai fallo perdio! Controlla la posizione in classifica di Lucio Dalla e Schumacher! Che intanto noi giornalisti evitando di fare il nostro mestiere controlliamo te! Fai la tua classifica di stronzi e stai sereno che pensiamo a tutto noi!

Breve storia del giornalismo: da strumento di controllo del potere a braccio destro del potere armato di nulla.

Ma non stanno scherzando?

[Per par condicio vedi: INTERNAZIONALE.]

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 13:06 | Permalink | commenti (23)
categoria:segnalazioni, delirium tremens, informazione
mercoledì, 27 settembre 2006

La radice quadrata di Politicultura alla meno 2
Nuova Poesia Crepuscolare & vecchia vasellina

Tu che stai leggendo, italian@ medio acceso sostenitore di questa sana democrazia, immagina di essere in una sala d'attesa d'un ambulatorio. Stai aspettando di essere visitato dal tuo proctologo di fiducia, quello con le dita grosse e callose da taglialegna che tanto gradisci, e che ti tiene allenato il culo per la sera quando, stremato da una dura giornata di lavoro, ti distendi sul divano e ti rilassi, facendo incetta di programmi Mediaset senza accorgerti di nulla.
Ecco, italian@. Sei in sala d'attesa e prendi in mano una rivista a caso. La sorte matrigna t'ha premiato con Vanity Fair, col numero del 29 giugno 2006. Sfogli senza aspettative ma con morbosità, senza sapere perché. A pagina 23 il destino beffardo ti lusinga nuovamente, dopo averti portato in dono, tanto tempo fa, un televisore al plasma da 40 pollici comodamente pagabile in 46 rate da 120 euro l'una e un attrezzo per togliere il nocciolo dalle ciliegie con un solo movimento della mano. Leggi, perlamadonna:

Dedico questa poesia al senatore Marcello Dell'Utri in segno di un'amicizia che rappresenta per me un dono prezioso che la politica mi ha offerto.

Velata verità
Segreto stupore
Sguardo leggero
Insondabili orizzonti.

Sandro Bondi

Sandro Bondi Marcello Dell'Utri
Rispettivamente l'autore e il destinatario del componimento crepuscolare di cui sopra

Il poeta dunque scruta distrattamente l'orizzonte in un giorno di nebbia. Dentro, nell'intimo più profondo (egli ne è provvisto in grandi quantità), sembra sussultare di fronte a una verità che non ci è dato sapere, ma che deve essere qualcosa di grosso che riguarda mafia, massoneria, servizi segreti deviati, omicidi, corruzione, tangenti e chissà cosa altro che a noi non interessa. 
Fiducioso italian@, sei sinceramente commosso. Entri dal proctologo contento di farti visitare. Speri non sia niente di grave. Ripensi alla poesia che hai appena fruito e ti consola. Tutto a posto, il tuo retto è sano. Ha solo bisogno di riposo. Ti rivesti. Tutto è finito. Rimane solo un leggero di odore di merda, e un po' di bruciorino che passerà, prima o poi. Vai a casa lestamente. Pensi che è mercoledì. C'è Striscia la notizia La pupa e il secchione HOT!
Ahi!

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 00:53 | Permalink | commenti (48)
categoria:politica, delirium tremens, società, televisivo
giovedì, 31 agosto 2006

Passeri occidentali

 

Gli uccellini stan crescendo. Svolazzano già. Ce n’è una stirpe che se ne sta tutto il giorno a zampettare sull’alberello che stenta davanti alla mia finestra. I genitori (procrastinatori dell’estinzione) arrivano e vomitano loro nel becco un po’ di poltiglia multivit. I pargoli spalancano, prendono e sbatacchiano un paio di volte le alette. Poi i matusa se ne vanno per un po’ per procurarsi altra poltiglia. I mangiapane a tradimento zampettano coglioni davanti alla mia finestra, giocosi e sempre più rumorosi, in attesa di altro cibo e delle stagioni. Io li guardo e mi distraggo. Non faccio ciò che dovrei, ch’è produrre. Così penso che la Natura, oltre che essere rumorosa e infida, sembra essere fatta apposta per distogliere l’uomo moderno dai suoi impegni e dalle sue scadenze.
Tu sia maledetta.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 13:56 | Permalink | commenti (42)
categoria:delirium tremens, società
martedì, 11 luglio 2006

Campioni del... mondo

Si sa, per ogni uomo che esulta ce n'è uno, nel mondo, che si strappa i capelli dal dolore. I fighetti c'han messo il cuore e un po' di testa, han vinto, e adesso MediaWorld è sul lastrico. Si son messi a scommettere coi clienti, e ora devono regalare 10.000 televisori al plasma. Devil's Trainers raccoglie fondi per mettere una pezza a questo marketing sconsiderato. Donate! C/C 000666000. Noi, tolte le spese (se lo fanno al Pavarotti & Friends...) ci premureremo di recapitare i 3 euro che rimarranno a MediaWorld, contando anche sul fatto che, come è stato detto, con questa vittoria il nostro Pil decollerà.
Nota, presa in prestito da Marco V.: Berlusconi iniziò il suo mandato con G8 e 11 settembre. Prodi con una vittoria ai mondiali. 
Chissà quali conseguenze avrà tutto ciò. Mastella (il Nostro MINISTRO DELLA GIUSTIZIA) già se ne sta approfittando. Tira per un'amnistia. "La Corte non può ignorare il successo degli azzurri!" Sa quel che dice... E un amico degli amici.

Forza Italia! (Alé P2)

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 13:22 | Permalink | commenti (38)
categoria:delirium tremens, società
mercoledì, 07 giugno 2006

Stanze piscina
Mai più senza!


Nuove frontiere del benessere e della felicità (vedi foto)

In un settimanale allegato a uno dei due principali quotidiani italiani si può leggere un pezzo di giornalismo d'inchiesta veramente ficcante, uno di quei reportage che mettono in crisi il potere e che in genere danno inizio a una serie di imbarazzate dimissioni nei cda. Questo il "sottotitolo":

Contro lo stress e il "logorio della vita moderna", una piscina in casa è l'ultima frontiera del wellness. Per nuotare contro-corrente restando in salotto

E tutto ciò senza la minima traccia di ironia... Anche voi immagino sarete seri quando andrete in banca per accendere un mutuo quarantennale che vi consenta di sconfiggere il logorio della vita moderna con una bella piscina in casa in cui natare come stronzi.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 11:34 | Permalink | commenti (66)
categoria:delirium tremens, informazione, società
giovedì, 27 aprile 2006

Eccoci
Molto piacere

Vista la brusca virata (più corretto deriva) editoriale di questo blog improntata all'ignoranza belluina verificatasi nei commenti del post precedente per colpa dei soliti sparuti vandali no-globi (ora una virgola), dopo due anni e mezzo di onorata e rispettata attività ci mettiamo la faccia, con alcuni evidenti effetti collaterali.
Io mi presento, il compare Acsel lo fa suo malgrado, visto che è ignaro di questo post aggressivo e arrogante. Gli altri due invece non possono far altro che subire la mia sanguinosissima e puntuale atroce vendetta (ora basta aggettivi). 

Da sin. Dj Andrea, Ulivegreche, Peter e Acsel, immersi nei fumi dell'alcol e nei fumi dei fumi, intenti ad apparire affascinanti con risultati peraltro - financo - non trascurabili. Anche se solo uno ci riesce alla grande.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 12:59 | Permalink | commenti (39)
categoria:personal, delirium tremens
sabato, 22 aprile 2006

Senza titolo
Ma con questo sottotitolo

Dal brand new blog di Flavia Vento, di profezzione penzatrige, leggiamo esattamente questo:
meno un giorno alle elezioni
siamo giunti a 24 ore dalle elezioni .campagna durissima per entrambi i candidati..insulti ,parolacce ,par condicio mahhh !!secondo me la prima cosa da fare, e' controllare questo aumento dei prezzi. oramai per andare a cena ,fuori minimo 50 euro..e noi a pagare le tasse..e quelli che si mangiano i soldi nostri..diciamo la verita'..........chi  vincera'??  ho messo la punteggiatura solo perche' mi scrivono che non la so mettere mi dispiace cari ma ho studiato..
Tale è lo smarrimento di fronte a questi versi liberi che si dovrà prendere atto che lei è il futuro, lei ha vinto. Ella, un giorno, conquisterà il mondo! Proprio così. Intanto, giusto per esorcizzarsi (ed emanciparsi) da se stessa, potrebbe farsi un giro qui e vedere come butta...

Ma continuamo a parlare di gnocca: Cherie Blair nella passata campagna elettorale ha speso 400 euro al giorno per 28 giorni "per pettinatura e messa in piega", pari a 11.120 euro. Ecco di seguito immagini illustrative del prima e del dopo, con una evidente e schiacciante vittoria del buongusto:

    

Saputo e visto ciò tutte le ex colonie britanniche hanno intrapreso un'azione comune per riavere indietro tutte le ricchissime risorse che la Corona ha loro depredato, "se i soldi che ci avete preso schiavizzandoci e massacrandoci devono essere spesi in questo modo e soprattutto con questi risultati noi non ci stiamo, porcaccia puttana!". 
Siamo con voi ragazzi, avete ragione, ma di fronte alla ritrovata contentezza e lubrica vitalità di Tony Blair (dunque dell'Inghilterra intiera) nulla può il vostro buonsenso demodé e fuori luogo. Tony ora drizza, voi siete ex schiavi, che cazzo pretendete?

Su spaventapassere.com segnalano che il 4 maggio di questo modesto anno 2006, all'una, due minuti e tre secondi di notte, capiterà una cosa che merita quantomeno una pacca sulla spalla agli amici, seguita da qualche sorso di bevanda mina-datrice. Numericamente, infatti:
01:02:03 04/05/06 (010203040506)
Non capiterà mai, mai, proprio mai più, ed è questa l'angosciosa unica verità che ci è data (oh-oh-oh). Anche se è capitato, alle sei e cinque minuti e quattro secondi del 3 febbraio 2001, questo:
06:05:04 03/02/01 (060504030201)
Ma questo era una conto alla rovescia, dunque assolutamente antipatriottico e pessimista, e nessuno, ahinoi, se ne occupò. In quella fresca mattina però, forse proprio in quell'istante, ricordo che sognai intensamente. Era un sogno travolgente e umidissimo, e ora è tutto chiaro: sognai che ruzzavo gioiosamente con Cherie Blair in un prato fiorito. Ed ella avea scarmigliati i capelli...

Finiamo con una bella barzelletta di quelle di una volta, che provocavano grasse e maschie risate. Dopo la diretta responsabilità per la morte di decine di milioni di persone (fedeli) per malattie sessualmente trasmissibili (Aids in primis) ecco il cardinale Martini aprirsi su un eventuale utilizzo dei profilattici, considerati "il male minore". Chi dovesse rallegrarsi di ciò tenga presente che comunque vada è troppo tardi, e non c'è un cazzo da ridere. Sarà sempre troppo tardi, Stilosi Vicari di Nostro Signore. Sempre. Così come sarebbero inaccettabili, da qui all'eternità, le scuse di Hitler, di Pol Pot, di Mugabe, di Bush... [ad libitum].

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 15:41 | Permalink | commenti (19)
categoria:delirium tremens, società
mercoledì, 05 aprile 2006

Parole di una certa qual caratura
Perché, come disse Fritz, "son tempi... interessanti"

Si ricordi, qualunque stato, qualunque stato, ha un nemico principale: la propria popolazione. Se nel paese la politica comincia a emanciparsi e la popolazione prende a partecipare attivamente, possono succedere cose orribili di tutti i tipi; perciò si deve tenere la popolazione tranquilla, ubbidiente, passiva. [...] Quando c'è un grande nemico, la gente è disposta a rinunciare ai propri diritti pur di sopravvivere.
Noam Chomsky, Capire il potere

Oggi sembra che non essere moderati sia un difetto o un delitto;
oppure che sia un privilegio dei giovani.
Ma ci vogliono tanti anni... per diventare veramente giovani!
Dario Fo, Io non sono un moderato!

Il cittadino non informato o disinformato non può decidere, non può scegliere. Assume un ruolo di consumatore e di elettore passivo, escluso dalle scelte che lo riguardano.
Beppe Grillo

Sono un coglione.
Peter

Ci alziamo in volo, quando improvvisamente DA-DAAAA! Non accade nulla! Ma improvvisamente.
Daniele Luttazzi, 370H55V 0773H

postato da: DevilsTrainers alle ore 13:19 | Permalink | commenti (20)
categoria:politica, pensiero, delirium tremens
martedì, 28 marzo 2006

Sfogo pre-elettorale

Buongiorno a tutti,
è un po' (un po' troppo a dire la verità) che non scrivo, ma gli impegni; la fatica; il sudore che annebbia la vista e corre lungo la schiena; il lavoro (precario) che gerarchizza le mie priorità; le condizioni meteo instabili che alternano sole e pioggia e nebbia e fango, fandomi infelice; il sapore dell'anguria, che non è proprio più lo stesso. Ma adesso scriverò. E lo farò in modo inconsueto, inconsulto, desueto, pacato, ribollente e soprattutto in modo da (coito interrotto).
Fatto sta che in piena campagna elettorale, si può comprendere meglio il mio sfogo pre-elettorale. Esso non sarà sensato, anzi forse farà senso. Esso non sarà giusto e obiettivo, ma il mio obiettivo è proprio questo. Esso non si rivolgerà a tutti, ma solo a coloro che possono capirlo (e qui il cerchio si restringe): il mio scopo non è raggiungere tutti (questa non è divulgazione, è verità), bensì raggiungere quei cuori inquieti che si arrabattono e si sbattono e si capottano per trovare un filo sottile che se seguito fino in fondo porta ad una porta che se viene aperta porta ad una radura montuosa che se viene scalata fino alla cima permette di vedere l'orizzonte spianato e libero da ogni ostacolo, permette di sapere, non di percepire, permette di osservare la realtà senza ostacoli, senza intromissioni, senza televisione, senza insetti (vespe in particolare), senza monoliti, senza paure, senza forzature, senza milan, nè inter. Infatti questa non è divulgazione, è verità.

Bene, da questo momento comincia la parte del post interessante, che esula da ogni forma di delirio e di narcisismo della mia mente. E da adesso mi rivolgo al popolo di sinistra, ma soprattutto al popolo di destra. Perchè da questi ultimi che mi aspetto delle risposte.
Io ho infatti un problema. Che solo la pazienza e la generosità del popolo filo-berlusca può aiutarmi a superare. Il mio problema - davvero grave - è una malattia lenta e inesorabile che si sta impadronendo di me. E'una malattia che entra dalle orecchie e dagli occhi (che si riempono di suoni, immagini, colori), matura nel cervello, si esalta nello stomaco (provocando gastriti, refllussi, bruciori) e trova la sua unica via di sfogo nella violenta defecazione che mi costringo a compiere per non morirne (così giovane, poverino....). E'una malattia complicata che vorrei spiegarvi, ma non conosco i termini medici. Il dottore - quando mi visitò (povero ragazzo, con così poca speranza...) - mi disse che si chiamava: intolleranza, con una punta di acredine e di odio.
Cazzo, che brutta malattia... e le cause sono note, ma non c'è modo di liberarmene. Quali sono queste cause? Cinque anni di governo berlusconi; il pericolo (reale e inconcepibilie) che i cinque anni diventino dieci; la diffusa solidarietà nei confronti del capo del governo che ad alcuni appare come un perseguitato; il fatto che al governo ci siano più imputati, criminali, ladri, persone riconosciute come disoneste che persone pulite; il fatto che ci sono persone del sud che votano lega nord; il fatto che esistano i neofascisti; il fatto che ci siano pensionati con la minima (e lavoratori al minimo salariale) che votano forza italia.
E ogni giorno che passa, ogni comizio elettorale al quale assisto, ogni banchetto elettorale che vedo, ogni parola che mi giunge da voci di persone in malafede e tronfie, poggianti le lorde chiappe sulle comode poltrone del parlamento italiano, ogni minuto che perdo a rimuovere la faccia del Re Bananas dal mio computer, visto che i banner con le sue chiappevoli sembianze mi immerdano il pc.... ogni minuto, giorno che passa si aggrava in me la malattia e divento intollerante e mi carico di acredine nei confronti dell'idiozia, nei confronti di coloro che voltano la faccia dalla parte opposta e che invece di guardare al merdaio che c'è in italia preferiscono volgere lo sguardo verso la televisione o i rotocalchi di moda e gossip.

Popolo della destra rispondimi: cosa ci può essere di buono in una legge che depenalizza il falso in bilancio?!? Cosa ci può essere di anche solo lontanamente accettabile?!?!? Siamo nel regno dell'evasione giustificata, eccheccazzo avete ancora da ridere?!?!
Popolo della destra rispondimi: cosa c'è di buono nella riforma del lavoro, che sta uccidendo la serenità e la possibilità di un vero futuro in milioni di persone?!? Cosa c'è di buono in una legge che rende le persone simili a giocattoli, offendendo la dignità dei lavoratori?!? Cosacazzoc'è di buono in una legge che autorizza le imprese a usarti fino a quando funzioni, per poi buttarti via quando sei "rotto"...e a quarant'anni dimmelotupopolodelladestra dovecazzovai?!?!
Popolo della destra rispondimi: dimmi tu cosa cazzo ci vedi di giusto in un governo ch ha tra i punti più importanti del "programma" (se mai per la destra si può parlare di programma) proposte di legge per favorire (ANCORA UNA VOLTA) solo alcune (le solite) persone che si vedono fare leggi puramente "ad personam" ( 1-Introdurre una legge che stabilisca per chi ha responsabilità di governo l'incompatibilità con la proprietà o la gestione di aziende che hanno una posizione dominante in settori chiave dell’economia; 2- Separare le carriere di giudici e pubblici ministeri).
Popolo della destra rispondimi: cosa c'è di buono nel ritorno del nucleare?!? Non crediate - popolo della destra - che i reattori nucleari e tuttequellestronzatelì le vadano a mettere in casa di quegli "sporchi comunisti". Se mettono i reattori nucleari e tuttequellestronzatelì guardate che ve le mettono sotto al culo anche a voi... E allora ditemi: checosacazzo c'è di buono in un'energia che non ha altri scopi se non quelli di arricchire ulteriormente i soliti noti (perchè non imporre le macchine a metano o a idrogeno?!? perchè non utilizzare forme di energia diverse?!? Quali interessi ci sono?!?)
Popolo della destra rispondimi: cosa c'è di buono un una legge che criminalizza il 77% dei ragazzi italiani e li classifica come tossicodipendenti?!? Cosa c'è di buono in una legge che delinea in modo chiaro e precisisssimo quello che è l'andamento FASCISTA del paese?!? Smettiamola con questi moralismi del cazzo e pensiamo che mentre ragazzi si fumano gli spinelli c'è chì - al governo - si pippa cocaina con i fogli da 500 euro...
Popolo della destra rispondimi: cosa c'è di bello e di giusto e di corretto in un governo che ha reso possibile la "giustizia fai da te", armando i cittadini come pistoleri e dando loro la possibilità di uccidere?!? Io allora esigo che ogni persona, ogni negoziante che tiene un arma in casa o in negozio esponga un cartello fuori dalla porta con scritto "attenti al potenziale omicida" in modo da potere evitare di essere uccisio per un eccesso di stress o di paranoia da parte di un negoziante esasperato che mi crede un ladro....
Popolo della destra, sai cosa?!? Non rispondermi nemmeno... mi sono stancato e mi sono talmente avvelenato il fegato che adesso non ne ho più voglia... Popolo della destra, tu continua a pensare quello che vuoi e continua a credere nei programmi di chi arma i cittadini, li impoverisce e li riempie di centrali nucleari (non ti viene in mente un B-movie di fantascienza...anzi un film tipo MadMax nel quale la gente - ridotta alla miseria e alla fame - si organizza in bande che saccheggiano le città e si uccidono tra di loro.... Grazie anche di questa immagine, presidente del consiglio).
Popolo della destra, credo che smetterò di considerarti...credo che la mia risposta al tuo voto sia la mia indifferenza e il mio rifiuto. Mai e poi mai avrò più un dentista fascista, un amico leghista, un barbiere casinista. Mi circonderò di quegli "sporchi e cattivi comunisti" e insieme a loro - quando banchetteremo, mangiandoci preti e bambini - penseremo a te, popolo della destra. E ricorderemo con nostalgia quando ti facevi turlupinare da un fantoccio col parrucchino, mentre adesso ti vediamo lì, triste e sconsolato...mentre mangi polvere e ti bruci le carni con le radiazioni nucleari...
Addio popolo della destra, non mi mi mancherai...

Acsel

Risponde il popolo della destra: "Queste cose mi arricchiscono." (di Goldstein)

postato da: DevilsTrainers alle ore 10:38 | Permalink | commenti (26)
categoria:politica, pensiero, delirium tremens
sabato, 25 marzo 2006

Sacro e profano

Onore e rispetto ai regaz del Mucchio (rivista che adoro, soprattutto Il Mucchio Extra), e un devoto saluto all'autore di fumetti (e del Catzillo) Gianfranco Grieco.
Niente di strano che questa copertina (di aprile) sia stata censurata dal distributore. In un paese sano, sereno e democratico può capitare spesso. Già. Sì.

[grazie a Pulc3tta]

Ma in rispetto agli impegni presi col titolo di quest'oggi eccovi l'altro elemento del dualismo in questione. Ieri il compare Acsel mi ha mandato un messaggio, un messaggio che faccio mio. Su un muro della grassa Bologna qualche libero pensatore un po' birbante ma di indubitabile spessore ha scritto:

L'UNICA CHIESA CHE ILLUMINA
E' QUELLA CHE BRUCIA

Prendiamolo, visto il periodo, come un omaggio a quella buffa parata di travestiti che chiamano nomina dei cardinali. E come umile risposta alle esternazioni del sempre paterno Ruini, che così spesso scende tra i vivi a dare saggi consigli alle pecorelle smarrite che, senza di lui, suppongono i vicari di N.S., forse si dimenticherebbero financo di bere e di mangiare. Libertas, ora pro nobis.

Peter, homo impius erga deum
(vacca boia, oggi andiam via così...)

postato da: DevilsTrainers alle ore 12:39 | Permalink | commenti (20)
categoria:politica, arte, religione, delirium tremens
venerdì, 24 marzo 2006

Ossessione

Ehi! Stamattina mi sono alzato e tre domande completamente scollegate fra loro mi assillavano, scorticandomi dall'interno la dura madre:

1) Come sarà il sesso a cinquant'anni?
2) Quali saranno i segreti per rimanere belli come Sharon Stone dopo i cinquant'anni?
3) Chissà che fine ha fatto Sharon Stone?

Se Tv e giornali fossero seri dovrebbero, il prima possibile, attivarsi e lavorare duro per dare delle risposte esaustive a queste domande apparentemente solo mie.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 12:43 | Permalink | commenti (18)
categoria:delirium tremens, società
giovedì, 16 marzo 2006

Legge elettorale, clima elettorale, xetghz elettrl
(Poi giuro che parlerò di gnocca)

A) Notevole dichiarazione del dentista Calderoli: "Un po' meno orgoglioso sono della legge elettorale che si dovrà riscrivere. Glielo dico francamente, l'ho scritta io ma è una porcata. Una porcata fatta volutamente per mettere in difficoltà una destra e una sinistra che devono fare i conti con il popolo che vota."
Cosa aggiungere? Non vi viene voglia di consolarlo affettuosamente?

B) Se durante il dibattito tv di ieri vi siete chiesti cosa avesse tanto da scrivere il povero Silviolo... andate qui, c'è il suo foglio...

C) Vi segnalo due siti grazie ai quali potrete scoprire profondamente voi stessi:

1. www.voisietequi.it 

2. www.dimmichiseitidirochivotare.it

In entrambi i siti, rispondendo ad alcune precise domande, verrà fuori la vostra vicinanza/lontananza coi partiti candidati alle prossime elezioni, in base ai loro programmi. Sono due siti fatti bene, ma hanno un limite: prendono sul serio i partiti italiani.

Risultati col primo sito:

Curioso (leggi "tragico") che Ds e Margherita siano ugualmente distanti rispetto ai partiti di destra.
Col secondo sito non cambia molto: sono verde e comunista, ohibò (Rif. Com. - CI - Verdi, con una spruzzata di Ds). Quindi... chi si sente di fondare un partito che mi rappresenti veramente? Quando incominceremo a votare non con la logica del meno-peggio?
Ho tanto bisogno di aiuto (segue lagrima).

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 14:30 | Permalink | commenti (44)
categoria:segnalazioni, politica, delirium tremens
martedì, 07 marzo 2006

Proesie h.q.

Arriva, dalla mailing list di magnaromagna, quel che mai ti aspetteresti: un capolavoro.

Liberiamo l'Italia da Berlusconi

Sì, con merda l'Italia buia ribolle
il lieto club brama soldini reali
l'unto così dirà mirabilia e balle
si dà arie, e brillano luci tombali

Rabbia stilla el milionario duce
lì il labaro Mediaset, l'incubo RAI.
Mentirà: l'idillio rosa abbia luce,
nella corsa lite, ira, il dubbio mai.

I dati: illusioni, barbarie, macello
nulla teme il Dio, liscia bori, bara.
Sia una ria imbecillità, bordello!
Rido. Sei nel limbo blu, Italia cara!

A una prima lettura è una buona poesia. Ma leggendola bene... ci si accorge che ogni verso è l'anagramma del titolo. Ciò, forse, mi sia consentito di affermarlo, fa dell'autore Gerardo Spanghero un genio, e di questa opera una immortal chicca (che dedico senza esitazioni all'amico PaoloC69).

Non da meno questa composizione del controverso umorista rosso che si fa chiamare Ulivegreche.

Lo specchio del futuro

Nello specchio del futuro
rivivo il mio passato
ma è un passato remoto
del verbo soccombere
un arduo scoglio
una cima insormontabile
soprattutto se bi
sogna portarci in
cima un'incudine
scusate se vado a c
apo un po' così
anzi no
que
sta è arte e non
mi devo giusti
fica
re

Se non vi basta andate QUI.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 12:49 | Permalink | commenti (15)
categoria:letteratura, delirium tremens
mercoledì, 25 gennaio 2006

Altezza metà bellezza

E così abbiamo scoperto che Silvio Bananas non è alto un metro e un cazzo, ma basso un metro e settantuno!
Sono gli inconvenienti della terza età. Con gli anni si cresce. La nuova altezza per un'Italia competitiva l'ha dichiarata a Paolo Zerbino Sindone Bonolis, neologismo composto per definire il fenomeno delle ombre cinesi, nel suo interessante programma "Il dissenso nella vita non paga, Berlusconi sì".

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 17:49 | Permalink | commenti (33)
categoria:politica, delirium tremens, televisivo
mercoledì, 25 gennaio 2006

David Sedaris

Ieri sera il grande umorista David Sedaris, americano di origini greche che vive sei mesi a Parigi e sei mesi a Londra, ha presentato il suo nuovo libro intitolato Mi raccomando: tutti vestiti bene (Mondadori Strade Blu) alle Scuderie di Bologna. Trainava inutilmente la Iena Pellizzari, suo estimatore di lunga data.
Finito il divertente incontro-intervista-lettura, nonostante la lunga fila di persone in attesa di farsi firmare la loro copia, Sedaris, prima di autografare, intavolava una conversazione con ognuno. Dopo ho scoperto perché: in base alle risposte che dai lui ti costruisce su misura la dedica. L'ho scoperto a casa, quando ho letto le dediche dei tre libri che gli ho fatto firmare, ridendo più di quanto rido nel leggere la sua roba.
A voi il gioco di indovinare il tipo di conversazione che abbiamo avuto in base alle dediche che mi ha fatto.
Primo libro, Holidays on Ice: "Forza Italia!";
Secondo libro, Mi raccomando: tutti vestiti bene: ha cancellato il proprio nome nel frontespizio e lo ha sostituito con "Bruno Vespa", legandolo al mio nome con una lunga freccia;
Terzo libro, Me parlare bello un giorno, essendo io l'unico lì con tre copie dei suoi lavori: "Thank you for making me rich".

Peter

Conversazione che riporto tradotta in italiano.
DS: Studi qui a bologna? Sei un medico?
P: Sì a Bologna, ma studio italianistica.
DS (estraendo dalla tasca della camicia il suo taccuino): Allora ti dico chi è il mio scrittore italiano preferito... (legge) Brunou Vespah!
P: Odio Bruno Vespa! E' il ministro della propaganda di Berlusconi!
Traduttore (inserendosi con enfasi): Vedessi cosa si è appuntato in questi giorni che è in Italia!
DS: Abiti in una casa o in appartamento?
P: In appartamento.
DS: E costa molto un appartamento qui?
P: Sì, molto...

E' dunque lecito supporre che ci saranno amarissime risate per i lettori italiani di Sedaris... Un suo racconto su Vespa o sugli invasati di Forza Italia è roba che va letta.

postato da: DevilsTrainers alle ore 00:27 | Permalink | commenti (11)
categoria:personaggi, letteratura, personal, delirium tremens
lunedì, 23 gennaio 2006

Chinese delirium

In un ristorante cinese, cena a due.

Peter: "Trovo la musica cinese di una violenza inaudita. Dietro questa apparente letizia cosmica si celano suoni martellanti e ossessivi, senti? Senti?! Acuta e stridula... E' come un punteruolo conficcato ripetutamente nel fianco, è uno strumento di controllo di massa, come il soma ne Il mondo nuovo di Huxley! Poi la parte cantata, sta a sentire cazzo... Sembra il sangue che sgorga dalle ferite provocate dal punteruolo! Conquisteranno il cosmo i cinesi."

Malmostosa: "Uhm... Mi passi un altro po' di quella bestia all'ananas?"

Peter: "Sì amore. Almeno questa bestia è morta e non sente... Scusi? Ci porterebbe un'altra birra per favore? Grazie. E già che c'è: potrebbe mettere su questo cd dei Grandi successi di Bano Al? Lo porto sempre con me, sennò non digerisco. Grazie signorina, molto gentile. No, non è cinese... ma le piacerà."

Malmostosa: "Anche il conto, per favore."

postato da: DevilsTrainers alle ore 10:54 | Permalink | commenti (19)
categoria:delirium tremens
martedì, 17 gennaio 2006

Un giorno qualcuno di veramente saggio dovrà sviscerare una volta per tutte la questione delle catene. Perché nascono? Come nascono? per partenogenesi forse? E dove? Forse in qualche ufficio statale braccato dalla noia del nulla quotidiano? Non ho risposte. Intanto assolvo ai miei peccati su infame invito di djandrea e gentilissimo invito di apachel.

CINQUE STRANE ABITUDINI (perché strane? non sono strane, siete voi strani)

1) Annuso compulsivamente i libri infilandovi il naso il più profondamente possibile. L'odore migliore ce l'hanno senza dubbio i libri della Bollati Boringhieri, poi quelli della Marcos y Marcos.
2) Tocco compulsivamente il sedere alla mia ragazza, in ogni tempo e in ogni luogo. Grazie Malmostosa...
3) Appunto compulsivamente nuovi libri da comprare in un foglio A4 che periodicamente riempio completamente e devo cambiare ricopiando però nel nuovo foglio i titoli che non mi sono ancora procurato. Che me li sono procurati lo so perché vi traccio sopra una riga. Questo è un particolare piuttosto importante per i prossimi due punti.
4) Compro compulsivamente libri, con un gusto particolare per la ricerca di copie rare o preziose nelle disordinate bancarelle dell'usato. Quando i soldi scarseggiano non mangio, e continuo a comprare libri.
5) Poi si fa sera e mi addormento (compulsivamente), e sogno tutte le notti che leggo libri, perché con tutto il da fare che ho il tempo per leggerli mi rimane solo nei sogni.

Passo il testimone a Bruno Vespa, Silvio Berlusconi, Ulivegreche, José Saramago e RIST1234, così magari si riprende dalla balla che ha preso nell'agosto del 2002.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 02:03 | Permalink | commenti (23)
categoria:delirium tremens



Heracleum blog & web tools