mercoledì, 07 novembre 2007

Padre Pio ci visita porta a porta
Grazie al dono dell'ubiquità

Appadre Pio

Ministero e Ministro della Propaganda

E così una notte, autopressatomi col libro di Sergio Luzzatto che nemmen ho letto, mi sono domandato: chissà cosa ne pensa quella gran càrtola del Ministro della Propaganda approposito delle stimmate di Appadre Pio e della di Lui agiografia!
Afferro speranzoso il telecomando, la mano trema, premo il tasto 1 e in men che non si dica, grazie allo Stato italiano ch'è padre amorevole e padrone indulgente, Egli m'appare avvolto da una densa nuvola di profumo (all'inizio mi pare profumo di rose e mughetto, poi m'accorgo che è la salama da sugo e il cotechino di Carlo, che sto nel mentre digerendo ininterrottamente da giorni).
Comunque le vie del gentile sig. sono infinite. E' proprio incredibile che il Vespa Bruno discorra proprio di questa storia pesa, per giunta con dei regaz niente male, per non parlare poi di Piergiorgio Odifreddi, indiscutibilmente r
e della balotta sul suo trono. A buttarlo giù dal trono ci prova inutilmente un borioso frate che sotto al saio sicuramente non porta le mutande (tutti sappiamo perché). E se anche le porta sono sicuramente sporche.
Così la mamma del bambino che stava per morire racconta la storia del bambino che invece per fortuna, ci mancherebbe, non è morto perché gl'apparve Appadre Pio in una gragnuola di profumi di fiori. Aprendo e chiudendo la "manina destra" in quella della madre fresca di parrucchiera egli bimbo chiedeva cogli ultimi fiati di Appadre Pio. E così gl'apparve proprio (pesissimo!), e il fatto che il bimbo vivesse a San Giovanni Rotondo non deve portare a pensare niente. Anche se Piergiorgio, che è un gran spezzabolge, dice una storia tipo: strano che non gli sia apparso la dea Kalì. Non sarà mica che è tutta la vita che lo pressano col Forgione e alla fine si è autopressato?

La bomboniera che regalerò se mai mi sposerò (dai S., sposiamoci...)

Tutti urlano scaricatore! Ma si va a fondo questa sera sul fenomeno Appadre Pio. E anch'io posso annusare odore di limone, di violetta o di fragola, e non perché sia un collezionista di Arbre Magique, ma perché sono pazzo. Sì. Muahahah! 
Tutti possiamo sentire il Messori dire che Ciester Ton diceva che "il vero libero pensatore è il credente", a causa del limitante dogmatismo del non credente ("dogmatismo brevio", dice. Cagati addosso!). Per fortuna Piergiorgio gli risponde per le rime, dicendogli: merda vecchio ma che sbocciate tiri? Senex, sei veramente a pezzi, devi ripigliarti. E messori dice: serenase, gerontissimo. Te diffondi del gran scaricatore, il Sig. invece è per il... caricatore!
La tenzone è peserrima, perché va detto che Piergiorgio è solo e Messori e il Vespa hanno dalla loro Rispoli, che è stato sposato proprio d'Appadre Pio alle 5 d'un lieto mattino (sic); Ron, che perora la causa del benessere divino con la voce spezzata dagli psicofarmaci e senz'altro la uoma Pivetti, che ha pochi dubbi sulla limitatezza del metodo scientifico e su questo non manca di pressarci, anche se potrebbe brandarsela per un po'. Poiché è noto che il polleggio limita i problemi gastrointestinali e rassoda la pelle.
Dopo una lettera ricevuta da Messori dalla sua corrispondente "spastica" grazie a un miracoloso teletrasporto, evidente miracolo di Appadre Pio, s'arriva al punto. Storia malata, dice Piergiorgio, che tempo fa qui a Porta a Porta faceste una puntata sulla Marchi Wanna e dopo due giorni su Appadre Pio. La Wanna usa il sale e per questo è geppissima, e tutti le dicono: shame on you, uoma rubona! Appadre Pio invece fa i giochetti, si scortica con l'acido fenico, profuma, predice, cura come un re taumaturgo ma è un santo. Sì, storia pesa. Qualcosa non torna. E forse l'unica conclusione possibile è che c'è da cagare le lamette. Ame.

PS: ai blogger non bolognesi alcuni termini del sociolemma qui utilizzato (utilizzato per fini di studi linguistici finanzati dal M.I.T di Bastan) potrebbero risultare oscuri. L'autore se ne scusa, ma quando l'arte pesa spinge sulla pancia bisogna anche sapere lasciarsi andare e farla uscire così com'è.

Peter

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venerdì, 23 marzo 2007

Omaggio a Paolo Fox
Perché siamo figli delle stelle

Paolo Fox (in una riuscitissima posa sessualmente ambigua)
Paolo Fox

E' giunto il momento di approfondire la persona e il personaggio di Paolo Fox (o viceversa). Non lo facessi avrei dei problemi a guardarmi ancora allo specchio, come ben sa qualcuno, arrivando forse financo a pormi domande del tipo: ma chi sono io veramente? Sono forse Paolo Fox?
Paolo Fox: questo pervasivo e mellifluo aruspice delle stelle. Questo uomo che vive solo, in campagna, con le sue amate bestiole; che ritrova se stesso guardando le stelle di notte col telescopio (qui m'è scesa una lacrima, e un'altra anche adesso che sto rileggendo per correggere, e un'altra sicuramente fra poco, nel fresco ricordo del languore appena trascorso).
Nato nel 1961, egli è astrologo e giornalista, e chi pensa che le due professioni si mandino vicendevolmente a fare in culo è in errore, come ci insegna Antonio Socci (giornalista e chierichetto fondamentalista).
Paolo Fox, persona educata e ammodo, sorriso da seminarista e copiosa letizia che gli esce da ogni poro, sempre con un maglioncino pulito dai colori che trasmettono incredibile allegrezza, sempre pettinato e sbarbato, che vive assemblando oroscopi per la Tim e rubando spazio, suo malgrado, ad argomenti seri nella televisione pubblica... ecco, a costui io vorrei bene. Non fosse che una mia parente stretta (mia madre) lo segue ogni mattina sulla scatoletta magica. Gli vuole bene davvero, lei. Come a un fratello. E a me capita di sentire la sua voce (aizzato da Magalli) più spesso delle vocine interiori che coltivo con tanta cura e che vorrei ascoltare più attentamente (salutate tutti il mio nuovo amichetto Geppo; è un coniglietto giallo e ridanciano che mi sta sempre vicino parlandomi fisso nell'orecchio di strane storie sulla cosmogonia Dogon). Tutto questo, capite, metterebbe a dura prova l'equilibrio di Ignazio di Loyola, figuriamoci il mio.
Ma per dare una parvenza di senso a questo post di approfondimento culturale e per riappacificarci ricordiamo ai gentili utenti che Paolo Fox usa il computer con entusiasmo perché "gli ha semplificato i calcoli sulle effemeridi permettendogli di disegnare temi natali sempre più esatti". Dice di sé: "Non amo girare per negozi, così sono diventato un consumatore virtuale. Amo visitare i siti delle aziende, soprattutto quelli di motociclette, molti sono aggiornatissimi". E tutto questo, amici e amiche, ce lo rende umano e vicino. Perché altrove, là fuori nel durissimo mondo, uno così sarebbe stato apostrofato da calciatori arroganti e vestiti alla moda come un... nerd. Noi però siamo con te, Paolo. Davvero. Te lo dice un Toro.

Peter

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mercoledì, 07 febbraio 2007

Pantani, ipocrisia e doping

Marco Pantani

Fiction, interviste, speciali su Pantani. Non viene fuori neanche una siringa. I depuratori non esistono solo per l'acqua e per l'aria. A me sembra che i sopravvissuti si affannino perlopiù a riabilitare se stessi e il ciclismo, definitavamente compromesso. Esattamente come il calcio.
Così capita che San Paolo Bettini, campione del mondo, si senta "deluso" da Johan Museeuw, anch'egli campione del mondo e suo maestro e ex compagno di squadra, che ha dichiarato di aver fatto uso di doping. "Ha fatto una bischerata", continua il Beato Bettini. "Credo che da parte di un atleta ci debba essere l'onestà di sapere quando smettere."
Esatto, Bettini. Ci deve essere l'onestà di sapere quando smettere di dire cagate e essere ipocriti. E tu ipocrita lo sei al massimo grado. Insieme a tutti gli altri.

Perché le cose, cari i miei stronzi, stanno così.

Peter (dedicato a D.)

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martedì, 02 gennaio 2007

Io, Rocco
L'autobiografia di Rocco Siffredi

Rocco Siffredi

L'amico Pat ha pensato bene di regalarmi l'autobiografia di un certo Rocco Siffredi. Il motivo mi sfugge, ma il libro me lo sono letto in tre ore. Rocco: fulgido esempio per noi tutti (perché non di solo Kafka & Dante si può vivere...).
Ma il punto è un altro. L'inaspettata lucidità intellettuale di quest'uomo che, scopriamo, di ottimamente funzionante ha anche il cervello. Aggiungeteci, magari, un editor che sa fare bene il suo lavoro e avrete un libro interessante e umano, come hanno scritto anche sul Domenicale del Sole 24 ore di qualche settimana fa.
C'è chi pensa che Siffredi lavori nudo. Non è vero. La vera nudità la raggiunge fra le pagine della sua autobiografia. Come quando parla della morte di sua madre o del rapporto con suo padre.
Per capire che intendo con cervello funzionante leggete queste righe tratte dal capitolo L'ipocrisia dei media:

Dal momento in cui appari in televisione, devi mettere in conto che qualcosa di tuo, di molto intimo, è perduto. Diventi un prodotto televisivo e non importa più quello che sei, ti trasformi immediatamente in un messaggio massificato. [...] Se sei una pornostar sei quotidianamente bombardato da richieste mediatiche di ogni genere. Ma, attenzione! Il porno in TV fa alzare l'audience. Esattamente come la violenza. E come pure ogni forma di esaltazione di uno qualsiasi degli aspetti più istintuali della nostra natura se trattati con morbosità strumentale. Eppure la televisione, spudoratamente, nega ciò che mostra mentre lo mostra, assumendo un atteggiamento pregiudiziale che la assolve preventivamente dal parteggiare per qualsivoglia contenuto. Questo comportamento non lo considero nemmeno vigliacco, questa per me è l'unica forma di volgarità possibile.
[...] La televisione fino a pochi anni fa era un meraviglioso mezzo d'intrattenimento per le famiglie, ora è il più grande strumento di potere, di guerra. Ha modificato i comportamenti naturali della gente, ha omologato i gusti, i desideri, le ambizioni. Ha annullato le peculiarità individuali, impedendone lo sfogo se non attraverso l'aggressività. E poi mi vengono a dire che il porno è diseducativo!
Rocco Siffredi, Io, Rocco (Mondadori 2006, pagg. 191)

Peter

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venerdì, 17 novembre 2006

Totò sfottò
Cuffaro mafioso? Con quel visetto è impossibile

Notevole puntata del programma di Santoro, ieri sera. Se non altro per un paio di motivi. Già storico editoriale di Marco Travaglio su indulto, Cuffaro e mafia. Risate molto amare, seguite da brividi. Un fatto a caso: testimoni di nozze di un noto mafioso: Cuffaro da una parte e Mastella (ministro della giustizia) dall'altra. Non sapevano nulla sullo sposo, naturalmente.
E plurime e reiterate miserie di Salvatore Cuffaro, che si è scavato la fossa con grande classe e notevole umorismo. Come dimenticare la sua coppola e le grasse risate? Nota tecnica per ridicolizzare e sminuire problemi reali, profondi e tragici, quella dello sfottò. Se poi significa (tentare di) umiliare parenti di morti per mafia quasi in lacrime non importa. Lui aveva documenti ufficiali alla mano! In cui c'era scritto... cosa c'era scritto? Ah sì. Che i morti per mafia, in Italia, una volta morti vengono uccisi ogni giorno, ancora, all'infinito.

Peter

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lunedì, 06 novembre 2006

Itaglia faccista
Tra Bocca e Miyazaki

Giorgio Bocca

Ieri sera Giorgio Bocca ha detto a Che tempo che fa (in televisione!) una grande verità. La maggioranza degli italiani è di fatto fascista, o ha una mentalità riconducibile al fascismo.
La mia è una famiglia di partigiani e donne che facevano la staffetta nascondendo pistole nelle ceste di frutta. E se noi siamo qui a farci le pippe a vicenda è soprattutto grazie a loro e a chi non si è fatto e non si fa comprare (al contrario di Pansa).
Un lievissimo omaggio a Bocca e ai miei vecchi che da quando son nato mi raccontano storie di guerra, usando uno dei capolavori di Hayao Miyazaki, regista di cui sono ormai schiavo intossicato.
Il film è Porco Rosso (1992), è ambientato nel nord Italia e nell'Adriatico ai tempi del fascismo (anni '30). Il protagonista ricalca la figura del Barone Rosso, famoso pilota d'aerei, e ha la faccia da maiale a causa di una maledizione (in ogni film di Miyazaki c'è una maledizione da riscattare).
Scambio di battute tra l'amico, pilota dell'esercito, Ferrarin e Marco-Porco Rosso, cacciatore di taglie nel cielo, fuorilegge e ricercato.

"Rientra nell'aviazione, Marco. Potrei ancora farti reintegrare."
"Meglio maiale che fascista."

Porco Rosso - di Hayao Miyazaki (1992)

Peter (ricordo anche il bel post che fece Acsel tempo fa)

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mercoledì, 27 settembre 2006

La radice quadrata di Politicultura alla meno 2
Nuova Poesia Crepuscolare & vecchia vasellina

Tu che stai leggendo, italian@ medio acceso sostenitore di questa sana democrazia, immagina di essere in una sala d'attesa d'un ambulatorio. Stai aspettando di essere visitato dal tuo proctologo di fiducia, quello con le dita grosse e callose da taglialegna che tanto gradisci, e che ti tiene allenato il culo per la sera quando, stremato da una dura giornata di lavoro, ti distendi sul divano e ti rilassi, facendo incetta di programmi Mediaset senza accorgerti di nulla.
Ecco, italian@. Sei in sala d'attesa e prendi in mano una rivista a caso. La sorte matrigna t'ha premiato con Vanity Fair, col numero del 29 giugno 2006. Sfogli senza aspettative ma con morbosità, senza sapere perché. A pagina 23 il destino beffardo ti lusinga nuovamente, dopo averti portato in dono, tanto tempo fa, un televisore al plasma da 40 pollici comodamente pagabile in 46 rate da 120 euro l'una e un attrezzo per togliere il nocciolo dalle ciliegie con un solo movimento della mano. Leggi, perlamadonna:

Dedico questa poesia al senatore Marcello Dell'Utri in segno di un'amicizia che rappresenta per me un dono prezioso che la politica mi ha offerto.

Velata verità
Segreto stupore
Sguardo leggero
Insondabili orizzonti.

Sandro Bondi

Sandro Bondi Marcello Dell'Utri
Rispettivamente l'autore e il destinatario del componimento crepuscolare di cui sopra

Il poeta dunque scruta distrattamente l'orizzonte in un giorno di nebbia. Dentro, nell'intimo più profondo (egli ne è provvisto in grandi quantità), sembra sussultare di fronte a una verità che non ci è dato sapere, ma che deve essere qualcosa di grosso che riguarda mafia, massoneria, servizi segreti deviati, omicidi, corruzione, tangenti e chissà cosa altro che a noi non interessa. 
Fiducioso italian@, sei sinceramente commosso. Entri dal proctologo contento di farti visitare. Speri non sia niente di grave. Ripensi alla poesia che hai appena fruito e ti consola. Tutto a posto, il tuo retto è sano. Ha solo bisogno di riposo. Ti rivesti. Tutto è finito. Rimane solo un leggero di odore di merda, e un po' di bruciorino che passerà, prima o poi. Vai a casa lestamente. Pensi che è mercoledì. C'è Striscia la notizia La pupa e il secchione HOT!
Ahi!

Peter

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giovedì, 21 settembre 2006

INTERRUZIONE - IL MASSONE
Questo blog è ora in mano a forze segrete e oscure

Che cos'è la verità in Italia?
E' un'idea, una corrente de partito, un'opinione, una corrente elettrica, una corrente d'aria? Ma c'è qualcuno dall'altra parte? Ma sto interrompendo qualche programma? Ma c'è qualcuno che mi legge? Porca miseria...
Noi cavalieri della 'uallera d'oro abbiamo fatto un golpe, abbiamo rivoltato tutto quanto, ci fosse uno dall'altra parte che dice: <<Oh, ma che sta succedendo?>>.
Oppure soltanto per dirti: <<Vaffangulo...>>.
Ma per dire, una reazione, porca miseria! Ma voi lo sapete che noi lavoriamo dalla mattina alla sera per occupare i posti, per fa' l'attentato... E questa è fatica, e questa è passione, ma io 'o faccio 'o golpe, io mando l'Italia a gambe all'aria ma vorrei qualcuno dall'altra parte che dicesse: <<Stanno attentando alla Costituzione!>>, oppure anche solo: <<Ma che sta succedendo? Toh, è nu golpe? Ah, è nu golpe>>. No, tutto tranquillo, tutto normale...
Ma voi avete rispetto per chi lavora? Ma lo capite che cos'è la creatività in questo lavoro? Monica Lewinski a Raiuno: le diamo 25.000 dollari per fa' un lavoro che poi non fa... Lai sa che è, lei sa perché, lei sa dov'è! Ci fosse qualcuno in questo paese che ti da una soddisfazione!
Io quando lavoravo a Disneyland, da ragazzo, tenevo lo stesso cappuccio così uguale ma tenevo due 'recchie così... Ci stavano i guaglioni che facevano: <<Oh, vedi chi è? Oh, vedi chillo che vola! Oh, vedi chillo che decolla!>>
Un'espressione, una reazione! Qua niente! E' un paese di morti! E allora uno che deve fare?
Abbiamo fatto l'anarchia, abbiamo ritirato fuori gli anarchici e allora vedete che sulla mia scrivania oggi c'è una bomba: una bomba all'uranio? No, una vecchia bombaccia degli anni Settanta che facavano con lo scotch e con lo sputo e che era molto semplice; ci stanno due fili: ce sta 'o filo giallo e 'o filo arancione; se taglio 'u filo giallo se disinnesca, se taglio 'u filo arancione scoppia.
E io sto tagliando 'u filo arancione: pecché?
Pecché me so' shcassate!

Corrado Guzzanti, Il caso Scafroglia

Il caso Scafroglia finiva così, in quel lontano ma geologicamente vicino dicembre 2002. Risposta per sempre attuale alla nostra camera, al nostro senato e a tutti gli elettori. Non importa qual era, è e sarà la domanda. Peter

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lunedì, 31 luglio 2006

Mauro Ferrari
Eroi del nostro tempo


Mauro Ferrari

Potremmo parlare di indulto, di casta, di Previti Dell'Utri Tanzi, della serietà di Di Pietro, di quei carcerati in Sicilia che non vogliono uscire dal carcere perché lì hanno un lavoro e fuori no... Potremmo parlare delle elezioni nel ricchissimo Congo e delle solite ingerenze occidentali o di Israele Palestina e Libano... Ma è meglio di no, primo perché su questi argomenti è meglio leggere dei libri, secondo perché su questi argomenti i blog si sbizzarriscono già, con risultati spesso imbarazzanti, terzo, soprattutto, perché abbiamo voglia e bisogno di nuova benzina.

Conoscete
 
Piero Di Pasquale? E' un bravissimo giornalista di RaiNews24. Conduce Next, un programma in cui per un'ora intervista personaggi. A volte politici evidentemente corrotti, a volte Emanuele Severino, a volte scienziati... Più che intervistare dialoga, è molto preparato, e questo aggiunge valore all'intervista. Marzullo per fortuna è lontano. Il telespettatore ascolta attentamente.
L'altra notte torno a casa tardi. Accendo la tv, e su Rai tre, come ogni notte alle due e mezza, c'è la replica di Next. Un personaggio pacifico e sorridente, apparentemente in pace con se stesso, parla di nanotecnologie, di dispositivi microscopici a cui sta lavorando che, immessi all'interno del corpo, riconoscono l'eventuale danno e l'aggiustano da soli. Ohibò. Si chiama Mauro Ferrari, è un genio, e quando parla è un fiume in piena. Lavora in America, e torna spesso in Italia per collaborare e diffondere. Si mostra estremamente amareggiato per gli inevitabili usi militari che vengono fatti con ogni grande scoperta scientifica, ma lui va avanti. Bisogna andare avanti per i vantaggi che l'umanità può trarne. Sta lavorando anche per dei vaccini monodose, in modo da coprire quante più persone possibili laddove il sistema sanitario è arretrato o inesistente. Noi intanto simpatizziamo. Il suo entusiasmo è contagioso. Intervistore e intervistato sembrano conoscersi da tempo. Parte la biografia. Ferrari ha cinque figli, di cui quattro sono due coppie di gemelle (!). Si è laureato in matematica. Poi si è dedicato all'ingengneria civile, poi, improvvisamente, ha voltato completamente pagina e si è buttato con risultati entusiasmanti in studi biomedici. Ma entusiasmanti quanto? Tanto così: "Nel Biomedical Microdevices Center, ente che ha fondato e dirige, ha messo a punto una biocapsula per trapianti cellulari che impedisce il rigetto del sistema immunitario. Si tratta di un "sommergibile" antitumore di dimensioni infinitesimali costruito in silicio che individua il tumore e porta nel corpo umano le sostanze in grado di aggredirlo e distruggerlo, senza danneggiare gli organi sani."
Sono quasi le tre e mezza. Improvvisamente, con grande dignità, racconta di se stesso, dei propri figli, della prima moglie che è morta precocemente per un tumore e del dolore che ha provato. Dice che la tragedia insita nelle nostre esistenze va utilizzata per migliorare le cose. Può essere una forza. Noi capiamo perché ha voltato pagina, e comprendiamo cosa lo spinge. Migliorare le nostre vite, le vite di tutti. Impedire che una persona che amiamo muoia troppo giovane per una malattia che potrebbe essere curata. Ci risulta impossibile non essere contagiati dalla sua purezza, trasparenza e dal suo fortissimo senso etico. Elementi rarissimi in una persona che ricopre ruoli di potere. E una lacrima scende. Mentre Piero Di Pasquale, visibilmente scosso, fatica per non piangere. Per una volta spegniamo la tv e andiamo a letto contenti e commossi. E con vicino persone come Mauro Ferrari pensiamo al futuro non come a un eterno bombardamento di civili inermi.

Peter

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lunedì, 08 maggio 2006

Sempre più allodole

Cesare Previti è in galera. Ve ne siete accorti? Dopo giorni di festeggiamenti torno nel mondo e scopro che non è una gran notizia. Stupido me! Credo ne abbiano parlato solo al Tg1 (la Resistenza è fra alcuni giornalisti della sua redazione!). L'ho visto. Ne hanno parlato al 22esimo minuto di telegiornale. In un paese sano sarebbe stata la prima notizia. Ma noi siamo malati, molto malati. Terminali!
Il giornalismo asservito al potere mi pare la chiave di tutto. Per evitare di parlare del fatto più importante degli ultimi anni, un fatto che per tentare di evitarlo ha assorbito tanta parte delle energie dei nostro politici di destra, assistiamo a una genuflessione di massa. Giornalisti affannati a cercare una agenda delle priorità che consenta loro di non aver problemi. La Mecca ci fa una pippa. 
Unabomber, tornato puntuale e utilissimo. Incomincio a pensare che unabomber sia una creature governativa. 
D'Alema al colle sì o no. Ve lo dico io: no. Si sapeva anche prima, e allora perché romperci le balle per 4 giorni? In un paese sano basterebbe ciò che ha detto Fedele Confalonieri su Massimo D'Alema per allontanare D'Alema da qualsiasi forma di attività politica: "Dieci anni fa D'Alema aveva detto che nessuno avrebe toccato Mediaset e la promessa è stata mantenuta."
Ergo la sinistra ha proposto un candidato per la presidenza della repubblica che è gradito a Confalonieri (braccio di mezzo di Berlusconi). D'Alema: braccio sinistro. Qualche domanda vogliamo porcela?
Fuffaglia. Basta farci caso, giornali e telegiornali ne sono zeppi. Fanno di tutto pur di confonderci, pur di non informarci. Vedo solo specchietti per le allodole. Come lo è stato l'aviaria. L'aviaria era un'ossessione. Poi hanno scoperto le marachelle di Storace, Storace si è dimesso e l'aviaria è scomparsa dagli organi di informazione, gli unici organi peraltro ad esserne stati infettati. Ma tornerà, certo che tornerà.
Infine la guerra. La guerra è forse il miglior specchietto per consentire ai politici di starsene un po' nell'ombra. Lì sono sempre tutti uniti nel cordoglio, nel dolore. Chi si informa per vie traverse sa com'è la situazione in Afghanistan da sempre. Ma quando sono morti i due alpini l'altro giorno sono sembrati tutti molto colpiti. Colpiti che l'Afghanistan esistesse ancora.
De André cantava: Hanno rimandato a casa / le loro spoglie nelle bandiere / legate strette perché sembrassero intere.
Il potere non è altro che il becchino che riassembla i cadaveri coadiuvato dalla retorica della patria. Gli organi di informazione sono i tanatologi che li aiutano e guardano l'effetto che fa. La tragedia è che tutto questo funziona. Le allodole guardano se stesse fissare il vuoto.

Peter

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lunedì, 10 aprile 2006

Dalle 11.50 alle 11.55 di oggi, nel paese di Tv

Rai uno: Nonna Luisa e gli anziani molto parsimoniosi, con testimonianze dei parenti. Finale: viva la Pasqua (festa degli anziani) e viva tutte le nonne Luisa! (a seguire La prova del cuoco);
Rai due: minuziosissimo oroscopo di Paolo Fox.
Rai tre: "No alla terza età". Un uomo attempato ma aitante par di capire che suona in un gruppo rock. Si afferma che l'età non ha età, seguono forti applausi e la commozione di Frizzi.
Rete 4: convulsa pubblicità di un rossetto che, sembra, ha poteri salvifici.
Canale 5: La fattoria. I Cugini di campagna parlano rapiti delle inaspettate e sorprendenti conoscenze musicali di tale Jennifer. Sì, proprio Jennifer.
Italia Uno: telefilm in cui i nostri due eroi si trovano fra decine di vipere pericolisissime. Il pathos raggiunge il climax quando lei salva lui.

Domando: chi ha già vinto, veramente, queste elezioni? E le prossime? E le prossime ancora?
In Francia, per esempio, ha vinto la gente che è scesa in piazza, incazzata nera. E da noi invece? Chi cazzo ha vinto veramente?!

Peter [che in tutti i casi questa sera sarà in piazza]

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categoria:politica, societĂ , televisivo
lunedì, 03 aprile 2006

Quale ricerca?

Ieri sera ho guardato in tv, sull'unica rete televisiva italiana, il reportage W la ricerca, di Riccardo Iacona. Un'ora e mezza di parole ed immagini che dovrebbero zittire per sempre tutti i politici protagonisti di questa campagna elettorale, della prossima, e della prossima ancora. Non siamo messi male. Siamo in coma irreversibile in attesa che qualche buon'anima stacchi la spina. 
Giovani genietti italiani si laureano nelle nostre università, si formano in Italia e poi se ne vanno all'estero per poter vivere decentemente e avere libertà professionale. Costo che la pubblica istruzione sostiene per formare ogni singolo ricercatore: circa 250.000 euro. Benefici che ne trae: nessuno, sono soldi completamenti buttati, perché il ricercatore è costretto dal nostro cieco sistema ad espatriare. I 250.000 euro vanno poi moltiplicati per 12.000 giovani fenomeni in fuga ogni anno. Totale: tre miliardi di euro buttati nel cesso annualmente, quasi un quarto di finanziaria. Perché? Da noi non ci sono fondi. Detta così non vuol dire niente. Da noi, in realtà, il sistema è strutturato in modo borbonico, clientelare, in un vortice di raccomandazioni e burocratizzazione.
I laboratori, grazie alle capacità di pochi, producono enormi risultati, brevetti meravigliosi che consentono di usare pochissima energia, come un piccolo sistema che capta la naturale vibrazione elettromagnetica e consente di alimentare i cellulari (per esempio) senza bisogno batteria. Vivrebbero grazie all'aria! Ma come farebbe l'Enel (etc...) a perpetuare se stessa se consumassimo meno?!
Una ragazza italiana è espatriata in Usa. Qui da noi, dopo il dottorato, poteva essere al massimo una Co.co.co. senza prospettive (come tutti gli altri validi ricercatori non raccomandati). In America è PROFESSORE ASSOCIATO a tempo indeterminato. Rendo l'idea? L'hanno assunta in base alle pubblicazioni, lei ha spiegato cosa voleva fare. Risultato? Assegno da 4 milioni di dollari, per studiare i superconduttori, materiali che consentirebbero di non sprecare energia. E così in Danimarca. L'importanza di tutto ciò? Il 30% dell'energia MONDIALE viene persa nel nulla per colpa dei materiale conduttori. E cosa succede? Lo Stato italiano (cioè noi, che siamo in mano a "esperti" di nomina governativa, cioè Niente) rimane completamente estraneo ai benefici di queste scoperte. Saremo finiti in pochi anni, questo è il punto. Chi deve sapere sa, in genere ha i capelli grigi, si veste in completo e cravatta e si sta affannando alla faccia nostra e del nostro voto per accaparrarsi le ultime briciole.
Non sono De Amicis ma... verso la fine del programma ho sentito un brivido, poi la pelle d'oca ad annunciarmi una lacrima. Spero solo che la catastrofe arrivi il prima possibile.

Peter

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mercoledì, 15 marzo 2006

Scontro TV
"Ero più alto di Prodi ma non siamo riusciti a farlo vedere perché ci sono state poche inquadrature spalla a spalla"

Il monarca è in attesa del regicidio, e la cosa comprensibilmente lo indispone. E' "deluso dal metodo" e contrariato dalle "regole assurde".
Chi l'avrebbe mai detto che in una specie di Democrazia come la nostra ci fossero delle regole a cui sottostare? Gli unti da Dio non sottostanno, sottomettono. Lo dicevano anche Hernan Cortes, Francisco Pizarro e Diego de Almagro, mentre si pulivano il volto dal sangue di quei miserabili selvaggi.
E chi l'avrebbe mai detto che anche Lui un giorno (ieri sera) avrebbe dovuto piegarsi (povera schiena!) ai principi dell'uguaglianza... Quasi commuove la tragedia intima di questo grande statista che tanti set di pentole è riuscito a vendere nella sua venerabile esistenza.

Il monsignore invece verso la fine ha detto, in poche parole, i motivi per cui mi definisco di sinistra, che sono gli stessi motivi per cui sono avversario di questi uomini politici di sinistra (tranne il monsignore, a questo punto, con tutti i suoi difetti): per i più deboli, per la felicità, per uno Stato forte, etico, solidale, partecipativo, aperto. Per un po' di serietà. (E viva il buon vecchio Illuminismo!)

Comunque una cosa va detta, una volta per tutte:
maledetti centri civici!

Peter

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categoria:politica, televisivo
martedì, 14 febbraio 2006

Chi conosce Francesco Di Stefano?
Europa 7: storia di un occultamento ben riuscito

Digitate nel sito di Repubblica questo nome. Ci vogliono le virgolette. Comparirà un solo articolo che ne accenna alla fine. Digitatelo su Corriere.it: "Nessun risultato per la ricerca impostata". Provate nel sito dell'Unità. Compariranno tre articoli, di cui uno interamente dedicato a quest'uomo. E' un'intervista del dicembre 2003. Nel maggio 2003 Dario Fo a Franca Rame scrissero questo bel riassunto della faccenda. E' stato pubblicato anche un libro. Ma non basta.
Francesco Di Stefano è il presidente di Europa 7, una televisione che dovrebbe trasmettere da anni, e che non trasmette perché Rete 4 occupa illecitamente le sue frequenze (che sono pubbliche, dunque nostre). Ha vinto ogni ricorso, la legge è dalla sua parte, la politica assolutamente no, la casta quando si muove non scherza. E' fermo dal 1999. Viene avversato continuamente dai concorrenti (indovinate chi), ma lui va avanti. Un eroe? Certamente con lui il livello si alzerebbe. Ha un'idea di televisione interessante, che obbligherebbe l'attuale duopolio a svegliarsi e a non prendere in giro i telespettatori. Ci sarebbe finalmente concorrenza. La concorrenza rende un paese democratico. Noi non l'abbiamo. Dunque?
Qualche parola di Di Stefano, tratta dall'intervista di cui sopra che vi consiglio caldamente.

<<Nessuno lo ha mai detto, purtroppo. Ma nel 99 noi abbiamo vinto e Rete4 ha perso. Ci hanno costretto a fare un ricorso insieme all’Adusbef alla Corte Costituzionale e la sentenza, ineludibile, stabilisce che entro il 31 dicembre [2003, ndr] Rete4 si deve spegnere e noi ripartiamo.>>
Berlusconi vuole salvare i mille dipendenti di Rete4...
<<È un ignobile ricatto sull’occupazione, soltanto “pro domo sua”. Rete4 non ha dipendenti, sono di Rti e Videotime, in tutto 3500, ma che lavorano quasi tutti per ogni struttura editoriale di Mediaset: per Canale5, Rete4, Italia1, Jumpy e le altre. Ci sono 40, 50 giornalisti, tutti precari, che potrebbero venire licenziati, ma Mediaset può riassorbirli. E anche noi, ripartendo, saremmo pronti ad assumerli>>

Ora una agghiacciante testimonianza del professor
Francesco Siliato, che ringrazio molto:

Europa 7 di Di Stefano ebbe la concessione, l'ha ancora, ma non ebbe mai le frequenze. Ha sempre vinto i ricorsi alla giustizia ordinaria, ma mai a quelle all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di Cheli (nominato da D'Alema), Sangiorgi (DL), Pilati (Fininvest), Manacorda (DS), Monaci (Rifondazione com.), ed altri minori Udc e Forza Italia.
Oggi Europa 7 è in attesa di una sentenza della Corte europea, che potrebbe modificare le cose. Nel frattempo mandanti del Gruppo Fininvest hanno cercato di accordarsi, proponendogli un tot. Di Stefano ha rifiutato, sperando nella Corte ma anche perché ne ha viste troppe. In conversazioni private con un amico giornalista, ha sostenuto che Berlusconi senior in persona ha telefonato al boss della banca nella quale l'azienda Europa 7 aveva il conto per ordinargli di chiedere l'immediato rientro dei prestiti. Il boss della banca ha eseguito. Di Stefano è riuscito a trovare i soldi in un altra banca ed è rientrato. Fu in quel mentre che la signora nota esponente del gruppo Fininvest lo chiamò per trovare un accordo. Sarà vero? Non lo so, forse è credibile.

Nessuno ne parla. Non i giornalisti. Non a destra e non, soprattutto, a sinistra. Più che puzza di bruciato parlerei di un'immensa letamaia da non rimestare.
Questa è pura e semplice propaganda. Occultare un fatto importante è di per sé una scelta politica di malafede. Si parla d'altro per non parlare di qualcosa di scomodo. Dunque è propaganda. In passato, in Germania, esisteva anche un ministero...
Diffondete, che sapere salva la vita.

Peter

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venerdì, 10 febbraio 2006

Ahi Mediaset Italia!
Bordello con nocchiere

Sempiterna lungimiranza dall''immortale Sommo Poeta:
Ahi serva Italia, di dolore ostello, / nave sanza nocchiere in gran tempesta, / non donna di privince, ma bordello! [Dante Alighieri, Purgatorio, VI 76-78]

Ecco le prove di ciò che è chiaro da anni. Ciò che chiamavo "cura Mediaset" e che oggi l'amico Patrick definisce, più puntualmente, "trait d'union P2-Psi-Mediaset-Fi".
Cura grazie alla quale un partito come Forza Italia ancora oggi riesce ad avere il 20-22% degli elettori dalla propria parte. Nonostante tutto quello che, studiando da bravi cittadini, è facile sapere.
Non è inspiegabile. E' un progetto di lunghissimo respiro. E' tutto
QUI. In un magico libretto del potere che ha già dato ottimi frutti. E che potrebbe darne ancora.
Io penso che destra e sinistra non siano uguali, a partire dagli elettori. Intanto però ecco gustose iniziative culturali promosse da Licio Gelli con la lieta partecipazione della moglie di D'Alema...

Vi lascio con altre immortali parole. Così infatti parlò Baget Bozzo:
<<Il mondo diventa quello che noi vediamo in tv. Noi viviamo la storia contemporanea in visione diretta, la realtà e l'interpretazione insieme.>>
Incredibile acume del consigliere Baget (non sono ironico). Teniamo conto del fatto che ci sono batraci che queste cose non le hanno mai capite.

Peter

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giovedì, 02 febbraio 2006

Un'altra tv è possibile

Dopo aver assistito alla presentazione di Marco Travaglio del suo nuovo libro Inciucio ho firmato per la proposta di legge di iniziativa popolare per la riforma del settore radioteleviso (ovvero: togliere i partiti dalla Rai). E' una cosa a cui tengo molto, il Servizio Pubblico. Di qualsiasi tipo. E questa televisione è un affronto a tutto ciò che di buono l'umanità ha raggiunto nei secoli.
Nel sito www.perunaltratv.it potrete vedere dove e quando trovare i banchetti per la raccolta firme nella vostra città, o organizzarne uno voi stessi.
QUI c'è il calendario dei banchetti per il mese di febbraio.
Ne vale la pena. Zapatero lo ha fatto, ha tolto i partiti dai cda, da noi non lo fa nessuno, per la Casta sarebbe controproducente. Questi politici vogliono che rimanga tutto com'è, la gente no. Ma visto che noi siamo migliori dei nostri politici... diciamo la nostra, con una semplice firma. Poi si vedrà.

Peter

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categoria:segnalazioni, politica, societĂ , televisivo
giovedì, 26 gennaio 2006

Daniele Luttazzi & Mediaset
Finalmente una bella notizia

(ANSA) - ROMA, 26 gen - Mediaset dovra' versare quarantamila euro in tutto di spese processuali. Il giudice ha ricondotto alla posizione di Mediaset solo un profilo, quello riguardante il conflitto di interessi del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in un unico passaggio dell'intervista di Luttazzi a Travaglio, durante Satyricon.
''La legge Tremonti - disse Travaglio a Luttazzi (e' la parte riportata dalla sentenza) - e' una legge che, detta in soldoni, rilascia delle agevolazioni fiscali  alle imprese che reinvestono gli utili e quindi e' una legge neutra, se non che, un giorno, una certa azienda che si chiama Mediaset, compra dei films, comprati quei films chiede al Governo se puo' beneficiare dei vantaggi della legge Tremonti. Il Governo le risponde si', puoi beneficiare di questi vantaggi, e questi vantaggi, quantificati, sono 243 miliardi in una botta sola. Il problema qual e'? Io non so se la Mediaset avesse o non avesse il diritto di accedere a questi vantaggi, c'e' chi sostiene di no perche' i films acquistati non sono beni materiali e la legge Tremonti si occupava soltanto di beni materiali, ma mettiamo che fossero, che fosse tutto, tutto di loro diritto, il problema e' che a beneficiare di questa legge e' colui che l'ha fatta e cioe' il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, con una mano e' presidente del Consiglio e con l' altra e' padrone della Mediaset''. 
Nessuna 'illiceita' del comportamento di Travaglio e Luttazzi, afferma il giudice che aggiunge: ''Non puo' per altro verso ignorarsi che le questioni legate al cosiddetto conflitto di interessi erano gia' ampiamente dibattute nelle sedi politiche e gia' erano oggetto di critica e commento da parte dei mezzi di informazione''. 
L'intervista a Travaglio fatta da Luttazzi provoco' una selva di durissime polemiche e una battaglia giudiziaria ancora aperta ma soprattutto costo' a Luttazzi l'epurazione dagli schermi Rai.
''Mi rallegro nel vedere riaffermati con semplicita' e chiarezza - commenta l'avvocato di Luttazzi, Andrea Parlatore - quei principi costituzionali che, grazie anche alla rigorosa elaborazione giurisprudenziale, costituiscono il fondamento di una societa' evoluta, civile e democratica. Principi costituzionali che, come tali, vanno a beneficio di tutti a prescindere, e' bene ripeterlo, dall'orientamento politico. Per il mio assistito, signor Daniele Luttazzi, da un lato mi rallegro per questa ulteriore vittoria processuale che ne conferma la professionalita', il rigore e la brillantezza; dall' altro lato permane lo sconcerto nel verificare concretamente che con un semplice atto di citazione (poi rivelatosi infondato) e' stato possibile tenerlo in scacco per oltre cinque anni di processo. I diecimila euro della condanna di un gigante economico come Mediaset fanno sorridere ma e' un riso amaro''. 
(ANSA).

Onore al giudice. E grazie a RIST per la veloce segnalazione.
In attesa di vivere in una vera Democrazia vi segnalo che domani a Bologna ci sarà la prima del nuovo spettacolo di Luttazzi intitolato Come uccidere causando inutili sofferenze. Noi ci saremo, lieti e anche un po' festanti.

Peter

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categoria:politica, societĂ , televisivo
mercoledì, 25 gennaio 2006

Altezza metà bellezza

E così abbiamo scoperto che Silvio Bananas non è alto un metro e un cazzo, ma basso un metro e settantuno!
Sono gli inconvenienti della terza età. Con gli anni si cresce. La nuova altezza per un'Italia competitiva l'ha dichiarata a Paolo Zerbino Sindone Bonolis, neologismo composto per definire il fenomeno delle ombre cinesi, nel suo interessante programma "Il dissenso nella vita non paga, Berlusconi sì".

Peter

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categoria:politica, delirium tremens, televisivo
lunedì, 02 gennaio 2006

Massimo Fini è... Cartola

L'altra sera, all'interno di quella scheggia impazzita che è Il senso della vita, notturno programma di Paolo Bonolis, Massimo Fini (ancora ospite e uno dei motivi per cui il programma è definibile come scheggia impazzita) ha usato la parola... sesquipedale. Ohibò. Uhllallà.
Si narra di ben 19 telespettatori che, dopo qualche istante di sedazione indotta e simpsoniana perplessità, subitanei son corsi, braccia tese alla conoscenza, all'impolverato scaffale in cui sono riposti gli sparuti e antichi volumi del loro lontano e biasimato percorso scolastico. Fra i pochi volumi ne volevano uno in particolare, il dizionario della lingua italiana Zingarelli.
Non stupisca che questi 19 telespettatori sapessero cosa cercare e dove. Ciò dimostra che le persone sono in grado di sopravvivere in questa giungla di vuote parole fatte e strafatte, e che 'telespettatore' e 'ricerca' (di qualunque cosa, come p.e. il senso delle parole), se in tv ci sono programmi intelligenti e stimolanti, non è un ossimoro.
Se ci riescono in 19... ci è lecito supporre che ci possano riuscire in 19 milioni. Il codice genetico è lo stesso, pare.

Fine della prima parte del post, brillante e gustosa.
Inizio della seconda parte, tragica e tenebrosa (v. diz.: 'realismo').

Ora, visto che qui si parla di Massimo Fini, perché non dare a Voi, comunisti senza nemmeno un dio minore, un brano del suo Massimo Fini è Cyrano - contro tutti i luoghi comuni? (di cui consiglio vivacemente la lettura: Marsilio 2005, 108 pagg., 10 euro). Cyrano doveva essere un programma tv. Chi ha letto Regime di Gomez e Travaglio sa com'è andata. Così il Fini si è rimboccato le maniche, insieme a qualche giovane volenteroso, e il programma lo hanno portato in teatro, ovunque. E' uno spettacolo rivoluzionario, vivace e di grandi contenuti. Altra dimostrazione di come 'vivacità' e 'contenuti' possano non essere un ossimoro! Esempio di contenuti:

La classe politica democratica è formata da persone che hanno come elemento di distinzione, unicamente e tautologicamente, quello di fare politica. La loro legittimazione è tutta interna al meccanismo che le ha prodotte. L'oligarca democratico è un uomo senza qualità. La sua qualità è di non averne alcuna. E ha i privilegi dell'aristocrazia senza averne gli obblighi. [...]
Io voglio valere quanto te, almeno sulla linea di partenza!
Hanno occupato illecitamente lo spazio della società civile, il loro potere è arbitrario, come i loro abusi e soprusi, il più normale e consueto dei quali è di favorire, in ogni modo e campo, i propri adepti, a danno, esclusione e mortificazione degli altri.
Io voglio poter essere individuo. Voglio essere singolo. Voglio essere un uomo. E vorrei incontrare altri uomini, non gruppi, non branchi, anonime entità senza forma. La paura unisce i deboli, i mediocri e cento di loro vinceranno sempre su mille che agiscono individualmente e liberamente.
Noi cittadini ci sottomettiamo a questo potere non perché lo riteniamo legittimo - sappiamo benissimo che è arbitrario - ma perché lo temiamo o attendiamo da esso vantaggi, benefici, favori, prebende. Obbediamo, ma disprezziamo. E sentiamo questa obbedienza alle oligarchie e ai loro capi bastone per quello che è: una sottomissione umiliante, un servaggio degradante cui ci si deve assoggettare.
La vera essenza del cittadino democratico non è il rispetto dell'autorità, che disprezza ma teme, o della legge, che appena può viola, ma il servilismo. Di fronte agli abusi, ai soprusi, alle prepotenze delle oligarchie io sono oggi del tutto indifeso.
Non posso ricorrere alla violenza - ho le mani legate dalle legge - e mi sento e sono solo. [...] Paria invece che pari. Non siamo che sudditi.


Tutto vero, naturalmente. E sulla scorta di questo la conclusione mi scaturisce a pioggia: lasciateci in pace, Fassino, D'Alema, Rutelli & C. (Bertinotti compreso!). Andatevene. A casa o in galera, non ci interessa. Abbiamo bisogno di persone oneste come noi, che credono veramente nel proprio ruolo di politici.
Perché politica significa: "arte e scienza del governare". Ora... "governare" è diventato sinonimo di "intrallazzare", ma sono parole molto diverse, capite? Se uno dedica tempo a intrallazzare non lo dedica a governare. Etc.
Si fermi tutto. Si faccia leggere a questi mentecatti l'Etica e la Politica di Aristotele e la Repubblica di Platone. La polis siamo noi, e noi vi mandiamo a fare in culo.

Peter

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categoria:politica, letteratura, televisivo
martedì, 20 dicembre 2005

Silvio Muppet Show

Ieri sera mi sono detto: sto troppo bene, facciamoci del male. Ho un buon margine. Così ho visto Berlusconi a Porta a Porta, agorà dei nostri destini.
A parte la commovente semplicità e verità delle parole di Diego Della Valle (sì, Diego, stavamo tutti sorridendo quando gli hai detto di non dire quel che diceva perché a casa avremmo ascoltato sorridendo di lui, disprezzandolo profondamente), sono stato percorso da un'idea ricolma di spietato realismo e per questo terrorizzante: c'è l'eventualità che, nonostante se stesso, Berlusconi vinca le prossime elezioni. Questo benché egli continui, in maniera ossessiva e allucinante, a dire le stronzate di sempre (lunga lista), a prenderci per il culo e a trattare le persone come minorati mentali con disegnini senza alcun significato. [Terrore. Distruzione. Morte.]
E' un'eventualità molto concreta, sottovalutarla significa permettere che si realizzi. La nuova legge elettorale è lì a dimostrarlo.
E io ho tanta paiura...

Peter

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categoria:politica, televisivo
martedì, 13 dicembre 2005

"Tookie"

Se tu vedi un uomo moribondo sul ciglio della strada e non lo aiuti sei perseguito, giustamente, per omissione di soccorso.
Se tu sei il governatore di uno Stato americano in cui vige la primitiva usanza di avvalersi della pena di morte per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri e per mantenere alto il rispetto di un popolo di ritardati nei confronti dello Stato, e permetti che un uomo muoia sei, a tutti gli effetti, la mano insanguinata del potere.
E' semplice: fai una telefonata e un poveraccio vivrà. Non la fai e il poveraccio morirà. Questo si chiama assassinio legalizzato. Va di moda, ma pare che qualcuno lo trovi tremendo, inutile e assurdo. Sarà anche perché è diretto solo verso neri, ispanici e bianchi alcolizzati senza un soldo.
Se tu sei Arnold Schwarzenegger - ex mister universo gonfio di ormoni e altre sostanze che si manifestano di tanto in tanto con qualche grosso palestrato dentro a una grossa bara, ex attore di film con un tasso di sparatorie, sangue e cadaveri sorprendentemente sopra la media, ora governatore della California - e non fai quella telefonata... tu sei un assassino e mi fai schifo, soprattutto quando sorridi alle telecamere con quella faccia.
Niente di che, ce ne sono parecchi di assassini che sorridono alle telecamere. Alcuni - gobbi, vecchi, condannati, prescritti ed ex-mafiosi - siedono spesso anche nelle poltrone di Porta a porta.
Che c'è di strano in tutto questo? Una cosa sola: che LA LEGGE NON E' UGUALE PER TUTTI, e questa cazzo di frase/formula magica rassicurante e ipocrita con cui il potere si autolegittima andrebbe tolta da tutti i tribunali.
Oppure si potrebbe iniziare a condurre i processi in modo serio, visto che semplici indagini svolte dopo 20 anni che numerosi innocenti erano incarcerati hanno dimostrato che il criminale era qualcun altro. Ma questo è mondo iperuranio, quindi ignorate questo stupido paragrafo e smettete di leggere questo post a "da tutti i tribunali".

Peter

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categoria:politica, societĂ , televisivo
lunedì, 21 novembre 2005

Non solo Kursk

Leggendo l'interessantissimo Psychofarmers, dizionario medico-culturale sul mondo degli psicofarmaci di Pietro Adamo e Stefano Benzoni (Isbn Edizioni, 16.50 euro), ci si imbatte in voci che stimolano i lobi almeno quanto alcuni dei prodotti che tratta. Una di queste voci (oltre a "Zio Paperone" e "GHB") è "Kursk".

Il 25 agosto del 2000, ricorderete, 118 persone muoiono nel sottomarino nucleare russo Kursk, coi soliti misteri del caso. La madre di uno dei marinai morti, incazzata con il Primo ministro - tale Ilya Klebanov - viene sedata da una fulminea iniezione da un agente, cadendo a terra priva di sensi, durante la conferenza stampa... Per questo gli autori scrivono:
<< E' forse l'unica immagine di censura politica a mezzo di psicofarmaci mai trasmessa in tv. >>

Frase che calza sorprentemente bene, con tutte le metaforizzazioni del caso, anche con: Domenica In, Buona Domenica, tutti i programmi sportivi, televendite, telegiornali, riviste patinate, talk-show, tribune politiche, Porta a Porta in trincea.
Ovvero tutte quelle migliaia e migliaia di ore di trasmissioni riparatorie al libero pensiero (e la par-condicio?!).

A proposito di Bruno Vespa: ieri notte da Marzullo ha detto che sente di essere odiato, seppur da una piccola parte di persone. E' incoraggiante. Significa che non è psicotico ed è immerso in modo abbastanza sano e realistico nel mondo sensibile. "Abbastanza", perché, caro Bruno, chi ti odia forma una massa molto più grande di chi ti guarda, e non a torto (sai bene perché). Fattene una ragione.
Inoltre il fatto che parli ossessivamente di Mussolini e il fatto che gli assomigli... ci fa pensare che la voce che gira non sia tanto campata in aria. Ma questa è un'altra storia.

Peter

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categoria:politica, televisivo
giovedì, 21 luglio 2005

La solita cattiva e l'insolita buona

Soprattutto per i fedeli, che possano farsi un'opinione loro. Dal "Compendio della Chiesa Cattolica in Formato Ridotto" curato da Ratzinger:

L'uso della forza militare è moralmente giustificato dalla presenza contemporanea delle seguenti condizioni:
- certezza di un durevole e grave danno subito;
- inefficacia di ogni alternativa pacifica;
- fondate possibilità di successo;
- assenza di mali peggiori, considerata l'odierna potenza dei mezzi di distruzione.

Non vorrei esagerare chiedendo: dov'è Gesù in queste parole? Però chiedo: dov'è il lontano lontano ricordo di Gesù in queste parole? Ok, è una domanda retorica. Ma queste cose dovrebbero spingere i fedeli a essere fedeli ad altre cose. Va bene anche la Bibbia, ma in un rapporto diretto col testo, non mediato dalle gerarchie ecclesiastiche. Solo così rispetterebbero i valori della loro religione, che prende le mosse da un grande pacifista che si chiamava Gesù Cristo.

Un altro grande pacifista (e pensatore, e cantautore, e molto altro - ci manchi!) si chiamava Fabrizio De André, e la notizia buona è che ieri sera hanno visto il suo concerto su Raiuno dai 3,5 ai 4 milioni di telespettatori. In prima serata. Questo dimostra che la gente sopravviverebbe bene anche senza i mortificanti e narcotizzanti pacchi di Bonolis, e valorizzerebbe, se solo ne avesse la possibilità, programmi di alto valore culturale.

Peter

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martedì, 30 novembre 2004

Anno record per Mediaset

Ieri al tg4 della notte ci informano di un fatto che si ricollega a ciò che è contenuto in Regime. Cioè: questo è stato l'anno record di Mediaset! Entusiasmo ci giunge da Montecarlo, dove Piersilvio ha presentato la sfavillante annata.
Grande giubilo mi permea, grande contentezza nel vedere un'azienda del nostro paese che macina utili su utili. E poi dicono che l'economia è in crisi... Comunisti!
Il meccanismo ovviamente è semplice e sotto gli occhi di tutti, vedenti e non vedenti. Distruggi la Rai, fai dei programmi di merda (Socci, Max & Tux, etc.) in modo che gli ascolti crollino per qualche tempo e gli inserzionisti fuggano all'isola felice Mediaset... Fai questo per due annetti, poi metti Bonolis a equilibrare un minimo le cose. Tanto ormai il danno alla Rai è fatto, e il favore (di qualche centinaio di milioni di euro) a Mediaset anche.
Gli italiani augurano Buon Natale ai dirigenti Mediaset...
I dirigenti Mediaset rispondono: "Grazie, coglioni."

Peter

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categoria:mediaset, televisivo
domenica, 24 ottobre 2004

Cazzo Marzullo...

Julia Smith, bellissima, altissima, dotatissima, dolcissima, gran classe, australiana, per 4 anni prima ballerina del Moulin Rouge, fortunata ospite di Marzullo a Sottovoce. Se la cava bene.
Finisce la puntata. Il Gigi, nuovo "ministro della cultura" di Rai Uno, le chiede: "Dia la buonanotte ai nostri telespettatori... in italiano, francese, inglese, australiano..."
Lei fa finta di niente. Esegue bravamente. Arriva il turno della buonanotte in inglese. Lui, estasiato e non pago: "Ora in australiano!"
"E' uguale..." abbozza lei nel tono più neutro possibile.
Rai Uno ci riserverà un prospero futuro all'insegna dell'erudizione, questo è certo. Volete che ve lo dica in portoghese? No, forse è meglio in brasiliano...

Peter

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categoria:televisivo



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