martedì, 01 dicembre 2009

Vaschi
Da Vasco Rossi (57) a Vasco Brondi (25)

Il primo gruppo che mi traghettò verso la fine dell'adolescenza fu quello dei Radiohead. Ok Computer fu la colonna sonora dei miei 18 anni, età in cui diventai irrimediabilmente ateo. E un paio di anni prima, Creep fu il primo, tardivo tormentone della mia vita. Mettevo su la cassetta che mi aveva fatto l'implume Acselx e dicevo: mavalà! togoh! ficoh!
Immagino che molti, come me, nell'ascoltare Ad ogni costo di Vasco (Rossi), con la musica di Creep, saranno stati colti dai miei stessi dolori. Diarrea, perlopiù. E vecchio, sano disprezzo per chi non ha rispetto del consorzio umano, ma solamente dei grassi contratti da rispettare. Perché c'era solo da metterci un testo decente. Un testo non dico bello, figuriamoci se noi consumatori meritiamo bellezza, ma almeno decente. E cosa ha fatto Vasco (Rossi), dopo una lunga estate di relax e meditazione, che tra l'altro come uomo mi sta simpaticissimo? Ha scritto questo:

Guarda che lo so / che gli occhi che hai / non son sinceri / sinceri mai / neanche quando ti svegli / nanana / tanto è lo stesso / soffro anche spesso / Ma sono qui / amo dirtelo / voglio restare insieme a te / ad ogni costo / Guarda che lo so / mi tradirai / io ti conosco / e lo farai / anche senza rispetto / nanana / tanto è lo stesso / soffro anche spesso / Ma sono qui / amo dirtelo / voglio restare insieme a te / ad ogni costo / ad ogni costo / guarda che lo so / che gli occhi che hai / non son sinceri / sinceri mai / Ma sono qui / amo dirtelo / voglio restare insieme a te / ad ogni costo / ad ogni costo.

Vasco Brondi

Vasco Brondi (vero nome di Le luci della centrale elettrica) invece è di Ferrara e ha 25 anni portati densamente. La prima volta che mi sono imbattuto in lui stavo bevendo una birra all'Estragon (Bo) in attesa dell'avvento di Mark Lanegan (e Isobel Campbell...). Nemmeno sapevo del gruppo spalla. Poi il gruppo spalla sale sul palco. E' un ragazzo basettuto con una chitarra, seduto su una sedia. Non sentivo bene le parole, ma sentivo che cantava (urlava) e suonava (distorceva) come se quello dovesse essere l'ultimo giorno della sua vita. Potente. Nuovo. Il contrario di "banale". Come nella cover di Freedom, dove declama (urla) una pagina del diario della brigatista Susanna Ronconi. Lascia stare che la penso come Joyce Lussu, che sono stati tutti degli imbecilli, perché non si rendevano conto che la lotta armata serviva solo a rafforzare e consolidare il potere che volevano combattere. Fatto è che ho dovuto smettere di ascoltarla in macchina, la cover di Freedom, perché gli occhi mi si appannavano di un velo di mare ad ogni ascolto, non vedevo più la strada e rischiavo ogni volta di fare un incidente.
Poi mi sono letto il suo libro, Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero (10 europei), e ho sentito anche le sue parole. Tipo queste:

Tutti i nostri occhi pieni di disordini, di chiavi duplicate di nascosto e poi perse. Cara catastrofe in quei corridoi bianchi interminabili. Cara catastrofe e i tuoi aerei dispersi. Ancora tu e i nostri piatti rotti. I nostri inutili patti atlantici, notturni. Tra il bianco delle lenzuola e tutti gli altri continenti che volevamo andare a volare assieme. Mi hai detto che all'inizio non ero così, che ti ho fregata. E appena sei ripartita è come se avessi sentito sulle gambe il caldo dell'aria che usciva dal tubo di scappamento. Anche nei prossimi anni circoleranno ancora veicoli a benzina. E poi mi ritrovo che cammino come non so chi tra le fabbriche lunghe come l'orizzonte, e non capisco quasi niente. E certe pagine di certi libri che è come se ti cambiano le impronte digitali mentre li leggi. E' notte non brillano i capelli per quanto decolorati, per quanto sporchi. Fondi di birra speed al detersivo e angeli froci. Torbide stelle impigliate nei capelli. è notte, nei cieli colorati con i pennarelli scarichi. E' tardi adesso dormi.

Nanana...

postato da: DevilsTrainers alle ore 16:31 | Permalink | commenti (5)
categoria:musica
domenica, 14 settembre 2008

Pro loco
Daniele Maggioli e la sua Rimini

Daniele Maggioli, un mattino, dopo una nottata brava
Daniele Maggioli, riminese (Foto di Peter)

E finalmente qui a parlare del primo lavoro ufficiale di Daniele Maggioli, anch'egli Allenatore del Diavolo, che dopo alcune produzioni indipendenti può ora contare su un editore che crede in lui pubblicando questo bel cofanetto (14 euro) con cd musicale (11 canzoni) e un libretto contenente uno splendido e malinconico racconto intitolato "Ercolino o il mare d'autunno - favola di un mondo perduto" (che [di]mostra quanto il Nostro sia anche valente narratore, oltre che musicista di razza) e molte fotografie in bianco e nere di Chico De Luigi.
Con piglio felicemente arrogante, questo "riminese ladro e mascalzone" che "ride forte dietro un ghigno serio" canta della sua terra muovendosi fra critica sociale (come nella bella Publifono: e i maschi non si accorgono / che le belle morose / lentamente si stan disamorando / nei ristoranti squallidi / rimpiangono il telecomando), "ironia pagliaccia" e un tocco di malinconia (L'estate d'inverno, "più è vuoto e più è sensato il lungomare"). Un concept album su Rimini che usa la cittadina, i suoi paesaggi e la sua umana fauna per arrivare anche a parlare d'altro, cioè di noi, dell'Italia, dell'Occidente. Turisti come formiche o bisonti, cocainomani, puttane e puttanieri, ubriaconi, politici indulgenti purché i soldi arrivino, come in Estate Adriatica (che sarebbe un singolo perfetto): "se il denaro compra tutto / vi daremo pure la pura illusione / che siate voi a decidere / come impiegare i giorni di villeggiatura / delfinario, molo, ristorante caro, / discoteca o bar in spiaggia / o una gita rilassante / a San Marino a respirare l'aria fresca", cogliendone sia il lato grottesco (Pro loco: se Bertolt Brecht / avesse visto Rimini d'estate / certamente avrebbe riso / con le mani sui coglioni) che segretamente disperato.

Pro Loco Daniele Maggioli

Musicalmente molto curato, oscilla tra cantautorato, folk, blues e citazioni di musica popolare romagnola affidate soprattutto alla fisarmonica e a un ritmo danzereccio. Il tutto dal punto di vista di un indigeno costiero trentenne a cui voglio bene e del suo mare Adriatico che spesso non è solo quel che sembra. Un prodotto culturale che consiglio anche a chi non è mai stato a Rimini. Bravo Danino!

PS: la Romagna ha sempre vantato esemplari molto interessanti di umarells (leggi: anziani) e uno di questi, Licio, è addirittura protagonista del racconto del Maggioli; colgo l'occasione per segnalare che una mia foto è stata pubblicata nel glorioso sito a loro dedicato.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 15:55 | Permalink | commenti (8)
categoria:musica, personaggi
sabato, 17 marzo 2007

CapaRezza e l'informazione italiana
"Ti Giri", canzone o saggio breve?

Vi invito a leggere il testo che segue, tratto dall'album Habemus Capa (2006). Lucida analisi dello stato attuale delle cose, capolavoro di sintesi per quel che riguarda la situazione italiana. Perché l'Italia è una repubblica fondata sulla Scatola Magica. Non è un caso che per Freedom House siamo al 79° posto per libertà di stampa. Insieme al Botswana. Al Botswana! Loro però, al contrario di noi, non hanno mai subìto la Cura Mediaset. Ma tranquilli, Corea del Nord e Turkmenistan ci stanno aspettando a braccia aperte. A meno che non si realizzi il mio sogno: cataste di televisori lungo le strade e nelle piazze (grassettature mie, Peter).

San Caparezza

Buondì telespettatore, questo è un TG che ti mette di buon umore, là fuori crimini, ma qui si parla ore di lidi a Rimini e rivoli di sudore, perciò proteggiti dall'ondata di calore col mio soccorso: lavate di capo che manco il Baby Shampoo Johnson. Esercitando il potere che mi da Orson, ti annuncio che quest'anno fa più caldo dello scorso. Se ti guardi intorno capirai che degli spari sul lungomare di Bari non c'è traccia nei TG di Mediaset e Rai. Questo non mi va di raccontarlo, ma ti conto i peli del buco del culo del principe Carlo. Il telecomando contro me non devi usarlo mai.

TG TG TG RIETINCULA... NOTI NOTIZIE, MA NON NOTI NULLA TI GI TI GI TI GIRANO MA... FATTELA DA SOLO LA VERITA'

Sono chiuse le fabbriche del Belpaese, fuori i lavoratori da Mirafiori a Termini Imerese, e se rimangono valgono meno di 1000 euro al mese, che bene o male affitti un monolocale più le spese, ma non puoi pagarti nemmeno una visita al dentista. Pista, pista, passa il ministro con l'autista, nell'auto blu frigobar con Moet & Chandon e Crystal... Il minimo che puoi fare è sparare sulle gomme a vista. Ma questo TG non è così pessimista, l'economia italiana è sana, sì, lo dice l'ISTAT, lo stivale è nella lista acquisti del turista, questa è l'informazione mica quella comunista fatta di gogne! W il TG delle menzogne, con notizie nascoste come zoccole nelle fogne, un maresciallo che fa il pappagallo sul giallo di Cogne, ma su Ustica no, non vuole avere rogne!

TG TG TG RIETINCULA... NOTI NOTIZIE, MA NON NOTI NULLA TI GI TI GI TI GIRANO MA... FATTELA DA SOLO LA VERITA'

Ben sintonizzati sul TG: coppa campioni, sfilate Armani, ma nessuna notizia sulle vittime dello Tsunami, ma sì, rilassati e versati una pils, in fondo è fuoco amico quello che brucia il GIS, oops... succede di cadere sul Cermis, qui non cambierà mai nulla... come in un governo bis... Parlare di guerra non mi piace, troppo audace, preferisco parlare di forze di pace che offrono focacce a famiglie afgane dai loro carria armati fatti di marzapane. Tutto buonismo che va a puttane se le telecamere spengono sulle condizioni disumane dei bimbi morsi dalla fame nei loro villaggi bombardati per settimane, ma "Shhhhhh!"

CapaRezza, Ti Giri

postato da: DevilsTrainers alle ore 16:25 | Permalink | commenti (81)
categoria:musica, informazione, mediaset
domenica, 12 novembre 2006

Stefano Bollani e Giovanni Allevi
Fine di una lettera aperta mai scritta

Stefano BollaniGiovanni Allevi
Stefano Bollani e Giovanni Allevi. Pianisti.

...infine trovo interessante che il vostro vissuto, le vostre mani insanguinate dall'esercizio, il vostro stomaco, i vostri brividi e tutto quello che usate per suonare la vostra musica abbia un ruolo così importante nella colonna sonora che compone le mie giornate. Ci siete quando faccio il caffé, quando leggo, quando scrivo, quando faccio l'amore e quando fisso il muro senza accorgermi che è il muro bianco della mia camera (smettetela di fare i guardoni).
Con le vostre note quel muro si accende e diventa il finestrino di un treno, e io guardo il paesaggio in movimento con la fronte appoggiata al vetro freddo e un po' sporco. Torno bambino, e nel sedile di fronte al mio ci sono seduti, stretti stretti, sogni e amore idealizzato, mentre fuori, nella penombra blu dei tramonti nuvolosi dell'inverno, passano campi e colline e case che sembrano abbandonate. Come il telescopio è uno strumento che potenzia la vista, la vostra musica è uno strumento che amplifica le mie emozioni e fa correre la mia mente, facendomi vivere altre dieci vite.
Poi torna il silenzio. E torno anch'io. Diverso da prima. In pace e un po' stranito. Come se la felicità, passandomi vicino, mi avesse appena sfiorato per poi farmi una linguaccia divertita. Sorrido. Ora le cose del mondo non sono più dietro ai miei occhi, ma davanti, come le persone perbene dicono debba essere, ma io non li ascolto. 
Il muro bianco è ridiventato nient'altro che un muro bianco, costruito anni fa da mani preziose come le vostre. Solo molto più grosse e callose. Sorrido ancora. Guardo fuori dalla finestra. E premo di nuovo il tasto 'play'.


Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 15:06 | Permalink | commenti (37)
categoria:musica, personaggi, personal
venerdì, 15 settembre 2006

Pearl Jam a Bologna e Oriana Fallaci

Ma che bei momenti... Dopo 11 anni sono riuscito a vederli dal vivo. Un'adolescenza di ricordi legati alle loro canzoni. Ricordi amorosi e ricordi amicali (grazie Alex) e... 
Concerto memorabile. Eddie Vedder si è scolato una bottiglia e mezzo di vino. Il vino aiuta a cantare 2 ore di fila. 14000 persone che cantavano e battevano le mani (per giunta a tempo). Assistere ad Alive dal vivo è un momento che va posizionato nella propria top ten esistenziale (proposta di catena: blogger, scrivi la tua top ten esistenziale!). Mike McCready è in forma, si è disintossicato e ora fa gli assoli anche con la chitarra dietro la schiena. Prima di disintossicarsi però riusciva a farli senza chitarra.

Poi è morta una raffinatissima cronista dei nostri tempi. Pensa te.

I due fatti sono legati, anche se avrei preferito parlare solo dei Pearl Jam. Vedder è salito sul palco per cantare Bushleaguer con giacca argentata a specchio sbrilluccicante e maschera di Bush. La cronista l'avrebbe tacciato di fondamentalismo islamico e fottutaggine merdosa antipatriottica, sottolineando involontariamente il fatto che il vero intellettuale è Eddie Vedder. Ci piace ricordarla così...

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 13:37 | Permalink | commenti (23)
categoria:musica
martedì, 25 luglio 2006

Panta rei
La morte e tanta buona musica per non sentirla

Nella mailing list che arriva quotidianamente dall'Internazionale è possibile leggere due notizie particolarmente suggestive, oggi, una proprio di seguito all'altra.

Due milioni di bambini morti nei conflitti.

Secondo le Nazioni Unite, negli ultimi dieci anni due milioni di bambini sono morti nel corso di conflitti armati, e decine di milioni sono stati costretti a lasciare le loro case. Il Consiglio di sicurezza ha tenuto una sessione speciale a porte aperte per commemorare il primo anniversario dell'adozione della risoluzione 1612, con cui si è creato un sistema di vigilanza mirato a impedire abusi e violazioni nei confronti dei minori che vivono in zone di guerra. [EL PAIS, Spagna - http://www.elpais.es]

L'Africa è la grande perdente del fallimento di Doha.

Il fallimento dei negoziati sulla liberalizzazione del commercio globale è una cattiva notizia soprattutto per l'Africa, poiché condanna il continente a un futuro incerto fatto di tariffe doganali sempre più alte e competitività mondiale sempre più bassa. Il direttore generale dell'Organizzazione mondiale del commercio, Pascal Lamy, ha annunciato la fine dei colloqui dopo cinque anni di trattative che non hanno portato a nessun accordo per favorire l'accesso dei prodotti dei paesi in via di sviluppo al mercato mondiale. [THE INDEPENDENT, Sudafrica - http://www.iol.co.za]

Il mondo, come potete vedere nei tg e leggere nei giornali, è pieno di diritti, di carte costituzionali, di risoluzioni e organizzazioni baluardi di difesa degli alti valori dell'uomo, della sua dignità, della sua salute e dei suoi bisogni fondamentali garantiti e da garantire. Articoli e commi tutti ben in fila, snocciolati da persone ritenute degne, vestite molto bene, per convincerci che è tutto a posto e che andrà ancor meglio. Talmente tanti sono i nostri diritti di uomini che per la maggior parte del genere umano sono nient'altro che utopie. Miraggi. Anzi, nemmeno quelli. I miraggi si vedono, mentre per un paio di miliardi di persone i diritti non sono nemmeno un'idea vaga. I fatti sono che due milioni di bambini sono morti, e che questi morti rientrano negli "effetti collaterali" di azioni di grande rilevanza strategica. E molti di più son sopravvisuti ad atrocità non richieste, che in molti casi è peggio. Poi il Live Aid, i cantanti e i veltroni che vogliono cancellare il debito all'Africa. Risultato? Vedi la seconda notizia. Gli altri che fanno? Noam Chomsky non basta a cambiare il mondo.
Accettiamo il fatto che abbiamo chiesto troppo da noi stessi. In questo l'Illuminismo ci ha fottuto. Qualche passo indietro aiuterebbe a mantenere molte meno promesse, ma quelle poche, forse, realmente. Accettiamo il fatto che un nostro dovere di individui è evitare di "diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni". Di destra, di sinistra, di centro, di ovunque e di altrove.

In attesa che una qualche forma di epocale collasso risolva l'impasse per fortuna c'è l'industria culturale che ci consola dalle mille contraddizioni in cui viviamo. Essa è sempre pronta a fornire divertimento e impegni serali che non richiedano una eccessiva messa in discussione di noi stessi.
Nell'ultimo mese ho visto dal vivo gli intensi concerti di Tool, Flaming Lips, DeusTwilight Singers. Ho stretto la mano a Greg Dulli. E in abbondanza ho bestemmiato, ho bevuto, ho fumato, ho nuotato. E ho pensato: panta rei. Per forza.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 14:39 | Permalink | commenti (35)
categoria:musica, politica, geopolitica
sabato, 08 luglio 2006

Fabrizio De André e lo Stato attuale delle cose

C'è chi aspetta la pioggia
per non piangere da solo
[
Il bombarolo, 1973]

Comprensibile che far quadrare i conti di uno Stato non sia cosa semplice. Tutti noi non sapremmo da che parte iniziare, e infatti ci costringono a votarli senza alternative valide... Ma qualcuno di sinistra dovrebbe spiegarmi perché un governo di sinistra, per far quadrare i conti, taglia le spese sociali. Padoa Schioppa dice che pubblico impiego, sanità, previdenza e enti locali rappresentano l'80% della spesa pubblica. Bene. E perché non ottimizzare stabilmente ciò che si spende già riducendo gli (enormi) sprechi e andare ad intaccare il restante 20% composto in buona misura dalle spese militari e di difesa? E' storicamente la destra a difendere certe ambiti e categorie, ed è storicamente la sinistra che dovrebbe salvaguardare ed essere vicina agli interessi di chi (storicamente) l'ha preso e lo prenderà sempre nel culo. Ma la puzza è diffusa, e gli interessi principali convergono senza distinzioni storico-ideologiche. Le armi, il petrolio, le case automobilistiche, il sistema pubblicitario, le case farmaceutiche non hanno più alcun rapporto diretto con l'umanità di noi maggioranza di fuori-casta. Destra e sinistra... non esistono più, queste distinzioni. Molti di sinistra non l'hanno ancora capito. Ma bisogna che si diano una mossa. Pensare con la propria testa, cioè senza infrastrutture ideologiche, aiuta.
La Tav si farà. Ridicolo. I dati sulla quantità di merci in transito calano a picco da 15 anni. Per chi è la Tav?
L'AfghOILstan, meta di pellegrinaggio di occidentali esperti nel costruire oleodotti per se stessi, richiede la nostra presenza, ipocritamente e banalmente giustificata con la formula magica "Enduring Freedom". Ma vaffanculo.
Il problema è sempre il solito. E ci vuole qualche segnale chiaro e netto, da parte nostra.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 16:09 | Permalink | commenti (13)
categoria:musica, politica, geopolitica
giovedì, 30 marzo 2006

Jan Garbarek Group in concerto
Ravenna, Teatro Alighieri, 20 marzo 2006

Jan Garbarek live - 2006
Foto di Peter

E le pareti del teatro diventarono paesaggio in movimento.

postato da: DevilsTrainers alle ore 15:47 | Permalink | commenti (4)
categoria:musica
venerdì, 24 febbraio 2006

Number nine
Come qualmente il dimonio e un giovine conversano in una imperitura melodia del contemporaneo cantore Dulli Greg

devil-
sweet talkin fly on the wall
blackberry belle of the ball
just like you told me-
i'm gonna crawl

you trouble me
and i ain't myself anymore
i'm crawling around like a whore
and you love me there on the floor

come on, boy, don't be such a baby
and maybe- i'll bail you out
one more time
you got number nine starin atcha
get back, boy- or i'll make you blind
you fucker-
this here's where we settle up-
one last sweet drink from your cup-
hang it over, slowly-
i'm gone

come on boy, don't be such a baby
and maybe- i'll sell you out
one more time
you at the foot of the master-
i'm faster- but i'm gonna take
my time-
and i'm gonna make you blind

The Twilight Singers [Greg Dulli], Number Nine. Feat. Mark Lanegan [dall'album Blackberry Belle, 2003] Sito ufficiale

Dal Peter alla sua propria Malmostosa

postato da: DevilsTrainers alle ore 12:49 | Permalink | commenti (18)
categoria:musica
sabato, 14 gennaio 2006

Mark Lanegan

Il numero di gennaio di Jam dedica dieci pagine a Mark Lanegan e lo mette in copertina (insieme alla sempiterna esca/copy-sellers Kurt Cobain, pace all'anima sua).
Sta per uscire un suo nuovo album (qui quello del 2004), fatto insieme a Isobel Campbell, ex cantante dei Belle and Sebastian. Sembra molto interessante. Esce il 27 gennaio. Si intitola Ballad of the Broken Seas. Lui è la voce più profonda della storia della musica, lei è... Heidi. Bel mix, l'attesa mi lacera le carni e mi consuma dentro come l'alcol consuma l'alcolizzato, come l'eroina consuma l'eroinomane, come il gioco consuma lo scommettitore, come... basta checcazzo.
Tutto questo per dire che quando esce un nuovo album di Mark Lanegan (o, in misura minore, dei Radiohead e dei Tool) io torno quel bambino di nove anni che, varcata la soglia dell'ingresso del luna park, non stava nella pelle, si agitava saltellando entusiasta e voleva fare tutte le giostre tutte in una volta. E badate che non si scherza con l'ebefrenia!

Peter

(Post dedicato a fratello Acsel, che un bel giorno di 8 anni fa, nella mia camera, mi prestò con fare disattento un album che aveva noleggiato per caso. Il titolo dell'album era Scraps at Midnight, album minimale e notturno che contiene Praying Ground, canzone che, per qualche sinistro e insondabile motivo, è una delle mie preferite in assoluto. Grazie Acsel.)

postato da: DevilsTrainers alle ore 18:50 | Permalink | commenti (15)
categoria:musica, personal
mercoledì, 07 dicembre 2005
Aggiornamento del sito

DA LONTANO
- Viaggio in Turchia (Patrick)

DOSSIER
- Storia della merda (Peter)
- Corpi femminili (Robby)

LETTERATURA
- Il deserto dei Tartari, di Dino Buzzati (Peter)
- Fame, di Knut Hamsun (PR)

SAGGISTICA
- Come gli stregoni hanno conquistato il mondo - Breve storia delle delusioni moderne - di Francis Wheen (Patrick)

ARTE
- I mosaici bizantini di Ravenna (PR)

MUSICA
- Eels, "Blinking lights and other revelations" (Patrick)
- King Crimson, "Lizard" (papi Bogio)

postato da: DevilsTrainers alle ore 00:00 | Permalink | commenti (13)
categoria:viaggi, musica, politica, letteratura, arte, historia, società
lunedì, 14 novembre 2005

Boris Vian per Falluja

"Il disertore"


Signor Presidente
Vi scrivo una lettera
Che leggerete forse
Se ne avrete il tempo
Ho appena ricevuto
La cartolina precetto
Per andare in guerra
Prima di mercoledì sera
Signor Presidente
Non lo voglio fare
Non sono sulla terra
Per uccidere la povera gente
Non è per offendervi
Bisogna che ve lo dica
La mia decisione è presa
Dovrò disertare

Da quando sono nato
Ho visto morire mio padre
Ho visto partire i miei fratelli
E piangere i miei bambini
Mia madre ha sofferto molto
Che è nella sua tomba
E se ne frega delle bombe
E se ne frega dei vermi
Quand’ero prigioniero
Mi hanno rubato la donna
Mi hanno rubato l’anima
E tutto il mio caro passato
Domattina presto
Chiuderò la porta
In faccia agli anni morti
Andrò sulle strade

Mendicherò la mia vita
Sulle strade di Francia
Dalla Bretagna alla Provenza
E dirò alla gente
Rifiutatevi di obbedire
Rifiutatevi di farlo
Non andate in guerra
Rifiutatevi di partire
Se bisogna dare il proprio sangue
Date il vostro
Siete voi l’apostolo buono
Signor Presidente
Se mi perseguiterete
Avvisate i gendarmi
Che non avrò delle armi
E che potranno spararmi

Boris Vian, 1954
(tradotta dal francese da PR)

Questa canzone di Boris Vian (scrittore, poeta, musicista francese) mi sembra molto efficace e calzante per descrivere ciò che accade in questi giorni (anni).
Mentre Ruini e la Finanziaria sono squallidamente sotto le luci della ribalta, molti di voi sapranno che da giorni gira un 
VIDEO di quei comunisti di RaiNews24 sull'uso delle armi chimiche in Iraq da parte degli americani sui civili iracheni (video che ho visto e che tutti dovrebbero vedere). Si tratta di fosforo bianco, in tutto e per tutto simile al napalm. Stessi effetti. Stessa barbarie.
Iniziata la guerra perché Saddam doveva avere armi chimiche, continua la guerra anche se è caduta la motivazione per farla (non aveva armi chimiche). Gli americani, non paghi per non avere trovato le armi chimiche, le usano loro stessi (complici inglesi e italiani) sui civili. Non fa una piega. E il prezzo da pagare mi auguro sia altissimo.
I nostri media continuano a ignorare. Ma noi non dimentichiamo, c'è chi sta tenendo appunti. Un giorno dovranno renderci conto della propria complice sanguinosa malafede.
Persone morte viste come fastidio...
Sono stanco di essere occidentale.

Peter

 

postato da: DevilsTrainers alle ore 19:28 | Permalink | commenti (20)
categoria:musica, geopolitica
martedì, 13 settembre 2005

Povera patria...

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.

Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
si che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare

Franco Battiato (1991)

Com'è tristemente attuale...
Ieri sera, quando l'ha fatta dal vivo, la folla ha applaudito in maniera assordante. Sembra così stanca la gente... così vogliosa di "quote più normali" e di fiori...
Qualcosa deve cambiare.

Peter

Mi intrometto solo un momento. Ma ho un motivo: ieri sera ho riascoltato una vecchia (ma non troppo) cassetta dei Nomadi.
Una canzone in particolare non la ricordavo così attuale....
Vi metto il link..il testo è lungo e il post diventerebbe kilometrico.
La canzone in questione si intitola "CONTRO"
Baci. Acsel

postato da: DevilsTrainers alle ore 11:19 | Permalink | commenti (13)
categoria:musica, politica
giovedì, 21 luglio 2005

La solita cattiva e l'insolita buona

Soprattutto per i fedeli, che possano farsi un'opinione loro. Dal "Compendio della Chiesa Cattolica in Formato Ridotto" curato da Ratzinger:

L'uso della forza militare è moralmente giustificato dalla presenza contemporanea delle seguenti condizioni:
- certezza di un durevole e grave danno subito;
- inefficacia di ogni alternativa pacifica;
- fondate possibilità di successo;
- assenza di mali peggiori, considerata l'odierna potenza dei mezzi di distruzione.

Non vorrei esagerare chiedendo: dov'è Gesù in queste parole? Però chiedo: dov'è il lontano lontano ricordo di Gesù in queste parole? Ok, è una domanda retorica. Ma queste cose dovrebbero spingere i fedeli a essere fedeli ad altre cose. Va bene anche la Bibbia, ma in un rapporto diretto col testo, non mediato dalle gerarchie ecclesiastiche. Solo così rispetterebbero i valori della loro religione, che prende le mosse da un grande pacifista che si chiamava Gesù Cristo.

Un altro grande pacifista (e pensatore, e cantautore, e molto altro - ci manchi!) si chiamava Fabrizio De André, e la notizia buona è che ieri sera hanno visto il suo concerto su Raiuno dai 3,5 ai 4 milioni di telespettatori. In prima serata. Questo dimostra che la gente sopravviverebbe bene anche senza i mortificanti e narcotizzanti pacchi di Bonolis, e valorizzerebbe, se solo ne avesse la possibilità, programmi di alto valore culturale.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 14:48 | Permalink | commenti (46)
categoria:musica, religione, televisivo
venerdì, 24 giugno 2005

La TREBBIATURA e altri racconti

Visto che l'agricoltura italiana è a puttane da qualche anno propongo di vietare, senza se e senza ma, la trebbiatura. Essa infatti è grandemente lesiva dell'internazionalmente nota estetica paesaggistica italiana.
La violenza che si perpetra nei confronti del paesaggio e dei suoi equilibri con la trebbiatura, radendo al suolo un meraviglioso mare giallo di grano, è immorale, incostituzionale e per giunta inutile, visto il margine di guadagno quasi assente.
Quindi propongo di gambizzare gli agricoltori che trebbiano. Poi, se recidivi, si potrebbero torturare di fronte alla famiglia, per esempio. E senza aiuti della CEE.
Perciò:
1) che ogni anno si semini ma non si raccolga, perché è bello da vedere;
2) che almeno ogni settimana sia garantita non meno di una prima pagina a Calderoli o a un leghista a sua scelta; l'importante è che dica stronzate degne dei suoi elettori condannati a un battito cardiaco sano e durevole;
3) che ieri sera ho visto a Ferrara un grandioso concerto di Beck, roba proprio entusiasmante, con i ragazzi della band seduti a un tavolo apparecchiato, sul palco, che mangiavano mentre lui suonava i pezzi acustici, poi lo hanno accompagnato con le posate suonando sul tavolo, sui piatti, sui bicchieri in un ritmo forsennato "Clap Hands"... ma non ne parlerò, perché di fronte a questa malattia mortale ch'è la vita... a chi può interessare?

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 00:08 | Permalink | commenti (23)
categoria:musica, politica, delirium tremens
venerdì, 17 giugno 2005

L'industria culturale (etc.)

Wiesengrund Adorno (1903-1969), Max Horkheimer (1895-1973), Herbert Marcuse (1898-1979) - della cosiddetta "Scuola di Francoforte" - sono convinti che la società capitalistica costituisca una totalità tecnologica che manipoli le coscienze degli individui e ne abolisca ogni spirito critico al fine del proprio mantenimento, basato esclusivamente su interessi economici e di potere.
E' il fenomeno dell'industria culturale. Essa trasforma i consumatori in <<materiale statistico>>, i cui gusti sono già previsti e indirizzati dal sistema. L'effetto finale è quello di un totale azzeramento del gusto, dello spirito critico e della capacità di immaginazione in tutte le fasce di pubblico. Il cinema rappresenta lo strumento con cui il potere "vieta" l'attività mentale o intellettuale dello spettatore, grazie al susseguirsi veloce degli avvenimenti che appaiono sullo schermo.

Tramite la dimensione estetica della vita gli uomini sono in grado di entrare in contatto con i fantasmi della mente e le pulsioni addomesticate dalla civiltà; in un certo senso l'industria culturale attinge alle pulsioni represse della storia. Il valore fondamentale attorno a cui ruota il nuovo immaginario industriale è la felicità, simboleggiata dall'happy end, che garantisce al protagonista, e al suo doppio lettore-spettatore, di non venire sacrificato alle forze negative ed esorcizza il male.
L'ideologia dell'industria culturale è l'ideologia della felicità.

Brani tratti da G. Baroni - A. Rondini, L'Orlando comprato, ed. SEI (1998)

Ovvero: come emanciparsi.
Mi sembrano brani di una semplicità e di una verità sconvolgenti, soprattutto in questi anni in cui di Marcuse, di De André, di Pasolini, di Gadda non ce ne sono, e se anche ci sono... Vespa ha la voce più potente (non adatta per il vaffanculo, però).

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 18:59 | Permalink | commenti (17)
categoria:musica, politica, cinema, letteratura, arte, società
martedì, 07 giugno 2005

Habemus aggiornamento SITO

Letteratura

Arte

Musica

Dossier

postato da: DevilsTrainers alle ore 00:24 | Permalink | commenti (4)
categoria:musica, letteratura, arte
martedì, 24 maggio 2005

Varie ed evitabili

Mentre Patrick ci inebria di sensazioni così vivide e intense con le sue mail, noi siamo qui, nel paese dei mentecatti che ci tengono tanto a essere massoni più degli altri, nevvero Rutelli?
Un suo giovane compagno di imprese e promettente politico nelle fila della Margherita, tale Ciriaco De Mita, ha avuto questo scambio di battute (per nulla divertenti) con la senatrice Cinzia Dato, fronte del sì. Questi i passaggi salienti, cari sinistroidi rappresentati anche da De mita (sì!), che riprendo dal manifesto di sabato:
- Ciriaco invita all'astensionismo, a giugno;
- C. Dato: "ma quale moralità è quella di invitare all'astensionismo da parte di un uomo delle istituzioni?";
- Ciriaco: "Stiamo parlando di cose serie... Sta' zitta."
Grazie Rutelli. Chissà Manca che ne pensa...

Un poco aiuta il nuovo album dei Nine Inch Nails, uscito dopo 6 anni di silenzio dal capolavoro "The Fragile", che si intitola "With Teeth". Trent Reznor, di professione genio musicale ed esule dalla semplicità, ha però pensato di non mettere nel cd il booklet con tutte le informazioni riguardanti l'album (per es. in 6 canzoni suona la batteria Dave Grohl), ma ha altresì partorito l'idea di farne un poster di 20 Mb (bello eh) scaricabile dal sito, ma... stampabile come? Nei generosi fogli A3 non si legge nulla di nulla. Così l'unica soluzione è la tipografia, per farlo più grande (almeno un metro). Solo che vogliono 45 euro (l'abum l'ho pagato 17). Chissà il buon Trent cosa pensa a riguardo. Ma forse De Mita ha le idee più chiare anche per questa capziosa questione...

Quindi, Patrick... io ti consiglio di non tornare in Occidente (sì la Turchia è in Europa ma è un altro mondo). Non perché non ti voglia più vedere (benché potrei averne motivo), ma perché voglio che ti salvi. Almeno tu, Amico. E poi così avrei l'appoggio per venire in Turchia.
Non tornare! Qui c'è Rutelli, uno sfrenato neoliberismo, mediaset e ragazze che non la danno!

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 14:55 | Permalink | commenti (15)
categoria:musica, politica, delirium tremens
sabato, 26 marzo 2005

Conoscenza e coscienza

Così parlò il filosofo Karl Popper in una breve conferenza, nel 1984 all'Accademia dei Lincei:

1. Tutta la conoscenza umana, compresa quella descrittiva, è teorica.

2. Tutta  la  conoscenza teorica e, quindi, tutta la conoscenza, è incerta.

3. Noi percepiamo configurazioni: interpretazioni di ciò che il cervello ci fornisce.

4. Tutte le percezioni hanno natura ipotetica, cioè sono affette dalle nostre aspettative.

5. Viviamo in un mondo reale, rappresentato a noi stessi come un mondo di congetture sul mondo reale.

6. Possiamo aspettarci di più o di meno che certe aspettative vadano deluse. Se la nostra delusione è inaspettata, crea il bisogno di ricostruire la teoria.

7. Dal punto di vista biologico conoscenza e teoria sono preparazioni per un'azione: talora si tratta di  una preparazione sbagliata.

8. Tutti gli organismi sono risolutori di problemi e procedono per prove ed errori. Questo  è vero sia per Einstein, sia per un'ameba. La differenza è che le teorie dell'ameba fanno parte della sua struttura fisica, invece Einstein formula  teorie che esprime con suoni o con la scrittura.

9. La principale differenza biologica fra l'uomo e gli animali è il linguaggio in  cui si esprimono le teorie. Gli animali non producono teorie in linguaggio descrittivo. Gli uomini possono produrre teorie che trasmettono al di fuori del corpo, in modo che possano essere criticate.

10. La funzione peculiare del linguaggio descrittivo umano è di permettere le domande: "È vero? È falso?".

11. Il linguaggio umano crea nuovi bisogni di pesare pro e contro in merito alla verità o falsità di certe proposizioni.

12. Senza discussioni, non ci sono spiegazioni.

13. Senza discussioni non c'è pensiero umano.

14. Il pensiero umano è funzione del linguaggio umano e della sua funzione argomentativa.

Per chi dice che la verità non esiste, scontrandosi con un proficuo secolo di logica matematica, questi 14 punti, presi da un articolo di Roberto Vacca, mi sembrano un buon punto di partenza. O semplicemente qualcosa su cui riflettere.
Il pensiero umano, non so perché, mi porta subito a pensare ai danni che può provocare. E i danni del pensiero li vedo provenienti, in primo grado, dalla negazione (V. Stati di Negazione, di Stanley Cohen), di cui siamo i maestri della Natura.
Così, per concludere in modo molto poco rassicurante, tanto per non adagiarsi, una canzone in silenzio:

"Applico alla vita

i puntini di sospensione

Che nell'incosciente

non c'è negazione"

Morgan, Altrove

Via alla discussione, amici umani pensanti (v. punti 12 e 13).

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 16:56 | Permalink | commenti (14)
categoria:musica, pensiero
domenica, 20 marzo 2005

Nick Drake (1948 - 1974)

Inventava accordi incredibili e difficili, tanto che chi suona la chitarra giudica il suo lavoro irriproducibile, se non grossolanamente. Aveva un modo di suonare perfetto tecnicamente, senza una sbavatura, anche se dalle canzoni apparentemente semplici non traspare, dolci e luminose come sembrano essere. Un dio inquietante.
Dietro a tutto questo c'era sofferenza e travaglio e un bisogno vitale di autenticità. Morirà troppo giovane, l'ennesimo senza colpe, catalizzatore di insopportabile dolore e solitudine, dopo aver inciso 3 album bellissimi e ignorati e una manciata di inediti, per una dose eccessiva di Tryptizol, allora un medicinale ancora poco conosciuto.
Nel suo angolo buio, senza saperlo, migliorò il mondo con le sue canzoni senza tempo e senza luogo. Sempre più ascoltato, continua a migliorarlo.
Qualche verso:

La vita non è che un ricordo
Trascorso da lungo tempo
Teatro pieno di tristezza
Per uno spettacolo ormai dimenticato
Sembra così semplice
Lasciare che tutto scorra
Sinché non ti chiedi
Perché non ti sei mai chiesto perché...
(Fruit Tree, 1969)

Nessuno sa
Quanto può diventare freddo
E nessuno sente
I tacchi consumati
Nessuno ha occhi
Fino al cielo
Nessuno copre
La sua testa dolorante...
(Poor Boy, 1970)

Non mi sono mai sentito così folle e incantato
Non ho mai visto lune, conosciuto il significato del mare
Non ho mai tenuto l'emozione nel palmo della mano
O sentito brezze delicate sulla cima degli alberi
Ma adesso tu sei qui
A illuminare il mio cielo del nord...
(Northern Sky, 1970)

Tutti quanti sono sgomenti
Cadere senza farsi male
Arrivare alla luna per divertimento
Cambiare una corda e prenderla troppo piccola
Tutti quanti s'impiccano
Dà un'occhiata e mi vedrai arrivare
Perché sono il parassita che viaggia sempre con qualcuno...
(Parasite, 1972)

Fui creato per navigare
Sino alla terra del sempre
Non per essere legato a una vecchia tomba di pietra
Nella vostra terra del mai...
(I Was Made To Love Magic, 1974)

Canzoni tradotte dall'edizione Giunti di tutti i suoi testi (2002, 10 euro), a cura di Antonio Vivaldi e Flavia Ferretti.
Consigliati tutti e tre gli album e la raccolta degli inediti. Laico miracolo: nemmeno una canzone malriuscita...

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 10:48 | Permalink | commenti (20)
categoria:musica
sabato, 12 febbraio 2005

Luttazzi e il cinismo

 E' in uscita l'album di Daniele Luttazzi "Money for Dope", sorta di concept album di 10 canzoni ispirato alla morte per eroina di una sua cara amica negli anni '70. Mtv passa abbastanza spesso il bel video di lancio della soffusa ed eterea title track. 
Nel numero di 
JAM di febbraio c'è un'intervista in cui, come capita sovente, il Daniele lascia alcune perle. Una in particolare:

"Credo che il cinismo sia l'altra faccia del lirismo, infatti questo disco è molto intimo proprio per questo motivo: si pensa che il cinico sia un insensibile, invece è esattamente il contrario. Una persona che adopera il cinismo lo fa perché è talmente disgustata e delusa dalle cose del mondo rispetto a come potrebbero essere, di cui ha un'intuizione, che chiaramente arriva e taglia, sega tutto quello che sente come non vitale, che è la maggior parte delle cose che incontra. Ma tutto nasce invece da una passione profonda per la vita, della quale si coglie la bellezza. Il cinico in realtà è un grande appassionato."

Che è in fondo la vera anima del nichilismo di Nietzsche: l'ideale che per costruire bisogna prima distruggere. E che tutto questo è spinto e sorretto da una tensione amorevole verso l'esistenza e verso il prossimo.
Cinici e nichilisti sono tali perché amano troppo la vita e il genere umano per poter permettere che accada un secolo come il '900.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 19:07 | Permalink | commenti (13)
categoria:musica, pensiero
mercoledì, 02 febbraio 2005

Battiato in concerto: avere 60 anni e non sentirli

Ieri sera assisto a un'ora e cinquanta di musica dell'ultimo eroe, forse, della canzone italiana. Concerto che di italiano però ha avuto davvero poco, a parte la lingua. Dovendo fare un paragone... mi sembrava di essere al concerto dei Queens of the Stone Age di due anni fa, o a quello dei Flaming Lips. Questi accostamenti inutili solo per dire che il buon Franco, from Catania, dal vivo fa del massiccio, fresco, intenso e assai percussivo rock sperimentale, che è poi ben espresso - ma non come dal vivo - dal suo ultimo lavoro "Dieci stratagemmi". La prima parte del concerto è più curata ed è dedicata in gran parte al nuovo album, con una parentesi soft che comprende una delle cinque mie canzoni preferite di tutta la storia della musica (ma sì dai, spariamola grossa): La Cura (perché sei un essere speciale / e io avrò cura di te. - Buaaaah!) L'ultima parte invece è una specie di best of, live, dei grandi successi. E qui la gente non si tiene, perché è tempo di ballare e cantare.
Nel Paladozza di Bologna non c'è un posto libero. Il pubblico varia dai 20 ai 65 anni. Il miracolo è che tutti rispondono bene, applaudono, cantano, acclamano il guru anche quando sembra di essere a un concerto hard rock progressive anni '70, col Franco che smanetta al sintetizzatore e i 7 elementi della band (chitarrista solista e batterista in particolare, del gruppo dei giovani FSC) che ci pestano come se non dovesse esserci un domani, anche con dei riff a tratti metal. E la canuta, tinta e pelata platea è entusiasta... e i giovincelli pure, in un abbraccio generazionale accompagnato solo da note e parole senza tempo, non da "esperti".
Che meraviglia.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 10:47 | Permalink | commenti (19)
categoria:musica
venerdì, 14 gennaio 2005
Roma, 6 dicembre 1822

"Io ho fatto e fo molti giri per Roma in compagnia di giovani molto belli e ben vestiti. Sono passato spesse volte, con loro, vicinissimo a donne giovani: le quali non hanno mai alzato gli occhi; e si vedeva manifestamente che ciò non era per modestia, ma per pienissima e abituale indifferenza e noncuranza: e tutte le donne che qui s'incontrano sono così. Trattando, è così difficile il fermare una donna in Roma come in Recanati, anzi molto più, a cagione dell'eccessiva frivolezza e dissipatezza di queste bestie femminine, che oltre di ciò non ispirano un interesse al mondo, sono piene d'ipocrisia, non amano altro che il girare e divertirsi non si sa come, NON LA DANNO (credetemi) se non con quelle infinite difficoltà che si provano negli altri paesi. Il tutto si riduce alle donne pubbliche."

Il maiuscolo è mio.
Questa è una lettera di tale Giacomo Leopardi al fratello Carlo. Chissà perché a scuola nessuno ti fa leggere documenti divertenti e importanti come questo... Che si corra il rischio di scoprire che Leopardi era un essere umano e per giunta ironico? Il partito dei manzi filologi laidi al quale appartengo è qui per questi disvelamenti...
Divertente è divertente; importante ancora di più, perché è la prima attestazione in Italia dell'espressione "non darla", e del concetto profondo e doloroso che ne deriva.
Ognuno valuti da sè la tragica - :-) attualità delle sue parole. Ma vi rendete conto che è una lettera del 1822 e descrive una situazione che io ritrovo ogni giorno per il centro della mia città (e di altre) e nei locali notturni?
E' un male tipicamente italiano che va vinto. Come dice De Andrè, care fanciulle: "Quando carica d'anni e di castità, fra i ricordi e le illusioni del bel tempo che non ritornerà, troverai le mie canzoni, nel sentirle ti meraviglierai che qualcuno abbia lodato le bellezze che allor più non avrai e che avesti nel tempo passato. Ma non ti servirà il ricordo, non ti servirà che per piangere il tuo rifiuto del mio amor che non tornerà. (...) Vola il tempo, lo sai che vola e va, forse non ce ne accorgiamo, ma più ancora del tempo che non ha età siamo noi che ce ne andiamo."
Questa è una campagna culturale Devil's Trainers contro l'egoismo femminino, visto che a noi la parpaia topola ci piace...

Peter
postato da: DevilsTrainers alle ore 00:51 | Permalink | commenti (22)
categoria:musica, letteratura, delirium tremens, società
martedì, 21 dicembre 2004

Nella nostra ora di libertà

Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d'obbedienza
fino a un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.

Adesso imparo un sacco di cose
in mezzo agli altri vestiti uguali
tranne qual è il crimine giusto
per non passare da crimininali.
Ci hanno insegnato la meraviglia
verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame.
(...)
venite adesso alla prigione
state a sentire sulla porta
la nostra ultima canzone
che vi ripete un'altra volta:
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

FABRIZIO DE ANDRE'
Nella mia ora di libertà (1973)

postato da: DevilsTrainers alle ore 01:12 | Permalink | commenti (9)
categoria:musica
lunedì, 13 dicembre 2004
Hanno ammazzato il chitarrista ex-pantera.

Dimebag Darrel, ex-chitarrista dei Pantera, è morto sul palco nel corso del concerto che il gruppo al quale si era unito, i Damageplan, stava tenendo all'Alrosa Villa di Columbus, Ohio. Un uomo è balzato sul palco pochi secondi dopo l'inizio del primo brano ed ha improvvisamente esploso cinque colpi d'arma da fuoco contro Darrel, morto all'istante. Il folle ha poi rivolto l'arma contro due persone che stavano accorrendo, uccidendole entrambe. Si tratterebbe, ma il particolare è da confermare, del tour manager e di un roadie del gruppo. Il killer è stato subito dopo ucciso da un poliziotto che stava assistendo al concerto.

Il killer era un fan dei Pantera, stravolto dallo scioglimento del gruppo, scioglimento del quale dava la colpa al chitarrista dei Pantera.

Tralasciando la questione delle armi in USA, io mi chiedo:
come è possibile vivere in un mondo nel quale se sei famoso rischi di essere ucciso dalla stessa notorietà e se non sei famoso vieni ucciso da una società che ti considera nessuno?!?

Ai posteri l'ardua sentenza...

Acsel











postato da: DevilsTrainers alle ore 11:42 | Permalink | commenti (6)
categoria:musica, pensiero
lunedì, 08 novembre 2004

Siamo OnLine.

Dopo mesi di aberrante duro adeguato soddisfacente strapazzante scanzonato alacre intellettuale mefistofelico sardonico dolce spietato riluttante pensieroso bramoso entusiasta lavoro: siamo OnLine.

http://www.devilstrainers.com

Grazie a tutti.
Acsel




postato da: DevilsTrainers alle ore 15:10 | Permalink | commenti (3)
categoria:viaggi, musica, cinema, letteratura, arte, pensiero, delirium tremens
mercoledì, 20 ottobre 2004
Io sono questo
"Non sono musulmano nè induista
nè cristiano nè buddista
non sono per il martello
nè per la falce
nè tanto meno per la fiamma tricolore
perché sono un musicista."
Traduzione dall'inglese di "I'm That", dal nuovo album di Franco Battiato, "Dieci stratagemmi".

Gli artisti non hanno bisogno di ideologie e bandiere sotto le quali nascondere se stessi.
Chissà che un giorno qualcuno non li ascolti veramente...
Peter











postato da: DevilsTrainers alle ore 14:21 | Permalink | commenti (8)
categoria:musica



Heracleum blog & web tools