mercoledì, 21 novembre 2007

Propaganda 3
Ieri, nella stessa pagina di Corriere.it

MP
Zigotecomics

In piccolissimo, in fondo, il Cittadino Italiano ha potuto apprendere che la ex Cirielli ha colpito ancora, e che contro Mediaset non si può procedere per falso in bilancio perché il reato è prescritto. Chi l'avrebbe mai detto?

La prima notizia però era la seguente, ed era anche la più letta: a 12 anni tutti scopano con tutti anche senza protezioni, fumano spinelli, si ubriacano e infine fanno una cosa brutta. Interrogate sulle loro aspirazioni, le cucciole di mignotte al primo posto sognano di diventare velina/personaggio famoso, al secondo dicono "non so".

Simona Ventura, idolo delle masse, qui trasfigurata probabilmente da un uso smodato di cocaina
Simona Ventura

Che è così difficile fare dei collegamenti logici... correlare ogni voce delle cose del mondo a un significato, e ogni significato al significato di tutto, se esiste. La testa è pesante. Siamo stanchi. Abbiamo lavorato tutto il giorno. E quello che vogliamo sono consigli per gli acquisti, vip che si lanciano torte in faccia in tv e vedere il vicino di casa partecipare a un quiz, perché anche lui, rispondendo a domande semplici (perché lassù ci sono amici, nessuno vuole metterci veramente in difficoltà) può avere il suo momento di riscatto dagli incomprensibili dolori dell'esistenza. Leggere libri, invece, è faticoso e oldstyle.

Licio Gelli, giovane e determinatoIndiscutibilmente venerabile
Licio Gelli

Così uno magari legge il giornale e può anche capitare che non venga naturale di fare dei collegamenti tra le due notizie. Collegamenti che esistono, io li vedo (Albert Hofman non c'entra). Perché venne un giorno in cui fu scoperta una (finta) loggia massonica che si chiamava P2. Il suo capetto Licio Gelli, uomo dei servizi segreti di formazione particolarmente atlantica, il 28 settembre 2003 disse a La Repubblica: «Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa. Tutto nel piano di Rinascita, che preveggenza, è finita proprio come dicevo io»

Silvio Bananas, forse mentre parla con amici siciliani o campani
Silvio I il Libero

Ma anche se non l'avesse detto, qualcuno se n'era accorto. Quanti danni ha fatto la mediasettizzazione che dura da quasi trent'anni? Esattamente questi danni. Danni perfettamenti funzionali. Perché Mediaset non è più solo un'azienda. E' l'Italia stessa. Cambiare la mentalità di un popolo già ben predisposto (dux! che lux!) bombardandolo con del nulla spacciato per tutto, abbassando il livello e distraendoci coi fuochi d'artificio. Certo, Gelli aveva ragione. E uno dei suoi iscritti, Berlusconi, pupazzo e punta di un iceberg di potere ben più rilevante, ha eseguito bravamente. Prima Milano 2 e Mediaset, chissà con quali soldi e appoggi. Poi, grazie al terreno preparato da Mediaset a suon di quiz, Forza Italia, chissà con quali soldi e appoggi. Libertà! Democrazia! E nessuna pernacchia, dopo. Nessuna!
Così può capitare che tutto può accadere nell'indifferenza più totale, tutti proiettati a diventare veline e briatori come siamo. Può capitare quel che è accaduto al G8 (preparativi per un colpo di stato) e può capitare che Gelli, Andreotti e Cossiga conducano una vecchiaia tranquilla, senza alcun timore per la propria incolumità, nonostante tutti i morti che hanno sulla... coscienza. Gelli, condannato fra le altre cose per depistaggio per la strage di Bologna. La strage di Bologna, qualcuno sa cosa significa? Sa cosa è lecito pensare se uno depista su una cosa tanto grossa? O è preferibile aspettare la prossima puntata di Matrix o Porta a Porta per saperlo? Allegria!

Peter

PS: quanti siamo a ricordarci di questo libretto Fininvest?

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categoria:segnalazioni, informazione, massoneria, mediaset, misteri italiani
venerdì, 04 maggio 2007

La scaturigine del nostro italico destino
Cia e sovranità limitata atlantico-fascista

A chi pensa come il possibile burattinaio? "Il grande vecchio per me è il funzionario più alto in grado del settore Cia che si occupa degli affari italiani. A sua volta la P2 è anche una struttura di servizio della stessa Cia; una rete di complicità che non si è mai estinta, si è solo trasformata. [...] Già durante la guerra gli alleati, ormai sicuri della vittoria, e ciò in base a previsioni scientifiche elaborate sull'entità delle perdite dei tedeschi a Stalingrado e degli italiani a El Alamein, si erano concentrati sul 'dopo'. Si preparavano, una volta liquidata la Germania, a fronteggiare l'offensiva ideologico-militare dell'impero sovietico. In questo tipo di strategia preventiva rientrano anche le 'operazioni sporche'  dell'Oss (Office of strategic service), da una costola del quale nascerà la Cia. Gli esempi sono molti: dall'ordine di contrastare in ogni modo, delazioni comprese, le formazioni partigiane di color rosso, fino alla messa in salvo di autentici criminali nascifascisti, del calibro di Valerio Borghese, sottratti alla giustizia per essere riciclati in organizzazioni segrete volte a contrastare i comunisti, magari a fianco della mafia. Personalmente mi sono imbattuto in simili realtà poco edificanti, non per via degli studi storici che mi appassionano, ma come investigatore."
Generale Nicolò Bozzo (intervistato da Camillo Arcuri nel libro Sragione di Stato, 2006 Bur, pagg. 188 - libro che consiglio istericamente)

Gen. Nicolò Bozzo
Nicolò Bozzo

Penso alla festa di Liberazione, e al fatto che dal '45 in poi lo Stato italiano sia stato in mano ai fascisti, in realtà, sotto direttive americane. E che adesso festeggiamo un sogno. E al fatto che lo sia ancora, l'Italia, in mano ai fascisti. Indipendentemente da qualsiasi elezione. E che gli ex partigiani diventati carabinieri siano sempre stati osteggiati, come Dalla Chiesa e Bozzo. E come potrebbe essere altrimenti, se negli anni caldi 12 (dodici) generali dell'Arma su venti totali erano piduisti? Il generale Dalla Chiesa, per esempio, ex partigiano, non è nemmeno presente nel libro ufficiale dell'Arma dei Carabinieri: Abbecedario del Carabiniere - Dizionario storico essenziale per la conoscenza dell'Arma. Non c'è. Perché ha commesso molti errori, almeno secondo Licio Gelli.
Altri fatti sparsi: Gianfranco Fini nella sala operativa Cc durante gli scontri del G8 a Genova, con le ben note procedure cilene che abbiamo visto, soprattutto nella caserma di Bolzaneto. Poi un vessillo della repubblica di Salò nella caserma di Nassirya, fotografato in bella vista dopo l'attentato e pubblicato dalla rivista berlusconiana Chi. O Gaetano Saya a capo della Dssa (Dipartimento di studi stretegici antiterrorismo), fondatore del nuovo Msi e proveniente da Gladio. Potrei andare avanti, ma meglio il libro.
Comunque lo sfondo di tutto, di tutti i morti degli ultimi decenni, da Portella della Ginestra fino alla lotta armata e alla strage della stazione di Bologna, per arrivare al Cermis e ai giorni nostri, è il "segreto Nato". Parrebbe non una gran scoperta, ma chi ne parla? Chi dà gli strumenti per leggere la storia e l'attualità nel modo corretto?
Prima c'erano i comunisti. Ora ci sono i terroristi. L'importante è avere un nemico (a costo di tutto, anche al costo di armarlo), pare, per esistere. Di fatto l'Italia non è mai stata in democrazia, e riposi i pace. Intanto grazie a quelli come Bozzo, che per i propri ideali hanno patito di tutto, spesso fino a perdere la vita.

Ps: curioso che la foto pubblicata in questo post di Nicolò Bozzo, generale acerrimo nemico della P2, a quanto so, è la prima e finora unica che comparirà nelle immagini di Google. Che sia anche la prima pubblicata in rete? Alegher.

Peter

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mercoledì, 07 marzo 2007

I legami tra mafia e politica in Italia
Breve studio del brutto

Sarò veloce e schematico, che questo è un post, non un saggio di Bruno Vespa sul non poi così cattivo fascismo.
Il legame tra mafia e politica italiana (tralasciamo qui il periodo che inizia nel 1944 con lo sbarco in Sicilia degli americani, avvenuto con la preziosa collaborazione di Lucky Luciano e di tutta la mafia siciliana che appoggeranno l'Oss, poi denominato Cia) inizia in senso moderno col passaggio di Salvo Lima da Fanfani a
Giulio Andreotti, di cui diverrà uomo fedelissimo. 
Salvo Lima è il sindaco di Palermo dal 1959 al 1963 e dal 1965 al 1968. Il suo assessore ai lavori pubblici è Vito Ciancimino. Lima, Gioia e Vassallo sono coloro che dirigono con invidiabile successo il cosiddetto Sacco di Palermo. Le antiche ville liberty sono roba vetusta e obsoleta, e vengono demolite per lasciare finalmente spazio ad abitazioni pratiche ed essenziali, senza tutti quei vezzosi orpelli barocchi che stancano la vista. I politici, i mafiosi e i loro urbanisti amano definirla edilizia ad altissima densità. Di fatto sventrano Palermo (le coventrizzazioni non avvengono solo in tempo di guerra, e non solo tramite bombe aria-terra) e ricoprono tutto di
cemento, usanza che avrà sempre più successo nelle città di tutta Italia fino ai gloriosissimi giorni nostri.
In 4 anni vengono concesse 4205 licenze. 3011 licenze sono concesse alle stesse cinque persone prestanome. Cinque muratori.
La mafia esplode (economicamente) grazie al commercio dell'eroina (introdotta appositamente per neutralizzare il dissenso politico, ricordiamolo). Commercio che avveniva principalmente con l'America (ohilà), con la stretta complicità delle banche siciliane e di altri facilmente intuibili. I soldi (gli assegni) per essere ripuliti, facevano un bel viaggio: Palermo - Milano - Svizzera, passando per le mani, fra gli altri, dei banchieri di dio Michele Sindona e Roberto Calvi (ohibò). Boris Giuliano, per esempio, scopre tutto è viene ucciso da Bagarella. 
I corleonesi (Luciano Leggio, Totò Riina, Leoluca Bagarella, Bernardo Provenzano) dal 1978 entrano in guerra con la cosiddetta "pizza connection" (la vecchia mafia storica: Gaetano Badalamenti, Bontate, Buscetta), che stava diventando troppo potente (v. eroina). Risultato della guerra (la cosiddetta mattanza): circa 1000 (mille) morti. Tutti di parte pizza connection, che evidentemente vantava amici meno amici degli amici dei corleonesi.
Rocco Chinnici è il primo a riuscire a entrare nelle banche per scoprire gli affari della mafia. Verrà ucciso.
Mentre Pio La Torre e Piersanti Mattarella vengono ammazzati perché propongono di sequestrare i patrimoni dei mafiosi, a Carlo Alberto Dalla Chiesa viene dato pieno potere, potere di non fare nulla, visto che è completamente solo (lo confesserà a Giorgio Bocca). Verrà ucciso anche lui, come ben sapete. Prima di morire scriverà a Spadolini che "la corrente democristiana siciliana facente capo ad Andreotti sarebbe stata la "famiglia politica" più inquinata da contaminazioni mafiose". Secondo il pentito Francesco Marino Mannoia, poi, "Andreotti era ben consapevole dell'insofferenza della mafia per la condotta di Mattarella, ma non avvertì né l'interessato né la magistratura, pur avendo partecipato ad almeno due incontri con capi mafiosi aventi ad oggetto proprio la politica di Mattarella e il suo omicidio." Fatti confermati dalla sentenza del processo Andreotti, in cui si legge anche che "l'allontanamento di Andreotti dal sodalizio mafioso fu dovuta all'efferato delitto Mattarella".
Antonino Caponnetto capisce che un pool di magistrati è meglio che un magistrato solo. Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello, Caponnetto e Leonardo Guarnotta hanno dalla loro un nuovo fenomeno: il pentitismo. Fodamentale è Tommaso Buscetta, pentito le cui cose dette diverranno verità giudiziaria nella conferma dei 19 ergastoli nel maxi-processo di Palermo.
Primo (1973) e unico pentito nel vero senso della parola: Leonardo Vitale, che denuncia Riina, Provenzano, Greco e Ciancimino alla polizia. E' talmente preciso da esser giudicato pazzo. Verrà ucciso dopo 10 anni di manicomio criminale, casomai dovesse improvvisamente esser giudicato sano di mente ed essere preso sul serio.
Riina organizza le vendette sui famigliari dei pentiti. Brusca, braccio destro di Riina, esegue la strage di Capaci. Borsellino sostituisce Falcone, sapendo che morirà anche lui. Ma Falcone, prima di morire, aveva voluto e ottenuto la 41 bis, il carcere duro per i mafiosi (un colloquio al mese senza contatto fisico).
Iniziano a pentirsi anche i corleonesi. La guerra non è più fra opposte fazioni, ma fra mafia e Stato, che è tanto cattivo con quella 41 bis, e che è composto da politici che prima vengono eletti con i voti della mafia poi, per togliere ogni sospetto, si accaniscono contro la mafia per sembrare onesti. Antonino Giuffré la chiama, con notevole acume e aderenza, la "miserabilitudine dell'uomo politico".
Il così proficuo rapporto fra mafia e politica, si sarà capito, momentaneamente si spezza. Vorremmo credere che sia tutto merito di quei magistrati onesti e soli che fanno il loro mestiere con fortissimo senso etico e dello stato come Falcone e Borsellino, ma le cause principali vanno forse rintracciate nella caduta del muro di Berlino, 1989 (l'Italia non è più di importanza strategica nella contrapposizione fra Occidente e stati comunisti - v. strategia della tensione e P2) e in mani pulite, 1992 (la politica ha i suoi problemi e non riesce più a coprire la mafia).
Salvo Lima che fine ha fatto? Viene ammazzato a Mondello, nel 1992, nel giorno in cui deve organizzare la cena di benvenuto a Giulio Andreotti (quel giorno non ricordo di aver pianto). E' un chiaro segnale.
Nel 1992 e 1993 avviene una vera e propria guerra contro lo Stato e la Chiesa, che rifiuta il dialogo (Chiesa = Andreotti = miserabilitudine dell'uomo politico). Attentati, vendette. Uccidono don Puglisi. Mettono bombe (via dei Georgofili a Firenze, Pinacoteca a Milano, San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro a Roma, e Capaci e via d'Amelio). Lo Stato deve fare un passo indietro, secondo la mafia. Rinunciare a una parte della sua sovranità (oltre a quella già sottratta dalla Cia).
Provenzano, subentrato a Riina, arrestato, ha bisogno di nuovi soggetti politici. Con l'omicidio di Lima chiude con la DC, come abbiamo visto. Dal luglio del '93, col fallito attentato allo stadio Olimpico, non ci sono più bombe. Dall'ottobre del 1993 la mafia sparisce completamente. Più nulla. Il silenzio totale. Tra mafia e Stato sembra pace fatta. Dopo mesi di sangue e presenza costante, la mafia sparisce. Come mai?
E' buffo, davvero buffo, che il 18 gennaio 1994 nasca, grazie al duro lavoro di Marcello Dell'Utri, 
Forza Italia.

I nomi: Lotta alla mafia - Lista Cosa Nostra - Silvio Berlusconi: una biografia

Grazie a Carlo Lucarelli e a Wikipedia.

Peter

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giovedì, 22 febbraio 2007

Giulio Andreotti
E l'inizio di un lungo discorso

Un intero Paese (sì, l'Italia, cioè anche tu) è posseduto, e soffre di una malattia infettiva ma anche congenita, facilmente trasmissibile, mortale e apparentemente dal decorso irreversibile: la memoria storica interrotta. E' causata da un noto virus: si chiama oblio. La cura esiste da secoli. Proviamo a curarci.

Andreotti, mentre imita con successo Satana
Giulio Andreotti, ex amico dei corleonesi

In definitiva, la Corte ritiene che sia ravvisabile il reato di partecipazione alla associazione per delinquere nella condotta di un eminentissimo personaggio politico nazionale, di spiccatissima influenza nella politica generale del Paese ed estraneo all’ambiente siciliano, il quale, nell’arco di un congruo lasso di tempo, anche al di fuori di una esplicitata negoziazione di appoggi elettorali in cambio di propri interventi in favore di una organizzazione mafiosa di rilevantissimo radicamento territoriale nell’Isola:
a) chieda ed ottenga, per conto di suoi sodali, ad esponenti di spicco della associazione interventi para-legali, ancorché per finalità non riprovevoli;
b) incontri ripetutamente esponenti di vertice della stessa associazione;
c) intrattenga con gli stessi relazioni amichevoli, rafforzandone la influenza anche rispetto ad altre componenti dello stesso sodalizio tagliate fuori da tali rapporti;
d) appalesi autentico interessamento in relazione a vicende particolarmente delicate per la vita del sodalizio mafioso;
e) indichi ai mafiosi, in relazione a tali vicende, le strade da seguire e discuta con i medesimi anche di fatti criminali gravissimi da loro perpetrati in connessione con le medesime vicende, senza destare in essi la preoccupazione di venire denunciati;
f) ometta di denunciare elementi utili a far luce su fatti di particolarissima gravità, di cui sia venuto a conoscenza in dipendenza di diretti contatti con i mafiosi;
g) dia, in buona sostanza, a detti esponenti mafiosi segni autentici – e non meramente fittizi – di amichevole disponibilità, idonei, anche al di fuori della messa in atto di specifici ed effettivi interventi agevolativi, a contribuire al rafforzamento della organizzazione criminale, inducendo negli affiliati, anche per la sua autorevolezza politica, il sentimento di essere protetti al più alto livello del potere legale.
Alla stregua dell’esposto convincimento, si deve concludere che ricorrono le condizioni per ribaltare, sia pure nei limiti del periodo in considerazione, il giudizio negativo espresso dal Tribunale in ordine alla sussistenza del reato e che, conseguentemente, siano nel merito fondate le censure dei PM appellanti. 
Non resta, allora, che confermare, anche sotto il profilo considerato, il già precisato orientamento ed emettere, pertanto, la statuizione di non luogo a procedere per essere il reato concretamente ravvisabile a carico del sen. Andreotti estinto per prescrizione.

PER QUESTI MOTIVI
 
La Corte, visti gli artt. 416, 416bis, 157 e ss., c.p.; 531 e 605 c.p.p.; in parziale riforma della sentenza resa il 23 ottobre 1999 dal Tribunale di Palermo nei confronti di Andreotti Giulio ed appellata dal Procuratore della Repubblica e dal Procuratore Generale, dichiara non doversi procedere nei confronti dello stesso Andreotti in ordine al reato di associazione per delinquere a lui ascritto al capo A) della rubrica, commesso fino alla primavera deI 1980, per essere Io stesso reato estinto per prescrizione; conferma, nel resto, la appellata sentenza.
Visto l’art. 544, comma 3, c.p.p.; indica in giorni novanta il termine entro il quale verranno depositate le motivazioni della sentenza.
Palermo, lì 2 maggio 2003.
       IL CONSIGLIERE est.                           IL PRESIDENTE
        (Dr. Mario Fontana)                           (Dr. Salvatore Scaduti)

Dalla Sentenza della Corte d'Appello di Palermo, 2 maggio 2003

Al rigetto del ricorso dell’imputato consegue per il medesimo l’onere delle spese ai sensi dell’art. 616 c.p.p..

PER QUESTI MOTIVI

Rigetta il ricorso del Procuratore Generale e dell’imputato e condanna quest’ultimo al pagamento delle spese processuali.

Dalla Sentenza della Suprema Corte di Cassazione, 15 ottobre 2004

Aggiornamento del 2 marzo: l'ex amico dei corleonesi si esprime sull'omosessualità. Il mondo ringrazia per tanta sapienza.

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venerdì, 02 febbraio 2007

Il nulla e qualcosa
Bilderberg & Alliance Base: fantasmi di carne

Il frizzante scambio epistolare fra Silvio Bananas e Veronica Lario in Bananas rende manifeste alcune questioni tutte italiane. Per esempio che a La Repubblica l'oppio ha preso il sopravvento e domina la redazione intieramente. O anche che la P2 (e ciò che c'è al suo posto adesso) ha vinto. E che noi abbiamo perso. O che non ci sono problemi di alcun genere, in Italia, e i giornalisti fanno bene a dar voce a queste cose. Vendere tutte le copie alle 11 di mattina val bene la propria dignità. E fanculo la deontologia professionale.

Il Potere non ha volto

Ci si occupa della faccenda come se fosse una love story, una fiction di rete 4. La cosa più dolorosa è che il giornlismo si presta con gioia. Non solo. Si inchina. Non solo. Si piega a novanta e offre al berlusconismo preservativo e tubetto di vasellina, guardandolo negli occhi 'con fare predatorio e vorace'. Che sarebbe anche una cosa lieta, se si occupassero anche di cose serie. Prima il dovere e poi il piacere, sentenziavano gli adulti quando eravamo piccoli e implumi. Ma gli adulti ci mentivano.
Per par condicio, di fronte al nulla bisognerebbe proporre qualcosa. Allora accenniamo a Bilderberg e, per esempio, a Alliance Base (grazie
Samuele). Senza tanti sensazionalismi. E col sospetto sempre vivo. Perché se di qualcosa di segreto si sa poco, vuol dire che si doveva sapere quel poco per fomentare gli animi e distoglierli da altro. Che segreto rimane e rimarrà.
Bilderberg. Convention annuale o semestrale a inviti. Leggete le liste di nomi. C'è tutta la crème di finanzieri, manager, politici, multimilionari dell'Occidente (Occidente, cioè: sole che tramonta. Cioè: sole che non sorgerà mai altrove, perché è tutto nostro; l'abbiamo comprato, poveri stronzi!). Lì si decide cosa una Stato deve e non deve fare. Ci si mette d'accordo. Si fa il punto. I programmi elettorali? Fuffa. Il voto? Inutile. La democrazia?

San Walter da Roma

Ciò che viene detto fra i bildenbergers non deve trapelare. Mai. Ecco allora che la mia mente capziosa corre alla lignea icona di San Walter, detto Veltroni da Roma. Io che sarei di sinistra penso al Walter che, allora direttore de L'Unità, viene invitato a un convegno Bilderberg. E penso che non ha mai detto nulla a riguardo. Lui, giornalista, quel giorno non era più giornalista. Si era preso le ferie. E su quell'argomento continua a prendersele, perché è troppo impegnato a scrivere cagate e a commuoverci sull'Africa, mentre i nostri governi appoggiano e armano i dittatori fantoccio africani. Un giornalista smette di essere giornalista in certe situazioni e torna a esserlo in altre? A me non risulta, ma sarò io stronzo. Questa è la realtà di questa sinistra. Essere come la destra, solo più ipocriti. Per dissimulare il fatto che destra e sinistra non esistono, in parlamento. Ma solo per la strada, nella guerra fra poveri. Cioè noi tutti, con L'Hammer o con la Punto. Cambia niente.
Poi c'è
Alliance Base, parto di Cia (USA), DGSE (Francia), Inghilterra, Germania, Canada, Australia. E c'è anche il correlato, fantomatico, CTIC (Counterterrorist Intelligence Service). Di queste cose nessuno si occupa, naturalmente. Solo un timido articolo del Washington Post. Perché certe cose a noi cittadini non devono riguardare. Pensano loro a tutto. Con sempre nuovi OGM contro il terrorismo, mentre a Hollywood danno le ultime pennellate di phard sulla fronte di Osama bin Laden. Il terrorismo... che in vent'anni ha fatto la metà dei morti che ogni anno muoiono solo in Italia per smog (secondo l'OMS: 39.000 all'anno). Forse c'è qualcosa che non va.
Non fosse che questa si chiama sovranità limitata. In Italia vige dal 1944. Da quando la Cia assoldò mafia e destra estrema per preparare la guerra fredda. Da quando finanziò Gladio. Da quando, servendosi della P2, diede via (o almeno non contrastò) alla strategia della tensione. Da piazza Fontana alla Strage di Bologna. Dal Cermis. Dal rapimento di Abu Mazen. Da adesso. Qui.

Altro link su Bilderberg:
Disinformazione.
Inoltre:
Servizio di Rai News 24 su Alliance Base.

Peter

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categoria:segnalazioni, politica, geopolitica, informazione, massoneria, società, misteri italiani
mercoledì, 06 settembre 2006

Ma parliamo un po' di P2


Che in Italia le cose non vadano niente bene lo si vede chiaramente anche dal fatto che se digiti Umberto Ortolani compare in seconda pagina questo blog satanico.
Oh pellegrini che un giorno sì e l'altro anche pernottate fra queste pagine di pixel in cerca di Umberto Ortolani, di professione braccio destro del Gran Visir di Sticaz Licio Gelli, cosa andate cercando? Deh! I referrers non mentono.
Dimenticate queste cose. Sono storie passaaate... Andate a giocare altrove. Però prima che da un aereo ci buttino tutti in mare dentro a un sacco andate qui, è questo che state cercando, pastori erranti delle brulle praterie di google. Anche chi non ne sa nulla, ne approfitti. Vada. Entri. Legga.
Poi si legga questo, così tanto per avere un quadro più ampio. Molto ampio.
Poi si legga questo, così tanto per non pensare che siano storie passate (prima scherzavo), e che oggi, adesso, proprio in questo istante, siamo contemporanei a certi accadimenti malati.
La storia deve ancora essere scritta. E speriamo non dai vincitori, ma da chi ha perso. Cioè noi.

Peter

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categoria:segnalazioni, politica, massoneria, misteri italiani
mercoledì, 22 febbraio 2006

Il magico mondo dei vicari di Nostro Signore

Apprendiamo da un articolo di Aldo Bernacchi de Il sole 24 Ore di oggi (Finanza & mercati) - a cui attingerò per queste righe - che è morto a 84 anni l'arcivescovo Paul Marcinkus, a capo per molti caldi anni delle finanze vaticane dello Ior, banca senza sportelli e senza documenti contabili che fa affari in tutto il pianeta, definita da Bernacchi "il fil rouge perverso che lega le parabole di Sindona e di Calvi, in un misterioso intreccio di operazioni in cui si infiltrano mafia e massoneria".
Delle vicende intricatissime di cui Marcinkus è stato oscuro e potente protagonista vogliamo quivi solo segnalare (di più non sapremmo fare) un breve ed eloquente elenco di fatti buffamente inquietanti legati in qualche modo a quest'uomo, ricordandoci che a questi livelli è assai improbabile che certe cose accadano incidentalmente. Dunque:

- Nel 1982 il suo ex alleato ormai scomodo Calvi (v. crack finanziario del Banco Ambrosiano) si impicca.
- Sindona, banchiere della mafia italo americana che mise in contatto Marcinkus e Calvi, muore per aver bevuto una tazzina di caffé avvelenata.
- Papa Albino Luciani (Giovanni Paolo I) intende togliere Marcinkus dal suo posto. Papa Luciani dopo 33 giorni di pontificato muore in circostanze ancora misteriose. Il successore papa Wojtyla, che invece era sveglio, lo promuove.
- Il Vaticano negli anni di Marcinkus riesce a raggiungere il controllo del Corriere della sera, grazie ai soldi di Calvi e all'appoggio amichevole di Umberto Ortolani. Chi è Umberto Ortolani? E' il braccio destro di Licio Gelli, capo e maestro della loggia massonica eversiva Propaganda 2 (P2), di cui Berlusconi era affiliato con la tessera n° 1816, e come lui molti altri di questo governo.
- Gelli che ieri ha dichiarato di non aver mai conosciuto Marcinkus.

Paul Marcinkus, arcivescovo, ma soprattutto finanziere, per la maggior gloria di Dio amava giocare a golf in esclusivi club, anche in rispetto all'otto per mille degli italiani. Di lui l'ex mafioso Giulio Andreotti ha detto: "Merita tutto il rispetto, perché credo che non lasci una lira, né tantomeno si è arricchito." Bene, allora. Che riposi in pace. Arrivederci in paradiso, Paul! E se lo dice un allenatore del diavolo...

Peter

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