Elogio della bicicletta
Ivan Illich: energia, viabilità e morte
Opporsi alla bruttezza va di pari passo, secondo me, con l'emersione di un nuovo senso etico che sviluppi la tendenza a rifiutare tutto l'Inutile che questo sistema economico ci propone (o impone?). Rifiutare il Troppo, fare un passo indietro, essere insomma disposti a perdere qualcuno dei privilegi che abbiamo nel nome di una decrescita che ha tutti i connotati della Vita (in opposizione all'idea a senso unico che mette lo Sviluppo come supremo valore). La cosa sarebbe ancor più facile analizzando la vera natura di questi privilegi. Credo che lo si possa fare con un po' di apertura mentale, qualche informazione e con lo studio dell'opera di Ivan Illich, uno dei pochi liberi pensatori in grado di suggerire soluzioni a questo tempo. E come ogni suggerimento... dipende tutto dall'ascoltatore.

Ivan Illich
Di stretta attualità è il caro-benzina, che lego indissolubilmente a una questione sempre affrontata in modo innocuo dagli organi di informazione ufficiali: la qualità dell'aria che respiriamo. Prendiamo - paradossalmente - per buona l'informazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): in Italia a causa delle polveri sottili muoiono ogni anno 39 000 persone. E' un dato vero o alterato? Poco importa, a questo punto. Perché la qualità della nostra vita non si misura dal numero di morti, e la qualità della nostra vita è, oggi, pessima e sotto gli occhi di ognuno di noi. Interessa invece sapere che lo smog delle nostre città potrebbe essere evitato, e che ai 39000 morti (o 20000? o 60000?) segue una serie impressionante di altri numeri, riguardanti persone/bambini con problemi respiratori o le semplici difficoltà che un pedone (l'energia più pulita della storia) incontra per muoversi, con recenti esempi di cronaca sanguinosi, perché scegliere se dedicare infrastrutture alle auto o ai pedoni è, anche questa, una scelta politica.
Ma gli occhi sono aperti? Le mamme che portano in passeggino i figli piccoli lungo i viali di circonvallazione di Bologna ad altezza di tubo di scappamento, sono in grado di fare collegamenti fra la tosse e il colorito del pargolo e le loro scelte? Oggi, negli anni tremila, non si muore più per una polmonite, ma si vive male per stress, smog, cibo industriale, infelicità e depressioni apparentemente senza cause.
Trovo quindi di incredibile attualità un libretto di Ivan Illich intitolato Elogio della bicicletta (Bollati Boringhieri, 7 euro - VEDI recensione). E' un libello del 1973 interamente dedicato all'energia e alla viabilità, cioè al nostro (piccolo) mondo. Parla di "confezione industriale dei valori", di "rituale di velocità progressivamente paralizzante", di "immaginario colonizzato" e della nostra storia occidentale, una storia di rinuncia all'autonomia. Mentale, prima di tutto. Con effetti catastrofici.
Peter (da Walden)
categoria:segnalazioni, politica, pensiero, societÃ





























Oggi Europa 7 è in attesa di una sentenza della Corte europea, che potrebbe modificare le cose. Nel frattempo mandanti del Gruppo Fininvest hanno cercato di accordarsi, proponendogli un tot. Di Stefano ha rifiutato, sperando nella Corte ma anche perché ne ha viste troppe. In conversazioni private con un amico giornalista, ha sostenuto che Berlusconi senior in persona ha telefonato al boss della banca nella quale l'azienda Europa 7 aveva il conto per ordinargli di chiedere l'immediato rientro dei prestiti. Il boss della banca ha eseguito. Di Stefano è riuscito a trovare i soldi in un altra banca ed è rientrato. Fu in quel mentre che la signora nota esponente del gruppo Fininvest lo chiamò per trovare un accordo. Sarà vero? Non lo so, forse è credibile.