domenica, 17 febbraio 2008

Ogni cosa è politica
Un indistinto blob (elettorale?)

La Riva (foto di Peter)
Foto di Peter (la Riva)

Poggiolforato (foto di Peter)
Foto di Peter (Poggiolforato)

Anche se l'inverno sembra tutto mortificare, nella nuova luce del bosco si riprende a vivere. Camminando immersi in quel bianco di luce propria, tra gli alti tronchi muschiati d'argento, pure il tempo diventa irreale e vivi in un mondo metafisico come dentro un sogno: non ha più peso il tuo corpo, non è faticoso il passo e cammini vagando da pensiero a pensiero. In un infinito tra gli alberi innevati anche le cose della vita appaiono più chiare.
Mario Rigoni Stern - Stagioni (Einaudi 2006)

Come un cuore che pulsa (contrazione-riposo-contrazione, diastole/sistole) così è la mia vita, in un alternarsi tra solitudine/natura e persone/società. Contrazione, risposo, contrazione, con Lei a far da ventricolo. Scendo nella civiltà e c'è da firmare questo:

Storia vecchia, che dura - in maniera moderna - almeno dai tempi dell'Inquisizione. Il corpo delle donne (che allora erano streghe) come strumento di potere degli uomini. Mi piacerebbe svegliarmi un giorno e vedere le Streghe al potere... Artefici di pozioni che zittiscano gli stronzi.

Poi, già che sono quaggiù, c'è da decidere a proposito delle elezioni, questo grande troiaio in cui ci viene ricordato che, se ce ne fossimo dimenticati (birichini distratti), siamo in una Democrazia, e si è chiamati a fare una X su un simbolo. Così, forse per 5 anni saremo a posto. Grazie, Democrazia, che ci hai dato uomini che ti tengono in vita così con tanta passione.
Ho deciso cosa farò questa volta, in ottemperanza al Libero Pensiero con cui questo blog si riempie la cavità orale rischiando a volte di sbrodolarsi addosso. Essendo io utopicamente di sinistra, con cedimenti filosofici verso l'anarchismo (mentale), Veltroni non mi avrà (non mi ha mai avuto), e annullerò la scheda. Che è diverso da non votare. Il non-voto viene interpretato come disinteresse, mentre capiterà senz'altro che molti, questa volta, non andranno a votare dopo attenta riflessione dominata dalla nausea, dunque come scelta politica profonda. Ma è un errore, secondo me. Il segnale che, in massa, si lancerebbe a questo poterucolo canceroso uscendo di casa, facendo la fila, annullando la scheda scrivendo FOTTETEVI A CASA VOSTRA, è diverso...
Sì, sogno un 15 aprile di sgomento. Giornalisti esterrefatti per un 15% di schede nulle. (Dimenticatevi le schede bianche: in molti seggi - in che percentuale non so, ma alta - gli scrutatori se le dividono perché comprati dai partiti, apponendo croci come se piovessero). Beh, se la pensate così anche voi... annullate! Che sono stanco, molto stanco, di votare il meno peggio.

Già che ci sono (per colpa di Lilith) metto a nudo le mie convinzioni "religiose" con un test che c'ha azzeccato in maniera impressionante (è vero anche che c'è chi prega per me), ma non mi è ben chiaro cosa significhi essere satanisti, a parte chiamare un blog Devil's Trainers...

Qual è la religione giusta per te? (translated version for Italian users)
created with QuizFarm.com         You scored as Ateismo

Il tuo risultato è Ateismo. Sei... ateo, anche se forse lo sapevi già. Inoltre, probabilmente ci sono molte persone che pregano per la tua anima quotidianamente. Piuttosto che essere "non religiosi", gli atei credono fortemente nella non esistenza di un'entità superiore come Dio.

Ateismo

 
90%

Agnosticismo

 
85%

Buddismo

 
80%

Satanismo

 
80%

Paganesimo

 
75%

Islam

 
60%

Confucianesimo

 
50%

Induismo

 
20%

Cristianesimo

 
20%

Ebraismo

 
10%

Paranormale

 
10%

Nel mentre c'è chi, per fortuna, continua a opporsi.

Peter

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mercoledì, 07 novembre 2007

Padre Pio ci visita porta a porta
Grazie al dono dell'ubiquità

Appadre Pio

Ministero e Ministro della Propaganda

E così una notte, autopressatomi col libro di Sergio Luzzatto che nemmen ho letto, mi sono domandato: chissà cosa ne pensa quella gran càrtola del Ministro della Propaganda approposito delle stimmate di Appadre Pio e della di Lui agiografia!
Afferro speranzoso il telecomando, la mano trema, premo il tasto 1 e in men che non si dica, grazie allo Stato italiano ch'è padre amorevole e padrone indulgente, Egli m'appare avvolto da una densa nuvola di profumo (all'inizio mi pare profumo di rose e mughetto, poi m'accorgo che è la salama da sugo e il cotechino di Carlo, che sto nel mentre digerendo ininterrottamente da giorni).
Comunque le vie del gentile sig. sono infinite. E' proprio incredibile che il Vespa Bruno discorra proprio di questa storia pesa, per giunta con dei regaz niente male, per non parlare poi di Piergiorgio Odifreddi, indiscutibilmente r
e della balotta sul suo trono. A buttarlo giù dal trono ci prova inutilmente un borioso frate che sotto al saio sicuramente non porta le mutande (tutti sappiamo perché). E se anche le porta sono sicuramente sporche.
Così la mamma del bambino che stava per morire racconta la storia del bambino che invece per fortuna, ci mancherebbe, non è morto perché gl'apparve Appadre Pio in una gragnuola di profumi di fiori. Aprendo e chiudendo la "manina destra" in quella della madre fresca di parrucchiera egli bimbo chiedeva cogli ultimi fiati di Appadre Pio. E così gl'apparve proprio (pesissimo!), e il fatto che il bimbo vivesse a San Giovanni Rotondo non deve portare a pensare niente. Anche se Piergiorgio, che è un gran spezzabolge, dice una storia tipo: strano che non gli sia apparso la dea Kalì. Non sarà mica che è tutta la vita che lo pressano col Forgione e alla fine si è autopressato?

La bomboniera che regalerò se mai mi sposerò (dai S., sposiamoci...)

Tutti urlano scaricatore! Ma si va a fondo questa sera sul fenomeno Appadre Pio. E anch'io posso annusare odore di limone, di violetta o di fragola, e non perché sia un collezionista di Arbre Magique, ma perché sono pazzo. Sì. Muahahah! 
Tutti possiamo sentire il Messori dire che Ciester Ton diceva che "il vero libero pensatore è il credente", a causa del limitante dogmatismo del non credente ("dogmatismo brevio", dice. Cagati addosso!). Per fortuna Piergiorgio gli risponde per le rime, dicendogli: merda vecchio ma che sbocciate tiri? Senex, sei veramente a pezzi, devi ripigliarti. E messori dice: serenase, gerontissimo. Te diffondi del gran scaricatore, il Sig. invece è per il... caricatore!
La tenzone è peserrima, perché va detto che Piergiorgio è solo e Messori e il Vespa hanno dalla loro Rispoli, che è stato sposato proprio d'Appadre Pio alle 5 d'un lieto mattino (sic); Ron, che perora la causa del benessere divino con la voce spezzata dagli psicofarmaci e senz'altro la uoma Pivetti, che ha pochi dubbi sulla limitatezza del metodo scientifico e su questo non manca di pressarci, anche se potrebbe brandarsela per un po'. Poiché è noto che il polleggio limita i problemi gastrointestinali e rassoda la pelle.
Dopo una lettera ricevuta da Messori dalla sua corrispondente "spastica" grazie a un miracoloso teletrasporto, evidente miracolo di Appadre Pio, s'arriva al punto. Storia malata, dice Piergiorgio, che tempo fa qui a Porta a Porta faceste una puntata sulla Marchi Wanna e dopo due giorni su Appadre Pio. La Wanna usa il sale e per questo è geppissima, e tutti le dicono: shame on you, uoma rubona! Appadre Pio invece fa i giochetti, si scortica con l'acido fenico, profuma, predice, cura come un re taumaturgo ma è un santo. Sì, storia pesa. Qualcosa non torna. E forse l'unica conclusione possibile è che c'è da cagare le lamette. Ame.

PS: ai blogger non bolognesi alcuni termini del sociolemma qui utilizzato (utilizzato per fini di studi linguistici finanzati dal M.I.T di Bastan) potrebbero risultare oscuri. L'autore se ne scusa, ma quando l'arte pesa spinge sulla pancia bisogna anche sapere lasciarsi andare e farla uscire così com'è.

Peter

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giovedì, 24 maggio 2007

Nella Basilica di San Pietro, Roma
Pensieri, parole, opere e...

Spoglie di Papa San Pio X - Foto di Peter
Spoglie di Papa San Pio X, particolare
Foto di Peter

Vagando come in sogno sbagliato fra turisti provenienti da tutto il mondo (e così simili) che corrono, fotografano compulsivamente, urlano, piangono, non vedono quel che guardano, spingono, fruiscono meraviglie come se fossero in una televendita con pentole da accumulare, mi sono soffermato a guardare questo uomo disteso, morto da quasi un secolo, ma ancora lì, ad alimentare morbosità, che è la morbosità propria di ogni reliquia. E ho pensato: eccola lì, la Chiesa. Eccolo, il Cattolicesimo. Una mummia rigida, annerita dal tempo, seccata, dietro a un vetro e a una grata di ferro, isolata da tutto, immobile e illuminata da neon, come una bistecca al supermercato, dentro a un frigorifero per evitare putrefazione e vermi. Una salma/relitto tenuta insieme per miracolo, ingioiellata e vestita in modo ridicolo, agghindata come chi vuol distrarre l'osservatore da quel che sta guardando. Io ho visto del grottesco involontario. E il punctum dell'immagine intera, per dirla alla Roland Barthes, stava in quell'anello arrogante e inutile, stridente, grosso, preziosissimo, immorale, lontano da qualsiasi misticismo, da qualsiasi pietà. Osservando tutta quella gente colta da empia isteria turistica (così li vogliono), ho pensato, con un'ondata di benessere a far da contraltare, a quando sarei arrivato a casa e avrei visto S. sdraiata sul divano a leggere. E ora penso che sono due mesi che amo. E ogni giorno, un giorno dopo l'altro, ognuno riparatore, nessuno sa fino a quando, è come tirare un sospiro di sollievo. Da cosa? Dal nulla scansato. Dallo squallore. O da mani morte inanellate, esposte senza alcuna grazia.
Grazie bellezza.

Peter

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mercoledì, 09 maggio 2007

Vaticano e pedofilia
Lietamente Crimen Sollicitationis

Pg. Odifreddi nel suo ultimo libro affronta anche la questione pedofilia/Vaticano (me l'ha ricordato un post dell'Avv. Commazero). Entità stranamente connaturate, a quanto si dice in giro, affrontate con gli stessi meccanismi che qualsiasi altro potere utilizza in caso di vergogna. Segretezza. Silenzio. Gestione interna. Così, dopo i fattacci di Boston, l'allora cardinale Ratzinger mandò una bella letterina in giro, in cui si ricordava un documento del 1962 che si chiama Crimen Sollicitationis (però sempre Nel Cristo, Per Cristo, In Cristo, questo certo non lo dobbiamo dimenticare).
E' un documento rivolto a tutti i vescovi (da allora sempre stato in vigore, anche con Wojtyla) e illustra come affrontare casi di molestie sessuali, compresi quelli che coinvolgono animali, bambini e uomini (naturalmente Nel Nome del Signore, che ve lo dico a fare).
Notiamo un paio di cose: 1) il problema è riconosciuto apertamente ed è affrontato con precisione, come stato naturale delle cose; 2) non si suggeriscono soluzioni al problema, ma strumenti per coprire e punizioni per chi parla; 3) le vittime è come se non esistessero.
La ciliegina su questa ributtante torta putrida è la seguente: il Cardinale Ratzinger è accusato dalla Corte del Texas di "complotto" per coprire alcune molestie sessuali. Il processo viene sospeso perché, casualmente, egli diventa Papa Benedetto XVI, e in quanto capo di Stato gode dell'immunità (vedi).
E' logicamente conseguente che qualsiasi discorso pronunciato sulla famiglia, sul bene, e su altre parole ormai svuotate come queste, da Ratzinger, Bertone, Bagnasco & C, sono inconsistenti e, come dieci mani di biacca, vogliono nascondere quel che c'è sotto veramente, cioè merda.
Amen. La messa è finita. Andate in pace.

I preservativi sono immorali, perdio!
"Scusa, Billy. Il Papa dice che è immorale usare il preservativo."

Aggiornamento del 17 maggio: ohibò, S. mi segnala questo articolo, poi vedo che anche Moltitudini lo segnala. Si parla di cose in parte contenute in questo post. Si vede che ci sono altri come me, in giro... Che cosa terribile.

Peter

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mercoledì, 11 aprile 2007

La Pasqua 
Temperante festeggiamento di una strage

Ancor ebbri, ricolmi, gremiti, intasati, accalcati dalla letizia, delizia, festevolezza, radiosità, mansuetudine pasquale, che tutti conforta, consola, allevia, mitiga, sgrava, seda e financo affranca dal dolore, dalla pena, dall'ambascia, dalle tribolazioni e dalle punture di spillo del nostro noi, ricordiamo qui riuniti che la Pasqua cristiana deriva da quella ebraica, e la Pasqua ebraica ha un'origine non troppo edificante, almeno dal punto di vista di un ateo (quindi senza una morale). Certo, quella cristiana è Pasqua di Resurrezione di Cristo, l'individuo peraltro che forse ha il record di rivoltamenti nella tomba. Ma l'episodio in questione è tratto dall'Esodo che, fino a prova contraria, fa parte della Sacra Bibbia, testo sacro su cui si fonda il cattolicesimo (che tutti permea et illumina) e grazie (?) al quale esso esiste. Bibbia dettata direttamente e puntualmente, com'è noto, da d'Io, protettore, a quanto pare, anche m'Io. Ma bando alle ciance, ai sinonimi e alle virgole, e rendiamo grazie a, due virgole, Piergiorgio Odifreddi (di professione terzo in classifica con questo libro che, depurato da una sana e sempre opportuna ironia, rimane studio utilissimo della Bibbia).

Piergiorgio Odifreddi
Piergiorgio Odifreddi

Ma torniamo a Mosé, che a sua volta torna in Egitto e cerca di convincere il faraone a lasciar partire gli Ebrei. In una sequenza di effetti speciali hollywoodiani, non a caso ripresi in innumerevoli produzioni cinematografiche e televisive, Jahvé scatena le prime nove piaghe d'Egitto, tramutando le acque del Nilo in sangue, infestando il paese di rane, zanzare e mosconi, provocando un'epidemia, un contagio e una grandinata, e oscurando il cielo con cavallette e tenebre.
L'ultima piaga invece è una tragica pulizia etnica, in cui Jahvé stermina tutti i primogeniti degli Egizi e, chissà perché, anche dei loro animali. Un'impresa che l'Esodo si limita a descrivere in maniera sobriamente soddisfatta: « un grande grido scoppiò in Egitto, perché non c'era casa dove non ci fosse un morto! » [12, 30]
E' questa bella impresa che gli Ebrei festeggeranno nei secoli come la Pesach, "Passaggio" o "Pasqua", perché un segno di sangue d'agnello sulla porta aveva indicato le case da non colpire:
Il sangue sulle vostre case sarà il segno che voi siete dentro: io vedrò il sangue e passerò oltre, non vi sarà per voi il flagello di sterminio, quando io colpirò il paese d'Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale, lo celebrerete come festa di Jahvé [nota di Peter: la mia edizione Cei riporta "Signore", non "Jahvé"]: di generazione in generazione, lo celebrerete come un rito perenne. [12, 13-14]
In tutta la piagosa vicenda Jahvé si assicura personalmente che il cuore del faraone rimanga "indurito", così che questi si ostini a non voler lasciare partire gli Ebrei e lui possa continuare a dispiegare i suoi fuochi d'artificio. Puntualmente, e nonostante l'eccidio, il faraone insegue gli Ebrei in fuga e Jahvé può compiere il suo più spettacolare prodigio: l'apertura delle acque del Mar Rosso per lasciar passare il Popolo Eletto, e la loro chiusura sull'esercito egiziano per annegarlo. In particolare, « le acque sommersero i carri e i cavalieri » [14, 28], nonostante la quinta piaga avesse « fatto morire tutto il bestiame degli Egiziani » [9, 6].

Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo essere cristiani - e meno che mai cattolici (Longanesi 2007 - 14,60 euro)

Un caloroso ringraziamento va, oltre a Dio, al dizionario Sinonimi e contrari Zanichelli, per aver reso possibile questo discutibile post.

Peter

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lunedì, 19 febbraio 2007

Giordano Bruno  
Martire della libertà di pensiero

Giordano Bruno

Il 17 febbraio di 407 anni fa Giordano Bruno moriva abbrugiato sul rogo. Dopo la lettura della sentenza della Santa Inquisizione (bell'ossimoro, anche questo) disse: «Tremate più voi nel pronunziare questa condanna, che io nel riceverla» (tremano, sì, hanno sempre tremato, come adesso, di fronte alla terribile minaccia dei Pacs).
Fu sostenitore del sistema copernicano, inteso come nuova verità faticosamente conquistata dal genere umano e suo strumento di liberazione. E soprattutto fu convinto propugnatore dell'infinità dell'universo: «Cotal spacio lo diciamo infinito, perché non v'è raggione, convenienza, possibilità, senso o natura che debba finirlo [...]. La Terra dunque non è absolutamente in mezzo de l'universo, ma al riguardo di questa nostra regione [...]. Così si magnifica l'eccellenza di Dio, si manifesta la grandezza dell'imperio suo: non si glorifica in uno, ma in Soli innumerevoli; non in una terra, in un mondo, ma in ducento mila, dico in infiniti».
Per lui quiete e stasi sono sinonimo di morte, al contrario del movimento e del mutamento, che coincidono con la vita, e dunque con la perfezione. Il suo sogno è restaurare, nel mondo moderno, la religione magica egiziana (a lui si ispirerà John Toland, altro libero pensatore), che costituirebbe la fonte universale del sapere del genere umano, e da cui deriverebbero la sapienza ebraica e le filosofie di Greci e Persiani. La divinità intesa come universo infinito... Per questo, per la tesi della generazione spontanea della vita e per l'idea di una pluralità di sistemi non coordinati... morirà. Lasciando il mondo migliore di prima.

Necrologio Giordano Bruno
Da La Repubblica

Peter

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martedì, 13 febbraio 2007

La miracolosa Segale cornuta
Fonte tossica di tanta cristianità

Claviceps purpurea (segale cornuta)  Paura!

Il Claviceps purpurea, più noto come Ergot o Segale cornuta, è un ascomiceta (fungo) parassita delle graminacee. Contiene le ergotine, alcaloidi velenosi fra cui l'acido lisergico, che agiscono sulla circolazione e, nel caso che qui ci interessa, sul Sistema Nervoso Centrale.
Non è un caso che le epidemie di ergotismo fossero localizzate, coinvolgendo interi villaggi. Non è casuale il carattere «popolare» delle epidemie; esse colpivano infatti le popolazioni povere, afflitte da denutrizione e ipovitaminosi, così come non è casuale che a essere colpito fu in particolare l'Occidente cristiano, caratterizzato da assolutismo economico e religioso, dove manca quindi il senso della libertà nomade del mondo Orientale, più vario e ricco di prodotti alimentari.
Dalle spighe/pannocchie infestate dal parassita di Claviceps purpurea si faceva la farina con cui si faceva il pane. Pagnotte-più che sarebbero molto piaciute a sua eminenza Albert Hofmann, che nel 1938 sintetizzerà l'LSD-25, scoprendone con gioia gli effetti psicotropi nel 1943. Questo era possibile perché gli alcaloidi di Ergot resistono alle alte temperature dei forni.
Gli effetti devastanti dell'ergotismo trovarono terreno fertile nell'humus del Cristianesimo. I suoi sintomi venivano attribuiti a punizioni divine, vita dissoluta e peccaminosa oppure a possessioni demoniache (per le forme convulsive). In quest'ultimo caso si pensa che ebbe un ruolo importante nelle vicende di stregoneria di Salem, per esempio, a cui Stephen King si è ispirato per il suo modesto romanzo Le notti di Salem.
"La malattia si manifestò per la prima volta in Francia (nazione preferita dalla malattia) intorno al 590 dell’era cristiana. Per due secoli non si fa menzione, finché riappare nell’anno 857, e da allora le intossicazioni a carattere epidemico si susseguirono numerosissime in Francia, in Germania, in Russia, in Inghilterra, ed in altri paesi del Nord Europa fino a tutto l’800: le ultime due gravi epidemie si ebbero in Russia nel 1926 e in Irlanda nel 1929." Non si hanno notizie di epidemie (percepite quindi come tali) nell'antichità, ma qui vorremo solo far presente che il pane di segale è presente in Europa fin dall'età del rame, e che Plinio il Vecchio ne testimonia la panificazione sulle Alpi, giudicandolo però un tantinello pesante... Da questo punto di vista l'XI secolo fu particolarmente intenso. Le persone andavano in pellegrinaggio da Sant'Antonio Abate (che guariva dal cosiddetto Fuoco di Sant'Antonio) e dopo poco miglioravano, allontanandosi dai cibi alcaloidizzati, al contrario di chi invocava il santo restandosene a casa.
Tralasciando gli effetti gangrenosi, gli effetti psichici "possono manifestarsi anche tardivamente, sono rappresentati o da una sintomatologia pseudoneurastenica, con difficoltà nell’elaborazione del pensiero e deficienza di iniziativa, o, nei casi gravi e avanzati, da una certa confusione, da uno stato di stupore interrotto spesso da improvvise crisi di agitazione motoria. Possono essere rappresentati anche da allucinazioni visive e idee deliranti accompagnate da angoscia; in alcuni casi si ha l’esito letale, in altri possono residuare stato ansioso, irritabilità, modificazioni profonde del comportamento, disposizione ad accessi convulsivi [...]. Se pensiamo che in quel tempo vi erano molte altre epidemie, ci renderemo conto quanto aleatoria e inesatta possa essere la determinazione delle morbilità per singole malattie epidemiche; anzi, sotto la denominazione comune di lebbra o di peste, potevano comprendersi svariate affezioni dermatologiche, come potevano essere considerati invasati dalle divinità malefiche coloro che erano affetti da particolari forme nervose o neuropsichiche."
A me, questi effetti, ricordano parecchie storie. Pani, pesci, acqua in vino, gente che cammina sull'acqua, spiriti santi, mari che si aprono, madonne che appaiono, vocine... potrei andare avanti per ore. Ma non lo faccio. Che non è educato.

Citazioni da: Dante Coltella, Le epidemie di ergotismo nell'XI secolo, in Storia della medicina, 1969

Peter

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mercoledì, 10 gennaio 2007

Stormi di mostri smorti
Anagrammi e logogrifi

Gli scroti pieni e storci i peni nel nome di Cristo. Ho l'emicrania, americani. America: squallida maceria dell'aldiquà. E di là? Miro dittatori morti dirottati dall'inferno, diaspora in paradiso di mentecatti cementati da sempre lassù, ove non ci si lussa dalla miseria, benché reiterino quella interiore. Prima scuoiano poi guaiscono, in una parodia di rapsodia insieme a tutti i vicari esperti in ricavi, che guadano il Rio Ior e saltano la dogana alando. Ignoro il giorno che sparirete, intanto respirate aria per colpa vostra pastosa, e io mi placo col passato: periste con pretesi onori sui quali orino, e vi chiamaste, asmatici, signori. Signori? Insorgi e siringali di merda nel derma! Vafareinculo, ulceravano i poveri alle piovre, ma soli come somali. Intanto in vaticano citavano, conativi e tonanti, la minaccia dell'italica laicità, nella loro camicina. Loro, nell'oro, meriterebbero laicismo islamico!
E i giornalisti? Ozianti nella perduta signorilità della notizia che deturpa. Grandi e degni. Certo non migliorano il giornalismo nelle ingloriose selezioni silenziose. A scapito di chi patisco questi copisti del potere? Potenti pentiti? Aiuto utopia! Gelo. Nessun tepore. Gioco coi lego. E accendo il televisore, che mai voi violereste. E' una scatola magica, una magia amica, ascolta la scatola solcata di veline, ma le veline son veleni. Striscia, sacristia di Silvio B., che tanto sibilò ai comunisti scimuniti e consumati la sua musicona da pianobar bonaria e cogliona. E loro cigolano! Ma anche la logica cigola. Minorazione dell'informazione. Colpirò il pericolo. Che un giorno ognun dica: amerò l'amore.

Peter

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giovedì, 07 dicembre 2006

Pinochet, Wojtyla e le Madri di Plaza de Mayo
Thom Yorke canta 2+2=5

La bella lettera su Pinochet della scrittrice cilena Patricia Valdugo ci ricorda che qualcosa, nella Storia del Novecento, non torna.
Omicidi, sequestri e scomparse, torture, stupri per migliaia di persone durante la scoppiettante dittatura di Augusto Pinochet dal 1973 al 1990 (di fatto). Impossibile quantificare i morti. La Commissione Rettig parla di 2095 morti e 1102 scomparsi (cioè morti). I dissidenti parlano di 80000 (ottantamila) morti. Giovanni Paolo II invece non parla proprio, e anzi promuove Pio Laghi a cardinale. Chi è Pio Laghi? E' il complice morale (nel migliore dei casi) di questi orrori, Nunzio Apostolico in Argentina in quei caldi anni in cui non ci si annoiava mai.
Le Madri di Plaza de Mayo lo denunciano, perché secondo loro "collaborò attivamente con i membri sanguinari della dittatura militare e portò avanti personalmente una campagna volta ad occultare tanto verso l'interno quanto verso l'esterno del Paese l'orrore, la morte e la distruzione. Monsignor Pio Laghi lavorò attivamente smentendo le innumerevoli denunce dei familiari delle vittime del terrorismo di Stato e i rapporti di organizzazioni nazionali e internazionali per i diritti umani". Ma vanno oltre sostenendo che "Pio Laghi provvide, con i membri dell'episcopato argentino, alla nomina di cappellani militari, della polizia e delle carceri che garantissero il silenzio sulle esecuzioni, le torture e gli stupri cui assistevano. Questi cappellani avevano l'obbligo non solo di confortare spiritualmente gli autori dei genocidi e i torturatori, ma anche, tramite la confessione, di collaborare con l'esercito estorcendo informazioni ai detenuti."

Pio Laghi con Raul Castro, ambasciatore Usa  Pio Laghi col ritardato

Pio Laghi e Giovanni Paolo II

Pio Laghi, durante un'omelia tre anni dopo il golpe finanziato, fra gli altri, dagli Usa: "I soldati adempiono il loro dovere primario di amare Dio e la Patria che si trova in pericolo. [...] In queste circostanze, si può applicare il pensiero di san Tommaso d'Aquino, il quale insegna che in casi del genere l'amore per la Patria si equipara all'amore per Dio". [vedi testimoninaze e confessioni]

Va da sé che tutto questo merita una promozione a cardinale.

Signor Giovanni Paolo II, ci sono voluti vari giorni per accettare la domanda di perdono che Lei, Signor Giovanni Paolo II, ha richiesto per il genocida Pinochet. Ci rivolgiamo a Lei come cittadino comune perché ci sembra aberrante che dalla sua poltrona di PaPa nel vaticano, senza conoscere né aver sofferto sulla propria carne il pungolo elettrico (picana), le mutilazioni, lo stupro, si animi in nome di gesù Cristo per chiedere clemenza per l’assassino. Gesù è stato crocifisso e le sue carni lacerate dai giuda che, come Lei oggi, difendono gli assassini. Signor Giovanni Paolo II, nessuna madre del terzo mondo, che ha dato alla luce un figlio cha ha amato, coperto e curato con amore e che poi è stato mutilato dalla dittatura di Pinochet, di Videla, di Bancer e di Stroesner, accetterà con rassegnazione la sua richiesta di clemenza. Noi La incontrammo in tre opportunità, però Lei non ha impedito il massacro, non alzato la sua voce per le nostre migliaia di figli in quegli anni di orrore. Adesso non ci rimangono dubbi da che parte Lei stia, però sappia che sebbene il suo potere sia immenso non arriva fino a Dio, fino a Gesù. Molti dei nostri figli si ispirarono a Gesù Cristo, nel donarsi al popolo. Noi supplichiamo, chiediamo a Dio in un’immensa preghiera che si estenderà  per il mondo, che non perdoni Lei Signor Giovanni Paolo II, che denigra la chiesa del popolo che soffre, e in nome dei milioni di esseri umani che muoiono e continuano a morire oggi nel mondo in mano ai genocidi che Lei difende e sostiene.
Asociacìon Madres de Plaza de Mayo - Buenos Aires

Santo subito! O forse è meglio prendersela con calma?

Karol Wojtyla e PinochetPinochet e Karol Wojtyla

"Allende sta cercando di assumere pienamente il potere e ciò significa tirannia comunista mascherata da dittatura del proletariato." - Detto durante l'assemblea nazionale del Partito Cristiano Democratico cileno, 15 maggio 1973.

"Non un dado, non un bullone raggiungerà il Cile sotto il governo di Allende. Una volta che Allende arriverà al potere noi faremo tutto ciò che è in nostro potere fare per condannare il Cile e tutti i cileni a patire privazioni e povertà." - Edward M. Korry, Ambasciatore USA in Cile.

"Non capisco perché dovremmo starcene immobili e guardare una nazione diventare comunista a causa dell'irresponsabilità del proprio popolo."
"Di tutti i capi di governo dell'America Latina, noi ritenemmo Allende il più pernicioso per gli interessi del nostro paese. Egli era palesemente pro-Castro e si opponeva agli Stati Uniti. Le sue politiche interne erano una minaccia per la democrazia cilena e per i diritti umani." - Henry Kissinger, Years of Renewal.

Leggi: Allende andava contro gli interessi delle multinazionali statunitensi. E anche queste non sono catene e schiavitù?
Ricordiamo che Giovanni Paolo II non commise l'errore di Papa Luciani, e promosse il noto giocatore di golf e arcivescovo Marcinkus.

Lettura consigliata: Le Pazze. Un incontro con le Madri di Plaza de Mayo, di Daniela Padoan (Bompiani, pp. 423, euro 9,50).
Loro non si sono mai arrese.

Vedi anche qui.

Peter

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categoria:religione, geopolitica, historia
domenica, 26 novembre 2006

Crocifissione, stigmate e Padre Pio
Per un poco di igiene mentale

Divertiti, lettore, e pensa all'imbecillità dei poveri di spirito,
che si guadagnano il regno dei cieli, e lasciano tutti i regni
della terra in mano ai potenti.
Ridi, lettore, ma pensa quanto l'ignoranza di molti
giovi a preti, re, senatori e cavalieri.

Pardo Fornaciari da Livorno

Studiando storia dell'arte, immerso in centinaia di immagini di quadri religiosi, mi è venuto in mente ciò che ci disse molti anni fa una professoressa di religione. E cioè che se avessero davvero crocifisso Gesù Cristo con i chiodi nel palmo della mano questi sarebbe caduto giù, perché il peso del corpo avrebbe rotto i tessuti della mano inchiodata. Per reggere il peso del corpo i chiodi venivano in realtà piantati nelle ossa carpiche, cioè nel polso. Almeno su questo non ci piove. E, tecnicamente, l'iconografia della crocifissione è tutta sbagliata. Tranne in due casi. Ho scoperto che gli unici due pittori ad avere dipinto Cristo crocifisso come dio comanda sono Pieter Paul Rubens e il suo allievo Antonie Van Dyck.

Rubens - Christ on the cross, 1620  Van Dyck - Christ on the cross, 1627

Il pensiero corre rapace alle stigmate, che proprio divine non devono essere, visto che di stigmate ai polsi non se ne sono mai viste. Nel migliore dei casi parlerei più di ideoplasia, cioè del potere (ancora tutto da studiare) che ha la mente umana di agire sul corpo. In altri casi invece parlerei di truffa, malafede e isteria di massa, ma visto che qui siamo tutti entusiasticamente in buonafede evito. Però, sia detto di sfuggita, già ai tempi della riforma protestante di Martin Lutero circolava una battuta alla Sorbona: "appena il soldo in cassa rimbalza, l'anima via dal Purgatorio balza".

Mano stigmatizzata di Padre Pio

Gli eletti, da San Francesco in poi, hanno le stigmate nel palmo delle mani. E il re degli eletti, lo sanno tutti, il santo di tendenza che non manca in nessuna casa di devoti, la grande star, che Bono gli fa una pippa, è lui: Padre Pio, vero nome Francesco Forgione (1887-1968), che com'è noto fa rimbalzare cascate di monetine nelle casse piene di aureo misticismo dei Vicari di Nostro Signore.

Francesco Forgione, detto Padre Pio  Sobria statuetta di Padre Pio in vendita. Le misure vanno dai 60 ai 200 centimetri (sic)

Se penso a Padre Pio penso a uno straordinario saggio breve del geniale Federico Sardelli, della scuderia del Vernacoliere, che si trova in appendice al suo libretto umoristico I miracoli di Padre Pio. Qui il grande proeta ci da alcune informazione utili, documenti ufficiali alla mano, sulla figura del neo-santo-subito fin troppo umano, a cui attingerò a piene mani.

- Il prof. Amico Bignami, ordinario di patologia medica, fu incaricato dal Santo Uffizio di ispezionare Padre Pio. Il 26 luglio del 1919 emise il referto, in cui parlava di "lesioni cominciate come prodotti patologici (neurosi, necrosi multipla della cute) che sono state incoscientemente o per un fenomeno di suggestione completate nella loro simmetria e mantenute artificialmente con un mezzo chimico."
Sarà un caso che nella cella del frate cappuccino c'era sempre una bottiglietta di acido fenico nero e di tintura di iodio...
- Padre Agostino Gemelli, medico, psicologo e fondatore dell'università cattolica di Milano, nel 1920 viene inviato sempre dal Santo Uffizio a San Giovanni Rotondo. Nel suo referto dice che Padre Pio è un "superbo, psicopatico ed autolesionista", e che le sue stigmate sono "un prodotto di origine isterica".
- Il prof. Enrico Morrica, su Il Giornale d'Italia del 21 giugno 1919, conclude, dopo accurata analisi, che "questi prodigi si riducono a rapporti fisico-fisiologici-patologici".
- 21 luglio 1922: il cardinale Merry Del Val del Sant'Uffizio manda al Generale dei Cappuccini la seguente lettera: "i frati cappuccini del Convento di S. Giovanni Rotondo liticarono e si percossero a sangue con armi bianche e da fuoco [...]. Causa dei litigi e delle percosse tra quei religiosi è stata la ripartizione delle ingenti somme (dicesi 3 o 400 mila franchi) accumulate dal Padre Pio ed altre, con oggetti preziosi, presso le pie donne frequentanti il convento, come i frati frequentano anche le loro, anche di notte, pernottando talvolta in paese". (Eeeh la gnocca...)
- Solenne Declaratio che il Sant'Uffizio promulgò nel maggio del 1923: "le stigmate e gli altri fenomeni attribuiti a Padre Pio non hanno niente a che fare con il soprannaturale".
- Per finire, ciliegina: 6 ottobre 1920, elezioni amministrative a San Giovanni Rotondo. Socialisti contro "Arditi di Cristo", formazione clerico-fascista appoggiata dai latifondisti, che non volevano diritti per i contadini, naturalmente, in un sistema di fatto feudale. Padre Pio, durante una cerimonia pubblica, benedice la bandiera degli Arditi, nera con le insegne pontificie. I socialisti, nonostante questa benedizione, vincono. I cattofascisti incominciano a sparare e a lanciare bombe a mano: 14 morti e un centinaio di feriti. Padre Pio non dirà mai nulla di questo eccidio (vedi "Relazione d'inchiesta sull'eccidio di San Giovanni Rotondo", Ministero degli Interni, Ispettore Generale di Pubblica Sicurezza Commissario Trani, prot. n° 27601, 15 dicembre 1920).

Poi i tempi cambiano. Le chiese si svuotano. L'otto per mille non basta più. Ne vogliono ancora... E Padre Pio può diventare un santo.
Mistero della Fede.

Peter

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categoria:arte, religione, historia
mercoledì, 04 ottobre 2006

Il Potere                         

Dario Fo - 2006
Foto di Peter

L'anima [...] è il più grosso ricatto cui il padrone possa ricorrere contro di noi. Nel momento della disperazione uno potrebbe anche dire: << Ma che me ne frega, un minimo di dignità, io la coltellata gliela do a questo padrone bastardo! >> E allora il padrone, o il padrone attraverso il prete: << No! Ferma! Ti vuoi rovinare? Hai sofferto tutta la vita e adesso che hai la possibilità, tra poco crepi, di andare in paradiso, perché Gesù Cristo te l'ha detto, tu sei l'ultimo degli uomini e avrai il regno dei cieli... Ebbene, vuoi rovinare tutto? Calmati, stai tranquillo, non ribellarti!... e aspetta dopo. Io sì, perdio, sono rovinato! Io sono il padrone, per la miseria! E cosa mi ha detto Gesù Cristo? "Tu non entrerai mai nel regno dei cieli, tu sei il cammello (o meglio il cameo, che è la fune delle navi), che non passerà mai attraverso la cruna di un ago..." L'hai capita la fregatura? Per forza devo farmelo qui, un piccolo paradiso. Ed è per questo che mi do da fare a tenerti sotto, a schiacciarti, a derubarti: ti porto via anche l'anima, certo! Io voglio il mio piccolo paradiso, piccolo ma tutto per me, subito, per il tempo che sto al mondo. Beato te che ce l'avrai tutto quanto, il paradiso! Dopo, è vero, ma per l'eternità!... >>

Dario Fo, Mistero buffo (La nascita del villano)

E sai cosa? Funziona! 
Mons. Peter

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sabato, 16 settembre 2006

Antiche menzogne


John Toland (1670-1722)

Nei tempi più remoti - aveva affermato Toland - i più antichi Egiziani, Persiani, Romani, Ebrei e altri numerosi popoli non avevano né immagini, né statue sacre, né luoghi dedicati al culto: "avevano una religione estremamente semplice, in accordo con la semplicità della loro divinità". Molto più tardi, gli uomini giungeranno a immaginare Dio fondandosi sull'immagine dei loro sovrani terreni, a rivolgersi cioè a un Dio mutevole, geloso e vendicativo con gli stessi mezzi con cui cercavano le grazie dei loro sovrani. Presso tutti i cristiani dell'Oriente e presso molti cristiani dell'Occidente l'idolatria e la superstizione si sono diffuse in modo tale da rendere l'intera situazione riassumibile nei versi della ballata popolare:

    La religione naturale era un tempo facile e chiara
    Le favole la resero oscura e le offerte fonte di lucro
    Sacrifici e spettacoli furono a lungo preparati
    I preti si abbuffano e il popolo sgrana gli occhi.

Molti cristiani, dirà altrove Toland, credono e osservano cose mai affermate nelle Scritture. Le ricavano, dicono, dalle tradizioni, "come se non ci fossero errori antichi e frodi antiche e menzogne antiche". Dovrebbero tener presente che una falsità "quanto più è antica, tanto più è pericolosa, perché più profonde sono le sue radici".


Da Paolo Rossi, I segni del tempo - Storia della Terra e storia delle nazioni da Hooke a Vico (Feltrinelli, pagg. 346, 10.50 euro)

John Toland è stato il primo intellettuale a essere definito libero pensatore. Colui per cui fu coniata questa espressione infamante...

Peter

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categoria:religione, historia
giovedì, 10 agosto 2006

Takeshi Kitano & Dio

Takeshi Kitano è uno dei più grandi registi della storia. Lo so io e lo sapete voi, e se non lo sapete guardatevi tutti i suoi film. Dipinge bene (v. i quadri di Hana-Bi), recita, fa tv, e scrive, anche. Nel suo ultimo scarsissimo - benché antireligioso - romanzo pubblicato in Italia, Nascita di un guru, per bocca di uno dei personaggi si esprime in maniera condivisibile riguardo a dio. A volte basta una frase per ripagare almeno parzialmente il lettore insoddisfatto (io). E voi siete fortunati ("grazie Peter"), potete evitarvi di leggere il libro e prendere solo il meglio, cioè questo, che sta a pagina 192:

Dio non rientra nella sfera della conoscenza umana. Non esiste un dio che possa essere concepito, sarebbe necessariamente un dio mediocre. Chiunque si vanti di potersi avvicinare a dio, è vittima dell'inganno di dio, anzi del proprio orgoglio.

Takeshi Kitano, Nascita di un guru (Mondadori Strade Blu 2006, pp. 200, 15 euro)

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categoria:cinema, personaggi, letteratura, religione
lunedì, 05 giugno 2006

Alleluja
Religione e droghe pesanti, reali e metaforiche

Non nascondo di provare una forte inquietudine nel vedere 300.000 persone festanti che ascoltano con entusiasmo le sterilissime e vuote parole del Papa, parole sempre scollate dalla Storia, come se il presente fosse il prodotto di un qualche mago demoniaco e un po' burlone.

In Svizzera, paese dalla forma mentis storicamente (quindi geneticamente) protestante, hanno scoperto l'acqua calda, mentre noi ci geliamo ancora le pudenda, come la nostra sadica tradizione cristiana impone. Hanno scoperto (il tutto pubblicato da Lancet) che somministrare l'eroina ai tossicodipendenti in farmacia, con ricetta medica, riduce drasticamente il numero di tossicodipendenti che consuma eroina, perché si toglie qualsiasi fascino alla droga. Nella sola Zurigo nel 1991 c'erano 850 eroinomani. Nel 2002 ce ne sono stati 150. E sabato scorso Ratzinger ha parlato del male terribile della droga, rifugio che uccide. A me pare tutto molto chiaro, collegato e collegabile.

Ultimo collegamento: il 14 giugno sarà un anniversario molto particolare. Quarant'anni fa, infatti, l'Indice dei libri proibiti (una delle più importanti bibliografie del libero pensiero) veniva abolito dai Detentori di Verità Vaticani. Vi sembran tanti quarant'anni? A me per niente. Sono tanti invece gli anni di vita dell'Indice, redatto per la prima volta nel 1559!
Pochi anni dopo, nel 1584, veniva pubblicata l'opera di Giordano Bruno "De l'infinito, universi e mondi", in cui Bruno, contro tutti (compresi Keplero e Galilei), propugna la teoria che il cosmo è infinito, anticipando tantissimo. Nel 1600 morirà sul rogo, mentre gli antenati di Ratzinger prosperavano, disegnando per noia et diletto abiti sempre più buffi e arditi, tutt'ora in uso per maggior gloria del Signore.

Peter

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categoria:religione, scienza, società
giovedì, 25 maggio 2006

Il colpo della strega

Visto che noi siam filologi dentro non potevamo sottrarci dal segnalare l'origine di una espressione d'uso comune come "ho il colpo della strega". Espressione medica che ha una storia, naturalmente. Piuttosto tragica, tipicamente e buiamente euro-cattolica.

Una vecchia un po' pettegola e strana, di nome Katharine, che viveva a Leonberg [in Svevia, ndr], venne accusata dalla moglie di un vetraio di aver fatto ammalare una vicina con una pozione magica, di aver gettato il malocchio sui figli di un sarto e di averli fatti morire, di aver trafficato con un becchino per procurarsi il cranio di suo padre che voleva regalare come calice a uno dei suoi figli, astrologo e dedito alla magia nera. Una bambina di dodici anni che portava dei mattoni a cuocere al forno, incontrò per la strada quella vecchia e provò al braccio un terribile dolore che le tenne il braccio e le dita come paralizzati per alcuni giorni. Non per caso lombaggine e torcicollo vengono ancora oggi chiamati in Germania Hexenschuss, in Danimarca Hekseskud e, in Italia, colpo della strega. Quella vecchia, che aveva allora settantatré anni, venne accusata di stregoneria, fu tenuta per mesi in catene, fu chiamata a discolparsi da 49 capi d'accusa, fu sottoposta alla territio, ovvero all'interrogatorio con minaccia di tortura di fronte al boia e al seguito di una accurata descrizione dei molti strumenti a disposizione del medesimo. Dopo più di un anno di prigione, venne finalmente assolta il 4 ottobre del 1621, a sei anni di distanza dalle prime accuse. Non le fu possibile tornare a vivere a Leonberg perché sarebbe stata linciata dalla popolazione.
Quella vecchia aveva un figlio famoso, che sia chiamava Johannes Kepler, il quale si era impegnato spasmodicamente nella sua difesa e che, negli anni del processo, oltre a un centinaio di pagine scritte per difendere sua madre dalla tortura e dal rogo, scriveva anche le pagine dell'Harmonices mundi nelle quali è contenuta quella che viene chiamata, nei manuali, la terza legge di Keplero.
Paolo Rossi, La nascita della scienza moderna in Europa (Laterza 1997 e 2000, 11 euro)

Noi tutti veniamo da qui. Da un passato di superstizioni, ignoranza, dolore e morte sfruttati da Chiesa e prìncipi come strumenti di controllo e potere, e da alcuni individui, liberi pensatori, che sono andati con forza contro il senso comune, dandoci tutto ciò che di buono abbiamo oggi. Per altri versi però, oggi, alcune cose non sono ancora cambiate... e si continua a non capire che è il Sapere che salva la vita.

Peter

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sabato, 25 marzo 2006

Sacro e profano

Onore e rispetto ai regaz del Mucchio (rivista che adoro, soprattutto Il Mucchio Extra), e un devoto saluto all'autore di fumetti (e del Catzillo) Gianfranco Grieco.
Niente di strano che questa copertina (di aprile) sia stata censurata dal distributore. In un paese sano, sereno e democratico può capitare spesso. Già. Sì.

[grazie a Pulc3tta]

Ma in rispetto agli impegni presi col titolo di quest'oggi eccovi l'altro elemento del dualismo in questione. Ieri il compare Acsel mi ha mandato un messaggio, un messaggio che faccio mio. Su un muro della grassa Bologna qualche libero pensatore un po' birbante ma di indubitabile spessore ha scritto:

L'UNICA CHIESA CHE ILLUMINA
E' QUELLA CHE BRUCIA

Prendiamolo, visto il periodo, come un omaggio a quella buffa parata di travestiti che chiamano nomina dei cardinali. E come umile risposta alle esternazioni del sempre paterno Ruini, che così spesso scende tra i vivi a dare saggi consigli alle pecorelle smarrite che, senza di lui, suppongono i vicari di N.S., forse si dimenticherebbero financo di bere e di mangiare. Libertas, ora pro nobis.

Peter, homo impius erga deum
(vacca boia, oggi andiam via così...)

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mercoledì, 22 febbraio 2006

Il magico mondo dei vicari di Nostro Signore

Apprendiamo da un articolo di Aldo Bernacchi de Il sole 24 Ore di oggi (Finanza & mercati) - a cui attingerò per queste righe - che è morto a 84 anni l'arcivescovo Paul Marcinkus, a capo per molti caldi anni delle finanze vaticane dello Ior, banca senza sportelli e senza documenti contabili che fa affari in tutto il pianeta, definita da Bernacchi "il fil rouge perverso che lega le parabole di Sindona e di Calvi, in un misterioso intreccio di operazioni in cui si infiltrano mafia e massoneria".
Delle vicende intricatissime di cui Marcinkus è stato oscuro e potente protagonista vogliamo quivi solo segnalare (di più non sapremmo fare) un breve ed eloquente elenco di fatti buffamente inquietanti legati in qualche modo a quest'uomo, ricordandoci che a questi livelli è assai improbabile che certe cose accadano incidentalmente. Dunque:

- Nel 1982 il suo ex alleato ormai scomodo Calvi (v. crack finanziario del Banco Ambrosiano) si impicca.
- Sindona, banchiere della mafia italo americana che mise in contatto Marcinkus e Calvi, muore per aver bevuto una tazzina di caffé avvelenata.
- Papa Albino Luciani (Giovanni Paolo I) intende togliere Marcinkus dal suo posto. Papa Luciani dopo 33 giorni di pontificato muore in circostanze ancora misteriose. Il successore papa Wojtyla, che invece era sveglio, lo promuove.
- Il Vaticano negli anni di Marcinkus riesce a raggiungere il controllo del Corriere della sera, grazie ai soldi di Calvi e all'appoggio amichevole di Umberto Ortolani. Chi è Umberto Ortolani? E' il braccio destro di Licio Gelli, capo e maestro della loggia massonica eversiva Propaganda 2 (P2), di cui Berlusconi era affiliato con la tessera n° 1816, e come lui molti altri di questo governo.
- Gelli che ieri ha dichiarato di non aver mai conosciuto Marcinkus.

Paul Marcinkus, arcivescovo, ma soprattutto finanziere, per la maggior gloria di Dio amava giocare a golf in esclusivi club, anche in rispetto all'otto per mille degli italiani. Di lui l'ex mafioso Giulio Andreotti ha detto: "Merita tutto il rispetto, perché credo che non lasci una lira, né tantomeno si è arricchito." Bene, allora. Che riposi in pace. Arrivederci in paradiso, Paul! E se lo dice un allenatore del diavolo...

Peter

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categoria:politica, mafia, religione, historia, massoneria, misteri italiani
giovedì, 16 febbraio 2006

Il dizionario del diavolo
di Ambrose Bierce

Quello del ribaltamento tramite il saggio e mai sufficiente uso dell'ironia è sempre stato un ottimo modo per leggere, capire e interpretare il mondo e la società in cui si vive.
Uno dei contributi più interessanti viene da Ambrose Bierce, nato nel 1842 in Ohio e morto misteriosamente in Messico nel 1914, durante la guerra civile di Emiliano Zapata e Pancho Villa. Giornalista e scrittore, Bierce scrisse Il dizionario del diavolo a puntate nei primi anni del '900 in alcune testate giornalistiche americane, indirizzando l'opera <<agli  illuminati, che preferiscono il vino secco al dolce, il senso al sentimento, lo spirito allo humour>>, perché, al contrario del semplice humour (oggi simile agli innocui sfottò di Striscia e simili) <<lo spirito trafigge, chiede scusa e rigira il pugnale nella ferita>>. Questa opera, insieme soprattutto a Nietzsche, motiva il nome di questo blog e del nostro sito. 
Proposta per tutti: è un gioco sempre aperto, quindi se vi vengono in mente nuove e provocatorie definizioni per termini abusati e svuotati (sapete da chi e come) sbizzarritevi nei commenti, che poi li raccogliamo a imperitura memoria.
Intanto un breve estratto delle voci più brevi e interessanti presenti nel dizionario (Baldini Castoldi Dalai 2005, 8 euro), che prendono di mira politica, religione e termini d'uso comune. Notare la freschezza e l'attualità di cose scritte un secolo fa. [Peter]

applauso (s. m.). Eco di una banalità.
belladonna (s. f.). Bella signora, in italiano; in inglese, veleno mortale. Esempio lampante della sostanziale identità di queste due lingue.
coercizione (s. f.). L'eloquenza del potere.
destino (s. m.). Per i tiranni autorizzazzione a commettere i loro crimini e per gli stupidi giustificazione dei loro insuccessi.
disobbedienza (s. f.). Argenteo rivestimento della nube del servaggio.
domani (s. m.). Inizio della felicità.
elettore (s. m.). Uno che gode del sacro privilegio di votare per un uomo che un altro uomo ha scelto.
eloquenza (s. f.). Arte di convincere i fessi. Di solito la si rappresenta come un ometto calvo che gesticola con un bicchiere d'acqua davanti. [SIC! NdR]
entusiasmo (s. m.). Disordine giovanile curabile con piccole dosi di pentimento unite ad applicazioni esterne di esperienza.
epitaffio (s. m.). Iscrizione tombale dimostrante che le virtù acquisite con la morte hanno valore retroattivo.
fede (s. f.). Credenza non suffragata da prove in ciò che sostiene qualcuno, che parla senza saperne nulla di cose che non hanno termini di confronto.
gatto (s. m.). Morbido indistruttibile automa fornito dalla natura per essere preso a calci quando qualcosa va storto nell'ambiente domestico.
governo (s. m.). Moderno Crono, che divora i suoi figli. I sacerdoti hanno il compito di prepararli per i suoi denti.
guerra (s. f.). Sottoprodotto delle arti di pace.
impunità (s. f.). Ricchezza.
incenso (s. m.). In materia religiosa, un argomento rivolto al naso.
infedele (s. m.). A New York chi non crede nella religione cristiana, a Costantinopoli chi ci crede.
libertà (s. f.). [1] L'essere sottratti allo stress dell'autorità per una striminzita mezza dozzina dei numerosissimi vincoli imposti. [2] Condizione politica che ogni nazione si illude di possedere in esclusiva. [3] Una delle più preziose proprietà dell'immaginazione.
libero pensatore. Miscredente che colpevolmente insiste a non voler guardare con gli occhi di un prete. Nei tempi passati i liberi pensatori sono stati: sparati, bruciati, bolliti, arrotati, frustati, decapitati, affogati, impiccati, sbudellati, impalati, scorticati. Con l'andare del tempo la nostra religione è finita tra le mani e nei cuori di interpreti dotati di compassione e umanità, e ora lo sconsigliato colpevole è solo: minacciato, oltraggiato, evitato, zittito, maledetto, insultato, derubato, defraudato, perseguitato, deriso, calunniato.
linguaggio (s. m.). Musica con cui affasciniamo i serpenti a guardia dei tesori altrui.
mortalità (s. f.). La parte dell'immortalità che conosciamo.
non americano. Cattivo, insopportabile, barbaro.
opporsi (v. intr). Dare aiuto con il mettere i bastoni nelle ruote e il fare obiezioni.
pace (s. f.). Negli affari internazionali, parentesi di reciproci inganni delle nazioni, fra due periodi di guerra.
piombo (s. m.). (...) Particolare interessante, nella chimica delle controversie internazionali, facendo reagire due patriottismi si produce in grande quantità precipitato di piombo.
politica (s. f.). Conflitto di interessi mascherato da lotta di princìpi. Gestione degli affari pubblici per interessi privati. [SIC! NdR]
religione (s. f.). Figlia della speranza e del timore, che spiega all'ignoranza la natura dell'inconoscibile.
riverenza (s. f.). Atteggiamento spirituale dell'uomo verso Dio e del cane verso l'uomo.
saccheggiare (v. tr.). Fare affari senza formalismi.
santo (s. m.). Edizione riveduta di un peccatore defunto.
sbaglio (s. m.). Mia colpa, diversa dalle vostre, che sono crimini.
solo (agg.). In cattiva compagnia.
storia (s. f.). Resoconto per lo più falso di eventi per lo più irrilevanti provocati da governanti per lo più canaglie e da soldati per lo più imbecilli.
zanzara (s. f.). Germe dell'insonnia, altra cosa dalla coscienza che ne è il bacillo.

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martedì, 08 novembre 2005

Spiritualismo e materialismo

Pubblichiamo, con il permesso dell'ingegner Vacca (che ringrazio molto - da oggi anch'egli Allenatore del Diavolo), la parte finale del suo intervento al convegno "L'autonomia dello Stato laico", tenutosi a Roma in Campidoglio il 6 novembre.
Nulla da aggiungere, da parte mia. Condivido ciò che segue. [Peter] 

"Le tradizioni e dottrine religiose si propongono come depositarie di principi spirituali superiori. E' curioso che quasi tutte incorporino prescrizioni o preferenze per certi comportamenti relativi a oggetti o attività materiali. Fra queste: le diete (digiuni, proibizione di bere alcol o di nutrirsi di certi animali, preparazione rituale dei cibi), le attività sessuali, il tipo di vestiti (che nascondano certe parti del corpo), il modo di disporre di salme umane, la presenza in certi luoghi (frequenza ai templi, pellegrinaggi), la ripetizione di certe parole (preghiere, giaculatorie) e la proibizione di pronunciarne altre. Quel preteso spiritualismo è, dunque, largamente materialista.
Certi rozzi materialisti sostenevano che le sole cose che esistono sono oggetti materiali che si vedono, si toccano, hanno peso. Avevano torto: non si vedono, nè si toccano i campi elettromagnetici, le radiazioni nucleari, la materia oscura - eppure sono reali, si misurano e hanno effetti.
Esistono puri spiriti disgiunti dalla materia, che percepiscono, pensano, ricordano, agiscono? Io (e una moltitudine di scienziati) diciamo di no: gli eventi spirituali si manifestano solo se generati da cervelli umani, presenti o attivi nel passato. Leonardo da Vinci scrisse che i suoni sono vibrazioni dell'aria prodotti da movimenti di oggetti materiali: dunque, gli spiriti (incluse le anime dei morti) se sono immateriali, non producono suoni, nè voci. Non possono trasmettere quello che non hanno.
I valori spirituali sono superiori (più elevati o nobili) dei valori materiali? A questa domanda è arduo rispondere senza definire cosa siano questi valori. I pareri sono discordi. Certi buddisti dicono che la coscienza di noi stessi conduce a vedere le cose come sono realmente. Il catechismo di Pio X (1912 - più stringato di quello del 1992) dice che Dio (creatore, onnipotente, onnisciente) è purissimo spirito. Secondo Paolo VI i valori spirituali coincidono con la ricerca del vero, del bene, del bello mirata a raggiungere l'assoluto. Certi maestri orientali li identificano con verità, rettitudine, pace, amore e non violenza. C'è chi dice che ogni spirito (individuale o collettivo) è eterno. Altri identificano i valori spirituali con pace, fraternità, altruismo - ma non ricordano la rivoluzione francese, nè il fatto che molti animali sono altruisti (nei formicai, negli sciami, nei branchi, fra i delfini).
Io propongo un diverso primato dello spirito. Le espressioni spirituali sono: discorsi, idee, concetti, piani, progetti, teorie, previsioni, racconti, leggende, poesie, musiche, immagini dipinte o scolpite - solo da esseri umani. Il biologo Richard Dawkins le chiama "memi". Non li producono gli animali che non hanno una corteccia cerebrale sviluppata come la nostra - anche se sono "placidi e contenuti" come diceva Walt Whitman. Le espressioni spirituali intese come memi si possono valutare in base al buon senso educato, alla logica e all'esperienza. Sono più complesse, più armoniose, più utili quelle prodotte da umani che hanno avuto più esperienze e più contatti con altri umani evoluti. Io ritengo che siano più importanti i prodotti spirituali che servono a capire la natura, il mondo, gli altri uomini. E' valida e profonda la comprensione che spieghi i meccanismi, le relazioni da causa a effetto, la genesi e l'evoluzione del mondo e del pensiero. Sono superficiali, gratuite, insignificanti le intuizioni sacre, esoteriche, improvvisate o rivelate. Chi conosce il passato e il presente può riuscire a prevedere eventi futuri e a pianificare modifiche del mondo mirate a migliorarlo. Non è facile. Chi lavora ad acquisire queste abilità, fatica tanto che non si sente più inclinato a soddisfazioni materiali, banali e ripetitive, specie se danneggiano gli altri. Si libera dalla paura perchè capisce meglio quali siano i rischi veri, come si possano evitare e come si debbano accettare le avversità inevitabili. Sarà più libero e, come diceva Spinoza: L'uomo libero, che vive secondo il solo dettame della ragione, non è mosso dalla paura della morte, ma tende direttamente al bene e la sua sapienza è meditazione di vita.
Chi condivide questi punti di vista raggiunge anche l'immortalità, nei limiti e nel senso indicato da Orazio che scrisse delle sue poesie: Ho costruito un monumento più durevole del bronzo. Non dobbiamo identificarci con il nostro corpo, ma con le idee, le parole, le opere che produciamo. Saremo vivi fin quando questi memi navigheranno e saranno ricordati o presi ad esempio da altri umani. E' l'oblio che uccide - e copre subito le persone che non pensano. L'assenza di pensiero ci costringe in ambiti materiali. Rischia di condurre alla malvagità.
Incorporiamo nella cultura questo spiritualismo. Escludiamo il materialismo mascherato."

Roberto Vacca

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categoria:religione, scienza, pensiero
venerdì, 28 ottobre 2005
Lorenzo (e il giorno dei Morti)
 
Il vecchio caro amico Lorenzo (from Caorso, Piacenza) l'altro giorno ha avuto l'insopprimibile urgenza di spedirmi una mail (cosa rara, egli è inetto alla tastiera di un pc come un verme è inetto al volo) che contiene il brano che segue. E' una divertentissima facezia, un piccolo capolavoro situazionistico che esigerebbe, per fruirne pienamente la lettura e amplificarne la risata, una conoscenza diretta del soggetto, ma tant'è. Comunque, visto che lo conosco bene, l'autenticità del fatto e dei pensieri ch'egli ha avuto non è possibile metterli in discussione...
 
Ieri stavo congiungendomi (carnalmente) con la mia dolce metà (io sono il suo doppio) quando nel momento più carico di pathos dell'amplesso mi accorgo che il suo ansimare é calato vistosamente e guarda il soffitto con sguardo perso/allucinato. Improvvisamente se ne esce con una domanda a cazzo (che non mi ricordo, l'ira mi ha resettato la ram) del tipo "hai chiuso il gas?" oppure "quante ragnatele ci sono su questo soffitto!". Io mi sono sentito mancare, poi ha prevalso il buon senso e ho portato a termine, piuttosto barzotto, il mio compito. Comunque ti giuro che il primo pensiero é stato di colpirla al volto con l'abat-jour in ottone da nove (9) chili, girarla bocconi e possederla da tergo senza pietà alcuna. Al suo risveglio avrei motivato l'emicrania con il fritto misto, pesante da digerire, la ferita alla fronte lacero contusa con un'ipotetica caduta contro lo spigolo del tavolo della cucina. Il fritto misto a volte lo fa, e il bruciore al culo... cazzo se insisti a mettere il tabasco dappertutto, prima o poi succede!!! Comunque spero che non accada più, è tremendamente frustrante un episodio simile.
Ti sei ricordato di pulire le tombe o la cappella dei tuoi cari estinti in modo che i parenti o gli occasionali visitatori possano dire compiaciuti: "si vede che è una persona precisa, guarda che ordine!". Io ho già provveduto! Per il primo novembre ho prenotato una non stop in un bordello svizzero, se vuoi unirti, il posto non mancherà... come dici, non puoi perchè devi fare la guardia alla cappella di famiglia? mi spiace, come ti capisco...
Lorenzo
 
Oltre che per la maschia indubbia simpatia... ho postato questa sua per l'affondo finale: sottile critica all'ipocrisia che aleggia nei cimiteri d'Italia nel giorno dei Morti, dove i cimiteri si trasformano in agorà, i fioristi possono estinguere il mutuo, il Pettegolezzo Cosmico aggiorna loro malgrado anche gli individui più defilati fra i sacri recinti.
E' una critica sociale a chi va a trovare i parenti morti solo quel giorno (cioè la maggior parte dei nostri simili con la pancia piena di polenta e castagne), come se durante l'anno non fossero ancora morti, ma conducessero una serena vecchiaia a Orlando, Florida.
Folle che gridano ai concittadini: "Ci sono, sono qui anch'io, e ho speso in fiori più della Gigina!"
E la Gigina, invece, che è convinta di avere i fiori più belli e costosi...
Ma che direbbe il povero nonno Giannetto, morto vent'anni fa, della strumentalizzazione - a fini di prestigio sociale e mera apparenza - di cui è vittima e mezzo? Vittima al quadrato (visto che già è morto).
Giannetto: riposa in pace, ma fuori dal cimitero.
Lorenzo: cambia fidanzata!
 
Peter
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categoria:religione, delirium tremens, società
mercoledì, 19 ottobre 2005

Antropologia dell'ateismo

Studiando antropologia mi è scaturita l'urgenza di fondare e depositare qui, a futura inevitabile gloria, una nuova branchia di studio e di sapere: l'Antropologia dell'ateismo.
Tutti gli antropologi studiano le culture in base, fra le altre cose, alla religione, e mai in relazione a una sua totale assenza. Visto che gli atei e i non religiosi nel mondo sono poco meno di
un miliardo (15% della popolazione mondiale) e in Italia circa 9 milioni... mi pare argomento di interesse profondo. Naturalmente ignorato - se non rimosso - dal clericalismo imperante e dall'urgente tentativo di confronto fra i sanguinari (per loro natura) tre monoteismi teocratici nei quali l'umanità è immersa - fino al collo e oltre.
Avete mai sentito parlare un ateo - in quanto tale - in un telegiornale? No, ma Ruini, Socci, Allam e a volte anche i Valdesi, con tutti il rispetto per i Valdesi, sì.

La recente pubblicazione di Michel Onfrey, Trattato di ateologia (che ho e che devo ancora leggere), mi pare, sfogliandolo e leggendone la bibliografia, che affronti l'ateismo da un punto di vista storico-filosofico (il che va benissimo, per carità), in rapporto anche ai tre monoteismi, e non da un punto di vista meramente antropologico.
Dunque che l'Antropologia dell'ateismo abbia inizio. Per una suo sviluppo e per le relative pubblicazioni si rimanda il fedele lettore al prossimo aggiornamento che avverrà fra circa una decina d'anni.
Atei di tutto il mondo unitevi.
Amen (?!).

Peter

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categoria:religione, pensiero
sabato, 24 settembre 2005

Lettere dall'India

Varanasi, 15 agosto 2005

Oggi è il giorno dell’indipendenza indiana. Arriviamo a Varanasi sotto la pioggia, dopo una lunga notte in treno.
Varanasi (l’antica Benares) è la città sacra per eccellenza. E’ qui che tutti gli induisti vorrebbero morire, affidando le proprie ceneri al tranquillo scorrere del Gange.Riesco a leggere molto poco. Mi accompagna un librino di Tabucchi che si intona bene con tutto ciò che vedo e che sento. Notturno indiano.
Mi mancano un sacco di cose. Qui è tutto difficile. A volte meraviglioso, a volte orrendo. Ma sempre difficile. Pesante. Deprimente.
Viaggiamo tanto. Da Delhi siamo fuggite sconvolte dopo un solo giorno. Un autista musulmano, Shamir, ci ha scortato per due settimane attraverso il Rajastan, la terra dei guerrieri Rajput e dei loro meravigliosi palazzi. Due giorni fa, Shamir ci ha lasciate ad Agra, pretendendo una mancia esagerata che non gli abbiamo lasciato. Qui funziona tutto così: mance, commissioni, raccomandazioni. Noi turisti siamo soldi che camminano.
Da Agra ci spostiamo in treno o su autobus di latta “a riempimento”: i turisti li hanno soprannominati così. Credo tu possa immaginare cosa significa.
Rimarremo ferme qualche giorno a Varanasi, poi pensavamo di andare verso il nord, ai piedi dell’Himalaya.

Chamba
, 27 agosto 2005

Oggi è stata una bellissima giornata.
Con una jeep abbiamo percorso una stradina di montagna, stretta e sterrata, a strapiombo sul fiume Ravi, nella Chamba Valley. Uno scenario spettacolare.
Aquile enormi, crepacci tra le rocce, cascate d’acqua di centinaia di metri, chilometri e chilometri di montagne ripidissime terrazzate da un lavoro paziente e faticoso.
Dopo tre ore e mezzo di viaggio, siamo arrivate a Bharmour, un piccolo paese dai tetti di ardesia e le case di legno. Un piccolo paese dove si addensano 84 templi!
Due sono bellissimi, in arte sikkhara, ricordano un po’ quelli tibetani. Uno è in legno intarsiato. Gli altri, in realtà, sono molto piccoli, ma 84 templi in un unico piccolo paese fanno la loro scena ugualmente...
Oggi era il compleanno di Shiva. In suo onore è iniziata una festa/pellegrinaggio: migliaia di fedeli da paesi e regioni vicine arrivano a Bharmour e da qui si inerpicano per 14 ripidissimi chilometri di montagna fino a raggiungere un lago sacro.
La religione hindu è complicatissima: contempla migliaia di dei che appaiono sotto forme diverse. Ogni fedele sceglie la propria divinità da venerare quotidianamente e a cui rivolgersi per ogni problema. Ci sono un’infinità di riti, festività, preghiere differenti. Il tutto è complicato dall’esistenza e dalla coesistenza di altre religioni: sikh, giainisti, islamici, buddisti…
Un delirio per un ateo.
La cosa più sorprendente di questa religiosità è il modo in cui è vissuta nella realtà quotidiana. Effigi di dei e piccoli templi si trovano ovunque: in casa, nei negozi, nelle macchine, sugli autobus… Le persone pregano in qualsiasi momento e luogo.
Il proprietario di un negozio è riuscito a pregare e a cospargere d’incenso tutta la sua mercanzia, mentre mi vendeva una bottiglia d’acqua. Un ragazzo ha accostato davanti ad un tempietto, è sceso dalla sua moto, ha compiuto una serie rapidissima di gesti e di preghiere, per poi ripartire veloce.
Il sacro e ciò che non lo è affatto sono confinanti, anzi spesso si mescolano e si confondono.
E’ una religiosità vicina, palpabile, non distante e intoccabile come la nostra.
Torno a casa più atea che mai.
Ho visto bramini pregare per me chiedendo denaro in cambio. Sadhu gironzolare con gli occhi spenti a chiedere elemosine in nome di chissà quale via dell’illuminazione. Orrori e miserie tali da non ammettere l’esistenza di un dio, tantomeno di migliaia di essi.
Nel libro di Tabucchi c’è una frase che mi sembra assolutamente adatta all’India: qui essere atei è la peggiore delle maledizioni che ti possano capitare.
Solo credendo nel ciclo delle reincarnazioni e nella possibilità di una vita futura migliore della precedente e nella predestinazione della vita presente è possibile accettare tanta miseria e tanta disparità tra caste diverse e tanta ingiustizia e tanto orrore.

Robby

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categoria:viaggi, religione
mercoledì, 31 agosto 2005

Tabucchi e Marcellino solo vino

Chissà che piacere avrà provato Marcello Pera nel leggere sul manifesto di sabato il pezzo di Antonio Tabucchi. A causa di Pera, infatti, Tabucchi ha sentito l'urgenza di esprimersi. Quanta immortale letteratura, a pensarci, ha preso le mosse dai potenti dell'epoca in cui veniva prodotta. Beh, noi siamo contemporanei di Pera, non di Marco Aurelio o Adriano. E Pera, che senza la cecità degli italiani in qualsiasi altro Paese farebbe un lavoro vero e verrebbe fatto tacere anche nel più infimo dei bar di campagna, sapete tutti che guerre combatte. 
Oh! Quale angoscia la viscida minaccia di una Italia meticcia
Deh! Quale paralizzante terrore ci assale nel vedere anche solo da lontano un volto olivastro posseduto dall'anima deviata di Maometto! Pera aiutaci tu, tu e il tuo pallido e non scopante esercito di giovani giussani.

Così scrive Antonio Tabucchi, dunque, dal Portogallo in fiamme, paese meraviglioso e felicemente multiculturale:
"In questo paese, che pure ha avuto un fascismo più lungo del nostro, l'idea malata di <<razza pura>> non ha mai attecchito. E se un rappresentante delle Istituzioni osasse pronunciare la parola <<meticcio>> sarebbe cacciato a furor di popolo.
"Ma come saranno da grandi i giovani del meeting di Rimini davanti ai quali il senatore Pera ha pronunciato le sue parole, con la credibilità che ha per un ragazzo una delle massime cariche dello Stato? Quel senatore, con la sua autorità, ha insinuato una scintilla in un materiale più infiammabile dei pini del Portogallo: l'animo umano. Leggendo le sue parole si capisce a ritroso perché l'Italia nel '38 firmò le leggi razziali; e il re che le firmò non aveva certo un fisico da atleta, <<razzialmente>> parlando. L'Europa del secolo scorso sa quali risultati spaventosi ha prodotto l'idea di <<razza pura>>. [...]
"Cari amici, per concludere, qui <<da noi>> si brucia. Ma temo che <<da voi>> il fuoco covi sotto la cenere. [...] Purtroppo ci sono incendi che non si spengono con l'acqua."

Non si spengono con l'acqua, no. Ma una presa di coscienza generale, un rinnovato valore alla cultura e un po' di buonsenso aiuterebbero. In Italia abbiamo avuto il Rinascimento. Cerchiamo di rivolgerci a quello, che possa accadere per la seconda volta. Perché ora la situazione è molto semplice, come dice il nostro amico PC1969:
"Credo più che mai che l'attuale classe politica dirigente stia facendo la parte dello squalo, mordi e fuggi finchè ce n'é. Quando finisce chi se ne frega..."
E' così. Stanno affannosamente riempiendo i sacchi prima che scatti l'allarme della banca. E Pera fa il palo per distrarci.

Peter

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categoria:politica, religione
lunedì, 29 agosto 2005

Banca Vaticana


Non fiori, ma OPERE DI BENE!
Benritrovati, bella gente. Come potete vedere dal titolo del post - che in un mondo giusto dovrebbe essere un ossimoro - si riparte bene. Tradotto dal francese da The Father (mio padre), questo testo va letto. Poi magari è totalmente falso... ma ho qualche dubbio. Se qualcuno ha dati o notizie diverse da ciò che qui è scritto lo dica. Male che vada verrà tacciato di essere un ciellino e verrà messo al rogo (occhio per occhio... ma anche: peace and love, fratelli).
Vostro Peter, oggi - solo oggi - giustiziere figlio dei fiori (tanto... ossimoro più, ossimoro meno).



Secondo una fonte internazionale, il Vaticano è il principale destinatario di oltre 55 miliardi di dollari USA in soldi italiani “sporchi” e si trova all’ottavo posto come luogo di “lavaggio” del denaro, davanti a paradisi fiscali come le Bahamas, la Svizzera o il Liechtenstein.
Una recente inchiesta del London Telegraph e del Inside Fraud Bulletin, cita la Città del Vaticano [1] come uno dei principali stati “cut out” (tagliati fuori) allo stesso modo di altri paradisi fiscali come Nauru, Macao e Mauritius. In uno Stato definito “cut out” le regole sul segreto bancario rendono impossibile la tracciabilità dell’origine dei fondi depositati.
La Banca Vaticana tenta disperatamente di opporsi a una denuncia depositata da sopravvissuti serbi ed ebrei della Shoah alla corte federale di San Francisco (il caso “Alperin contro la Banca Vaticana”) che ha l’obiettivo di obbligarla a render conto di fondi a loro sottratti nella seconda guerra mondiale [2].
Opponendosi a queste accuse l’avvocato della Banca Vaticana, Franzo Grande Stevens, ha dichiarato, sotto giuramento, che  “… la fondamentale ragion d’essere [della Banca V. ] è promuovere atti di pietà” e che i suoi clienti depositanti sono “… essenzialmente dipendenti dello Stato della Città del Vaticano, membri della Santa Sede, congregazioni religiose come pure privati cittadini che depositano somme destinate per almeno una parte a opere di bene”.
Stevens ha inoltre dichiarato alla corte che la Banca Vaticana è sotto il controllo del papa e che i registri della banca non vengono conservati oltre un periodo di dieci anni.
Pare che la Banca Vaticana utilizzi l’immagine positiva di papa Giovanni Paolo II per camuffare un’operazione di riciclaggio di grandi proporzioni. La Banca Vaticana è già stata accusata in passato di ospitare fondi sottratti ai nazisti ed è attualmente sospettata di intrattenere legami con circa la metà del crimine organizzato, di conseguenza il momento in cui dovrà renderne conto non sembra essere così lontano. Le prove si stanno accumulando e tendono a dimostrare tutte che le attività della banca sono più vicine ad atti di pirateria che a opere di bene [3].

Jonathan Levy e Thomas Dewey Easton,
avvocati alla corte federale di San Francisco.


 

 

[1]  A differenza di altri paradisi fiscali, il lavaggio del denaro sporco non viene effettuato dentro lo Stato della Città del Vaticano da banche private, ma dalla Banca Centrale (Istituto per le opere di religione). Tutto questo è riconosciuto dalla Banca dei regolamenti internazionali (Bank for International Settlements). A partire dal 1 gennaio 2002 sarà autorizzata  a emettere euro vaticani, nonostante che lo Stato Vaticano non sia membro dell’Unione Europea (ndr).

[2] vedi la fonte-bomba …!   http://www.vaticanbankclaims.com

[3] negli anni ottanta la Santa Sede, che era stata gravemente messa in causa nello scandalo del Banco Ambrosiano, pretendeva di essere stata vittima del finanziere Michele Sindona, che il papa Paolo VI aveva imprudentemente nominato consigliere finanziario del Vaticano. L’inchiesta del giudice Ferdinando Imposimato ha dimostrato in seguito che Michele Sindona era stato scelto dalla Santa Sede con cognizione di causa  perché era, fin dal 1957, il banchiere di Cosa Nostra. Per finanziare la lotta contro la teologia della liberazione in America latina, Paolo VI aveva accettato di allearsi con la mafia. Dopo aver regolato il debito dell’Ambrosiano, la Santa Sede si è sforzata di far credere che aveva definitivamente sanato la sua posizione. Lo studio pubblicato dall´Inside Fraud Bulletin dimostra il contrario (ndr).

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categoria:religione, historia
giovedì, 21 luglio 2005

La solita cattiva e l'insolita buona

Soprattutto per i fedeli, che possano farsi un'opinione loro. Dal "Compendio della Chiesa Cattolica in Formato Ridotto" curato da Ratzinger:

L'uso della forza militare è moralmente giustificato dalla presenza contemporanea delle seguenti condizioni:
- certezza di un durevole e grave danno subito;
- inefficacia di ogni alternativa pacifica;
- fondate possibilità di successo;
- assenza di mali peggiori, considerata l'odierna potenza dei mezzi di distruzione.

Non vorrei esagerare chiedendo: dov'è Gesù in queste parole? Però chiedo: dov'è il lontano lontano ricordo di Gesù in queste parole? Ok, è una domanda retorica. Ma queste cose dovrebbero spingere i fedeli a essere fedeli ad altre cose. Va bene anche la Bibbia, ma in un rapporto diretto col testo, non mediato dalle gerarchie ecclesiastiche. Solo così rispetterebbero i valori della loro religione, che prende le mosse da un grande pacifista che si chiamava Gesù Cristo.

Un altro grande pacifista (e pensatore, e cantautore, e molto altro - ci manchi!) si chiamava Fabrizio De André, e la notizia buona è che ieri sera hanno visto il suo concerto su Raiuno dai 3,5 ai 4 milioni di telespettatori. In prima serata. Questo dimostra che la gente sopravviverebbe bene anche senza i mortificanti e narcotizzanti pacchi di Bonolis, e valorizzerebbe, se solo ne avesse la possibilità, programmi di alto valore culturale.

Peter

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categoria:musica, religione, televisivo
lunedì, 13 giugno 2005
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categoria:politica, religione
mercoledì, 08 giugno 2005

Many many years ago...

... c'era una volta un pazzo di nome Ferdinando Magellano (detto anche Fernao de Magalhaes), che nacque nel 1480 e che morì in combattimento nel 1521 in luoghi lontaaani lontaaani e trrremendamente inospitali, chiamati Filippine (BUH!).
Egli, contro ogni buon senso, in uno dei suoi momenti di follia affermò:

"La Chiesa dice che la Terra è piatta, ma io so che è rotonda, perché ne ho visto l'ombra sulla Luna, ed ho più fiducia in un'ombra che nella Chiesa."

Quel "io so", in particolare, credo che vada rivalutato, care pecorelle smarrite. Si incorrerà in qualche errore, certo, ma anche noi, ormai, un paio di cose le sappiamo.
I timori sono tanti, riguardo l'imminente futuro. Tanti che, sommati fra loro, danno TERRORE. Dunque: che vogliamo fare? Ci abbandoniamo al creazionismo, al nutrizionismo, al neoconservatorismo, al menefreghismo, all'antirelativismo, al teledivismo, o ci costruiamo un resistente carapace e un buon vocabolario interiore per muoverci pel mondo?
In entrambi i casi è dura, molto dura. Perché nel primo caso muori miserrimo, nel secondo muori vinto.
Però chissà... Ora è adesso, e non un giorno lontano e improbabile.

Peter

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categoria:religione, historia, società
sabato, 07 maggio 2005
L'autore è una ipotesi innecessaria, come è stato affermato di Dio, altro grande anonimo.

Giorgio Manganelli
postato da: DevilsTrainers alle ore 13:43 | Permalink | commenti (11)
categoria:letteratura, religione, pensiero



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