lunedì, 03 marzo 2008

Elogio della bicicletta
Ivan Illich: energia, viabilità e morte

Opporsi alla bruttezza va di pari passo, secondo me, con l'emersione di un nuovo senso etico che sviluppi la tendenza a rifiutare tutto l'Inutile che questo sistema economico ci propone (o impone?). Rifiutare il Troppo, fare un passo indietro, essere insomma disposti a perdere qualcuno dei privilegi che abbiamo nel nome di una decrescita che ha tutti i connotati della Vita (in opposizione all'idea a senso unico che mette lo Sviluppo come supremo valore). La cosa sarebbe ancor più facile analizzando la vera natura di questi privilegi. Credo che lo si possa fare con un po' di apertura mentale, qualche informazione e con lo studio dell'opera di Ivan Illich, uno dei pochi liberi pensatori in grado di suggerire soluzioni a questo tempo. E come ogni suggerimento... dipende tutto dall'ascoltatore.

Ivan Illich
Ivan Illich

Di stretta attualità è il caro-benzina, che lego indissolubilmente a una questione sempre affrontata in modo innocuo dagli organi di informazione ufficiali: la qualità dell'aria che respiriamo. Prendiamo - paradossalmente - per buona l'informazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): in Italia a causa delle polveri sottili muoiono ogni anno 39 000 persone. E' un dato vero o alterato? Poco importa, a questo punto. Perché la qualità della nostra vita non si misura dal numero di morti, e la qualità della nostra vita è, oggi, pessima e sotto gli occhi di ognuno di noi. Interessa invece sapere che lo smog delle nostre città potrebbe essere evitato, e che ai 39000 morti (o 20000? o 60000?) segue una serie impressionante di altri numeri, riguardanti persone/bambini con problemi respiratori o le semplici difficoltà che un pedone (l'energia più pulita della storia) incontra per muoversi, con recenti esempi di cronaca sanguinosi, perché scegliere se dedicare infrastrutture alle auto o ai pedoni è, anche questa, una scelta politica. 
Ma gli occhi sono aperti? Le mamme che portano in passeggino i figli piccoli lungo i viali di circonvallazione di Bologna ad altezza di tubo di scappamento, sono in grado di fare collegamenti fra la tosse e il colorito del pargolo e le loro scelte? Oggi, negli anni tremila, non si muore più per una polmonite, ma si vive male per stress, smog, cibo industriale, infelicità e depressioni apparentemente senza cause.
Trovo quindi di incredibile attualità un libretto di Ivan Illich intitolato Elogio della bicicletta (Bollati Boringhieri, 7 euro - VEDI recensione). E' un libello del 1973 interamente dedicato all'energia e alla viabilità, cioè al nostro (piccolo) mondo. Parla di "confezione industriale dei valori", di "rituale di velocità progressivamente paralizzante", di "immaginario colonizzato" e della nostra storia occidentale, una storia di rinuncia all'autonomia. Mentale, prima di tutto. Con effetti catastrofici.

Peter (da Walden)

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domenica, 17 febbraio 2008

Ogni cosa è politica
Un indistinto blob (elettorale?)

La Riva (foto di Peter)
Foto di Peter (la Riva)

Poggiolforato (foto di Peter)
Foto di Peter (Poggiolforato)

Anche se l'inverno sembra tutto mortificare, nella nuova luce del bosco si riprende a vivere. Camminando immersi in quel bianco di luce propria, tra gli alti tronchi muschiati d'argento, pure il tempo diventa irreale e vivi in un mondo metafisico come dentro un sogno: non ha più peso il tuo corpo, non è faticoso il passo e cammini vagando da pensiero a pensiero. In un infinito tra gli alberi innevati anche le cose della vita appaiono più chiare.
Mario Rigoni Stern - Stagioni (Einaudi 2006)

Come un cuore che pulsa (contrazione-riposo-contrazione, diastole/sistole) così è la mia vita, in un alternarsi tra solitudine/natura e persone/società. Contrazione, risposo, contrazione, con Lei a far da ventricolo. Scendo nella civiltà e c'è da firmare questo:

Storia vecchia, che dura - in maniera moderna - almeno dai tempi dell'Inquisizione. Il corpo delle donne (che allora erano streghe) come strumento di potere degli uomini. Mi piacerebbe svegliarmi un giorno e vedere le Streghe al potere... Artefici di pozioni che zittiscano gli stronzi.

Poi, già che sono quaggiù, c'è da decidere a proposito delle elezioni, questo grande troiaio in cui ci viene ricordato che, se ce ne fossimo dimenticati (birichini distratti), siamo in una Democrazia, e si è chiamati a fare una X su un simbolo. Così, forse per 5 anni saremo a posto. Grazie, Democrazia, che ci hai dato uomini che ti tengono in vita così con tanta passione.
Ho deciso cosa farò questa volta, in ottemperanza al Libero Pensiero con cui questo blog si riempie la cavità orale rischiando a volte di sbrodolarsi addosso. Essendo io utopicamente di sinistra, con cedimenti filosofici verso l'anarchismo (mentale), Veltroni non mi avrà (non mi ha mai avuto), e annullerò la scheda. Che è diverso da non votare. Il non-voto viene interpretato come disinteresse, mentre capiterà senz'altro che molti, questa volta, non andranno a votare dopo attenta riflessione dominata dalla nausea, dunque come scelta politica profonda. Ma è un errore, secondo me. Il segnale che, in massa, si lancerebbe a questo poterucolo canceroso uscendo di casa, facendo la fila, annullando la scheda scrivendo FOTTETEVI A CASA VOSTRA, è diverso...
Sì, sogno un 15 aprile di sgomento. Giornalisti esterrefatti per un 15% di schede nulle. (Dimenticatevi le schede bianche: in molti seggi - in che percentuale non so, ma alta - gli scrutatori se le dividono perché comprati dai partiti, apponendo croci come se piovessero). Beh, se la pensate così anche voi... annullate! Che sono stanco, molto stanco, di votare il meno peggio.

Già che ci sono (per colpa di Lilith) metto a nudo le mie convinzioni "religiose" con un test che c'ha azzeccato in maniera impressionante (è vero anche che c'è chi prega per me), ma non mi è ben chiaro cosa significhi essere satanisti, a parte chiamare un blog Devil's Trainers...

Qual è la religione giusta per te? (translated version for Italian users)
created with QuizFarm.com         You scored as Ateismo

Il tuo risultato è Ateismo. Sei... ateo, anche se forse lo sapevi già. Inoltre, probabilmente ci sono molte persone che pregano per la tua anima quotidianamente. Piuttosto che essere "non religiosi", gli atei credono fortemente nella non esistenza di un'entità superiore come Dio.

Ateismo

 
90%

Agnosticismo

 
85%

Buddismo

 
80%

Satanismo

 
80%

Paganesimo

 
75%

Islam

 
60%

Confucianesimo

 
50%

Induismo

 
20%

Cristianesimo

 
20%

Ebraismo

 
10%

Paranormale

 
10%

Nel mentre c'è chi, per fortuna, continua a opporsi.

Peter

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mercoledì, 12 dicembre 2007

Antonino "Nino" Randazzo
Nuovo idolo per chi ancora si ostina

Il senatore Nino Randazzo, onorevole di nome e di fatto
Antonino Randazzo

L'Italia è come il "Cile del generale Pinochet" con "telefoni intercettati continuativamente, parlamentari sotto controllo e filmati mentre si recano ad un appuntamento, cittadini privati del loro diritto fondamentale alla privacy", dice Paolo Bonaiuti. Si riferisce forse a quello che il suo partito e An hanno organizzato durante il G8 di Genova? No. Si riferisce al fatto che il vecchio amico del suo capo Berlusconi, Licio Gelli, fosse tra i promotori e finanziatori di Pinochet? No no.

"Questa violazione sistematica della legge e i veleni che periodicamente vengono inoculati nel corpo della nostra democrazia spingono l'Italia verso uno stato di cronica inciviltà dalle conseguenze devastanti e incalcolabili", dice Sandro Bondi. E' forse una sua nuova immortale poesia? Nooo no no no, macché.

Si riferiscono, colle loro voci potenti non adatte al vaffanculo, ai fatti narrati nel bell'articolo di Giuseppe D'Avanzo su Repubblica. Illuminante, su come funziona in Italia. Fondi neri, favori, assegni di 400.000 euro per un voto, e tanto tanto altro, noto grazie alle intercettazioni telefoniche che tanto immalinconiscono Mastella.

Il succo comunque è: Silvio Berlusconi corrompe uno dei suoi Omini Rai Agostino Saccà, uno che dice di sè: "io voto Forza Italia come tutta la mia famiglia". Poi, sempre il Silvio tenta di corrompere il senatore 75enne Antonino "Nino" Randazzo, eletto con 152.000 voti degli italiani residenti in Oceania, Asia, Africa, Antartide, e dei soldati in Iraq e Afghanistan.

Nino Randazzo
L'umarell Nino Randazzo

Randazzo, questo bel super-umarell, è un editore residente in Australia. Ha una moglie di 25 anni più giovane di lui (elemento rilevante ai fini del ritratto). E un conto in banca non proprio nababbico, visto che dopo aver indagato sui suoi averi, Berlusconi e i suoi uomini lo hanno scelto come morto di fame ideale per essere comprato con 2 milioni di euro, per non andare a votare in Senato e far così cadere il governo Prodi insieme ad altri traditori.
E lui che fa di fronte a questi soldi e a promesse di una folgorante carriera politica finanziata da Silvio Primo? Al contrario dell'affascinante Sergio De Gregorio, dice NO, GRAZIE. Una prima volta. Poi una seconda. Poi racconta tutto alla magistratura. E ride.
Ride! Cazzo se ride! E noi con lui, nel vedere questo vecchierello che ride in faccia ai soliti mercenari meccanismi italiani di scambi di favori e di privilegi della casta.
Lui peraltro è educato, ma secondo me un "vaffanculo" l'ha anche pensato.

Peter

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mercoledì, 21 novembre 2007

Propaganda 3
Ieri, nella stessa pagina di Corriere.it

MP
Zigotecomics

In piccolissimo, in fondo, il Cittadino Italiano ha potuto apprendere che la ex Cirielli ha colpito ancora, e che contro Mediaset non si può procedere per falso in bilancio perché il reato è prescritto. Chi l'avrebbe mai detto?

La prima notizia però era la seguente, ed era anche la più letta: a 12 anni tutti scopano con tutti anche senza protezioni, fumano spinelli, si ubriacano e infine fanno una cosa brutta. Interrogate sulle loro aspirazioni, le cucciole di mignotte al primo posto sognano di diventare velina/personaggio famoso, al secondo dicono "non so".

Simona Ventura, idolo delle masse, qui trasfigurata probabilmente da un uso smodato di cocaina
Simona Ventura

Che è così difficile fare dei collegamenti logici... correlare ogni voce delle cose del mondo a un significato, e ogni significato al significato di tutto, se esiste. La testa è pesante. Siamo stanchi. Abbiamo lavorato tutto il giorno. E quello che vogliamo sono consigli per gli acquisti, vip che si lanciano torte in faccia in tv e vedere il vicino di casa partecipare a un quiz, perché anche lui, rispondendo a domande semplici (perché lassù ci sono amici, nessuno vuole metterci veramente in difficoltà) può avere il suo momento di riscatto dagli incomprensibili dolori dell'esistenza. Leggere libri, invece, è faticoso e oldstyle.

Licio Gelli, giovane e determinatoIndiscutibilmente venerabile
Licio Gelli

Così uno magari legge il giornale e può anche capitare che non venga naturale di fare dei collegamenti tra le due notizie. Collegamenti che esistono, io li vedo (Albert Hofman non c'entra). Perché venne un giorno in cui fu scoperta una (finta) loggia massonica che si chiamava P2. Il suo capetto Licio Gelli, uomo dei servizi segreti di formazione particolarmente atlantica, il 28 settembre 2003 disse a La Repubblica: «Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa. Tutto nel piano di Rinascita, che preveggenza, è finita proprio come dicevo io»

Silvio Bananas, forse mentre parla con amici siciliani o campani
Silvio I il Libero

Ma anche se non l'avesse detto, qualcuno se n'era accorto. Quanti danni ha fatto la mediasettizzazione che dura da quasi trent'anni? Esattamente questi danni. Danni perfettamenti funzionali. Perché Mediaset non è più solo un'azienda. E' l'Italia stessa. Cambiare la mentalità di un popolo già ben predisposto (dux! che lux!) bombardandolo con del nulla spacciato per tutto, abbassando il livello e distraendoci coi fuochi d'artificio. Certo, Gelli aveva ragione. E uno dei suoi iscritti, Berlusconi, pupazzo e punta di un iceberg di potere ben più rilevante, ha eseguito bravamente. Prima Milano 2 e Mediaset, chissà con quali soldi e appoggi. Poi, grazie al terreno preparato da Mediaset a suon di quiz, Forza Italia, chissà con quali soldi e appoggi. Libertà! Democrazia! E nessuna pernacchia, dopo. Nessuna!
Così può capitare che tutto può accadere nell'indifferenza più totale, tutti proiettati a diventare veline e briatori come siamo. Può capitare quel che è accaduto al G8 (preparativi per un colpo di stato) e può capitare che Gelli, Andreotti e Cossiga conducano una vecchiaia tranquilla, senza alcun timore per la propria incolumità, nonostante tutti i morti che hanno sulla... coscienza. Gelli, condannato fra le altre cose per depistaggio per la strage di Bologna. La strage di Bologna, qualcuno sa cosa significa? Sa cosa è lecito pensare se uno depista su una cosa tanto grossa? O è preferibile aspettare la prossima puntata di Matrix o Porta a Porta per saperlo? Allegria!

Peter

PS: quanti siamo a ricordarci di questo libretto Fininvest?

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venerdì, 26 ottobre 2007

Rovina - tutt'intorno e in libreria
Il ciclo del cemento visto/scritto da Simona Vinci

Non so voi che vivete sparsi in giro per l'Italia, ma qui in Emilia ho la sensazione che il sacco di Palermo sia stata roba da principianti, con quelle 4205 licenze concesse in 4 anni.
Sì perché basta guardarsi intorno, soprattutto nelle periferie e nelle campagne più oltre, e quello che si vede sono gru. Gru che spostano cemento da un punto all'altro di infiniti cantieri atti a erigere l'altra cosa che si vede oltre alle gru, cioè il loro prodotto finito, ovvero condominii tutti ugualmente e inspiegabilmente brutti, composti da miniappartamenti in cui potersi rifugiare alla sera dopo una dura giornata di lavoro e parecchi chilometri percorsi per spostarsi da casa al lavoro e dal lavoro a casa, con grande gioia dei petrolieri e degli Agnelli e almeno 39.000 morti all'anno solo in Italia per polveri sottili, senza contare i problemi respiratori di migliaia di bambini e adulti.
Ivan Illich nel breve saggio del 1984 Abitare (in Nello specchio del passato, Boroli editore) definisce questi quartieri, già negli anni '70, come "garage per il deposito notturno dei lavoratori". Lavoratori-consumatori che pare non abbiano alcuna intenzione di salvarsi, perché a salvarli ci penserà Miss Italia.

Così è successo che solamente nel 2006 in Italia siano state costruite 331.000 unità abitative (cfr. Rapporto Ecomafia 2007, Ed. Ambiente). Poco meno negli anni precedenti e poco di più, pare, nel 2007. C'è veramente bisogno di tutte queste case?
Chi ci guadagna? Tutti, tranne noi. Ci guadagnano sicuramente le mafie, che hanno in mano gran parte del cemento italiano. Mafie che non hanno più nemmeno bisogno di gesti eclatanti, almeno dopo aver fondato Forza Italia.

In genere funziona che destra e sinistra comunali sono saldamente unite in un fulgido orizzonte di interessi comuni che tanto bene muovono l'economia. Un punto aggiunto all'ultimo momento nell'ordine del giorno: riqualificazione area agricola, variazione d'uso, etc. Tutti d'accordo, riqualifichiamo, ora lì si può costruire. Di chi è il terreno? Incidentalmente del figlio di un assessore. O della moglie. O di amici prestanome. Chi costruirà? Amici, con o senza un bell'appalto truccato. Amici che non sono nemmeno più camorristi o mafiosi. Questo è il passato. Ora sono imprenditori. E hanno in mano il Parlamento.

Da questi temi prende le mosse il nuovo romanzo breve di Simona Vinci, intitolato Rovina (Ed. Ambiente, collana VerdeNero, 10 euro), in cui ognuno degli attori della vicenda dà la propria versione di un caso di speculazione edilizia finito male. Riuscito tentativo di cercare di sensibilizzare l'opinione pubblica attraverso la bellezza propria della letteratura.

Simona Vinci - Rovina

Perché senza bellezza non potrà mai esserci giustizia, di questo sono convinto. E se ci si fa derubare della bellezza senza opporre nulla si finisce esattamente nel modo in cui stiamo finendo. Orizzonti di cemento che cambiano il cervello. Lo mutano, c'è poco da fare. I pensieri si fanno brevi. E i ragionamenti sono incanalati, dritti verso l'ovvio e l'innocuità nei confronti del potere. Proprio come in una eterna autostrada. New jersey a sinistra. Una rete a destra. E l'obbligo di guida eterna con lo sguardo ben diritto, senza variazioni né distrazioni dalla strada, da quell'asfalto con righe geometricamente ossessive.
Ma vivere così è tutt'altro che innocuo, e infatti stiamo trovando sempre nuovi modi per morire. Sia un cantiere, un'auto, un tumore o un infarto poco cambia. La qualità della vita ha poco o nulla a che fare col cosiddetto sviluppo.

E' da alcuni anni che il mio sguardo, mentre guido nella solita campagna, si sofferma su tutta questa bruttezza, condominii e sempre nuove strade che dividono e pongono ostacoli alla vita, invece di facilitarla. La malinconia e la rabbia che provo da tempo... le ho ritrovate in Simona.
E' per questo che su sua idea è nato da poco un umile tentativo di cambiare qualcosa, questa volta in rete. Si chiama

Osservatorio Walden

e si tratta di un gruppo di persone che ha deciso di muoversi secondo il sensato principio che per migliorare le cose bisogna partire dal proprio orticello.
Chiunque può partecipare, perché quel gruppo spera di allargarsi presto. Basta armarsi di macchina fotografica digitale e possibilmente anche di parole. Avete la nausea per ciò che vedete? E' più che sufficiente. Diventerà innanzitutto un post. Scrivete a:

osservatoriowalden [at] gmail.com

Quasi duemila anni fa l'imperatore filosofo Marco Aurelio scrisse: Il modo migliore di vendicarsi è quello di non adeguarsi.
E' davvero sufficiente Mediaset per dimenticarlo?

Peter

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mercoledì, 09 maggio 2007

Vaticano e pedofilia
Lietamente Crimen Sollicitationis

Pg. Odifreddi nel suo ultimo libro affronta anche la questione pedofilia/Vaticano (me l'ha ricordato un post dell'Avv. Commazero). Entità stranamente connaturate, a quanto si dice in giro, affrontate con gli stessi meccanismi che qualsiasi altro potere utilizza in caso di vergogna. Segretezza. Silenzio. Gestione interna. Così, dopo i fattacci di Boston, l'allora cardinale Ratzinger mandò una bella letterina in giro, in cui si ricordava un documento del 1962 che si chiama Crimen Sollicitationis (però sempre Nel Cristo, Per Cristo, In Cristo, questo certo non lo dobbiamo dimenticare).
E' un documento rivolto a tutti i vescovi (da allora sempre stato in vigore, anche con Wojtyla) e illustra come affrontare casi di molestie sessuali, compresi quelli che coinvolgono animali, bambini e uomini (naturalmente Nel Nome del Signore, che ve lo dico a fare).
Notiamo un paio di cose: 1) il problema è riconosciuto apertamente ed è affrontato con precisione, come stato naturale delle cose; 2) non si suggeriscono soluzioni al problema, ma strumenti per coprire e punizioni per chi parla; 3) le vittime è come se non esistessero.
La ciliegina su questa ributtante torta putrida è la seguente: il Cardinale Ratzinger è accusato dalla Corte del Texas di "complotto" per coprire alcune molestie sessuali. Il processo viene sospeso perché, casualmente, egli diventa Papa Benedetto XVI, e in quanto capo di Stato gode dell'immunità (vedi).
E' logicamente conseguente che qualsiasi discorso pronunciato sulla famiglia, sul bene, e su altre parole ormai svuotate come queste, da Ratzinger, Bertone, Bagnasco & C, sono inconsistenti e, come dieci mani di biacca, vogliono nascondere quel che c'è sotto veramente, cioè merda.
Amen. La messa è finita. Andate in pace.

I preservativi sono immorali, perdio!
"Scusa, Billy. Il Papa dice che è immorale usare il preservativo."

Aggiornamento del 17 maggio: ohibò, S. mi segnala questo articolo, poi vedo che anche Moltitudini lo segnala. Si parla di cose in parte contenute in questo post. Si vede che ci sono altri come me, in giro... Che cosa terribile.

Peter

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venerdì, 02 febbraio 2007

Il nulla e qualcosa
Bilderberg & Alliance Base: fantasmi di carne

Il frizzante scambio epistolare fra Silvio Bananas e Veronica Lario in Bananas rende manifeste alcune questioni tutte italiane. Per esempio che a La Repubblica l'oppio ha preso il sopravvento e domina la redazione intieramente. O anche che la P2 (e ciò che c'è al suo posto adesso) ha vinto. E che noi abbiamo perso. O che non ci sono problemi di alcun genere, in Italia, e i giornalisti fanno bene a dar voce a queste cose. Vendere tutte le copie alle 11 di mattina val bene la propria dignità. E fanculo la deontologia professionale.

Il Potere non ha volto

Ci si occupa della faccenda come se fosse una love story, una fiction di rete 4. La cosa più dolorosa è che il giornlismo si presta con gioia. Non solo. Si inchina. Non solo. Si piega a novanta e offre al berlusconismo preservativo e tubetto di vasellina, guardandolo negli occhi 'con fare predatorio e vorace'. Che sarebbe anche una cosa lieta, se si occupassero anche di cose serie. Prima il dovere e poi il piacere, sentenziavano gli adulti quando eravamo piccoli e implumi. Ma gli adulti ci mentivano.
Per par condicio, di fronte al nulla bisognerebbe proporre qualcosa. Allora accenniamo a Bilderberg e, per esempio, a Alliance Base (grazie
Samuele). Senza tanti sensazionalismi. E col sospetto sempre vivo. Perché se di qualcosa di segreto si sa poco, vuol dire che si doveva sapere quel poco per fomentare gli animi e distoglierli da altro. Che segreto rimane e rimarrà.
Bilderberg. Convention annuale o semestrale a inviti. Leggete le liste di nomi. C'è tutta la crème di finanzieri, manager, politici, multimilionari dell'Occidente (Occidente, cioè: sole che tramonta. Cioè: sole che non sorgerà mai altrove, perché è tutto nostro; l'abbiamo comprato, poveri stronzi!). Lì si decide cosa una Stato deve e non deve fare. Ci si mette d'accordo. Si fa il punto. I programmi elettorali? Fuffa. Il voto? Inutile. La democrazia?

San Walter da Roma

Ciò che viene detto fra i bildenbergers non deve trapelare. Mai. Ecco allora che la mia mente capziosa corre alla lignea icona di San Walter, detto Veltroni da Roma. Io che sarei di sinistra penso al Walter che, allora direttore de L'Unità, viene invitato a un convegno Bilderberg. E penso che non ha mai detto nulla a riguardo. Lui, giornalista, quel giorno non era più giornalista. Si era preso le ferie. E su quell'argomento continua a prendersele, perché è troppo impegnato a scrivere cagate e a commuoverci sull'Africa, mentre i nostri governi appoggiano e armano i dittatori fantoccio africani. Un giornalista smette di essere giornalista in certe situazioni e torna a esserlo in altre? A me non risulta, ma sarò io stronzo. Questa è la realtà di questa sinistra. Essere come la destra, solo più ipocriti. Per dissimulare il fatto che destra e sinistra non esistono, in parlamento. Ma solo per la strada, nella guerra fra poveri. Cioè noi tutti, con L'Hammer o con la Punto. Cambia niente.
Poi c'è
Alliance Base, parto di Cia (USA), DGSE (Francia), Inghilterra, Germania, Canada, Australia. E c'è anche il correlato, fantomatico, CTIC (Counterterrorist Intelligence Service). Di queste cose nessuno si occupa, naturalmente. Solo un timido articolo del Washington Post. Perché certe cose a noi cittadini non devono riguardare. Pensano loro a tutto. Con sempre nuovi OGM contro il terrorismo, mentre a Hollywood danno le ultime pennellate di phard sulla fronte di Osama bin Laden. Il terrorismo... che in vent'anni ha fatto la metà dei morti che ogni anno muoiono solo in Italia per smog (secondo l'OMS: 39.000 all'anno). Forse c'è qualcosa che non va.
Non fosse che questa si chiama sovranità limitata. In Italia vige dal 1944. Da quando la Cia assoldò mafia e destra estrema per preparare la guerra fredda. Da quando finanziò Gladio. Da quando, servendosi della P2, diede via (o almeno non contrastò) alla strategia della tensione. Da piazza Fontana alla Strage di Bologna. Dal Cermis. Dal rapimento di Abu Mazen. Da adesso. Qui.

Altro link su Bilderberg:
Disinformazione.
Inoltre:
Servizio di Rai News 24 su Alliance Base.

Peter

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mercoledì, 13 dicembre 2006

I resti de ll Resto del Carlino
Gag inedite nella nostra dottissima Bologna

I bolognesi lo sanno: il Carlino si compra unicamente per sapere se il vicino è inciampato nei gradini della chiesa di paese, o per sapere chi si è ferito, e come, stappando la bottiglia di spumante a cui ogni uomo medio di questo mondo ha dignitosamente diritto a Capodanno (spesso si feriscono gli occhi, da queste parti, puntandosi in faccia il tappo che sta per partire - giuro...).
Il suo direttore, Giancarlo "Chi Striscia Non Inciampa" Mazzuca, quando compare nel controverso talk-show Porta a Porta o in altri sovversivi programmi, dà ottime prove di nulla. Se ci fosse bisogno di conferme, basta leggersi il giornale che dirige (Massimo Fini, che cazzo ci fai lì?).
Un esempio a caso di questa libera interpretazione del concetto di informazione che i lacché del potere hanno ce l'ha fornita il 12 dicembre 2006 nell'imperdibile pagina dei necrologi, che sia o meno sua responsabilità. Entusiasmo...

Il Resto del Carlino - 12 dicembre 2006 - Necrologio Pinochet

(Grazie allo Spettro della bolognesità e all'indubbio Maso)

Peter

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mercoledì, 01 novembre 2006

Le vie dello squallore sono infinite

Andate a far le pugnette

Ho una segnalazione importante da fare. I giornalisti morti nella storia del giornalismo ne sarebbero fieri: Starcontrol di Repubblica.
"Fai la tua classifica - Chi sono i tuoi personaggi preferiti? Registrati e controlla la loro posizione in classifica"

Forza amico! Dai fallo perdio! Controlla la posizione in classifica di Lucio Dalla e Schumacher! Che intanto noi giornalisti evitando di fare il nostro mestiere controlliamo te! Fai la tua classifica di stronzi e stai sereno che pensiamo a tutto noi!

Breve storia del giornalismo: da strumento di controllo del potere a braccio destro del potere armato di nulla.

Ma non stanno scherzando?

[Per par condicio vedi: INTERNAZIONALE.]

Peter

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mercoledì, 06 settembre 2006

Ma parliamo un po' di P2


Che in Italia le cose non vadano niente bene lo si vede chiaramente anche dal fatto che se digiti Umberto Ortolani compare in seconda pagina questo blog satanico.
Oh pellegrini che un giorno sì e l'altro anche pernottate fra queste pagine di pixel in cerca di Umberto Ortolani, di professione braccio destro del Gran Visir di Sticaz Licio Gelli, cosa andate cercando? Deh! I referrers non mentono.
Dimenticate queste cose. Sono storie passaaate... Andate a giocare altrove. Però prima che da un aereo ci buttino tutti in mare dentro a un sacco andate qui, è questo che state cercando, pastori erranti delle brulle praterie di google. Anche chi non ne sa nulla, ne approfitti. Vada. Entri. Legga.
Poi si legga questo, così tanto per avere un quadro più ampio. Molto ampio.
Poi si legga questo, così tanto per non pensare che siano storie passate (prima scherzavo), e che oggi, adesso, proprio in questo istante, siamo contemporanei a certi accadimenti malati.
La storia deve ancora essere scritta. E speriamo non dai vincitori, ma da chi ha perso. Cioè noi.

Peter

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sabato, 15 luglio 2006

Robert Crumb ci fa una domanda
Rispondere è cortesia


Per chi non conosce questo grande artista o per chi lo conosce bene e non l'ha visto... consiglio il film-documentario Crumb (1994), di Terry Zwigoff. Capolavoro.
Peter

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giovedì, 18 maggio 2006

Il generatore di articoli di Libero 

In questo paese c'è sempre qualche spocchioso/rissoso comunista beone che avanza ipotesi/accuse quantomeno maliziose (sarà invidia) sulla professionalità di Vittorio Feltri e del suo "giornale" Libero ("Libero"). Fra questi c'è anche chi, in osteria, dice, con l'educazione tipica richiesta dall'ambiente, che sia un giornale scritto col culo (ma noi stentiamo a crederlo e siamo convinti che un giorno il tempo li ripagherà, proprio come è accaduto per Van Gogh).
Scritto col culo o meno (sicuramente meno) abbiamo scoperto il criterio con cui questo giornale informa l'umanità.
Proprio qui. Giocateci anche voi. Non serve essere iscritti nell'albo dei giornalisti! Diventa anche tu un giornalista di Libero! Sogna con noi un mondo più sano e ordinato!
In conclusione, date queste premesse, ci è lecito supporre che sia sufficiente la sola presenza del Direttore Feltri per redigere questo quotidiano in questo inedito modo. Tutte le altre firme sono dunque fantomatici pseudonomi per sfruttare appieno i finanziamenti statali? E il suo collega/giornalista Bruno Vespa, che lo invita sempre nella sua trasmissione di approfondimento, saprà? O tutti questi giornalari fanno finta di niente e tacciono (la deontologia professioanale d'altra parte lo impone) come hanno fatto con Luciano Moggi?

Peter

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categoria:segnalazioni, informazione
martedì, 21 marzo 2006

Eolo: la macchina ad aria compressa
Un'altra storia che non dobbiamo sapere

Entrare nel sito dell'azienda Eolo dà la sensazione di entrare in una città abbandonata, bombardata. C'è una mail che gira da tempo, non so di chi sia, ma è preziosissima. Cosa è l'automobile Eolo? Dalla mail apprendiamo che "Eolo era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare, fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente. Capace di fare 100 Km con 0,77 euro, poteva raggiungere una velocità di 110 Km/h e funzionare per più di 10 ore consecutive nell'uso urbano. Allo scarico usciva solo aria, ad una temperatura di circa -20°, che veniva utilizzata d'estate per l'impianto di condizionamento. Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all'interno dell'auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento. Non essendoci camera di scoppio né sollecitazioni termiche o meccaniche la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una bicicletta. Il prezzo al pubblico doveva essere di circa 18 milioni delle vecchie lire, nel suo allestimento più semplice."
Fu presentata al Motor Show del 2001, l'entrata in produzione viene rimandata a data da destinarsi. Tecnologia italiana, imbrigliata dai soliti noti dinosauri invisibili. Per saperne di più andate QUI (ottimo sito, Ecotrasporti, da visitare integralmente).
Qualche breve considerazione: è intollerabile che si parli di una tecnologia così avanzata (e sana) al passato. Ma come fare perché una tecnologia del genere divenga un realtà del presente e non un'occasione mancata? Diffondendo il sapere, come sempre. Informandoci, parlandone, scrivendo... e incazzandosi anche un po', magari. Non troppo, che poi il messaggio non arriva. Ma quanto basta. Quanto basta per togliere senso alle guerre fatte per il petrolio come quella in Iraq (nel 2010 la BMW ha annunciato che metterà in commercio la prima macchina all'idrogeno; l'idrogeno non cambierà giochi di potere e prezzi, perché sarà controllato dalle stesse sorelle che hanno in mano il petrolio!).
Obiettivi più vicini: girare in auto in città senza avvelenare l'aria e dunque gli altri (è già possibile grazie alle auto ibride - benzina ed elettrica - come la Toyota Prius, che sotto i 50 km/h usa solo il motore elettrico). Credo non sia necessario elencare i risultati tangibili che si avrebbero nel vivere in città con aria non inquinata... Le città avrebbero l'aria più pulita dei frutteti ai lati delle autostrade! Ci pensate, milanesi? Ci pensate, genitori?
Questo riguarda tutti, tranne chi trae profitto perché le cose rimangano come sono. E le cose possiamo cambiarle solo noi. Non per hobby, ma per salvarci la vita... dandoci una mossa!

Peter

AGGIORNAMENTO:
Paolo Attivissimo su tutta la vicenda.

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categoria:segnalazioni, scienza, geopolitica
giovedì, 16 marzo 2006

Legge elettorale, clima elettorale, xetghz elettrl
(Poi giuro che parlerò di gnocca)

A) Notevole dichiarazione del dentista Calderoli: "Un po' meno orgoglioso sono della legge elettorale che si dovrà riscrivere. Glielo dico francamente, l'ho scritta io ma è una porcata. Una porcata fatta volutamente per mettere in difficoltà una destra e una sinistra che devono fare i conti con il popolo che vota."
Cosa aggiungere? Non vi viene voglia di consolarlo affettuosamente?

B) Se durante il dibattito tv di ieri vi siete chiesti cosa avesse tanto da scrivere il povero Silviolo... andate qui, c'è il suo foglio...

C) Vi segnalo due siti grazie ai quali potrete scoprire profondamente voi stessi:

1. www.voisietequi.it 

2. www.dimmichiseitidirochivotare.it

In entrambi i siti, rispondendo ad alcune precise domande, verrà fuori la vostra vicinanza/lontananza coi partiti candidati alle prossime elezioni, in base ai loro programmi. Sono due siti fatti bene, ma hanno un limite: prendono sul serio i partiti italiani.

Risultati col primo sito:

Curioso (leggi "tragico") che Ds e Margherita siano ugualmente distanti rispetto ai partiti di destra.
Col secondo sito non cambia molto: sono verde e comunista, ohibò (Rif. Com. - CI - Verdi, con una spruzzata di Ds). Quindi... chi si sente di fondare un partito che mi rappresenti veramente? Quando incominceremo a votare non con la logica del meno-peggio?
Ho tanto bisogno di aiuto (segue lagrima).

Peter

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categoria:segnalazioni, politica, delirium tremens
martedì, 14 febbraio 2006

Chi conosce Francesco Di Stefano?
Europa 7: storia di un occultamento ben riuscito

Digitate nel sito di Repubblica questo nome. Ci vogliono le virgolette. Comparirà un solo articolo che ne accenna alla fine. Digitatelo su Corriere.it: "Nessun risultato per la ricerca impostata". Provate nel sito dell'Unità. Compariranno tre articoli, di cui uno interamente dedicato a quest'uomo. E' un'intervista del dicembre 2003. Nel maggio 2003 Dario Fo a Franca Rame scrissero questo bel riassunto della faccenda. E' stato pubblicato anche un libro. Ma non basta.
Francesco Di Stefano è il presidente di Europa 7, una televisione che dovrebbe trasmettere da anni, e che non trasmette perché Rete 4 occupa illecitamente le sue frequenze (che sono pubbliche, dunque nostre). Ha vinto ogni ricorso, la legge è dalla sua parte, la politica assolutamente no, la casta quando si muove non scherza. E' fermo dal 1999. Viene avversato continuamente dai concorrenti (indovinate chi), ma lui va avanti. Un eroe? Certamente con lui il livello si alzerebbe. Ha un'idea di televisione interessante, che obbligherebbe l'attuale duopolio a svegliarsi e a non prendere in giro i telespettatori. Ci sarebbe finalmente concorrenza. La concorrenza rende un paese democratico. Noi non l'abbiamo. Dunque?
Qualche parola di Di Stefano, tratta dall'intervista di cui sopra che vi consiglio caldamente.

<<Nessuno lo ha mai detto, purtroppo. Ma nel 99 noi abbiamo vinto e Rete4 ha perso. Ci hanno costretto a fare un ricorso insieme all’Adusbef alla Corte Costituzionale e la sentenza, ineludibile, stabilisce che entro il 31 dicembre [2003, ndr] Rete4 si deve spegnere e noi ripartiamo.>>
Berlusconi vuole salvare i mille dipendenti di Rete4...
<<È un ignobile ricatto sull’occupazione, soltanto “pro domo sua”. Rete4 non ha dipendenti, sono di Rti e Videotime, in tutto 3500, ma che lavorano quasi tutti per ogni struttura editoriale di Mediaset: per Canale5, Rete4, Italia1, Jumpy e le altre. Ci sono 40, 50 giornalisti, tutti precari, che potrebbero venire licenziati, ma Mediaset può riassorbirli. E anche noi, ripartendo, saremmo pronti ad assumerli>>

Ora una agghiacciante testimonianza del professor
Francesco Siliato, che ringrazio molto:

Europa 7 di Di Stefano ebbe la concessione, l'ha ancora, ma non ebbe mai le frequenze. Ha sempre vinto i ricorsi alla giustizia ordinaria, ma mai a quelle all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di Cheli (nominato da D'Alema), Sangiorgi (DL), Pilati (Fininvest), Manacorda (DS), Monaci (Rifondazione com.), ed altri minori Udc e Forza Italia.
Oggi Europa 7 è in attesa di una sentenza della Corte europea, che potrebbe modificare le cose. Nel frattempo mandanti del Gruppo Fininvest hanno cercato di accordarsi, proponendogli un tot. Di Stefano ha rifiutato, sperando nella Corte ma anche perché ne ha viste troppe. In conversazioni private con un amico giornalista, ha sostenuto che Berlusconi senior in persona ha telefonato al boss della banca nella quale l'azienda Europa 7 aveva il conto per ordinargli di chiedere l'immediato rientro dei prestiti. Il boss della banca ha eseguito. Di Stefano è riuscito a trovare i soldi in un altra banca ed è rientrato. Fu in quel mentre che la signora nota esponente del gruppo Fininvest lo chiamò per trovare un accordo. Sarà vero? Non lo so, forse è credibile.

Nessuno ne parla. Non i giornalisti. Non a destra e non, soprattutto, a sinistra. Più che puzza di bruciato parlerei di un'immensa letamaia da non rimestare.
Questa è pura e semplice propaganda. Occultare un fatto importante è di per sé una scelta politica di malafede. Si parla d'altro per non parlare di qualcosa di scomodo. Dunque è propaganda. In passato, in Germania, esisteva anche un ministero...
Diffondete, che sapere salva la vita.

Peter

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categoria:segnalazioni, politica, personaggi, mafia, informazione, televisivo
venerdì, 10 febbraio 2006

Ahi Mediaset Italia!
Bordello con nocchiere

Sempiterna lungimiranza dall''immortale Sommo Poeta:
Ahi serva Italia, di dolore ostello, / nave sanza nocchiere in gran tempesta, / non donna di privince, ma bordello! [Dante Alighieri, Purgatorio, VI 76-78]

Ecco le prove di ciò che è chiaro da anni. Ciò che chiamavo "cura Mediaset" e che oggi l'amico Patrick definisce, più puntualmente, "trait d'union P2-Psi-Mediaset-Fi".
Cura grazie alla quale un partito come Forza Italia ancora oggi riesce ad avere il 20-22% degli elettori dalla propria parte. Nonostante tutto quello che, studiando da bravi cittadini, è facile sapere.
Non è inspiegabile. E' un progetto di lunghissimo respiro. E' tutto
QUI. In un magico libretto del potere che ha già dato ottimi frutti. E che potrebbe darne ancora.
Io penso che destra e sinistra non siano uguali, a partire dagli elettori. Intanto però ecco gustose iniziative culturali promosse da Licio Gelli con la lieta partecipazione della moglie di D'Alema...

Vi lascio con altre immortali parole. Così infatti parlò Baget Bozzo:
<<Il mondo diventa quello che noi vediamo in tv. Noi viviamo la storia contemporanea in visione diretta, la realtà e l'interpretazione insieme.>>
Incredibile acume del consigliere Baget (non sono ironico). Teniamo conto del fatto che ci sono batraci che queste cose non le hanno mai capite.

Peter

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categoria:segnalazioni, politica, massoneria, mediaset, televisivo
giovedì, 02 febbraio 2006

Un'altra tv è possibile

Dopo aver assistito alla presentazione di Marco Travaglio del suo nuovo libro Inciucio ho firmato per la proposta di legge di iniziativa popolare per la riforma del settore radioteleviso (ovvero: togliere i partiti dalla Rai). E' una cosa a cui tengo molto, il Servizio Pubblico. Di qualsiasi tipo. E questa televisione è un affronto a tutto ciò che di buono l'umanità ha raggiunto nei secoli.
Nel sito www.perunaltratv.it potrete vedere dove e quando trovare i banchetti per la raccolta firme nella vostra città, o organizzarne uno voi stessi.
QUI c'è il calendario dei banchetti per il mese di febbraio.
Ne vale la pena. Zapatero lo ha fatto, ha tolto i partiti dai cda, da noi non lo fa nessuno, per la Casta sarebbe controproducente. Questi politici vogliono che rimanga tutto com'è, la gente no. Ma visto che noi siamo migliori dei nostri politici... diciamo la nostra, con una semplice firma. Poi si vedrà.

Peter

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categoria:segnalazioni, politica, società, televisivo
mercoledì, 01 febbraio 2006

Gialli SMS & 'Ntoni

Il buon Zop domani porterà a Genova, al suo Festival Dadista all'interno della fiera InEdita, tutti i gialli sms (cioè gialli che non devono superare i 160 caratteri) che gli sono pervenuti. Con grande sollievo per l'umanità tutta ho contribuito con questo psycothriller (!) che dedico a mio padre per discolparmi e chiarire che lui, porello, non c'entra nulla (è fiction!):

Trovai il testamento nascosto nella scrivania, signor giudice, vicino al tagliacarte. Presi entrambi, andai da lui e prima di trafiggerlo dissi: E' così, papà?

Segnalo inoltre che Antonio Di Pietro ha aperto un blog, e la cosa mi fa piuttosto piacere, visto che lo giudico come uno dei pochi politici puri e onesti.

Peter

postato da: DevilsTrainers alle ore 12:23 | Permalink | commenti (15)
categoria:segnalazioni



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