lunedì, 01 settembre 2008

L'intrepido Re e la fiera feroce
Favola per stronzi

C'era una volta un Re talmente virile da liquidare il fascismo con un distratto gesto della mano. "Roba da gay!", amava ripetere nel suo grande castello dorato. Un giorno se ne andava bel bello in giro per i suoi boschi senza nulla di preciso da fare. Fischiettava recando seco, com'è di costumanza per ogni passeggiata imperiale, una schiera di vassalli dotati di telecamera, casomai fosse stato costretto dal destino esigente a un gesto eroico, a salvar una vita, che ne so, a salvarne due, magari tre, o a fare una giravolta. E volevi non essere lì a filmarlo? Volevi privare i semplici del suo regno di quel moto d'orgoglio commosso che tutti coglie nel vedere la propria Guida far cose oltrumane? Anche noi, d'altra parte, ne sappiamo qualcosa.
Quand'ecco d'improvviso che dietro a un grande rovo siberiano una delle quindici tigri siberiane rimaste nel globo è schiava d'una vecchia trappola siberiana lì dimenticata dall'antica, distratta e rozza gente dei novgorodiani. Bestia rara, ma famelica! Infatti d'improvviso la fiera si libera dalla trappola e invece di scappare si avventa accecata da odio e ingordigia sul gruppo di patrioti ecologisti. Ma è solo una bestia, e non può sapere che più di lei può Lui, il Re, coi suoi sensi sviluppati fino al 6° dan, oltre il quale c'è il Cielo di Saturno degli Spiriti contemplativi.

Vladimir Putin
Re Vlad mentre dice: "Al mio tre!"

Estrae da una piccola tasca segreta delle sue mutande un lungo fucile carico di gocce di buone intenzioni e le spara. Un eterno secondo di silenzio e poi il sospiro di tutti, com'unico panteistico polmone. Colpo perfetto, l'ha neutralizzata un battito d'ala di colibrì prima ch'ella s'avventasse alla giugulare del suo migliore amico e sodale da una vita. Ma non porta rancore, Vlad il grande. E' superiore alle grette leggi di natura e tra lo stupore degli astanti, che poco dopo si trasformerà in sentita commozione e smisurata stima, Egli s'affretta alla valigia del pronto soccorso e con navigata abilità subitaneo disinfetta la ferita che la rossastra trappola gravida di tetano aveva provocato nella rara zampa del raro e malvagio animale. Il regno fu salvo, e i georgiani l'ebbero nel culo anche in quel glorioso giorno.
Fine.
Buonanotte.

Peter

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mercoledì, 12 dicembre 2007

Antonino "Nino" Randazzo
Nuovo idolo per chi ancora si ostina

Il senatore Nino Randazzo, onorevole di nome e di fatto
Antonino Randazzo

L'Italia è come il "Cile del generale Pinochet" con "telefoni intercettati continuativamente, parlamentari sotto controllo e filmati mentre si recano ad un appuntamento, cittadini privati del loro diritto fondamentale alla privacy", dice Paolo Bonaiuti. Si riferisce forse a quello che il suo partito e An hanno organizzato durante il G8 di Genova? No. Si riferisce al fatto che il vecchio amico del suo capo Berlusconi, Licio Gelli, fosse tra i promotori e finanziatori di Pinochet? No no.

"Questa violazione sistematica della legge e i veleni che periodicamente vengono inoculati nel corpo della nostra democrazia spingono l'Italia verso uno stato di cronica inciviltà dalle conseguenze devastanti e incalcolabili", dice Sandro Bondi. E' forse una sua nuova immortale poesia? Nooo no no no, macché.

Si riferiscono, colle loro voci potenti non adatte al vaffanculo, ai fatti narrati nel bell'articolo di Giuseppe D'Avanzo su Repubblica. Illuminante, su come funziona in Italia. Fondi neri, favori, assegni di 400.000 euro per un voto, e tanto tanto altro, noto grazie alle intercettazioni telefoniche che tanto immalinconiscono Mastella.

Il succo comunque è: Silvio Berlusconi corrompe uno dei suoi Omini Rai Agostino Saccà, uno che dice di sè: "io voto Forza Italia come tutta la mia famiglia". Poi, sempre il Silvio tenta di corrompere il senatore 75enne Antonino "Nino" Randazzo, eletto con 152.000 voti degli italiani residenti in Oceania, Asia, Africa, Antartide, e dei soldati in Iraq e Afghanistan.

Nino Randazzo
L'umarell Nino Randazzo

Randazzo, questo bel super-umarell, è un editore residente in Australia. Ha una moglie di 25 anni più giovane di lui (elemento rilevante ai fini del ritratto). E un conto in banca non proprio nababbico, visto che dopo aver indagato sui suoi averi, Berlusconi e i suoi uomini lo hanno scelto come morto di fame ideale per essere comprato con 2 milioni di euro, per non andare a votare in Senato e far così cadere il governo Prodi insieme ad altri traditori.
E lui che fa di fronte a questi soldi e a promesse di una folgorante carriera politica finanziata da Silvio Primo? Al contrario dell'affascinante Sergio De Gregorio, dice NO, GRAZIE. Una prima volta. Poi una seconda. Poi racconta tutto alla magistratura. E ride.
Ride! Cazzo se ride! E noi con lui, nel vedere questo vecchierello che ride in faccia ai soliti mercenari meccanismi italiani di scambi di favori e di privilegi della casta.
Lui peraltro è educato, ma secondo me un "vaffanculo" l'ha anche pensato.

Peter

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mercoledì, 21 novembre 2007

Propaganda 3
Ieri, nella stessa pagina di Corriere.it

MP
Zigotecomics

In piccolissimo, in fondo, il Cittadino Italiano ha potuto apprendere che la ex Cirielli ha colpito ancora, e che contro Mediaset non si può procedere per falso in bilancio perché il reato è prescritto. Chi l'avrebbe mai detto?

La prima notizia però era la seguente, ed era anche la più letta: a 12 anni tutti scopano con tutti anche senza protezioni, fumano spinelli, si ubriacano e infine fanno una cosa brutta. Interrogate sulle loro aspirazioni, le cucciole di mignotte al primo posto sognano di diventare velina/personaggio famoso, al secondo dicono "non so".

Simona Ventura, idolo delle masse, qui trasfigurata probabilmente da un uso smodato di cocaina
Simona Ventura

Che è così difficile fare dei collegamenti logici... correlare ogni voce delle cose del mondo a un significato, e ogni significato al significato di tutto, se esiste. La testa è pesante. Siamo stanchi. Abbiamo lavorato tutto il giorno. E quello che vogliamo sono consigli per gli acquisti, vip che si lanciano torte in faccia in tv e vedere il vicino di casa partecipare a un quiz, perché anche lui, rispondendo a domande semplici (perché lassù ci sono amici, nessuno vuole metterci veramente in difficoltà) può avere il suo momento di riscatto dagli incomprensibili dolori dell'esistenza. Leggere libri, invece, è faticoso e oldstyle.

Licio Gelli, giovane e determinatoIndiscutibilmente venerabile
Licio Gelli

Così uno magari legge il giornale e può anche capitare che non venga naturale di fare dei collegamenti tra le due notizie. Collegamenti che esistono, io li vedo (Albert Hofman non c'entra). Perché venne un giorno in cui fu scoperta una (finta) loggia massonica che si chiamava P2. Il suo capetto Licio Gelli, uomo dei servizi segreti di formazione particolarmente atlantica, il 28 settembre 2003 disse a La Repubblica: «Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa. Tutto nel piano di Rinascita, che preveggenza, è finita proprio come dicevo io»

Silvio Bananas, forse mentre parla con amici siciliani o campani
Silvio I il Libero

Ma anche se non l'avesse detto, qualcuno se n'era accorto. Quanti danni ha fatto la mediasettizzazione che dura da quasi trent'anni? Esattamente questi danni. Danni perfettamenti funzionali. Perché Mediaset non è più solo un'azienda. E' l'Italia stessa. Cambiare la mentalità di un popolo già ben predisposto (dux! che lux!) bombardandolo con del nulla spacciato per tutto, abbassando il livello e distraendoci coi fuochi d'artificio. Certo, Gelli aveva ragione. E uno dei suoi iscritti, Berlusconi, pupazzo e punta di un iceberg di potere ben più rilevante, ha eseguito bravamente. Prima Milano 2 e Mediaset, chissà con quali soldi e appoggi. Poi, grazie al terreno preparato da Mediaset a suon di quiz, Forza Italia, chissà con quali soldi e appoggi. Libertà! Democrazia! E nessuna pernacchia, dopo. Nessuna!
Così può capitare che tutto può accadere nell'indifferenza più totale, tutti proiettati a diventare veline e briatori come siamo. Può capitare quel che è accaduto al G8 (preparativi per un colpo di stato) e può capitare che Gelli, Andreotti e Cossiga conducano una vecchiaia tranquilla, senza alcun timore per la propria incolumità, nonostante tutti i morti che hanno sulla... coscienza. Gelli, condannato fra le altre cose per depistaggio per la strage di Bologna. La strage di Bologna, qualcuno sa cosa significa? Sa cosa è lecito pensare se uno depista su una cosa tanto grossa? O è preferibile aspettare la prossima puntata di Matrix o Porta a Porta per saperlo? Allegria!

Peter

PS: quanti siamo a ricordarci di questo libretto Fininvest?

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mercoledì, 09 maggio 2007

Vaticano e pedofilia
Lietamente Crimen Sollicitationis

Pg. Odifreddi nel suo ultimo libro affronta anche la questione pedofilia/Vaticano (me l'ha ricordato un post dell'Avv. Commazero). Entità stranamente connaturate, a quanto si dice in giro, affrontate con gli stessi meccanismi che qualsiasi altro potere utilizza in caso di vergogna. Segretezza. Silenzio. Gestione interna. Così, dopo i fattacci di Boston, l'allora cardinale Ratzinger mandò una bella letterina in giro, in cui si ricordava un documento del 1962 che si chiama Crimen Sollicitationis (però sempre Nel Cristo, Per Cristo, In Cristo, questo certo non lo dobbiamo dimenticare).
E' un documento rivolto a tutti i vescovi (da allora sempre stato in vigore, anche con Wojtyla) e illustra come affrontare casi di molestie sessuali, compresi quelli che coinvolgono animali, bambini e uomini (naturalmente Nel Nome del Signore, che ve lo dico a fare).
Notiamo un paio di cose: 1) il problema è riconosciuto apertamente ed è affrontato con precisione, come stato naturale delle cose; 2) non si suggeriscono soluzioni al problema, ma strumenti per coprire e punizioni per chi parla; 3) le vittime è come se non esistessero.
La ciliegina su questa ributtante torta putrida è la seguente: il Cardinale Ratzinger è accusato dalla Corte del Texas di "complotto" per coprire alcune molestie sessuali. Il processo viene sospeso perché, casualmente, egli diventa Papa Benedetto XVI, e in quanto capo di Stato gode dell'immunità (vedi).
E' logicamente conseguente che qualsiasi discorso pronunciato sulla famiglia, sul bene, e su altre parole ormai svuotate come queste, da Ratzinger, Bertone, Bagnasco & C, sono inconsistenti e, come dieci mani di biacca, vogliono nascondere quel che c'è sotto veramente, cioè merda.
Amen. La messa è finita. Andate in pace.

I preservativi sono immorali, perdio!
"Scusa, Billy. Il Papa dice che è immorale usare il preservativo."

Aggiornamento del 17 maggio: ohibò, S. mi segnala questo articolo, poi vedo che anche Moltitudini lo segnala. Si parla di cose in parte contenute in questo post. Si vede che ci sono altri come me, in giro... Che cosa terribile.

Peter

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martedì, 03 aprile 2007

Si chiama Gaia perché ride (di noi)
Problemi su effetto serra e riscaldamento globale

Pianeta Terra

Vi presento un caro amico: Ste, geologo. Ci parlerà brevemente dei motivi per cui la pappina pronta sul riscaldamento globale ha qualcosa che non va.

Se proprio sentiamo il bisogno di non tacere, come alcuni filosofi del passato ci hanno consigliato, sul fenomeno del riscaldamento globale per lo meno cerchiamo di basare le nostre idee su FATTI OGGETTIVI.
Il primo dato oggettivo è che la Terra, nel suo ruotare attorno al Sole e attorno a se stessa, ha ciclicamente variato il suo clima globale nel tempo. Le cause sono da ricercarsi nell’irraggiamento del Sole sulla Terra. Per esempio: il variare dell’orbita terrestre attorno al sole modifica sostanzialmente il clima sulla Terra. Inoltre, a un’orbita maggiormente ellittica corrisponde un raffreddamento globale con formazioni di ghiacciai perenni nelle montagne e formazione di calotte polari anche notevolmente estese, e questo periodo viene chiamate Stadio Glaciale. Al contrario un’orbita circolare produce un innalzamento della temperatura media, soprattutto per quanto riguarda la temperatura delle acque, con effetto domino che provoca lo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari: questa fase si chiama Stadio Interglaciale. Qual è l’effetto che più risulta evidente da queste variazioni cicliche? Sicuramente le variazioni del livello del mare, ovvero rispetto alle condizioni attuali che corrispondono allo zero, quando e in che misura si è abbassato o innalzato il livello del mare. Negli ultimi 200.000 anni si sono susseguiti tre cicli completi di riscaldamento/innalzamento del mare e raffreddamento/abbassamento del mare. Tanto per citare alcuni dati di riferimento, circa 125.000 anni fa (durante lo Stadio Interglaciale comunemente chiamato Tirreniano) la totalità delle calotte glaciali erano sciolte e sulle Alpi non si riuscivano a formare ghiacciai perenni; la temperatura era globalmente di almeno 4° superiore all’attuale e il mare era circa 5,50 metri (in verticale) più in alto del presente. Circa 22.000 anni fa invece si raggiungeva il picco massimo dello Stadio Glaciale, noto come Wurmiano; sulle Alpi si formarono imponenti ghiacciai talmente estesi da produrre le cosiddette valli morenico-glaciali del Veneto e del Trentino, la calotta polare artica ricopriva totalmente la Scandinavia, la Germania e una considerevole porzione della Francia in Europa, e metà del Canada in America. Elemento ancora più interessante: il livello del mare era drasticamente diminuito di circa 120 metri (in verticale). Per rendersi conto del significato di un tale abbassamento basti pensare che il fiume Po sfociava a Pescara e che il mare Adriatico, praticamente, non esisteva. Circa 6.000 anni fa siamo entrati in uno Stadio Interglaciale e il livello del mare in prima approssimazione ha raggiunto il livello attuale e il clima non si doveva discostare di molto dall’attuale. Sulla base di questi dati, per decenni gli studiosi hanno ritenuto che noi ci trovassimo a vivere alla fine della fase Interglaciale iniziata appunto circa 6.000 anni fa, e pertanto che il ciclo naturale andasse verso un raffreddamento, lento ma globale. A supporto di questa tesi vi è stata una fase di raffreddamento intensa ma breve nota come Piccola glaciazione, durante il sonno della ragione medievale. Con questi presupposti le problematiche legate all’effetto serra assumevano caratteri decisamente preoccupanti. L’aumento di temperatura, che pure è un dato oggettivo, erano, secondo gli studiosi, in quel momento da imputarsi interamente all’effetto antropico, che era tale non solo da azzerare la tendenza al naturale raffreddamento ma addirittura da provocare un riscaldamento globale. Un elemento nuovo però è entrato di recente sulla scena. Il ciclo naturale terrestre non sta andando verso una fase glaciale e quindi verso un raffreddamento, anzi al contrario siamo ancora in un periodo Interglaciale e forse verso un picco caldo. Questo dato è supportato da numerosissimi lavori scientifici, ma vorrei utilizzare un elemento curioso ed interdisciplinare che si è scoperto proprio in Italia. Tutte le costruzioni costiere e soprattutto i porti di età romana (periodo imperiale) si trovano, oggi, al di sotto del livello del mare, con profondità variabile compresa tra i -50 e -90 cm. Questo dato indica in maniera indiscutibile che negli ultimi 1.000 anni il mare si è sollevato, lentamente ed in modo intermittente, ma di sicuro per cause che hanno agito molto prima della rivoluzione industriale e dell’emissione da parte dell’uomo di gas serra, se si esclude il “metano umano naturale”. Per concludere il mio ragionamento (voglio essere sicuro che non mi fraintendiate): tutto quello che si può fare per abbattere le emissioni di CO2 e dismettere i carburanti “fossili” sono da me ben accetti; che questo migliorerebbe la qualità della nostra vita è altresì indubbio… Ma che l’emissione dei gas serra stia sconvolgendo da solo il clima terrestre non è per niente convincente. Sono convinto invece che l’effetto serra stia cavalcando una situazione naturale pregressa e che in qualche percentuale stia inasprendo questo fenomeno ma in quale misura è, a oggi, difficilmente quantificabile.

Dott. Stefano Andreucci
Università di Sassari - Ist.to di Scienze Geologico-Mineralogiche

Cosa pensare? L'effetto serra è un concetto poco serio, non suffragato da dati sperimentali, che però consente di limitare le emissioni inquinanti della grande industria (male assoluto). In mancanza d'altro l'industria non avrebbe limiti di alcun tipo. Ergo: facciamo finta di niente e attenzione all'effetto serra.
Intanto però, zitti zitti, saperne di più può essere utile. Esiste uno scritto illuminante, contenuto nel controverso e affascinante libro Ballando nudi nel campo della mente, del premio Nobel per la chimica Kary Mullis. Il capitolo in questione, Cosa è successo al metodo scientifico? andrebbe studiato in tutte le scuole del regno, per capire certi meccanismi.

Kary Mullis

Mullis dimostra che gran parte delle questioni che pensiamo di sapere riguardo queste cose sono finti problemi, idee erronee diffuse per interessi economici e politici, e che naturalmente per fare questo "è sufficiente convincere un elettorato disinformato". Dimostra inoltre che la fascia d'ozono, finché ci sarà ossigeno, si autogestisce da sola per reazione chimica. Va letto.
Nel testo Mullis ci da un semplice e prezioso consiglio: "Gli scienziati che fanno affermazioni categoriche su futuri disastri ecologici e sostengono che gli uomini sono responsabili di tutti i cambiamenti in corso sono fortemente sospetti. Spegnete la televisione, prendete in mano il libro delle scienze che usavate a scuola. Dovete sapere che intenzioni hanno. E dovete riuscirci da soli: ognuno per sé, come sempre. Ringraziate la sorte che non abbiano cambiato vesti né abitudini: continuano a indossare abiti bianchi, come sacerdoti, e a evitare lavori pesanti. In questo modo, è più facile identificarli."
A me ricorda la Strategia della tensione. Il principio mi pare identico (neutralizzare la comprensione, dunque il dissenso, con la paura). Abbiamo veramente bisogno di tutto questo per non avvelenarci mortalmente come stiamo facendo, per esempio, nelle grandi città? Qualcuno, per caso, si è rotto i coglioni di farsi prendere per il culo?

Peter

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sabato, 17 marzo 2007

CapaRezza e l'informazione italiana
"Ti Giri", canzone o saggio breve?

Vi invito a leggere il testo che segue, tratto dall'album Habemus Capa (2006). Lucida analisi dello stato attuale delle cose, capolavoro di sintesi per quel che riguarda la situazione italiana. Perché l'Italia è una repubblica fondata sulla Scatola Magica. Non è un caso che per Freedom House siamo al 79° posto per libertà di stampa. Insieme al Botswana. Al Botswana! Loro però, al contrario di noi, non hanno mai subìto la Cura Mediaset. Ma tranquilli, Corea del Nord e Turkmenistan ci stanno aspettando a braccia aperte. A meno che non si realizzi il mio sogno: cataste di televisori lungo le strade e nelle piazze (grassettature mie, Peter).

San Caparezza

Buondì telespettatore, questo è un TG che ti mette di buon umore, là fuori crimini, ma qui si parla ore di lidi a Rimini e rivoli di sudore, perciò proteggiti dall'ondata di calore col mio soccorso: lavate di capo che manco il Baby Shampoo Johnson. Esercitando il potere che mi da Orson, ti annuncio che quest'anno fa più caldo dello scorso. Se ti guardi intorno capirai che degli spari sul lungomare di Bari non c'è traccia nei TG di Mediaset e Rai. Questo non mi va di raccontarlo, ma ti conto i peli del buco del culo del principe Carlo. Il telecomando contro me non devi usarlo mai.

TG TG TG RIETINCULA... NOTI NOTIZIE, MA NON NOTI NULLA TI GI TI GI TI GIRANO MA... FATTELA DA SOLO LA VERITA'

Sono chiuse le fabbriche del Belpaese, fuori i lavoratori da Mirafiori a Termini Imerese, e se rimangono valgono meno di 1000 euro al mese, che bene o male affitti un monolocale più le spese, ma non puoi pagarti nemmeno una visita al dentista. Pista, pista, passa il ministro con l'autista, nell'auto blu frigobar con Moet & Chandon e Crystal... Il minimo che puoi fare è sparare sulle gomme a vista. Ma questo TG non è così pessimista, l'economia italiana è sana, sì, lo dice l'ISTAT, lo stivale è nella lista acquisti del turista, questa è l'informazione mica quella comunista fatta di gogne! W il TG delle menzogne, con notizie nascoste come zoccole nelle fogne, un maresciallo che fa il pappagallo sul giallo di Cogne, ma su Ustica no, non vuole avere rogne!

TG TG TG RIETINCULA... NOTI NOTIZIE, MA NON NOTI NULLA TI GI TI GI TI GIRANO MA... FATTELA DA SOLO LA VERITA'

Ben sintonizzati sul TG: coppa campioni, sfilate Armani, ma nessuna notizia sulle vittime dello Tsunami, ma sì, rilassati e versati una pils, in fondo è fuoco amico quello che brucia il GIS, oops... succede di cadere sul Cermis, qui non cambierà mai nulla... come in un governo bis... Parlare di guerra non mi piace, troppo audace, preferisco parlare di forze di pace che offrono focacce a famiglie afgane dai loro carria armati fatti di marzapane. Tutto buonismo che va a puttane se le telecamere spengono sulle condizioni disumane dei bimbi morsi dalla fame nei loro villaggi bombardati per settimane, ma "Shhhhhh!"

CapaRezza, Ti Giri

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sabato, 10 marzo 2007

Shoah. Memoria. Rimozione.
Stati di negazione, passati e presenti

Stanley Cohen
Stanley Cohen

Ogni giorno dovrebbe essere Giornata della Memoria e festa di qualsiasi cosa. Così, uno degli elementi che hanno reso possibile l'attuazione e soprattutto il perdurare dell'Olocausto è stato l'indifferenza, o meglio: la rimozione, processo psicologico molto complesso, soprattutto se su scala ampia.  Primo Levi cita un vecchio adagio tedesco, vero in particolare per gli ebrei tedeschi: <<Le cose la cui esistenza non è moralmente possibile non possono esistere.>> E così: via libera.
Esiste un grandissimo libro sulla psicologia del "chiudere gli occhi/guardare altrove" (RIP Federigo Tozzi), vista da ogni punto di vista, sia personale che comunitario, psicologico, politico, sociale, storico. Si intitola Stati di negazione - la rimozione del dolore nella società contemporanea (ed. Carocci 2002), è del professor Stanley Cohen, ed è un libro la cui lettura presuppone per sempre, nel lettore, un prima e un dopo. 

Olocausto - Auschwitz Stanley Cohen - Stati di negazione in lingua originale

Prendiamo un episodio emblematico a caso: Jan Karski è un giovane emissario polacco che è entrato in possesso di importantissimi documenti che provano l'esistenza dei campi di sterminio. Fornisce tutte le informazioni possibili a quasi tutti i grandi capi di stato occidentali, e quando arriva di fronte al giudice Felix Frankfurter questi, benché molti lì intorno gli garantissero la veridicità di ciò che Karski andava dicendo, disse: "Non ho detto che questo giovanotto sta mentendo. Non mi permetterei. Ho detto che non posso credergli. C'è differenza."

Ottimo e tragico esempio di disgiunzione fra sapere e credere, si differenzia molto dalle scelte sostanzialmente politiche che invece fecero, per esempio, gli Alleati (che non bombardarono Auschwitz come invece gli ebrei chiedevano a gran voce, perché avrebbe significato: bombardiamo il campo di concentramento perché sappiamo che esiste, ma non vogliamo saperlo. Così i bombardamenti si fermarono a circa 5 km dal campo), il Vaticano (che motivò l'assenza di una denuncia del genocidio in corso sostenendo che sarebbe stato controproducente per gli stessi ebrei - eh?!) e la Croce Rossa Internazionale (che non prese posizione, similmente al Vaticano, per evitare "rappresaglie" ai danni degli abrei - eh?!).
Al di là di questi giochi politici la situazione - dal basso - era comunque allarmante. Cohen scrive: "E' abbastanza probabile che molti tedeschi pensassero che gli ebrei non erano più vivi, ma non necessariamente credessero che fossero morti. Questo è il tipo di logica incoerenza accettata in tempo di guerra che rispecchia la disintegrazione della razionalità." Su questo Cohen cita un libro che cerco disperatamente da tempo: In the Shadow of Death: Living Outside the Gates of Mauthausen, di Gordon J. Horwitz, che tratta i meccanismi di rimozione delle piccole comunità nei pressi di Mauthausen. Pubblicato in Italia ma fuori stampa, a quanto so.
La conclusione, lapidaria, a Zygmunt Bauman (Modernità e Olocausto): "La distruzione di massa non fu accompagnata dal fragore delle emozioni, ma dal silenzio mortale del disinteresse."
Come adesso in Darfur e in gran parte dell'Africa, per esempio. Domanda: l'obiettivo è imparare qualcosa dal passato (nonostante il nostro sistema economico), o sono io stronzo? Il riconoscimento è un valore fondamentale, che consente di pensare, provare emozioni, e dunque di agire. In qualsiasi modo. Perché in fondo il tema dominante del libro è questo: gli ostacoli (complessi) tra INFORMAZIONE e AZIONE. E questo è un argomento valido sempre, anche in tempo di "pace".

Peter

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venerdì, 02 febbraio 2007

Il nulla e qualcosa
Bilderberg & Alliance Base: fantasmi di carne

Il frizzante scambio epistolare fra Silvio Bananas e Veronica Lario in Bananas rende manifeste alcune questioni tutte italiane. Per esempio che a La Repubblica l'oppio ha preso il sopravvento e domina la redazione intieramente. O anche che la P2 (e ciò che c'è al suo posto adesso) ha vinto. E che noi abbiamo perso. O che non ci sono problemi di alcun genere, in Italia, e i giornalisti fanno bene a dar voce a queste cose. Vendere tutte le copie alle 11 di mattina val bene la propria dignità. E fanculo la deontologia professionale.

Il Potere non ha volto

Ci si occupa della faccenda come se fosse una love story, una fiction di rete 4. La cosa più dolorosa è che il giornlismo si presta con gioia. Non solo. Si inchina. Non solo. Si piega a novanta e offre al berlusconismo preservativo e tubetto di vasellina, guardandolo negli occhi 'con fare predatorio e vorace'. Che sarebbe anche una cosa lieta, se si occupassero anche di cose serie. Prima il dovere e poi il piacere, sentenziavano gli adulti quando eravamo piccoli e implumi. Ma gli adulti ci mentivano.
Per par condicio, di fronte al nulla bisognerebbe proporre qualcosa. Allora accenniamo a Bilderberg e, per esempio, a Alliance Base (grazie
Samuele). Senza tanti sensazionalismi. E col sospetto sempre vivo. Perché se di qualcosa di segreto si sa poco, vuol dire che si doveva sapere quel poco per fomentare gli animi e distoglierli da altro. Che segreto rimane e rimarrà.
Bilderberg. Convention annuale o semestrale a inviti. Leggete le liste di nomi. C'è tutta la crème di finanzieri, manager, politici, multimilionari dell'Occidente (Occidente, cioè: sole che tramonta. Cioè: sole che non sorgerà mai altrove, perché è tutto nostro; l'abbiamo comprato, poveri stronzi!). Lì si decide cosa una Stato deve e non deve fare. Ci si mette d'accordo. Si fa il punto. I programmi elettorali? Fuffa. Il voto? Inutile. La democrazia?

San Walter da Roma

Ciò che viene detto fra i bildenbergers non deve trapelare. Mai. Ecco allora che la mia mente capziosa corre alla lignea icona di San Walter, detto Veltroni da Roma. Io che sarei di sinistra penso al Walter che, allora direttore de L'Unità, viene invitato a un convegno Bilderberg. E penso che non ha mai detto nulla a riguardo. Lui, giornalista, quel giorno non era più giornalista. Si era preso le ferie. E su quell'argomento continua a prendersele, perché è troppo impegnato a scrivere cagate e a commuoverci sull'Africa, mentre i nostri governi appoggiano e armano i dittatori fantoccio africani. Un giornalista smette di essere giornalista in certe situazioni e torna a esserlo in altre? A me non risulta, ma sarò io stronzo. Questa è la realtà di questa sinistra. Essere come la destra, solo più ipocriti. Per dissimulare il fatto che destra e sinistra non esistono, in parlamento. Ma solo per la strada, nella guerra fra poveri. Cioè noi tutti, con L'Hammer o con la Punto. Cambia niente.
Poi c'è
Alliance Base, parto di Cia (USA), DGSE (Francia), Inghilterra, Germania, Canada, Australia. E c'è anche il correlato, fantomatico, CTIC (Counterterrorist Intelligence Service). Di queste cose nessuno si occupa, naturalmente. Solo un timido articolo del Washington Post. Perché certe cose a noi cittadini non devono riguardare. Pensano loro a tutto. Con sempre nuovi OGM contro il terrorismo, mentre a Hollywood danno le ultime pennellate di phard sulla fronte di Osama bin Laden. Il terrorismo... che in vent'anni ha fatto la metà dei morti che ogni anno muoiono solo in Italia per smog (secondo l'OMS: 39.000 all'anno). Forse c'è qualcosa che non va.
Non fosse che questa si chiama sovranità limitata. In Italia vige dal 1944. Da quando la Cia assoldò mafia e destra estrema per preparare la guerra fredda. Da quando finanziò Gladio. Da quando, servendosi della P2, diede via (o almeno non contrastò) alla strategia della tensione. Da piazza Fontana alla Strage di Bologna. Dal Cermis. Dal rapimento di Abu Mazen. Da adesso. Qui.

Altro link su Bilderberg:
Disinformazione.
Inoltre:
Servizio di Rai News 24 su Alliance Base.

Peter

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mercoledì, 13 dicembre 2006

I resti de ll Resto del Carlino
Gag inedite nella nostra dottissima Bologna

I bolognesi lo sanno: il Carlino si compra unicamente per sapere se il vicino è inciampato nei gradini della chiesa di paese, o per sapere chi si è ferito, e come, stappando la bottiglia di spumante a cui ogni uomo medio di questo mondo ha dignitosamente diritto a Capodanno (spesso si feriscono gli occhi, da queste parti, puntandosi in faccia il tappo che sta per partire - giuro...).
Il suo direttore, Giancarlo "Chi Striscia Non Inciampa" Mazzuca, quando compare nel controverso talk-show Porta a Porta o in altri sovversivi programmi, dà ottime prove di nulla. Se ci fosse bisogno di conferme, basta leggersi il giornale che dirige (Massimo Fini, che cazzo ci fai lì?).
Un esempio a caso di questa libera interpretazione del concetto di informazione che i lacché del potere hanno ce l'ha fornita il 12 dicembre 2006 nell'imperdibile pagina dei necrologi, che sia o meno sua responsabilità. Entusiasmo...

Il Resto del Carlino - 12 dicembre 2006 - Necrologio Pinochet

(Grazie allo Spettro della bolognesità e all'indubbio Maso)

Peter

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mercoledì, 01 novembre 2006

Le vie dello squallore sono infinite

Andate a far le pugnette

Ho una segnalazione importante da fare. I giornalisti morti nella storia del giornalismo ne sarebbero fieri: Starcontrol di Repubblica.
"Fai la tua classifica - Chi sono i tuoi personaggi preferiti? Registrati e controlla la loro posizione in classifica"

Forza amico! Dai fallo perdio! Controlla la posizione in classifica di Lucio Dalla e Schumacher! Che intanto noi giornalisti evitando di fare il nostro mestiere controlliamo te! Fai la tua classifica di stronzi e stai sereno che pensiamo a tutto noi!

Breve storia del giornalismo: da strumento di controllo del potere a braccio destro del potere armato di nulla.

Ma non stanno scherzando?

[Per par condicio vedi: INTERNAZIONALE.]

Peter

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mercoledì, 07 giugno 2006

Stanze piscina
Mai più senza!


Nuove frontiere del benessere e della felicità (vedi foto)

In un settimanale allegato a uno dei due principali quotidiani italiani si può leggere un pezzo di giornalismo d'inchiesta veramente ficcante, uno di quei reportage che mettono in crisi il potere e che in genere danno inizio a una serie di imbarazzate dimissioni nei cda. Questo il "sottotitolo":

Contro lo stress e il "logorio della vita moderna", una piscina in casa è l'ultima frontiera del wellness. Per nuotare contro-corrente restando in salotto

E tutto ciò senza la minima traccia di ironia... Anche voi immagino sarete seri quando andrete in banca per accendere un mutuo quarantennale che vi consenta di sconfiggere il logorio della vita moderna con una bella piscina in casa in cui natare come stronzi.

Peter

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giovedì, 18 maggio 2006

Il generatore di articoli di Libero 

In questo paese c'è sempre qualche spocchioso/rissoso comunista beone che avanza ipotesi/accuse quantomeno maliziose (sarà invidia) sulla professionalità di Vittorio Feltri e del suo "giornale" Libero ("Libero"). Fra questi c'è anche chi, in osteria, dice, con l'educazione tipica richiesta dall'ambiente, che sia un giornale scritto col culo (ma noi stentiamo a crederlo e siamo convinti che un giorno il tempo li ripagherà, proprio come è accaduto per Van Gogh).
Scritto col culo o meno (sicuramente meno) abbiamo scoperto il criterio con cui questo giornale informa l'umanità.
Proprio qui. Giocateci anche voi. Non serve essere iscritti nell'albo dei giornalisti! Diventa anche tu un giornalista di Libero! Sogna con noi un mondo più sano e ordinato!
In conclusione, date queste premesse, ci è lecito supporre che sia sufficiente la sola presenza del Direttore Feltri per redigere questo quotidiano in questo inedito modo. Tutte le altre firme sono dunque fantomatici pseudonomi per sfruttare appieno i finanziamenti statali? E il suo collega/giornalista Bruno Vespa, che lo invita sempre nella sua trasmissione di approfondimento, saprà? O tutti questi giornalari fanno finta di niente e tacciono (la deontologia professioanale d'altra parte lo impone) come hanno fatto con Luciano Moggi?

Peter

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lunedì, 08 maggio 2006

Sempre più allodole

Cesare Previti è in galera. Ve ne siete accorti? Dopo giorni di festeggiamenti torno nel mondo e scopro che non è una gran notizia. Stupido me! Credo ne abbiano parlato solo al Tg1 (la Resistenza è fra alcuni giornalisti della sua redazione!). L'ho visto. Ne hanno parlato al 22esimo minuto di telegiornale. In un paese sano sarebbe stata la prima notizia. Ma noi siamo malati, molto malati. Terminali!
Il giornalismo asservito al potere mi pare la chiave di tutto. Per evitare di parlare del fatto più importante degli ultimi anni, un fatto che per tentare di evitarlo ha assorbito tanta parte delle energie dei nostro politici di destra, assistiamo a una genuflessione di massa. Giornalisti affannati a cercare una agenda delle priorità che consenta loro di non aver problemi. La Mecca ci fa una pippa. 
Unabomber, tornato puntuale e utilissimo. Incomincio a pensare che unabomber sia una creature governativa. 
D'Alema al colle sì o no. Ve lo dico io: no. Si sapeva anche prima, e allora perché romperci le balle per 4 giorni? In un paese sano basterebbe ciò che ha detto Fedele Confalonieri su Massimo D'Alema per allontanare D'Alema da qualsiasi forma di attività politica: "Dieci anni fa D'Alema aveva detto che nessuno avrebe toccato Mediaset e la promessa è stata mantenuta."
Ergo la sinistra ha proposto un candidato per la presidenza della repubblica che è gradito a Confalonieri (braccio di mezzo di Berlusconi). D'Alema: braccio sinistro. Qualche domanda vogliamo porcela?
Fuffaglia. Basta farci caso, giornali e telegiornali ne sono zeppi. Fanno di tutto pur di confonderci, pur di non informarci. Vedo solo specchietti per le allodole. Come lo è stato l'aviaria. L'aviaria era un'ossessione. Poi hanno scoperto le marachelle di Storace, Storace si è dimesso e l'aviaria è scomparsa dagli organi di informazione, gli unici organi peraltro ad esserne stati infettati. Ma tornerà, certo che tornerà.
Infine la guerra. La guerra è forse il miglior specchietto per consentire ai politici di starsene un po' nell'ombra. Lì sono sempre tutti uniti nel cordoglio, nel dolore. Chi si informa per vie traverse sa com'è la situazione in Afghanistan da sempre. Ma quando sono morti i due alpini l'altro giorno sono sembrati tutti molto colpiti. Colpiti che l'Afghanistan esistesse ancora.
De André cantava: Hanno rimandato a casa / le loro spoglie nelle bandiere / legate strette perché sembrassero intere.
Il potere non è altro che il becchino che riassembla i cadaveri coadiuvato dalla retorica della patria. Gli organi di informazione sono i tanatologi che li aiutano e guardano l'effetto che fa. La tragedia è che tutto questo funziona. Le allodole guardano se stesse fissare il vuoto.

Peter

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martedì, 14 febbraio 2006

Chi conosce Francesco Di Stefano?
Europa 7: storia di un occultamento ben riuscito

Digitate nel sito di Repubblica questo nome. Ci vogliono le virgolette. Comparirà un solo articolo che ne accenna alla fine. Digitatelo su Corriere.it: "Nessun risultato per la ricerca impostata". Provate nel sito dell'Unità. Compariranno tre articoli, di cui uno interamente dedicato a quest'uomo. E' un'intervista del dicembre 2003. Nel maggio 2003 Dario Fo a Franca Rame scrissero questo bel riassunto della faccenda. E' stato pubblicato anche un libro. Ma non basta.
Francesco Di Stefano è il presidente di Europa 7, una televisione che dovrebbe trasmettere da anni, e che non trasmette perché Rete 4 occupa illecitamente le sue frequenze (che sono pubbliche, dunque nostre). Ha vinto ogni ricorso, la legge è dalla sua parte, la politica assolutamente no, la casta quando si muove non scherza. E' fermo dal 1999. Viene avversato continuamente dai concorrenti (indovinate chi), ma lui va avanti. Un eroe? Certamente con lui il livello si alzerebbe. Ha un'idea di televisione interessante, che obbligherebbe l'attuale duopolio a svegliarsi e a non prendere in giro i telespettatori. Ci sarebbe finalmente concorrenza. La concorrenza rende un paese democratico. Noi non l'abbiamo. Dunque?
Qualche parola di Di Stefano, tratta dall'intervista di cui sopra che vi consiglio caldamente.

<<Nessuno lo ha mai detto, purtroppo. Ma nel 99 noi abbiamo vinto e Rete4 ha perso. Ci hanno costretto a fare un ricorso insieme all’Adusbef alla Corte Costituzionale e la sentenza, ineludibile, stabilisce che entro il 31 dicembre [2003, ndr] Rete4 si deve spegnere e noi ripartiamo.>>
Berlusconi vuole salvare i mille dipendenti di Rete4...
<<È un ignobile ricatto sull’occupazione, soltanto “pro domo sua”. Rete4 non ha dipendenti, sono di Rti e Videotime, in tutto 3500, ma che lavorano quasi tutti per ogni struttura editoriale di Mediaset: per Canale5, Rete4, Italia1, Jumpy e le altre. Ci sono 40, 50 giornalisti, tutti precari, che potrebbero venire licenziati, ma Mediaset può riassorbirli. E anche noi, ripartendo, saremmo pronti ad assumerli>>

Ora una agghiacciante testimonianza del professor
Francesco Siliato, che ringrazio molto:

Europa 7 di Di Stefano ebbe la concessione, l'ha ancora, ma non ebbe mai le frequenze. Ha sempre vinto i ricorsi alla giustizia ordinaria, ma mai a quelle all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di Cheli (nominato da D'Alema), Sangiorgi (DL), Pilati (Fininvest), Manacorda (DS), Monaci (Rifondazione com.), ed altri minori Udc e Forza Italia.
Oggi Europa 7 è in attesa di una sentenza della Corte europea, che potrebbe modificare le cose. Nel frattempo mandanti del Gruppo Fininvest hanno cercato di accordarsi, proponendogli un tot. Di Stefano ha rifiutato, sperando nella Corte ma anche perché ne ha viste troppe. In conversazioni private con un amico giornalista, ha sostenuto che Berlusconi senior in persona ha telefonato al boss della banca nella quale l'azienda Europa 7 aveva il conto per ordinargli di chiedere l'immediato rientro dei prestiti. Il boss della banca ha eseguito. Di Stefano è riuscito a trovare i soldi in un altra banca ed è rientrato. Fu in quel mentre che la signora nota esponente del gruppo Fininvest lo chiamò per trovare un accordo. Sarà vero? Non lo so, forse è credibile.

Nessuno ne parla. Non i giornalisti. Non a destra e non, soprattutto, a sinistra. Più che puzza di bruciato parlerei di un'immensa letamaia da non rimestare.
Questa è pura e semplice propaganda. Occultare un fatto importante è di per sé una scelta politica di malafede. Si parla d'altro per non parlare di qualcosa di scomodo. Dunque è propaganda. In passato, in Germania, esisteva anche un ministero...
Diffondete, che sapere salva la vita.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 12:45 | Permalink | commenti (47)
categoria:segnalazioni, politica, personaggi, mafia, informazione, televisivo



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